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        <title><![CDATA[Torino]]></title>
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            <title><![CDATA[[2026-09-23] Presentazione di "Comprendere lo Yemen" @ Area Pedonale Via Balbo]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Presentazione di "Comprendere lo Yemen"</h3><strong>Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino</strong><br>(mercoledì, 23 settembre 18:00)<br><img src="https://gancio.cisti.org/media/dc7e614dc4b36a462ac0f80d34f0f58e.jpg"><p><strong>COMPRENDERE&nbsp;LO YEMEN - Presentazione del libro di Tim Anderson</strong></p><p>Il libro punta a far luce su una zona del mondo tanto discussa,&nbsp;soprattutto alla luce degli ultimi eventi e dell'offensiva Houthi lungo lo stretto di Bab el Mandeb, ma&nbsp;raramente&nbsp;approfondita.</p><p>Grazie al contributo di numerosi autori yemeniti, il libro "Comprendere lo Yemen"&nbsp;fa luce&nbsp;sul momento nel quale un paese&nbsp;che viene raccontato come territorio&nbsp;afflitto dal"la peggiore delle crisi umanitarie", eppure&nbsp;è&nbsp;diventato uno scenario centrale nella guerra contro l'imperialismo americano, israeliano e saudita. Dalla&nbsp;costruzione del Governo Rivoluzionario da parte degli Houti, alla guerra&nbsp;contro&nbsp;Israele in solidarietà alla popolazione palestinese, fino alle più recenti operazioni militari che hanno il piccolo paese sul Mar Rosso al centro della cronaca globale, il testo ricostruisce la genesi del movimento Ansar Allah, delle sue radici politiche, della guerra civile yemenita e delle sue proiezioni globali.</p><p>Ne discutiamo insieme all'autore Tim Anderson&nbsp;(già&nbsp;docente di Economia Politica all'università di Sydney e direttore del Center for Counter Hegemonic Studies) e alla traduttrice italiana Roberta Rivolta.</p><p><strong>MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE &nbsp;-&nbsp;H 18</strong></p><p><strong>AREA PEDONALE DI VIA BALBO - VANCHIGLIA</strong></p><p></p><p></p><p>INFOSHOP SENZA PAZIENZA</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[torino]]></category>
            <category><![CDATA[libri]]></category>
            <pubDate>Sun, 20 Sep 2026 08:20:40 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Destre eversive e forze dell’ordine – La nascita del prodotto Vannacci – Reti neurali on-board e droni dormienti nella Kill Zone@1]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Estratti dalla puntata del <strong>14 settembre 2026</strong> di <a href="https://radioblackout.org/shows/bello-come-una-prigione-che-brucia/">Bello Come Una Prigione Che Brucia</a></p>



<p><strong>ESTREMA DESTRA E FORZE DELL’ORDINE</strong></p>



<p>A Torino si terrà un incontro, organizzato dal sindacato di polizia FSP, tra membri delle forze dell’ordine, imprenditoria locale, un criminologo, un direttore di media post-verità, un Vannacci.</p>



<p>Sarebbe dovuto essere un <strong>momento ufficiale di formazione</strong> per il personale di polizia certificato da Ministero degli Interni e questura, ridimensionato a “tavola rotonda sull’insicurezza urbana” in seguito alle polemiche suscitate.</p>



<p>Partiamo con una breve carrellata di <strong>episodi internazionali</strong> di relazioni tra forze dell’ordine e gruppi di estrema destra, da quelli che perseguono obbiettivi elettorali come Alba Dorata a quelli terroristici come il movimento Reichsbürger.</p>



<p>Analizziamo quindi il profilo politico di questo momento di propaganda ultra-reazionaria organizzato da un sindacato di polizia, partendo dalla <a href="https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/09/bcupcb-media-vol-vannacci.webp">simbologia del volantino</a>.</p>



<figure><audio><source src="https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/09/BCUPCB_Vannacci-forze-ordine-torino.mp3"></audio></figure>



<p><strong>COME NASCE IL PRODOTTO VANNACCI</strong><br><br>L’ipervisibilizzazione mediatica ha sicuramente giocato un ruolo cruciale nella promozione di questa figura e nello sdoganamento delle sue parole d’ordine, ma come funziona la macchina politica di Futuro Nazionale?</p>





