Zona Economica Speciale per il Sud e colonialismo interno. Lo sviluppo come grimaldello
(disegno di giancarlo savino) La ZES unica è la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno. La sua istituzione nel 2023 risponde alla finalità di promuovere lo sviluppo economico e il riequilibrio territoriale, di rafforzare la competitività e la coesione sociale delle regioni meridionali. Si incentivano investimenti produttivi e nuove strutture industriali attraverso agevolazioni fiscali alle imprese e la semplificazione dei procedimenti amministrativi. Istituita dal Decreto Sud, sostituisce le precedenti otto ZES introdotte nel 2017 e, da quest’anno, comprende dieci regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Marche e Umbria. A una prima lettura, il dispositivo della ZES sembra orientato alla crescita industriale. Tuttavia, molti dei progetti candidati riguardano il settore turistico, presentato come industria turistica per legittimare la loro inclusione. Questo slittamento semantico è significativo: di fatto, la ZES si inserisce in contesti già segnati da oltre un decennio di sovraffollamento turistico che ha saturato non solo l’offerta e la domanda, ma anche la capacità ecologica, spaziale e paesaggistica dei territori coinvolti. I megaprogetti che si candidano alla ZES utilizzano le diseguaglianze territoriali per legittimarsi, mentre finiscono per esasperare proprio quei processi di marginalizzazione che dichiarano di voler arginare. Faccio due esempi per riflettere su cosa accade quando una procedura nata per semplificare e accelerare la decisione amministrativa incontra norme sostanziali di tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. In Sardegna, un’autorizzazione ZES riguarda un intervento localizzato a Cala Finanza, davanti all’isola di Tavolara, una delle aree di maggior pregio ambientale della Gallura. Il progetto, ora sospeso, prevedeva la trasformazione di un compendio costiero e la richiesta di variante urbanistica per un’area di oltre centomila metri quadri: da zona di salvaguardia ambientale integrale a zona turistica. Sul progetto avevano però espresso il proprio dissenso, ritenuto non superabile, sia il ministero della cultura sia la Regione Sardegna, in accordo con quanto previsto dal Piano paesaggistico regionale. Nonostante ciò, la Struttura di missione ZES ha rilasciato l’autorizzazione unica. A confermarne la validità è intervenuto anche il consiglio dei ministri, secondo cui il progetto sarebbe coerente con le politiche di sviluppo e con l’interesse strategico nazionale alla competitività del Mezzogiorno. In piena estate, la Gazzetta del Mezzogiorno annuncia che la Puglia è la seconda regione per numero di pratiche ZES, sebbene i progetti si inseriscano in un paesaggio già segnato da decenni di cementificazione, consumo di suolo, erosione della biodiversità, compromissione degli ecosistemi e degli equilibri idrogeologici. Sulla costa di Ostuni, in provincia di Brindisi, uno di questi progetti prevede la costruzione di un mega-resort di lusso nell’area incontaminata di Mogale, a firma della multinazionale Four Seasons: quasi nove ettari di costa da cementificare per ospitare decine di fabbricati e piscine private che distruggerebbero la macchia mediterranea e il delicato sistema di canali naturali di deflusso delle acque, aumentando il rischio idrogeologico. In più, un tratto di costa accessibile a tutti verrebbe convertito in un’enclave turistica per ricchi, come già accade in zona. L’istituzione della ZES unica appare come un nuovo capitolo della lunga storia del colonialismo interno italiano, in cui il meridione viene rappresentato come spazio da modernizzare, disciplinare e rendere disponibile all’investimento privato, secondo la dottrina neoliberale perseguita dall’Unione europea e dai governi nazionali. La