
10 ANNI DI COLLETTIVO MANITUANA
Manituana - Saturday, April 26, 2025
Non parlo di rivoluzione però ci penso sempre.
Questa frase è scritta sul muro all'ingresso di Manituana.
Perché non ne parlo? Cosa muove il mio pensiero e la mia azione?
Per vivere come viviamo siamo tenutə a separare ciò che sappiamo e ciò che ci muove, ciò che sentiamo e ciò che facciamo. Ci sentiamo dissociatə e impotenti, in una costante paralisi dell'immaginazione.
Immaginare qualcosa di diverso, altri mondi che non si collegano al nostro perché il nostro mondo, ponendosi come unico possibile, ha cancellato il resto. Un colonialismo delle idee.
Gli altri mondi sono già qui, la foresta è ancora, dopotutto, viva. Gli spazi di organizzazione resistono. Frammentati, imperfetti.
Cosa ci impedisce il contatto? Perché non riusciamo più a conoscerci, riconoscerci? Se il sapere è diventato paralisi esistenziale, se questa supremazia dobbiamo difenderla fino alla morte, come andiamo oltre?
Se qualsiasi proposta, qualsiasi alternativa, va edulcorata con prEmesse, distingui e discrimini per convincere in maniera totalizzante gli interlocutori, come possono lə oppressə stare a braccetto con gli oppressori?
Non è questa l'intersezionalità che vogliamo.
L'intersezionalità deve diventare lo strumento per deframmentare e creare collettività dalle differenze, per creare questi mondi che non vediamo più, perché l'esito della modernità in cui siamo finitə è il fascismo che ci rende ciechə.
Dieci anni fa, quando è nata Manituana c'era un nemico che oggi continua a mutare, che è anche dentro di noi, che è abile ad utilizzare trucchi e inganni per ripresentarsi in altre forme.
Non facciamo l'errore di essere qualcosa solo in base a ciò che combattiamo. Fondiamoci su ciò che siamo, mutando noi per primə, in base a come cambia il nostro modo di vedere e vivere la marginalità. Diamole continuo significato nuovo non avendo paura di cambiare e trasformarci, usciamo dal binarismo delle lotte per cui sei pro o contro, parliamoci davvero.
Una cosa che ci ha insegnato Manituana è che non è vero che dal cemento non nasce niente. Ogni luogo può essere risignificato, ogni società può essere demolita e ricostruita, ogni rivoluzione può essere vinta. Basta immaginarlo. Basta farlo.
Quando entriamo qui e leggiamo "non parlo di rivoluzione però ci penso sempre" proviamo quell'intruglio di rabbia, determinazione, inadeguatezza e felicità.
Rabbia perché non stiamo facendo abbastanza,
determinazione perché vogliamo dedicarci la vita,
inadeguatezza perché non sappiamo se ne siamo capaci,
felicità perché se proviamo questi sentimenti contrastanti siamo sulla strada giusta.
E quindi auguriamo a Manituana, per i prossimi 10 anni, quando rivarcheremo questo spazio politico, di poter scrivere
"Parlo di rivoluzione perché la sto facendo"
#rivoluzione #manituana #occupazione