[2026-07-08] Barriera è antirazzista e antifascista @ piazza Foroni
BARRIERA È ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA piazza Foroni - piazza Foroni (mercoledì, 8 luglio 20:00) Mercoledì 8 luglio, diversi gruppi facebook di Barriera hanno lanciato una manifestazione in Largo Giulio Cesare "contro degrado e delinquenza", solito slogan il cui significato nasconde solo soluzioni razziste legate alle deportazioni. Vivere Barriera di Milano oggi vuol dire fare i conti quotidianamente con l'isolamento imposto da una società che ci toglie tutto, dalla sanità, alle case, al lavoro, alle scuole, che vuole creare un nemico interno - solitamente persone migranti e povere - contro cui scagliare tutta la nostra rabbia, così che il potere e i responsabili rimangano impuniti. I gruppi che rilanciano questo appuntamento sono soliti fotografare le diverse scene di povertà, abbandono, sofferenza e solitudine che aleggiano nelle strade di quartiere dando la colpa a chi vive queste situazioni e volendo come unica soluzione la loro deportazione, il loro allontanamento, il carcere, il CPR, il TSO. Di fronte a tutto questo le persone sono state così terrorizzate da giornali, politici vari e media che non si guarda più in faccia a nessuno e si richiede solo una sicurezza basata sull'esclusione, l'isolamento, la tranquillità di chi "fa il suo dovere" (che di fatto è lavorare, consumare e produrre, niente di più e niente di meno). Noi rispondiamo a questi discorsi razzisti, semplicistici e pieni di odio con una contro-manifestazione che possa rispondere alle banalità che verranno scandite a suon di tricolori e inno d'italia, con cui si vuole sottolineare la loro idea di "nazione" basata sull'essere bianchi, borghesi, assoggettati al lavoro e alle leggi di uno stato che in realtà li odia. In Barriera - come in tante altre zone - è possibile vedere il risultato delle politiche razziste, capitaliste e securitarie e l'effetto che hanno sulla vita delle persone; e mentre c'è chi crede che passeggiare con un tricolore sia "incominciare a sentirsi sicuri", noi esigiamo case accessibili, sanità pubblica gratuita, servizi e un'appartenenza al territorio basata sulla solidarietà, condivisione e mutuo-aiuto di chi vive il territorio, non di chi ha i "giusti" documenti. La sicurezza non è avere più divise in ogni angolo della città. Ci sentiremo al sicuro solo quando ogni persona avrà una vita dignitosa, un tetto sulla testa, una rete di persone che la circondano. Barriera è di chi la vive. Basta farsi terrorizzare da chi viene qui per fare propaganda. Incontriamoci alle 20 in Piazza Foroni per dare una risposta diversa agli slogan fascisti e razzisti che non devono avere spazio né in Barriera né altrove!
Seano (Prato): sgombero poliziesco del picchetto operaio alla acca. Domenica 5 luglio nuova mobilitazione di piazza.
Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti. Da Radio Onda d’Urto La stessa Polizia, con celere e blindati, è arrivata oggi per sgomberare il picchetto operaio di Seano. La lotta, però, prosegue a oltranza, nonostante diversi operai e sindacalisti Sudd Cobas siano stati portati di peso in Questura a Prato. Sono una quindicina le persone fermate, caricate su un pullman e portate in Questura a Prato, dove giusto 2 giorni fa…si era aperto in Provincia il tavolo istituzionale per cercare una soluzione alla vertenza. Dal presidio di Seano, Prato, davanti alla Acca Francesca Ciuffi, compagna del sindacato di base e conflittuale Sudd Cobas, raggiunta da Radio Onda d’Urto alle ore 9 del mattino. Aggiornamento delle 18.30: tutte le persone fermate e condotte in Questura sono state rilasciate. Il presidio – a cui partecipano centinaia di persone, tra cui studenti e lavoratori arrivati da diverse zone del Pratese – si è ricompattato davanti ai cancelli dell’Acca di Seano, militarizzato da un imponente schieramento di forze dell’ordine: otto blindati, volanti della polizia e agenti della Digos. La lotta pero non si ferma qui, è stata infatti annunciata una nuova mobilitazione. L’appuntamento è domenica 5 luglio, alle 17.00, il luogo dell’iniziativa è ancora in fase di valutazione e sarà comunicato nelle prossime ore dal sindacato. Il collegamento pomeridiano con Riccardo, compagno del sindacato Sudd Cobas. Dai Sudd Cobas arriva l’appello a recarsi “in via Copernico a Seano! Un’azienda a processo per sfruttamento e caporalato con un’indagine della procura europea per 71 milioni di euro di evasione fiscale che sta facendo un chiudi-e-riapri, e la questura sgombera e porta via i lavoratori in sciopero per difendere i loro 100 posti di lavoro”. Così il sindacato di base pratese dal presidio, nuovamente caricato dalla Celere a metà mattinata. La voce di Luca Toscano, Sudd Cobas Prato, che dal megafono si rivolge direttamente alla Celere, schierata – due metri più in là – a difesa “del lavoro nero, della mafia, dello sfruttamento”, come detto da Toscano nell’audio, poco prima di mezzogiorno di venerdì 3 luglio 2026.