<p>Un gioco di scatole: Associazione “Il Mondo al Contrario”, Centro Studi Rinascimento Nazionale, Fondazione Generazione Xa”, Futuro Nazionale.</p>



<p>Grazie a un’importante<a href="https://antonellas.substack.com/p/chi-e-davvero-vannacci?r=1knx7a&amp;utm_campaign=post-expanded-share&amp;utm_medium=post%20viewer"> inchiesta di<strong> Antonella Silipigni</strong></a>, approfondiamo la struttura organizzativa, i finanziamenti e una rete che si articola tra ex-ufficiali della Folgore, massoneria e l’internazionale nera di Steve Bannon.</p>



<p><strong>Un bouquet dall’aroma destra golpista anni ‘70…</strong></p>



<figure><audio><source src="https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/09/BCUPCB_vannacci-inchiesta.mp3"></audio></figure>



<p><strong>RETI NEURALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI BERSAGLI E DRONI DORMIENTI</strong></p>



<p>Riprendiamo in modo più approfondito alcune <a href="https://radioblackout.org/podcast/la-fine-di-autistici-inventati-e-gli-interessi-in-campo-tecnomiliardari-reazionari-ai-e-politica-app-per-genocidari-in-vacanza">recenti evoluzioni </a>riguardanti il crescente livello di autonomia operativa dei droni nel conflitto russo-ucraino e la relazione tra ambiente e letalità all’interno della Kill Zone.<br><br>Analisti dell’esercito di Kiev descrivono l’evoluzione delle reti neurali per il riconoscimento dei bersagli montate sui droni russi Molniya; parallelamente emerge l’introduzione di droni dormienti attivati dal suono dei veicoli in transito.</p>



<p>L’automazione della letalità rimanda a tecnologie precedenti come le mine antiuomo, mentre Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia escono dal trattato per la loro messa al bando.</p>



<figure><audio><source src="https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/09/BCUPCB_droni-dormienti.mp3"></audio></figure>]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/podcast/destre-eversive-e-forze-dellordine-la-nascita-del-prodotto-vannacci-reti-neurali-on-board-e-droni-dormienti-nella-kill-zone/</link>
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            <category><![CDATA[repressione]]></category>
            <category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
            <category><![CDATA[bello come una prigione che brucia]]></category>
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            <category><![CDATA[killer robots]]></category>
            <category><![CDATA[kill zone]]></category>
            <category><![CDATA[futuro nazionale]]></category>
            <category><![CDATA[vannacci]]></category>
            <pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:51:32 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ciao Alex]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Ecco un ulteriore approfondimento in ricordo di Alex, a seguito della sua scomparsa pochi giorni fa. Alex è stato un compagno impegnato a Torino su tanti fronti, tra cui quello sindacale, lottando fianco a fianco a lavoratori, lavoratrici e lavoratorx. Ne parliamo con Elisa della Cub Sanità, che ricorda la sua capacità di creare reti e alleanze, di affiancare le persone, lasciandole sempre protagoniste dei percorsi di lotta da attraversare.</p>



<p>Questo ricordo è anche un invito a partecipare a una commemorazione collettiva, che si terrà sabato 12 settembre dalle 19 ai giardini reali (lato fenix), Torino.</p>



<figure><audio><source src="https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_10_2026.09.10-10.00.00-Alex.mp3"></audio></figure>]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/09/ciao-alex/</link>
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            <category><![CDATA[L'informazione di Blackout]]></category>
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            <category><![CDATA[Blackout Inside]]></category>
            <category><![CDATA[cub]]></category>
            <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:47:21 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Difendere una casa dignitosa: muro popolare per sostenere Loredana nel quartiere Vallette di Torino]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Torino capitale della crisi abitativa: continuano gli sfratti nella città di Torino e in particolare martedì 15 settembre Loredana e la sua famiglia rischiano di venire sgomberati dalla casa ATC in cui abita da diverso tempo. </p>



<p>Ascoltiamo la sua storia e rilanciamo l’appuntamento in solidarietà a chi pretende una casa e una vita dignitose! </p>