promessa dello sviluppo, accompagnata dal consueto ricatto e dalla retorica occupazionale, funziona come linguaggio di legittimazione che trasforma la precarietà sociale in un’arma di pressione, rendendo le comunità locali più vulnerabili all’ingresso di progetti ad alto impatto territoriale. L’antropologia del paesaggio ha mostrato come questi processi non siano semplici effetti collaterali dello sviluppo, ma parte di una più ampia economia politica della semplificazione ecologica, in cui il territorio viene trattato come risorsa da estrarre, più che come spazio abitato da comunità, memorie e relazioni. In questo senso, la ZES non è solo un dispositivo economico, ma un dispositivo epistemico: ridefinisce ciò che può essere considerato sviluppo, ciò che può essere sacrificato, ciò che può essere deciso senza la partecipazione delle comunità. Come scrive il costituzionalista Giovanni Coinu, la questione non è se lo sviluppo economico sia un interesse pubblico, ma se possa essere usato come criterio politico generale per rendere inefficaci norme sostanziali di tutela già vigenti. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio impedisce di leggere la pianificazione paesaggistica come un semplice parere superabile nel procedimento amministrativo. Una prescrizione di piano paesaggistico, un vincolo di inedificabilità, una classificazione urbanistica non sono mere opinioni amministrative contrarie allo sviluppo. L’arrivo di numerosi progetti industriali, alcuni già approvati e altri in attesa di autorizzazione, non rappresenta soltanto una trasformazione materiale del territorio, ma una trasformazione simbolica e politica. Le deroghe normative, la possibilità di aggirare vincoli paesaggistici e ambientali, l’intervento su aree agricole e su oliveti secolari producono un regime di eccezione territoriale, dove il territorio non è più governato dalle regole ordinarie della democrazia locale, ma da procedure straordinarie che trasferiscono il potere decisionale ai grandi gruppi economici e finanziari attraverso la mano invisibile della politica e della burocrazia. Questa dinamica si intreccia con la turistificazione: quando un territorio viene reso disponibile a investimenti esterni, esso viene ripensato non come luogo vissuto dai nativi per i nativi, per la loro sussistenza ecologica e le loro economie, ma come superficie da valorizzare, da rendere appetibile, da trasformare in merce. La turistificazione non riguarda solo gli spazi urbani o le coste, ma anche le campagne, i paesaggi rurali, gli oliveti. In molte regioni mediterranee, la trasformazione dei paesaggi agricoli in scenari turistici ha prodotto una forma di espropriazione simbolica: il territorio viene rappresentato e venduto da soggetti esterni, mentre le comunità che lo abitano perdono la capacità di decidere il proprio futuro. È un processo che ricorda ciò che l’antropologa Anna Tsing ha definito “economia delle promesse”, in cui il territorio viene immaginato come spazio di opportunità, ma solo per chi detiene capitale e potere decisionale. La retorica delle “misure di promozione territoriale” e dello “sviluppo locale” pretende di mascherare una dinamica di grave esproprio della democrazia. Qual è la vocazione del territorio? Chi decide che debba essere univocamente turistica? Chi beneficia realmente di queste misure? La ZES rende il territorio appetibile agli investitori secondo logiche competitive e utilitariste, ma non redistribuisce i benefici ai residenti. Come scrive la geografa Margherita Ciervo, la popolazione, benché continui a essere formalmente proprietaria di case e terre, subisce cambiamenti significativi nei propri luoghi di vita, smarrimento di senso, perdita di identità e sovranità territoriale. È ciò che Ciervo definisce landscape grabbing, una forma di espropriazione che