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            <title><![CDATA[[2026-09-02] CENA BELLAVITA @ Mezcal Squat]]></title>
            <description><![CDATA[CENA BELLAVITA

Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(mercoledì, 2 settembre 18:00)


Dalle 18:00 cucina aperta. La cena è BELLAVITA: porta ciò che vorresti
mangiare/bere e condividilo.

Il Mezcal Squat è uno spazio autogestito e le attività svolte al suo interno si
basano sulla condivisione. Non vi è circolo di denaro. Porta quello che vorresti
trovare. Utilizza la cucina e prepara quello che vuoi da mangiare.

SOLO COMPLICI E SOLIDALI, NESSUN CLIENTE!

--------------------------------------

COME RAGGIUNGERE IL MEZCAL SQUAT

BUS : 33 - CP1 - 76

TRENO : FERMATA COLLEGNO

METRO : FERMI

--------------------------------------

NO MACHI, NO FASCI, NO SBIRRI]]></description>
            <link>https://gancio.cisti.org/event/cena-bellavita-116</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 18:28:36 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[[2026-09-12] 50 SFUMATURE DI TECHNO TRA VARIETÀ DI STILI, SUONI E SOTTOGENERI @ Mezcal Squat]]></title>
            <description><![CDATA[50 SFUMATURE DI TECHNO TRA VARIETÀ DI STILI, SUONI E SOTTOGENERI

Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(sabato, 12 settembre 23:00)


MEZCAL SQUAT PRESENTA:

50 SFUMATURE DI TECHNO TRA VARIETÀ DI STILI, SUONI E SOTTOGENERI

Dalle 23 alle 7

 * Samsa

 * Titta B2B DeadBreezo

 * Polizei on Fire B2B Kessa

 * Plastikone Live set

 * Jonny Boy

 * Yashin

 * Visual by FMC Pixelssmoothies



Il Mezcal Squat è uno spazio autogestito e le attività svolte al suo interno si
basano sulla condivisione. Non vi è circolo di denaro. Porta quello che vorresti
trovare.

IL BAR SEI TU: PORTA DA BERE E CONDIVIDILO.

SOLO COMPLICI E SOLIDALI, NESSUN CLIENTE!

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COME RAGGIUNGERE IL MEZCAL SQUAT

BUS : 33 - CP1 - 76

TRENO : FERMATA COLLEGNO

METRO : FERMI

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NO MACHI, NO FASCI, NO SBIRRI]]></description>
            <link>https://gancio.cisti.org/event/50-sfumature-di-techno-tra-varieta-di-stili-suoni-e-sottogeneri</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 18:26:48 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Fa esplodere una moschea, poi si traveste da palestinese: l’Hasbara di Adi Karni]]></title>
            <description><![CDATA[Il caso di Adi Karni raccontato dalla newsletter di Lavinia Marchetti: dalle
demolizioni dell’esercito israeliano a Gaza al tour nelle scuole ebraiche
italiane, fino al travestimento da palestinese davanti alla …]]></description>
            <link>https://www.osservatoriorepressione.info/fa-esplodere-una-moschea-poi-si-traveste-da-palestinese-lhasbara-di-adi-karni/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Osservatorio Repressione]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Igor Squeo, la verità negata su una morte durante un fermo di polizia]]></title>
            <description><![CDATA[Nuovi esami medico-legali e possibile riesumazione del corpo del 33enne morto
dopo essere stato immobilizzato dalla polizia a Milano. Sei agenti e una
dottoressa sono indagati. Dopo due richieste di …]]></description>
            <link>https://www.osservatoriorepressione.info/igor-squeo-la-verita-negata-su-una-morte-durante-un-fermo-di-polizia/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Osservatorio Repressione]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:26:35 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Catastrofe tra Tibet e Nepal: cosa è successo nel Langtang]]></title>
            <description><![CDATA[Il 26 agosto un evento catastrofico ha colpito le vallate al confine tra Tibet e
Nepal, nell’area del Langtang Lirung. Verso le 8 del mattino si è verificato il
cedimento della montagna nel punto in cui poggiava la parte inferiore di un
ghiacciaio, che ha trascinato con sé roccia e ghiaccio in una rock ice avalanche
di oltre 100 milioni di metri cubi. Il bilancio, ancora in aggiornamento, ha
superato le 900 vittime e oltre 4000 persone disperse.