<figure><audio><source src="https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/09/Lory2026_09_10_2026.09.10-10.00.00-escopost.mp3"></audio></figure>]]></description>
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            <category><![CDATA[quartiere popolare]]></category>
            <category><![CDATA[sfratto]]></category>
            <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:32:35 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Torino, il Salone dell’Auto può occupare il centro. La protesta no]]></title>
            <description><![CDATA[La Questura impone alla biciclettata climatica un percorso lontano dal Salone. Mentre piazze e strade vengono consegnate all’automotive, contestare quel modello di città diventa un problema di ordine pubblico Da &#8230;]]></description>
            <link>https://www.osservatoriorepressione.info/torino-il-salone-dellauto-puo-occupare-il-centro-la-protesta-no/</link>
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            <category><![CDATA[torino]]></category>
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            <category><![CDATA[Extinction Rebellion]]></category>
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            <category><![CDATA[decreto sicurezza]]></category>
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            <category><![CDATA[libertà di protesta]]></category>
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            <category><![CDATA[Fiab Torino Bike Pride]]></category>
            <category><![CDATA[legge 54/2026]]></category>
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            <category><![CDATA[Salone Auto Torino]]></category>
            <category><![CDATA[Toroller Collective]]></category>
            <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:48:26 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-09-12] ZUT Festival! @ Radio Alice Chieri]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>ZUT Festival!</h3><strong>Radio Alice Chieri - Via Avezzana 24, Chieri</strong><br>(sabato, 12 settembre 17:00)<br><img src="https://gancio.cisti.org/media/71c1b69b2dceecb78ea86391ea7cf205.jpg"><p>🎙️ ZUT! Festival arriva a Chieri.<br><br>Due giorni per incontrarsi, discutere, ascoltare, ricordare e immaginare insieme.<br><br>📅 12–13 settembre 2026<br>📍 Via Avezzana 24, Chieri<br><br>📆Sabato 12/09 h.17-23<br>H 18.30 Talk inaugurazione mostra fotografic a sulla memoria<br>delle vittime della st rage fascist a del 18-20 dicembre 1922 a Torino.<br>H 20 Concerto in acustico con panini e bevande<br>📆Domenica 13/09 h. 17-23<br>H 17-23 Mostra fotografica, attività e laboratori<br>per tutte le età!<br>H 19.30 Presentazione nuova stagione di Radio Alice Chieri<br>H 20 Jam Session in acustico con panini e bevande<br><br>Un festival che mette al centro memoria, cultura e partecipazione, perché conoscere il passato è il primo passo per costruire il futuro.<br><br>🔴Ingresso con tessera arci</p>]]></description>
            <link>https://gancio.cisti.org/event/zut-festival-2</link>
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            <category><![CDATA[torino]]></category>
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            <category><![CDATA[dibattito]]></category>
            <category><![CDATA[Mostra fotografica]]></category>
            <category><![CDATA[chieri]]></category>
            <category><![CDATA[lotta in provincia]]></category>
            <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 16:08:20 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-09-11] Teniamo Internet Libera @ Radio Blackout 105.250]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Teniamo Internet Libera</h3><strong>Radio Blackout 105.250 - Via Cecchi 21/a, Torino</strong><br>(venerdì, 11 settembre 19:00)<br><img src="https://gancio.cisti.org/media/5a070238896fb2d8d5d443b79baa4d80.jpg"><p>Il collettivo Autistici/Inventati chiude dopo 25 anni di attività, dopo esser stato inserito, il 26 agosto, tra le organizzazioni terroristiche mondiali dal governo USA. L'accusa è quella di fornire infrastrutture digitali a movimenti e militanti, in USA come in Europa e nel resto del mondo.</p><p>L'inserimento nella lista di organizzazioni terroristiche avviene per decisione amministrativa e comporta l'esclusione dai circuiti finanziari. Il dominio <a href="http://autistici.org" target="_blank">autistici.org</a> è stato cancellato pochi giorni dopo la decisione.</p><p>Cerchiamo di ricapitolare cosa è successo, quali conseguenze possano avere le forme di repressione utilizzate e di immaginare come costruire insieme nuovi strumenti.</p>]]></description>