Indagato poliziotto per il ferimento di Marco Basoccu, colpito alla testa da un lacrimogeno durante il derby Toro-Juve
La Procura di Torino, tramite l’indagine guidata dal PM Scafi ha condotto ieri venerdì 3 luglio, l’interrogatorio di garanzia per un poliziotto della squadra mobile di Torino, accusato di aver sparato un lacrimogeno alla testa del tifoso juventino Marco Basoccu. La Procura, a quanto si apprende dalle informazioni reperibili sui giornali, ha dovuto procedere con questa incriminazione a causa dei filmati che non lascerebbero molto spazio alle tesi strampalate fornite dalla Questura Torinese nelle ore subito dopo il ferimento e degli scontri. Si evidenzia subito però una disparità di trattamento verso il poliziotto incriminato e come di solito si comporta la Procura torinese e in particolare il Pm Scafi. Infatti il poliziotto, di cui stranamente non si fa il nome (ricordiamo che questa tutela se si tratta di manifestanti o ultras non c’è mai), è accusato di lesioni aggravate e sono stati richiesti i domiciliari. L’ultras colpito ha rischiato seriamente di morire ed è stato colpito a freddo ed intenzionalmente con un lancia lacrimogeni che è impossibile non considerare come arma letale se usata a “tesa dritta”. Per episodi molto più lievi, in cui i poliziotti non si sono procurati che qualche giorno di prognosi probabilmente gonfiati per avere un pò di mutua in più e puntare ai risarcimenti nei processi, ragazzi minorenni o poco più che maggiorenni sono finiti in carcere e ai domiciliari per mesi e mesi. Fuori da qualsiasi giustizialismo la sproporzione è evidente. Si è, probabilmete, davanti al classico caso in cui è talmente palese l’abuso che quindi almeno un’operazione di facciata vada fatta. Questo perchè se no bisognerebbe rispondere a domande ben più serie sulla gestione criminale dell’ordine pubblico di quel giorno, che probabilmente farebbero traballare qualche poltrona, a partire da quella del Questore Gambino. Quel giorno infatti fu fatto un uso incredibilmente alto di lacrimogeni su chi era fuori dallo stadio, senza preoccuparsi di intossicare anche famiglie e bambini, tutto per mascherare l’incapacità delle FdO. Basterà questa incriminazione “esemplare” a cancellare le responsabilità dell’apparato? Si spera di no, ed è quanto mai importante continuare ad interrogarsi sull’uso dei lacrimogeni come armi letali durante cortei e manifestazioni sportive. Ancora una volta è forse utile ricordare il coraggio di quanti hanno denunciato la verità fin da subito, di questa faccenda: dalla famiglia di Marco ai suoi amici, dai gruppi ultras al movimento torinese e non solo. Ma va ricordata anche la pletora di politicanti e giornalisti che da subito si sono distinti per avvalorare le veline questurine, coloro che neanche un ragazzo in fin di vita alle Molinette li ha fermati dal dare solidarietà “senza se esenza ma” all’operato delle Forze dell’Ordine. Network Antagonista Torinese
Salento e Adriatico centro della sperimentazione di droni navali e sottomarini NATO
  Le acque del sud della Puglia ospiteranno fino al 10 luglio le attività della prima fase della Task Force X – Central Mediterranean. Il Salento e l’Adriatico meridionale al centro della sperimentazione di droni navali e sottomarini e di nuove tecnologie di guerra NATO. Il sud della Puglia e le acque limitrofe ospitano dal 22 giugno scorso le attività della prima fase della Task Force X - Central Mediterranean (TFX CentMed), che proseguiranno fino al 10 luglio. L’esercitazione militare, promossa dal NATO Allied Command Transformation (ACT), il Comando alleato alla guida dei programmi di sviluppo strategico e tecnologico dell’Alleanza Atlantica con quartier generale a Norfolk (Virginia) e dallo Stato Maggiore della Difesa italiano, viene descritta come uno “dei test operativi più avanzati” della NATO, per “testare, integrare e adottare nuove tecnologie e capacità”. In occasione della TFX CentMed saranno sperimentate “per la prima volta e in modo simultaneo, capacità nei cinque domini – terrestre, marittimo, aereo, cyber e spaziale – con l’ulteriore integrazione di dati provenienti dall’ambiente underwater e dallo spettro elettromagnetico”. All’esercitazione in terra salentina partecipano unità militari di Italia, Croazia, Lettonia, Slovenia e Stati Uniti d’America. “L’obiettivo – spiega lo Stato Maggiore della Difesa - è la validazione di un sistema di sistemi capace di integrare, interconnettere e rendere interoperabili piattaforme, sensori, sistemi pilotati e non pilotati”. Più di un centinaio di droni aerei, terrestri, navali e sottomarini impiegati nei war games, più alcuni aerei radar e velivoli di