Comprendere le cause dell’evento, di cosa può aver innescato il collasso, e
darne una corretta definizione scientifica, è un passo fondamentale sia per lo
sviluppo di sistemi di allerta capaci di agire in situazioni simili, sia per
saper inserire eventi estremi di questo tipo in un contesto più ampio di
cambiamento climatico. Il concetto di rischio legato agli eventi estremi, non
dipende solo dalla pericolosità dell’evento ma anche dall’esposizione dei
territori: il Langtang è un’area storicamente densamente popolata e sempre più
interessata dal turismo. Ragionare quindi di adattamento, e di come poter
convivere con una criosfera che cambia per via del surriscaldamento globale, è
un tema che non riguarda solo l’Himalaya, ma tocca da vicino anche le nostre
montagne, tra turismo crescente e il drammatico bilancio dell’ultima stagione
glaciale.

Ne abbiamo parlato con Giovanni Baccolo, glaciologo e ricercatore presso
l’università di Roma Tre, curatore del blog Storie Minerali, autore per
l’AltraMontagna e autore di I ghiacciai raccontano.]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/08/catastrofe-tra-tibet-e-nepal-cosa-e-successo-nel-langtang/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://radioblackout.org/2026/08/catastrofe-tra-tibet-e-nepal-cosa-e-successo-nel-langtang/</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout 105.25FM]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 12:41:31 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Autistici sotto attacco!]]></title>
            <description><![CDATA[Il 26 agosto il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato di aver deciso di
applicare sanzioni antiterrorismo nei confronti del collettivo
Autistici/Inventati, che hasede in Italia. La legge federale americana
conferisce al Dipartimento del Tesoro ampia discrezionalità nell’attribuire
l’etichetta di “organizzazione terroristica” a gruppi stranieri. Nel medesimo
pacchetto di misure restrittive, applicate nell’ambito di una strategia più
ampia contro il dissenso radicale, oltre ad A/I rientrano sigle internazionali
come Palestine Action e Masar Badil. La base legale è l’Executive Order 13224,
firmato dopo l’11 settembre 2001, che consente di colpire chiunque abbia
“materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario,
materiale o tecnologico” a un atto di terrorismo. La formula “supporto
tecnologico” è il perno di tutta la vicenda, perché è quella che permette di
trattare un provider di servizi come un fiancheggiatore.

La pratica di designare una piattaforma Internet e un fornitore di servizi come
gruppo terroristico ha implicazioni “enormi” per il futuro della libertà di
espressione su Internet, ed è per questo che è importante supportare il
collettivo A/I.

Il dipartimento di stato Usa ha dato un mese di tempo a privati e imprese
statunitensi per rompere i rapporti con il collettivo Autistici/Inventati
accusato di terrorismo. Ma, a sole ventiquattr’ore dal provvedimento, le caselle
mail ospitate da A/I e i blog noblogs non erano raggiungibili. Tutta colpa del
Public Interest Registry (Pir), l’ente che da Washington governa l’accessibilità
ai domini «.org» utilizzati abitualmente da gruppi e associazioni no profit. Il
Pir ha voluto obbedire per primo all’ordine di Trump e Rubio rendendo
irraggiungibile il server. In una mezza giornata, lx tecnicx del collettivo
hanno rimediato al problema. I dati sono stati trasferiti a un altro indirizzo
web, lx utenti di autistici.org hanno recuperato le loro email e i blog sono
tornati visibili su .noblogs.org.

Di seguito, pubblichiamo quanto condiviso direttamente da A/I rispetto all’uso
delle caselle mail:

 1. Se hai un indirizzo @autistici.org stiamo lavorando per trasferire la tua
    casella su un nuovo dominio (su questo seguiranno presto aggiornamenti!).
    Nel frattempo non potrai inviare o ricevere nuove mail, ma potrai comunque
    accedere al tuo account. Una volta dentro, troverai tutto il tuo archivio di
    posta.
 2. Se hai un indirizzo di posta sui nostri server con qualsiasi altro dominio,
    puoi nuovamente accedere alla tua casella e spedire e ricevere mail usando
    la webmail o il tuo solito client di posta.
 3. Per accedere alla webmail, apri la nostra home all’indirizzo
    https://www.inventati.org e clicca Login in alto a sinistra. Poi inserisci
    il tuo nome utente e la tua password per accedere al tuo account.
 4. Se preferisci usare un client di posta (per esempio Thunderbird), non devi
    fare altro che cambiare l’indirizzo del server da mail.autistici.org a
    mail.inventati.org (per la posta in entrata) e da smtp.autistici.org a
    smtp.inventati.org (per la posta in uscita). A quel punto potrai usare il
    tuo account email come al solito.