            <link>https://gancio.cisti.org/event/teniamo-internet-libera</link>
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            <category><![CDATA[inventati]]></category>
            <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 14:59:29 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La polizia vannacciana avanza]]></title>
            <description><![CDATA[A Torino un convegno con Roberto Vannacci è stato riconosciuto dalla Questura come aggiornamento professionale per i poliziotti. Il questore è annunciato per i saluti. Il SILP CGIL chiede la &#8230;]]></description>
            <link>https://www.osservatoriorepressione.info/la-polizia-vannacciana-avanza/</link>
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            <category><![CDATA[riforma della polizia 1981]]></category>
            <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:40:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-09-08] Cena sociale di quartiere GRAB @ Giardini Madre Teresa]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Cena sociale di quartiere GRAB</h3><strong>Giardini Madre Teresa - Corso Vercelli 12</strong><br>(martedì, 8 settembre 20:30)<br><img src="https://gancio.cisti.org/media/e11eb16b7a371f40a469d26243d8c790.jpg">]]></description>
            <link>https://gancio.cisti.org/event/cena-sociale-di-quartiere-grab-30</link>
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            <category><![CDATA[CENA]]></category>
            <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 20:42:55 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-09-14] CINEFORUM EVIL DEAD(1981) @ Piazza Santa Giulia]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>CINEFORUM EVIL DEAD(1981)</h3><strong>Piazza Santa Giulia - Piazza Santa Giulia, 10124, Torino</strong><br>(lunedì, 14 settembre 20:00)<br><img src="https://gancio.cisti.org/media/b1f944b4d4e26b95cf67718a47654071.jpg"><p>SUPPORT YOUT LOCAL FILM-MAKERS!</p><p>siamo un collettivo di ame che stanno realizzando un film a budget 0 da ormai un paio di anni, proietteremo EVIL DEAD (1981) nel nostro spazio abitativo con l'obbiettivo di raccogliere qualche soldino per un microfono, costumi e simili. </p><p>ingresso a offerta libera, bar a prezzi popolari</p><p>Troverai: Birrette, Amari homemade dalle ame, presa bene</p><p>vi aspettiamo! </p><p>ps: viva il cinema lowbudget </p>]]></description>
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            <category><![CDATA[torino]]></category>
            <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:53:50 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La repressione dei venditori informali a Torino, sfumature di un’arte secolare]]></title>
            <description><![CDATA[
<figure aria-describedby="caption-attachment-69351" style="width: 800px"><img src="https://napolimonitor.it/wp-content/uploads/2026/09/Graneri_dettaglio-2.jpg">(dettaglio da un dipinto di Giovanni Michele Graneri)</figure>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le piazze più note del centro di <strong>Torino</strong> sono piene di mercati all’aperto. Qui, tra i banchi di legno oppure per terra, disposti su grandi teli o dentro sacchi e ceste, si trovano generi alimentari di ogni tipo. Alcuni venditori riparano le merci sotto tende di tela bianca, altri stazionano allo scoperto con carri colmi di legna o enormi botti di vino, o transitano con cavalli carichi di anfore e stoviglie. In postazioni sparse sono piazzati fabbri, arrotini, filatrici. Davanti ai banchi i clienti si fermano a trattare e conversare. A intrattenerli arrivano commedianti in maschera che recitano in corteo o su palcoscenici improvvisati, musicanti con i loro strumenti, cantastorie e saltimbanchi. In mezzo a loro ci sono uomini che giocano a carte, donne che allattano i figli, bambini che giocano, adulti che litigano picchiandosi vigorosamente, preti che intervengono per redarguirli, cani che si agitano tra tutti questi corpi e le loro cose: una folla vivace in cui si incontrano tutti i ceti sociali, anche se non sempre si parlano, e non sempre in modo pacifico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">È tra le collezioni storiche dei musei pubblici e privati della città che trovo queste scene, protagoniste dei dipinti di <strong>Pietro Domenico Olivero</strong> e un suo allievo,<strong> Giovanni Michele Graneri</strong>. Entrambi furono attivi nella prima metà del Settecento, quando Torino era già diventata capitale del <strong>Regno di Sardegna</strong>, e loro opere, etichettate come “bambocciate”, ossia scene di genere che ritraggono la