si diffonde con velocità sbalorditiva e in maniera pervasiva. La marginalità sociale e geografica diventa un moltiplicatore di violenza ambientale e diseguaglianze territoriali, esattamente quelle che la ZES, insieme agli impianti di energia rinnovabile (il fotovoltaico selvaggio travestito da agrivoltaico, le distese di pale eoliche ad alto impatto ambientale) e ai progetti di costruzione di data center, promette di colmare. Il modo in cui lo sfruttamento ricade sui territori, dando vita a specifiche geografie della devastazione, non è casuale. Nei territori marginali si riducono i costi per gli investitori: il valore economico dei terreni è crollato per l’abbandono delle campagne, il disseccamento degli ulivi e i roghi sistematici; la minore opposizione sociale è favorita dallo spopolamento, gli abitanti sono politicamente meno rappresentati e hanno minore potere negoziale. La disciplina della ZES si rivela uno strumento coloniale, utile a modificare i territori e la mentalità delle persone che li vivono, predisporle a subire e accettare quello che accade. Le coste, le campagne, gli spazi pubblici diventano luoghi su cui altri decidono, secondo logiche che rispondono a interessi privati e non collettivi. È questo il modello di sviluppo che vogliamo per i nostri territori e per le future generazioni? Questa domanda interroga le forme di vita che si stanno costruendo, le possibilità di immaginare un futuro che non sia deciso altrove. È una domanda che riguarda la giustizia territoriale, la democrazia ecologica, la cura dei luoghi. Ed è una domanda che le comunità del Mezzogiorno hanno il diritto e il dovere di porre e di rivendicare. (giuseppe vinci)
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[2026-09-20] Riapertura palestra di arrampicata @PPDDN - benefit Cuba! @ Csoa Gabrio
RIAPERTURA PALESTRA DI ARRAMPICATA @PPDDN - BENEFIT CUBA! Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino (domenica, 20 settembre 16:00) Domenica riparte la stagione bradipa🦥 Dalle 16 accoglienza e distribuzione pacco gara benefit per Cuba 🇨🇺 Non ci sarà gara ma birrette, musica, magliette serigrafate fresche fresche e giochi non competitivi 🧗🏻🍺 A fine serata brindisi e lotteria! 🔥domenica 20 settembre @csoa_gabrio via millio 42 Palestra Popolare Dante di Nanni🔥
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Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali
A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato le prime 24 ore di mobilitazione per tutti i lavoratori dell’appalto, fino alle 7 di domani. Occupata la strada provinciale attorno al Siderurgico, da dove poi lavoratori e lavoratrici si sono mossi in corteo verso Palazzo di Città, mandando in tilt la viabilità. “Sia chiaro che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori” dicono i sindacati, in vista – domani  – del nuovo tavolo annunciato da palazzo Chigi proprio sull’ex Ilva. “Il tempo è scaduto”, dicono dall’indotto ex Ilva. Giacomo Mastro, rsu Usb nel consorzio di aziende appaltatrici dell’ex Ilva in sciopero Il resoconto della mattinata con Giacomo Rizzo giornalista e corrispondente Ansa da Taranto da Radio onda d’Urto
[2026-09-20] Riapertura palestra di arrampicata @ PPDDN - Benefit Cuba! @ Csoa Gabrio
RIAPERTURA PALESTRA DI ARRAMPICATA @ PPDDN - BENEFIT CUBA! Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino (domenica, 20 settembre 16:00) Domenica riparte la stagione bradipa🦥 Dalle 16 accoglienza e distribuzione pacco gara benefit per Cuba 🇨🇺 Non ci sarà gara ma birrette, musica, magliette serigrafate fresche fresche e giochi non competitivi 🧗🏻🍺 A fine serata brindisi e lotteria! 🔥domenica 20 settembre @csoa_gabrio via millio 42 Palestra Popolare Dante di Nanni🔥
Settimane di mobilitazione per Maja, Anna e Gabri e contro l’estradizione di Gino e Zaid! Free all antifas!