Stiamo cercando di fare del nostro meglio per sopravvivere a questa apocalisse.
Tieni duro e abbi fiducia! Continueremo a pubblicare aggiornamenti via via che
ne abbiamo.

Per rimanere aggiornatx, e approfondire, consigliamo di controllare le seguenti
pagine.

Website: https://inventati.org (dove trovate una trovate una spiegazione
completa della vicenda, e i comunicati e la solidarietà espressa)
Blog: https://cavallette.noblogs.org
Social: https://mastodon.bida.im/@cavallette

Ne abbiamo parlato con un compagno dell’Hacklab torinese. Ascolta
l’approfondimento.

Di seguito del materiale da diffondere, il link per scaricare “+KAOS”, il libro
sui 10 anni di mediattivismo e hacking di A/I, e l’articolo di Sabot Media
citato nella puntata.]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/08/autistici-sotto-attacco/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://radioblackout.org/2026/08/autistici-sotto-attacco/</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout 105.25FM]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 12:11:09 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ancora violenze a Ceuta]]></title>
            <description><![CDATA[A un mese dagli arrivi di massa e dai respingimenti di fine luglio, l’emergenza
migranti a Ceuta è tutt’altro che risolta. Lo denunciano le ong No Name Kitchen
e Border Resistance, che continuano a monitorare la situazione sul campo. Il
CETI, il centro di prima accoglienza della città, era già al collasso prima dei
nuovi sbarchi. Per svuotare la spiaggia del Trampolín — dove oltre mille persone
vivevano accampate in condizioni precarie — le autorità hanno aperto due campi
temporanei, a Loma Margarita e all’Embolsamiento. Nel frattempo, le autorità
locali chiedono rimpatri di massa verso il Marocco e una maggiore
militarizzazione della zona. Sul territorio si registra anche un’escalation di
tensione: alcuni residenti hanno più volte bloccato i convogli della Croce Rossa
diretti alla spiaggia, impedendo la distribuzione di cibo e acqua; in un
episodio a Benítez, una ronda ha dato fuoco agli effetti personali delle persone
migranti.

Anche l’accesso al diritto d’asilo resta di fatto bloccato: secondo No Name
Kitchen mancano canali funzionanti per fissare un appuntamento con l’ufficio
competente, rendendo quasi impossibile presentare domanda di protezione
internazionale. A complicare il quadro è entrato in vigore, lo scorso giugno, il
nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che inasprisce le procedure di
frontiera e velocizza i rimpatri per chi arriva da Paesi considerati “sicuri”
come il Marocco. Le ONG segnalano inoltre condizioni di particolare
vulnerabilità per i minori e le persone migranti LGBTQ+.

Ne abbiamo parlato con un’avvocata di un gruppo di supporto legale solidale
sceso a Ceuta.

Per seguire gli aggiornamenti sui social si possono seguire le pagine di No Name
Kitchen e Border Resistance. Chi invece volesse scendere sul posto,
coordinandosi con compagn* autorganizzat*, può scrivere a:
apoyomutuoceuta@riseup.net]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/08/ancora-violenze-a-ceuta/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout 105.25FM]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:26:30 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La storia si scrive dalle crepe]]></title>
            <description><![CDATA[di Mauro Armanino Nelle ferite, nelle frontiere, nei volti dei migranti e dei
poveri si nascondono le tracce di un mondo diverso. Una riflessione
sull’apocalisse come rivelazione, insurrezione e possibilità …]]></description>
            <link>https://www.osservatoriorepressione.info/la-storia-si-scrive-dalle-crepe/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Osservatorio Repressione]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 10:33:42 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il tramonto dei baby boomer, tra la morte di Guccini e l’Ulisse di Nolan]]></title>
            <description><![CDATA[(disegno di escif)

Francesco Guccini è morto il 6 agosto scorso, all’età di ottantasei anni, a
Pavana, sull’Appennino tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Senza dubbio Guccini è
stato un punto di riferimento anche per la mia generazione, quella X, che con
tanta sobrietà e fatalismo benpensante è stata definita “generazione
dimenticata”, nel senso di poco appetibile economicamente e politicamente. Bontà
loro. Ma la generazione di Guccini è stata quella prima, la sua stessa, quella
dei baby boomer, dei “gloriosi anni Trenta”, durante i quali per un attimo
sembrò possibile a molti avere il “pane e le rose”.