vita quotidiana della società civile, erano molto apprezzate dall’aristocrazia e dai mercanti d’arte, che trovavano quei soggetti curiosi e divertenti. Le autorità cittadine commissionavano le scene con i mercati – incorniciati dalle architetture che ancora oggi rendono famosa Torino – per celebrare la ricchezza della cittadella sabauda in espansione, ma anche per uno scopo più alto, legato alla morale del tempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In quei decenni migliaia di persone si riversavano in città dalle campagne circostanti devastate da continue guerre, epidemie e carestie, e il loro arrivo era sinonimo di povertà da gestire. Le ricerche storiche che hanno analizzato gli “ordinati” (i verbali delle sedute del Consiglio di Città, oggi custoditi dall’<strong>Archivio di Stato di Torino</strong>) rilevano che furti, risse, truffe, accattonaggio, prostituzione e altri reati legati al “malaffare” erano all’ordine del giorno. Alcuni di questi studi (in particolare i volumi di Giuseppe Ricuperati e Donatella Balani) evidenziano, tra le altre, la presenza di “numerosissimi ambulanti che vendevano abusivamente ogni sorta di prodotti di modesto valore agli angoli delle strade e nelle piazze” e le numerose denunce che negozianti e privati cittadini sporgevano contro di loro. Per mantenere l’ordine, dagli anni Venti del Settecento,<strong> Vittorio Amedeo II</strong> e poi il figlio e successore <strong>Carlo Emanuele III</strong> fissarono norme e pene sempre più stringenti e severe, incentivarono la delazione e ridefinirono gli organi di controllo e gestione della città centralizzando progressivamente i poteri nelle proprie mani e in quelle dello stato sabaudo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le arti visive vennero chiamate a costruire&nbsp;l’immagine di <strong>Torino</strong> come capitale della giustizia e dell’ordine pubblico, così, tra il 1736 e il 1740, la città commissionò a <strong>Olivero</strong> e <strong>Graneri</strong> dei quadri destinati all’ufficio del <strong>Vicariato</strong>. In quegli anni, l’ente municipale che dal Quattrocento aveva amministrato la cittadella era da poco passato sotto il controllo statale e aveva assunto competenze di “politica e polizia”; i dipinti in questione dovevano quindi rappresentare “la politica e il buon governo”, ovvero l’autorità del Vicariato e “i castighi” previsti per i trasgressori. È il ciclo di opere in cui tra i mercati cittadini si vedono comparire figure assenti in altri dipinti simili: le guardie, in divisa e munite di armi di repressione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le tele di <strong>Olivero</strong> sono un condensato di punizioni esemplari. Nella piazza dell’antica torre comunale, una guardia prova a fermare tre giovani che, nello scappare, hanno ribaltato il banco di una venditrice; altre due hanno arrestato un uomo mettendogli grosse catene ai polsi; un’altra ancora sta sanzionando un venditore di pane. In secondo piano, un uomo condannato alla gogna viene tirato su con una carrucola e tenuto a penzolare dalla torre col corpo accartocciato su sé stesso. In un’altra piazza idealizzata, tra architetture che evocano le forme di Palazzo Madama e le Torri palatine, queste ultime allora adibite a carcere, le guardie arrestano una donna che, mentre viene portata via, si copre il volto. Poco distanti, un ragazzo viene bastonato mentre cade tentando la fuga, altri giovani vengono tirati dai polsi e portati alla torre carceraria, dove un uomo mezzo nudo viene al contempo fustigato; un venditore con carro al seguito viene minacciato di fare la stessa fine e, sullo sfondo, a un altro commerciante vengono confiscate delle ceste d’uva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Scene simili si ripetono nelle tele di <strong>Graneri</strong>. Al mercato di <strong>Porta Palazzo</strong>, in mezzo ai banchi dei venditori, l’arresto di una prostituta elegantemente vestita, anche lei col volto semicoperto, vede le guardie impegnate a bastonare e spingere energicamente chi cerca di ostacolarne l’operazione. In piazza del Municipio, i tutori dell’ordine presidiano la folla mentre alcune venditrici, accusate di vendere uova marce, subiscono dagli stessi cittadini una sassaiola fatta con la merce sequestrata, secondo l’usanza del tempo. In un’altra piazza affollata, la vita commerciale è scombussolata dall’arresto di sei ladri legati dalla stessa lunga catena, che gli stringe caviglie e polsi. In questi ultimi dipinti, alle solite guardie con uniforme verde scuro e cappello a tricorno se ne aggiungono altre, anch’esse armate, ma con una divisa di colore e taglio