Il Tribunale di Budapest ha fissato per il 18 e il 30 settembre 2026 le due udienze del processo di appello per Maja, Gabri e Anna. Il 30 di settembre verrà anche emessa la sentenza. Ricordiamo che le condanne del primo grado sono state rispettivamente di 8, 7 e 2 anni di carcere e il pagamento di una multa pari a 80.000 euro! Dalle recenti aggressioni in carcere a Maja fino al continuo inasprirsi delle misure repressive tra un decreto sicurezza e l’altro e la punta dell’iceberg del vertice internazionale “Anti Antifa” convocato a luglio dall’amministrazione Trump, si legge un quadro inquietante che mira a eliminare ogni espressione di lotta contro questo sistema. Il Tribunale di Parigi, su pressione dell’Unione Europea e dell’Europol, si sta muovendo nella stessa direzione e il 19 agosto ha accettato la richiesta di estradizione in Germania per Gino. Gli avvocati hanno subito presentato ricorso e entro 40 giorni ci sarà la decisione definitiva. Il comitato di solidarietà per Maja in Germania e il Comitato Francese di Solidarietà e hanno lanciato un appello alla mobilitazione che raccogliamo, sia invitando chi può a raggiungere Budapest nei giorni del processo in cui sarà presente Maja per partecipare ai momenti di protesta, sia a organizzarsi nei territori! In quei giorni è quantomai importante che tutta la nostra determinazione e solidarietà arrivi agli imputatx attraverso il rilancio della comunicazione online, la produzione di contributi artistici, le mobilitazioni presso i consolati e la ambasciate, la connotazione della campagna Free All Antifas nelle manifestazioni che si terranno in quei giorni, l’organizzazione di momenti di approfondimento, cene o concerti benefit negli spazi, e ogni altra forma di protesta che pensiamo possa dare visibilità alla lotta dei prigionierx. Parliamo con un compagno della rete “Free all antifas” della mobilitazione in solidarietà allx compagnx inquisitx per i fatti di Budapest da qui al 30 settembre, del de-banking di Rote Hilfe, la più grande e longeva organizzazione di mutuo-aiuto contro la repressione in Germania, e della necessità di difendere gli spazi fisici e virtuali. Ascolta e scarica l’approfondimento. Ricordiamo la call 4 artist del Comitato Antirepressione Milano per il presidio al consolato ungherese del 30/09 e il canale telegram @freeallantifas
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UNIVERSITÀ POPOLARE T28
Capire il presente per trasformare la realtà: la scelta dell’autoformazione. Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano) Oggi muoversi alla cieca non è più un’opzione, senza una direzione chiara e senza una struttura solida si è vulnerabili e incapaci di essere all’altezza del periodo storico che stiamo attraversando. Una sempre più ristretta cerchia di potenti tecnocapitalisti e speculatori, con l’arma della propaganda, influenza governi, istituzioni, università, agenzie di informazione e social, tentando di fermare il declino del proprio sistema capitalista attraverso la forza militare e le guerre. Per questo dobbiamo dotarci di strumenti che ci permettano di capire “che fare”, attraverso la critica materialista dobbiamo leggere il presente per agire tutti verso un’unica direzione. Da questo nasce all’interno del Centro Occupato Autogestito T28 di Via Dei Transiti 28, l’Università Popolare T28: non come un accademico esercizio di stile, ma come una necessità politica stringente per darci un’organizzazione compatta e camminare insieme, come un unico corpo, verso un unico obiettivo. Conoscere la storia è indispensabile per avere gli strumenti attraverso cui affrontare i nodi e le contraddizioni irrisolte nel presente. Sapere chi siamo è l’unico modo per capire dove stiamo andando. OLTRE IL VERBALISMO E L’ATTIVISMO CIECAMENTE PRATICO: la rivoluzione e la trasformazione sociale non si fanno con i discorsi vuoti e le parole astratte (il puro verbalismo), ma nemmeno con l’azione frenetica fine a sé stessa. La nostra forza deve risiedere nell’unione e nel corretto equilibrio tra la riflessione profonda e l’azione concreta. DALLA PARTE DEGLI OPPRESSI: non esiste denuncia autentica del presente se non c’è l’impegno a trasformarlo e non esiste impegno reale senza un’azione materiale sui territori. Non per essere solidali, ma per qualcosa di più profondo che va oltre l’assistenza, per lottare insieme per la trasformazione radicale della realtà, questa