intelligence, riconoscimento e sorveglianza in dotazione alle forze armate dei paesi partecipanti. Come sempre più accade in occasione di esercitazioni militari nazionali e internazionali, a Task Force X - Central Mediterranean è prevista la presenza di non meglio specificate “realtà industriali del settore della difesa nell’ambito delle attività di sperimentazione operativa”, in vista di collaborazioni future  e “potenziali sinergie” a livello nazionale e in ambito NATO. “Task Force X conferma il ruolo dell’Italia come attore di riferimento nella trasformazione e nell’innovazione dell’Alleanza”, enfatizza lo Stato Maggiore della Difesa. “L’esercitazione rappresenta una risposta strategica e innovativa alle sfide emergenti, contribuendo al rafforzamento della difesa multidominio e della deterrenza sul Fianco Sud della NATO, area sempre più centrale per la sicurezza alleata. TFX CentMed promuove il processo di integrazione, complementarietà, ridondanza e resilienza della NATO, rafforzandone l’efficacia operativa”. E’ tuttavia il NATO Allied Command Transformation (ACT) a spiegare le ragioni per cui è stato deciso di svolgere l’esercitazione in territorio e nelle acque pugliesi. “Il Mediterraneo centrale è strategicamente importante perché incrocia l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente, dove le vulnerabilità delle infrastrutture critiche e le sfide alla sicurezza sempre più complesse richiedono una consapevolezza costante e un coordinamento effettivo”, riporta l’ufficio stampa del comando NATO di stanza in Virginia. “Task Force X Central Mediterranean dimostrerà come le forze tradizionali e i sistemi senza pilota possono operare insieme all’interno di una singola cornice operativa (…) Per la prima volta, noi stiamo sperimentando il modello Task Force X nel Fianco Sud della NATO, con la guida dell’Italia e il contributo degli Alleati. Ciò è come la NATO apprende e si adatta: testando tecnologie emergenti in condizioni operative realistiche, integrando sistemi con equipaggi e senza pilota, trasformando ciò in capacità che l’Alleanza può adottare e scalare rapidamente”. Buona parte delle esercitazioni in ambito terrestre e navale si tengono presso il poligono di Torre Veneri (comune di Lecce), compreso fra le località di Frigole Mare, San Cataldo e la strada provinciale 133 “Litoranea Salentina” e nello specchio di mare antistante l’area addestrativa. Si tratta di un’area di impareggiabile bellezza ambientale e paesaggistica utilizzata periodicamente per esercitazioni a fuoco e test di mezzi di guerra, sotto la giurisdizione della Scuola di Cavalleria dell’Esercito italiano, con sede a Lecce.   Articolo pubblicato in Pagine Esteri l1 luglio 2026, https://pagineesteri.it/2026/07/01/europa/salento-e-adriatico-centro-della-sperimentazione-di-droni-navali-e-sottomarini-nato/
[2026-07-10] Apertura Ciclofficina Popolare Malabrocca @ Ciclofficina Malabrocca
APERTURA CICLOFFICINA POPOLARE MALABROCCA Ciclofficina Malabrocca - Largo Vitale 113 - Torino (venerdì, 10 luglio 18:00) Se pensi che in Aurora manchi una ciclofficina orizzontale, inclusiva ed attraversabile da tutt*, passa a trovarci per autoriparazioni e guai di facile ris(v)oluzione: Le ciclofficine popolari si basano sull’efficacia della lentezza, sul rispetto delle diversità, sullo scambio di conoscenze all’interno di spazi orizzontali. Organizziamoci collettivamente 🔧 officina 🍪 chillout 🚲 rilascia e rimessa Porta le tue necessità, capacità, socievolezza e la tua idea di ciclofficina. Passa a fare due chiacchiere, ti aspettiamo a Manituana, in largo vitale 113, tutti i venerdì dalle 17.30. Manituana è uno spazio antifascista, antirazzista e antisessista. No machismo, no homolesbotransfobia,  no abilismo.
[2026-07-10] CENA BELLAVITA @ Barocchio Squat
CENA BELLAVITA Barocchio Squat - Strada del Barocchio 27 - Grugliasco (TO) (venerdì, 10 luglio 19:00) Barocchio squat presenta una semplice proposta per ribadire l'importanza della responsabilità individuale e collettiva sul tema dell'alimentazione, in specifico quella a base vegetale, come mezzo per portare avanti la liberazione animale in un contesto atroce che vede la mercificazione degli esseri animali per vari scopi beceri, come il divertimento, l'intrattenimento, secondo la logica di sfruttamento generale di questi ultimi. Ribadiamo l'importanza dei luoghi che portano avanti la pratica dell'autogestione e della bella vita, inoltre ben al di fuori delle logiche del metodo capitalista. Porta ciò che vuoi trovare Cucina aperta dalle 19 Il posto è in strada del Barocchio 27 Il poscritto è fuoco ad ogni gabbia.
BELLAVITA
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