diverso. Sulla loro bandoliera è riconoscibile lo stemma della corte sabauda: un’aquila nera entro cui è inscritta una croce bianca su ovale rosso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le forze allora operative in strada erano in effetti diverse, ma il dato iniziale sulla committenza suggerisce che quelle ritratte fossero le guardie del Vicariato e la sua “polizia urbana”, antenati dell’attuale polizia locale: a loro spettava il compito di sorvegliare i mercati, allontanare i questuanti, espellere gli “stranieri” senza casa e lavoro, tenere separati gli ebrei dagli altri abitanti, arrestare “donne di mal partito”, ladri e truffatori, giocatori d’azzardo, venditori abusivi, “zingari e vagabondi” e tutti gli “oziosi” i cui comportamenti erano ritenuti devianti o sospetti. Chiunque fossero realmente quegli agenti dell’ordine – ammettono gli studi specialistici –, gli effetti della loro sorveglianza quotidiana e delle numerose norme a tutela dei cittadini “di buona condizione e fama” si rivelarono poco soddisfacenti per tutto il secolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’aspetto più politico di queste rappresentazioni rimane giusto accennato negli studi esistenti, né il <strong>Museo civico</strong> di<strong> Palazzo Madama</strong>, che oggi possiede buona parte di questo patrimonio, si è preoccupato di valorizzarne la fruizione, anzi; visitare le sue sale espositive significa imbattersi in schede informative che non rispondono all’allestimento attuale e un personale di sala poco istruito a colmare le lacune. L’ultima edizione del catalogo della collezione, poi, risale al 1963 e sul sito web ufficiale molte delle opere catalogate non sono né visibili né descritte. Eppure, il ciclo dedicato al “buon governo” può dirci qualcosa di interessante anche sul presente. Nel rivelare assonanze notevoli con le cronache giornalistiche che riportano i numerosi sgomberi e le sanzioni a danno degli abitanti più poveri, questi documenti visivi confermano che le ambizioni del potere, nonostante secoli di norme fallimentari, non sono mutate e, soprattutto, che le strategie di sopravvivenza e resistenza alla repressione, organizzate o spontanee che siano, si rigenerano di continuo. Oggi, a essere cambiate sono più che altro le sfumature del discorso attraverso cui le politiche e le </span><a href="https://napolimonitor.it/author/dora-griot/" target="_blank">azioni punitive</a><span style="color: #000000;"> vengono raccontate. La storia dell’arte, in questo caso, ci mostra un passato in cui il potere era forse più brutale nel suo modo di esprimersi, ma di certo più onesto nell’autorappresentarsi: agli artisti ingaggiati non si chiedeva di edulcorare la violenza di cui esso era capace.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quest’anno, con l’arrivo della primavera, le forze istituzionali del contrasto al “degrado urbano” hanno trovato nuovi luoghi e soggetti contro cui accanirsi. All’area dei mercati storici di Porta Palazzo e del <strong>Balon</strong>, dove venditori informali di cibo, erbe aromatiche, abbigliamento e oggetti usati continuano a garantirsi guadagni minimi nonostante le</span> <a href="https://napolimonitor.it/un-ciclo-di-repressione-e-rinascite-nuove-visioni-dal-balon-dei-poveri-a-torino/" target="_blank">vessazioni</a> <span style="color: #000000;">da parte della polizia locale, e talvolta anche di quella di stato, si sono aggiunte altre vie e piazze centrali, ugualmente celebri ma destinate a un pubblico più borghese e turistico. A far scattare l’allarme, questa volta, sono stati alcuni nomi illustri della cultura torinese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">È inizio aprile quando la presidente del <strong>Museo Egizio</strong>, <strong>Evelina Christillin</strong>, riferisce ai giornali di avere già fatto numerose segnalazioni al comando della polizia locale: l’ingresso del museo – parole sue – è assediato da venditori abusivi di gadget e souvenir; a lamentarne la presenza sarebbero gli stessi visitatori. “Basta! – sbotta lei nel corso di una intervista – È un’attività illegale. […] I nostri prodotti sono sostenibili, la merce che vendono loro invece probabilmente non lo è”. A darle man forte è il direttore del museo, <strong>Christian Greco</strong>, e a darle ragione è il <strong>sindaco Lo Russo</strong>, che sollecita</span> <a href="https://napolimonitor.it/le-politiche-discriminatorie-della-sinistra-note-a-partire-da-un-libro-sugli-sgomberi-a-torino/" target="_blank">l’assessore alla sicurezza</a> <span style="color: #000000;"><strong>Porcedda</strong> affinché vengano intensificati i controlli e le sanzioni. Quest’ultimo