è l’unica solidarietà possibile. Questo gesto cessa quindi di essere una debolezza sentimentale e diventa un atto politico collettivo, una presa di coscienza di massa per essere parte integrante di una storia di lotta e resistenza mondiale contro il nemico dell’umanità, il capitalismo. ROMPERE IL SILENZIO COL “PERCHÉ?”: ci hanno sempre raccontato che la cultura e la storia sono neutrali, sospese sopra le parti. È una menzogna della narrazione dominante. La storia è, innanzitutto, storia di lotta di classe. Nessun ordine costituito fondato sull’oppressione e sullo sfruttamento può tollerare che gli sfruttati comincino a chiedersi collettivamente: Perchè? Noi rifiutiamo quel posizionamento ambiguo di chi, fingendosi equidistante, sceglie di fatto di non schierarsi. Noi vogliamo sapere da che parte stare. Rivendichiamo la necessità di ricostruire la storia delle lotte e dei popoli. Vorremmo affrontare tutti quei temi e periodi storici che scuole e università evitano o narrano in maniera falsata e parziale: la storia d’Italia dalla resistenza, ai primi anni 2000, con un’ottica marxista per arrivare ai temi di attualità e geopolitica. Lezioni frontali con momenti di confronto in cui porci le giuste domande. UNIRE LA COSCIENZA ALL’ORGANIZZAZIONE: l’Università Popolare di T28 vuole trasformare lo studio in uno strumento, l’autoformazione come presa di coscienza. Non accettiamo un sapere calato dall’alto, da istituzioni che difendono gli interessi del capitale. L’autoformazione è lo strumento per svelare l’inganno in cui viviamo, per leggere il presente con occhi critici e acquisire gli strumenti teorici necessari per affrontare e superare le contraddizioni attuali. Il sapere borghese esclude; il sapere popolare include e arma la mente. L’accesso alla conoscenza della storia e del presente deve essere accessibile a tutti e a tutte, senza barriere. L’università popolare vuole essere uno spazio di autoformazione dove si impara a leggere il mondo per trasformarlo. CONOSCENZA CONTRO LA REPRESSIONE: più forte è la coscienza politica, più solide sono le radici collettive di fronte ai tentativi di frammentazione e repressione dello Stato. STUDIARE PER COMPRENDERE, ORGANIZZARSI PER LOTTARE. VERSO UN COMUNE OBIETTIVO. Prima lezione DOMENICA 27 SETTEMBRE con il prof. Angelo D’Orsi ore 16:00 “La storia tra doxa ed episteme. Il caso della guerra russo – ucraina” Le altre lezioni saranno tutti i mercoledì alle ore 19:00 Al COA T28 in Via Dei Transiti 28 a Milano PROGRAMMA DELLE LEZIONI SETTEMBRE 27/09/2026       ANGELO D’ORSI                   La storia tra doxa ed episteme. Il caso della guerra russo-ucraina.   30/09/2026     MANOLO MORLACCHI       La Resistenza (1936-1945)                                                                        a) IL PCI clandestino                                                                                                  b) La guerra di Spagna                                                                        c) I rapporti con la III Internazionale                                                                        d) Lo scoppio della guerra                                                                        e) Dopo Yalta                                                                        f)  La Resistenza OTTOBRE 07/10/2026       CARLO FORMENTI               Lukacs. La storia umana come storia del lavoro 14/10/2026       MANOLO MORLACCHI       Il dopoguerra (1945-1960)                                                                        a) La svolta di Salerno                                                                        b) Le elezioni politiche del 1948                                                                        c) Lo scontro nel Comintern                                                                        d) Lo scontro nel PCI                                                                        e) La democrazia progressiva                                                                        f)  La questione sindacale                                                                        g) Il XX Congresso del PCUS                                                                        h) La fabbrica degli anni ‘50 21/10/2026       VITTORIO MORFINO           Introduzione al CAPITALE 28/10/2026       MANOLO MORLACCHI       La NUOVA SINISTRA (1960-1970)                                                                        a) L’operaio massa                                                                        b) Dal revisionismo sovietico alla Cina di Mao                                                                        c) Nascita della Nuova Sinistra                                                    d) Il protagonismo operaio e studentesco                                                                        e) La guerra del Vietnam e le lotte anticolonialiste                                                                        f)  L’autunno caldo e la strategia della tensione NOVEMBRE 04/11/2026       VITTORIO MORFINO           Introduzione al CAPITALE 11/11/2026       MANOLO MORLACCHI       Lotta armata e riformismo radicale (1970-1982)                                                                        a) Nascita delle Brigate Rosse                                                                        b) Nascita dei gruppi extraparlamentari                                                                        c) La mutazione del PCI                                                                        d) Dalla propaganda armata all’attacco al cuore dello stato                                                                        e) Il movimento del ‘77                                                                        f) L’operazione Moro                                                                        g) Movimentismo e militarismo                                                                        h) La questione del partito                                                                        i) Le fratture brigatiste e la ritirata strategica 18/11/2026       CARLO FORMENTI               La Cina riscrive la teoria della transizione al socialismo 25/11/2026       VITTORIO MORFINO           Introduzione al CAPITALE DICEMBRE 02/12/2026       MANOLO MORLACCHI       Gli anni del riflusso (1982-1992)                                                                        a) Do you remember revolution?                                                                        b) Le lotte sociali                                                                        c) La soluzione politica                                                                        d) La sconfitta del PCI                                                                        e) Le leggi antioperaie (equocanone, scala mobile) 09/12/2026       VITTORIO MORFINO           Introduzione al CAPITALE 16/12/2026       CARLO FORMENTI               1848-1917 le due vie del COMUNISMO GENNAIO 13/01/2027       MANOLO MORLACCHI       La seconda repubblica (1992-2001)                                                                        a) I banchieri al governo                                                                        b) La riforma del lavoro e delle pensioni                                                                        c) La ricetta globalista                                                                        d) Le guerre imperialiste                                                                        e) Un altro mondo è possibile?                                                                        f)  Genova 2001 20/01/2027       VITTORIO MORFINO           Introduzione al Materialismo Storico 27/01/2027       MAURIZIO GUERRI              Contro il progresso e contro il futuro. Ripensare la storia a partire da Walter Benjamin ed Ernst Bloch FEBBRAIO 03/02/2027       VITTORIO MORFINO           Introduzione al Materialismo Storico 10/02/2027       LL                                          INTELLIGENZE ARTIFICIALI: arruolati e disertori (TEORIA) 17/02/2027       GIACOMO MARCHETTI      L’imperialismo da neo-liberista a predatorio. La crisi del modo di produzione capitalista e gli scenari politici globali 24/02/2027       MAURIZIO GUERRI              Guardare tutto, non vedere niente. Noi davanti alle immagini del GENOCIDIO PALESTINESE MARZO 03/03/2027       GIACOMO MARCHETTI      Fidel e Chavez: il lascito dei giganti del Marxismo Latino-Americano 10/03/2027       LL                                          INTELLIGENZE ARTIFICIALI: arruolati e disertori (PRATICA) 17/03/2027       MAURIZIO GUERRI              Esiste una sola violenza? violenza del