Mi piace dire baby boomer e non boomer, forse perché ho avuto un’infanzia,
un’adolescenza e una giovinezza quasi interamente analogiche; forse perché sono
cresciuto con i genitori e un ecosistema fortemente influenzato dai militanti
del Pci; forse perché ho studiato storia e l’ho amata come disciplina,
considerandola un elemento fondamentale per stare al mondo; forse perché vivo in
un periodo storico in cui la storia è una disciplina disprezzata e la parola
conserva una sua rispettabilità solo se riferita all’incontinenza comunicativa
della sfera social; forse per questi, e altri motivi, ritengo che l’uso che si
fa del termine boomer sia perfettamente in linea col general intellect dei
giorni nostri: cioè una spanna oltre l’idiozia. Boomer è un cazzeggio in un
mondo nel quale il cazzeggio è diventato la sola logica del senso. Baby boomer,
invece, è un termine preciso, che sinteticamente ti dice quello che ti deve dire
e cioè che dopo la carneficina della Seconda Guerra Mondiale, che era separata
dalla carneficina della Prima Guerra Mondiale solo dalla più grande crisi
economica della modernità, la demografia registrava un incremento delle nascite
e della popolazione che arriverà fino ai primi anni Sessanta: un boom di bambini
che seguiva i boom mortali della guerra mondiale.

Guccini è stato, quindi, un riferimento soprattutto per la sua generazione, di
cui ha condiviso la parabola ascendente e discendente. Lui e De André hanno
costituito gli assi portanti di una narrazione generazionale che non ha
precedenti e probabilmente non avrà epigoni. Sia lui che De André, per la
verità, sono nati nel 1940, all’inizio della guerra e non subito dopo la sua
fine, in questo senso simbolicamente rappresentano il passaggio da un mondo
all’altro: dal mondo dei fascismi, del crack del ’29, della guerra e
dell’Olocausto, al mondo del boom economico, della decolonizzazione, del ’68,
delle grandi trasformazioni sociali e della convinta aspirazione alla
rivoluzione. La rivoluzione come orizzonte, come riferimento, come generatore
simbolico, come pretesto, come guarnizione e, in alcuni casi, come pratica.

Questa generazione che aggrediva il potere perché vecchio e soffocante, che lo
dileggiava, che voleva prenderlo, ma poi forse preferiva liberarsene,
comportandosi come i bambini per i quali il cibo, nella fase in cui stanno
imparando a mangiare da soli, prima che nutrimento, prima che valore, è gioco.
Questa generazione ha guardato a Guccini e De André (non solo a loro certamente,
ma forse nessun altro come loro due ha travalicato la dimensione corporea per
diventare un’immagine oracolo) per sentir dire di sé ciò che non poteva dirsi da
sola.

La generazione X ha guardato a quella precedente in un modo del tutto simile a
come i baby boomer guardavano ai partigiani, con un misto di senso di
inferiorità, rispetto, desiderio di emulazione, risentimento per non aver fatto
la rivoluzione e invidia per esserci andati tanto vicini. Nel fermento degli
anni Novanta sembrava che anche questi “bamboccioni”, traditi dai loro
predecessori ormai imborghesiti, fossero riusciti a trovare la loro rivoluzione
globale… ma è stato un attimo. Sono rimasti un po’ di ragazzi morti, tante botte
e la consapevolezza di aver perso il giro. Per loro, Guccini e De André erano i
cantori di quello che, come generazione, non sarebbero mai riusciti a essere.

È per questo che la morte di Guccini per un baby boomer e per una generazione X
ha un peso e un senso completamente diversi. Per i cinquantenni di oggi Guccini
e De André non sono mai stati vivi, ma sempre l’immagine del mondo dei padri e
delle madri, l’immagine della nostalgia per quell’infanzia vissuta tra gioia e
rivoluzione che poi è passata come tutte le fasi della vita, lasciando solo le
canzoni, gli slogan e il vintage. Per i baby boomer, invece, la morte di Guccini
è l’ennesima morte di uno di loro, che a differenza di De André non se n’è
andato prematuramente ucciso da un tumore, ma è morto vecchio, come vecchi sono
tutti loro. La morte di Guccini ci annuncia che i baby boomer stanno finendo per
cause naturali e che quel mondo, la gioia e la rivoluzione, la lotta armata e
non, il desiderio e la liberazione, finirà con loro. Rimarranno le canzoni, le
immagini d’archivio e il vintage.