promette dunque interventi rafforzati, a piedi, con pattugliamenti e con le unità cinofile. A esasperare tutti loro è il fatto che, spesso, quando arrivano i vigili, i venditori riescono a scappare, dato che espongono la merce su teli facilmente richiudibili o in cassette di plastica agilmente trasportabili. E quando la municipale va via, i venditori tornano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nelle settimane successive i giornalisti riportano nuove denunce con titoli sensazionalistici: “Gli abusivi cacciati dall’Egizio ora assediano gli altri musei”. I nuovi articoli ne registrano la presenza in <strong>piazza Castello</strong>, <strong>piazza San Carlo</strong>, davanti al <strong>Museo del cinema</strong> e alla <strong>Mole</strong>, davanti ai <strong>Musei Reali</strong> e in altre “zone iconiche del centro”, come via Roma appena pedonalizzata, “proprio davanti alle vetrine scintillanti dei grandi marchi”. In attesa del <strong>Salone del libro</strong>, la presidente di Ascom insiste sul danno economico e di immagine che gli abusivi produrranno per i commercianti regolari e la città, mentre sarà piena di visitatori. Ogni articolo è corredato dalle cifre che misurano gli sforzi di chi sorveglia e sanziona: 250 pezzi confiscati da inizio anno, 84 controlli ad aprile, 100 paia di occhiali da sole sequestrati in una settimana. “Gli abusivi però continuano a comparire”, conclude l’ultimo articolo passato in rassegna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In queste cronache, ad avere voce sono solo i rappresentanti istituzionali e il compito di esplicitare ciò che non è detto con le parole è affidato alle immagini. Se le loro denunce si limitano a nominare dei generici “abusivi”, le foto a corredo mostrano che si tratta di persone di origine africana. Con uno di questi venditori chiacchiero il 2 giugno; si è piazzato con i suoi pochi oggetti sotto i portici di <strong>piazza Carlo Alberto</strong>, davanti al <strong>Museo del Risorgimento</strong>. C’è solo lui a vendere, la festa nazionale forse impegna la municipale altrove e, finché questa non arriva, se ne sta tranquillo. Mi dice che sta vendendo poco, ma che è meglio di niente; è arrivato in Italia molti anni fa e non riesce a trovare un lavoro stabile. Allora, penso, la scelta di suggerire l’associazione tra “abusivi” e “africani” senza nominarla è un&nbsp;<i>escamotage</i>&nbsp;discorsivo che i democratici, politici o giornalisti che siano, trovano forse efficace per distinguersi dai loro avversari politici, dalle destre razziste che amano precisare la provenienza geografica dei rei solo quando questi sono “immigrati”. In questo caso, omettere un dato che risulterebbe inopportuno permette a chi parla di sorvolare sulle ragioni che portano questi venditori a lavorare senza autorizzazione, a soprassedere sulle responsabilità di chi governa le loro esistenze in città. E non sorprende neanche che la stessa strategia connoti le scelte delle istituzioni culturali sedicenti inclusive. Il 20 giugno, dopo avere fatto sgomberare l’area dalle presenze indesiderate, il <strong>Museo Egizio</strong> ha potuto celebrare in pace la Giornata mondiale del rifugiato con l’iniziativa annuale intitolata “Io sono il benvenuto”.</span> <span style="color: #800000;">(<i>alessandra ferlito</i>)</span></p>


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            <category><![CDATA[torino]]></category>
            <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:20:50 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-08-17] Complotti di ferragosto 2-parte @ Associazione Clapie]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Complotti di ferragosto 2-parte</h3><strong>Associazione Clapie - frz. Cels Moliere 58 Exilles(TO)</strong><br>(lunedì, 17 agosto 17:30)<br><img src="https://gancio.cisti.org/media/6b6d823aede4b12da29b2684e7d09de6.jpg"><h1>COMPLOTTI DI FERRAGOSTO</h1><p></p><p>Passando dagli "Epstein Files" e ritornando su gli usi politici di "<strong>complottismo</strong>" e "<strong>fascismo</strong>" per capire la <strong>quarta rivoluzione industriale</strong> (Data Center, AI, Cibernetica nei campi come in guerra)</p><p></p><p>Con Stefania Consigliere, Maddalena Gretel Cammelli, Elisa Lello, Cecilia Vergnano... (Antropologhe/Sociologhe)</p><p></p><p></p><h2>17 Agosto h 17:30 - 2 parte</h2><p></p><p>Ritrovo al circolo "Amici del Cels" per dibattito e merenda sinoira</p>]]></description>
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            <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 17:00:56 GMT</pubDate>
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