diritto e violenza della giustizia 24/03/2027       LL                                          INTELLIGENZE ARTIFICIALI: arruolati e disertori (PRATICA) 31/03/1900       LL                                          INTELLIGENZE ARTIFICIALI: arruolati e disertori (PRATICA) APRILE 07/04/2027       LL                                          INTELLIGENZE ARTIFICIALI: arruolati e disertori (PRATICA) I PROFESSORI: ANGELO D’ORSI: per 45 anni Ordinario di Storia del pensiero politico all’Università degli Studi di Torino. Tra i massimi esperti mondiali di Antonio Gramsci, autore di innumerevoli pubblicazioni e oltre 50 libri (gli ultimi: “Gramsci. La biografia”, Feltrinelli, e “Catastrofe neoliberista”, Lad Edizioni), fondatore e direttore delle riviste “Historia Magistra” e “Gramsciana”. Ha recentemente dato vita al movimento politico “Agorà”. MANOLO MORLACCHI: direttore editoriale della casa editrice Meltemi, si occupa da sempre di storia dell’Italia contemporanea. Ha pubblicato “La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore”, “La linea del fuoco. L’Argentina da Peron alla lotta armata” e “Memorie della periferia. Storie del Giambellino”. CARLO FORMENTI: giornalista, ricercatore e blogger, è stato caporedattore del mensile “Alfabeta”, redattore del “Corriere della Sera” e docente di Teoria dei nuovi media all’Università degli Studi del Salento. Per Meltemi dirige la collana “Visioni eretiche” e ha già pubblicato “Il socialismo è morto, viva il socialismo! (2019)”, “Il capitale vede rosso (2020)”, “Ombre rosse (2022)” e “Guerra e rivoluzione (2 vol., 2023)”. VITTORIO MORFINO: professore di Storia della filosofia presso l’Università di Milano-Bicocca, dove dirige anche il corso di perfezionamento in Teoria critica della società. È stato visiting professor in alcune università europee e latino-americane. Autore di alcuni testi sulla storia del materialismo e del marxismo e direttore di «Quaderni materialisti». MAURIZIO GUERRI: docente di estetica, filosofia contemporanea e fenomenologia dei media presso L’accademia di Brera e l’università statale di filosofia. Autore di pubblicazioni che trattano questioni di estetica contemporanea in riferimento al rapporto tra immagine e politica. LL: da oltre trent’anni si occupa di arti, culture digitali, software, hype tecnologici e relativi danni collaterali. Dal 2023 sperimenta in locale modelli di Intelligenza Artificiale open-weights quantizzati (tradotto: modelli AI utilizzabili su normali computer in totale autonomia). Esperienza che merita di essere condivisa in teoria e pratica. GIACOMO MARCHETTI: redattore di “Contropiano”, ha tradotto e curato libri con varie case editrici. In veste di giornalista ha effettuato diversi reportage in vari paesi coinvolti in situazioni di conflitto. Come ricercatore indipendente si occupa di storia del movimento operaio e comunista internazionale.
Prossimi appuntamenti in Valsusa, oggi a San Giuliano e domani a Susa!
Mentre la Prefettura torinese continua ad emettere ordinanze e le zone rosse nei territori valsusini in via preventiva, motivate dalla “possibilità che la componente giovanile notav possa organizzare delle attività di lotta”, in continuità rispetto a quanto già avvenuto quest’estate, proseguono anche le attività dei presidi notav e di controllo dei cantieri legati alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità. Oggi, lunedì, dalle ore 16.30 c’è un appuntamento per continuare le pulizie condivise del presidio di San Giuliano e dalle 19.30 sono previste apericena e chiacchiere. Domani, martedì 15 settembre 2026 alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione. E’ stato quindi lanciato un punto informativo alle 16 all’Arco di Augusto, a Susa, per reclamare il proprio diritto a conoscere il futuro degli spostamenti su uno snodo viario importante come quello del capoluogo della Valle, nonché rispetto alla possibilità di usufruire di servizi fondamentali che vi si trovano, come le scuole e l’ospedale.
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[2026-09-16] Apertura Porfido @ Centro di Documentazione Porfido
APERTURA PORFIDO Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino (mercoledì, 16 settembre 16:00) Disponibile: NEXT STOP MODENA 2020 – Viaggio tra le carceri di Claudio Cipriani https://www.sensibiliallefoglie.it/next-stop-modena-2020/ Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.