I DUE ULISSE DEL CINEMA
Quel mondo è finito e non è la morte di Guccini ad averne decretato la fine, e
nemmeno il dato biologico. Quel mondo è stato ammazzato con un veleno lieve,
propinato goccia a goccia per oltre trent’anni, ormai quasi quaranta. La caduta
del muro di Berlino ha avuto la stessa funzione simbolica del Cavallo di Troia:
sembrava un regalo, un gesto di pace, un momento di libertà e invece è stato
l’inizio dello sterminio. La cosa più interessante del film di Nolan
sull’Odissea è il modo in cui ha risignificato Ulisse, rendendo il suo
personaggio incredibilmente corrispondente alla generazione dei baby boomer di
oggi. Nel film di Nolan, Ulisse diviene il simbolo di una generazione che ha
perso la strada di casa perché non è pronta a tornarci, perché ha su di sé la
colpa di aver tradito se stessa. L’Ulisse del 2026 è la versione invecchiata e
stanca di quello del 1954 interpretato da Kirk Douglas: dove quest’ultimo era
sfrontato, irriverente, con un ghigno ironico perennemente stampato in faccia,
quello di Matt Damon e corrucciato, triste, smarrito. Sono passati settantadue
anni e si sentono tutti. Ulisse è invecchiato, i suoi sogni sono infranti, oggi
è uno sconfitto e sa che il responsabile della sua sconfitta è lui stesso perché
non ha saputo essere all’altezza della sfida che aveva lanciato alla storia.

Entrato a Troia, l’Ulisse del ’54, getta a terra la statua di Poseidone; nelle
sue peregrinazioni sfida e provoca gli dèi senza curarsi delle conseguenze che
affliggono soprattutto i suoi compagni, che cadono uno a uno a causa delle sue
trasgressioni, ma lui insiste, non arretra, gode della compagnia di Circe e di
Nausicaa fino a quando non se ne sente appagato e si rimette in viaggio.
L’Ulisse di Douglas parla di una giovane generazione di baby boomer che muove i
suoi primi passi scoprendo libertà nuove in un mondo che voleva togliersi di
dosso la puzza opprimente della morte; è la generazione delle prime culture
giovanili ribelli, dedite all’omicidio simbolico del padre: un’immagine iconica
della hybris dei baby boomer e l’“attentato del topless” subito da Adorno
durante il ’68 tedesco, nel quale alcune studentesse mostrarono il seno allo
sconcertato cofondatore della Scuola di Francoforte che in tutta risposta chiamò
la polizia. La paura che avevano dei giovani i padri del pensiero critico,
Horkheimer e Adorno, è l’indice più esplicito di come la violenza vitale di
quella generazione ambisse a divorare la realtà.

Nel 2026 l’Ulisse Matt Damon guarda rotolare sconvolto la testa della statua di
Atena, che non è stato lui a tagliare, è disorientato dalla violenza e dalla
brutalità che ha consentito si scatenasse grazie allo stratagemma che aveva
ideato per violare le porte di Troia. Se la sua versione giovane si abbandonava
alle avventure che lo portavano lontano dalla patria, a causa della collera di
Poseidone, senza arretrare di un passo e con il piglio di chi vuole sperimentare
le più disparate esperienze, la sua versione odierna tentenna indecisa e
spaurita; non se lo dice, ma non vuole tornare a casa, forse pensa che tornando
profanerebbe la sua stessa terra come aveva profanato quella di Troia fingendo
un dono di pace, si sente maledetto e ha paura di portare con sé la sua
maledizione, è sopraffatto dal senso di responsabilità che scaturisce dal senso
di colpa, vuole salvare i suoi uomini, ma sa per certo di averli condannati a
morte. Lui solo tornerà a casa ed è così che pagherà la sua colpa.

Nel suo peregrinare si imbatte nell’isola dei lotofagi dove incontra Calipso,
inizia a divorare fiori di loto come i baby boomer iniziarono a imbottirsi di
eroina alla fine dei Settanta, per non pensare o rendere più sopportabile il
peso di una inesorabile sconfitta. In settant’anni l’Ulisse Kirk Douglas diventa
l’Ulisse Matt Damon; lo sfrontato, feroce, libero, si ritrova a obbedire ad
Agamennone verso il quale non fa che ribadire la sua sottomissione, dal quale
accetta una guerra pur sapendola sbagliata; lui che diffida delle credenze e
delle ideologie dei suoi soldati, dei subalterni, non riesce a sottrarsi alla
gerarchia “naturale” del potere. Se la hybris di Kirk Douglas lo portava ad
aprirsi all’imprevedibile, quella di Matt Damon consiste nel negare che possa
esserci altro da quello che c’è.

Così la generazione dei baby boomer, quelli dell’assalto al cielo, del siamo
realisti vogliamo l’impossibile, nello snodo drammatico del 1989, rinuncia
all’orizzonte rivoluzionario per salvaguardare realisticamente quel benessere
borghese che sente minacciato dal cambiamento del ciclo economico. Con la corsa
al centro, il riformismo e i moderati, i baby boomer costruiscono un Cavallo di
Troia fatto di “miglior mondo possibile”, di “capitalismo dal volto umano”, di
riforme del mercato del lavoro, della previdenza, della scuola, della
Costituzione, del sistema elettorale.

Ma da quel cavallo di Troia non ci passa il miglior mondo possibile, ci passa il
ritorno in grande stile del fascismo, della guerra, dello sfruttamento, del
razzismo e del nazionalismo suprematista. Come nel film di Nolan, Ulisse scopre
che sono gli Achei stessi, dopo la distruzione di Troia, il “popolo del mare”
che arriverà a distruggere la propria stessa civiltà, così i baby boomer hanno
finito per devastare quel mondo nuovo che avrebbero voluto costruire, hanno
distrutto quella promessa di rivoluzione che era stata il segno più evidente
della loro cultura.

Guccini è morto. Quella storia è finita e i baby boomer un po’ alla volta
lasciano il campo, più che altro per ragioni biologiche. Ma l’Ulisse Matt Damon
scopre comunque una possibilità, decide di tornare a Itaca solo quando si assume
la responsabilità del suo fallimento, e dopo aver opportunamente massacrato i
proci sceglie l’esilio, lascia spazio al figlio e a un mondo nuovo tutto da
farsi. E non importa che Ulisse e Penelope predicano che si ripeteranno gli
errori del passato; con Nietzsche, infatti, potremmo dire che dimenticare è
necessario perché possa esserci un futuro, perché possa esserci storia e perché
possa esserci vita. Lo sa bene la “generazione dimenticata”, cresciuta nel culto
dei padri e delle madri, e ridotta all’insignificanza; lo sanno bene i fascisti,
che hanno dichiarato guerra agli adolescenti. L’esilio è la condizione
preliminare perché ci sia la possibilità di un mondo nuovo.

Guccini è morto e il mondo dei baby boomer è finito, ma quando e se la
generazione Z troverà il modo per vedere se stessa oltre la brutale repressione
con la quale questo vecchio mondo vorrebbe neutralizzarla, se riuscirà a tirarsi
dietro gli adolescenti di oggi assurti a nemico pubblico numero uno del decoro
borghese, allora può darsi che si aprirà un nuovo orizzonte, allora può darsi
che si vedrà ancora in lontananza arrivare quel mostro strano, con un potere
tremendo, che divora la pianura lanciato a bomba contro l’ingiustizia.

Con amore, a tutti i baby boomer. (emiliano schember)]]></description>
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            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 10:09:29 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[RADIO KEBAB]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout 105.25FM]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:34:50 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Turchia, dalle carceri alle miniere: la repressione continua]]></title>
            <description><![CDATA[di Gianni Sartori Dal prigioniero curdo Mehmet Sait Yildirim, detenuto da 31
anni e gravemente malato, agli scioperi della fame nelle carceri e all’arresto
dei sindacalisti dei minatori: la repressione …]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[Osservatorio Repressione]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:30:43 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Cerignola (Foggia), 31 agosto 1955 – i carabinieri occupano il municipio per impedire l’insediamento del sindaco comunista]]></title>
            <description><![CDATA[Nel secondo dopoguerra italiano il conflitto tra governo centrale e
amministrazioni locali guidate dalla sinistra non si consumò soltanto nelle aule
parlamentari. In molti comuni, soprattutto quelli amministrati da socialisti …]]></description>
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            <pubDate>Sun, 30 Aug 2026 22:01:00 GMT</pubDate>
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