Scarica la versione letturaScarica la versione stampa “Come posso aiutarti?”
Domanda frequente, spesso genuina, ma la maggior parte delle volte cade nel
vuoto. In questa zine riflettiamo su quello che abbiamo imparato praticando
mutuo-aiuto e cerchiamo di dare degli spunti per superare gli ostacoli all’aiuto
che abbiamo visto sorgere più spesso. Non siamo natx imparatx … Continua a
leggere Cosa fare se qualcunx chiede aiuto?
Riceviamo e diffondiamo questo appuntamento, che si inserisce nel ciclo di
iniziative romane per rilanciare la lotta a fianco di Alfredo Cospito e contro
il 41-bis:
Qui in pdf:
al-fianco-di-alfredo-cospito-in-solidarieta-con-i-rivoluzionari-prigionieri-trilussa-trastevere-22-giugno-2026
AL FIANCO DI ALFREDO COSPITO, IN SOLIDARIETÀ CON I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI.
ROMA, 22 GIUGNO 2026
È in corso il processo per i fatti avvenuti il 28 gennaio 2023 ai margini di
piazza Trilussa e successivamente nel quartiere di Trastevere. Quel sabato
pomeriggio veniva convocata una manifestazione in solidarietà con Alfredo
Cospito, all’epoca a 101 giorni di sciopero della fame contro il 41 bis e
l’ergastolo ostativo. La manifestazione venne circondata e provocata
dall’accerchiamento poliziesco, nel tentativo di impedire lo svolgimento di un
corteo. Tuttavia in serata i piani della questura non andarono come previsto e
su un quadrante della piazza fu la celere a venire a propria volta circondata.
Dopo alcuni tafferugli, un corteo spontaneo si mosse per alcune ore nelle vie di
Trastevere. Nonostante il fermo di 42 manifestanti, trattenuti in questura fino
a notte inoltrata, quello del 28 gennaio è rimasto un significativo momento di
piazza nel movimento di solidarietà internazionale del 2022-’23.
Per quei fatti il “Gruppo antiterrorismo” della procura di Roma ha ottenuto il
rinvio a giudizio di 13 imputati per resistenza a pubblico ufficiale e porto
armi o di oggetti atti a offendere, con numerose circostanze aggravanti. Tra gli
imputati anche Sara Ardizzone, compagna anarchica tragicamente morta in azione
il 19 marzo assieme al compagno Alessandro Mercogliano. Anche per loro prendiamo
l’iniziativa, tornando in piazza ponendo in primo piano non tanto le specifiche
vicende repressive che ci coinvolgono in relazione a quella lotta, bensì la
solidarietà con i rivoluzionari prigionieri e le contraddizioni aperte nelle
istituzioni e nell’apparato repressivo dai rapporti di forza generati da un
movimento di solidarietà internazionale.
Lunedì 22 giugno, ore 11:00: presenza di fronte al tribunale di piazzale Clodio,
a Roma.
PER LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE TRA GLI OPPRESSI
CONTRO TUTTI I PADRONI DELLA GUERRA E DELLO SFRUTTAMENTO
CON SANDRO E SARA, PERCHÉ NULLA SIA STATO VANO
Riceviamo e diffondiamo:
VENERDÌ 19 GIUGNO PRESIDIO SOLIDALE SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI FORLÌ (lato via
della Rocca) DALLE 18.00 ALLE 21.00
Presidio solidale sotto le mura del carcere di Forlì a seguito dell’operazione
repressiva anti-anarchica del 16 giugno che ha colpito diverse compagne e
compagni in varie località della penisola.
Per quanto riguarda Pietro, il compagno é attualmente detenuto al carcere della
Rocca a Forlì, ed entro pochi giorni ci dovrà essere la convalida o il rilascio.
PIETRO LIBERO!
TUTTE E TUTTI LIBERX!
8 condanne oggi a Torino nel processo di primo grado per il corteo del 9 gennaio
2025, dopo l’omicidio poliziesco nella vicina Milano di Ramy Elgamy, con duri
scontri al Commissariato di polizia Dora Vanchiglia e al Comando regionale dei
carabinieri.
Da Radio Onda d’Urto
Le pene vanno dai 10 ai 16 mesi, solo in 5 casi con sospensione condizionale.
L’accusa aveva chiesto fino a 3 anni di carcere. A Viminale e Ministero della
difesa riconosciute provvisionali per 17mila euro. Gli avvocati difensori
Gianluca Vitale, Claudio Novaro e Valentina Colletta, invece, chiedevano
assoluzioni per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce
reato.
Le considerazioni di Sara Munari del Cua Torino
Nella notte tra domenica e lunedì Stati Uniti e Iran hanno concluso il
negoziato, arrivando alla firma di un memorandum d’intesa.
Da Radio Blackout
La firma ufficiale è prevista in Svizzera il 19 giugno. Questo accordo va letto
principalmente come una cornice negoziale generale: le questioni più
controverse, a partire dal programma nucleare iraniano, dalle sanzioni e dagli
equilibri regionali, non sono ancora state definite e dovranno essere oggetto di
negoziati successivi. Una delle questioni più delicate riguarda le ricadute sul
Libano. Israele, infatti, non ha mai sostenuto questa tregua, mentre l’Iran ha
sempre ribadito che la fine dei bombardamenti israeliani sul Libano rappresenta
una parte integrante dell’accordo. Lo si è visto chiaramente con il pesante
bombardamento del quartiere di Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut, avvenuto
poche ore prima della conclusione del negoziato tra Stati Uniti e Iran.
Il 9 giugno l’offensiva israeliana in Libano ha raggiunto i cento giorni, decine
di villaggi del sud del Paese sono stati distrutti o gravemente danneggiati. Le
forze israeliane hanno occupato circa 2.000 chilometri quadrati di territorio
libanese, nella più ampia avanzata dai tempi dell’occupazione del Libano
iniziata nel 1982.
L’obiettivo di Israele è chiaro: proseguire i bombardamenti fino a rendere
permanentemente inabitabili ampie aree del Libano meridionale, mantenendo così
un’occupazione militare stabile in quelle zone. È la cosiddetta “zona
cuscinetto”, che inizialmente avrebbe dovuto estendersi fino al fiume Litani ma
che, di fatto, continua a spostarsi sempre più a nord. Una dinamica analoga a
quella osservata nella Striscia di Gaza, dove il governo Netanyahu ha annunciato
l’intenzione di mantenere il controllo di porzioni sempre più vaste del
territorio, fino al 70 per cento della Striscia.
Pur con modalità militari differenti, processi simili di colonizzazione sono
evidenti anche in Cisgiordania, dove proseguono i piani di espansione degli
insediamenti e di consolidamento del controllo israeliano sul territorio. Tra i
casi più significativi c’è quello della comunità di Khan al-Ahmar, che da prima
del 2018 resiste al piano E1, il progetto di espansione israeliana che punta ad
aumentare il controllo delle aree attorno a Gerusalemme e che contribuirebbe a
dividere ulteriormente la Cisgiordania tra nord e sud.
Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, corrispondente per Il Manifesto e
direttore di Pagine Esteri.
Intervista integrale del collettivo Nodo Solidale alla giornalista indipendente
Sofia Pontiroli e a un compagno attivista dell’Assemblea AntiMundialista sul
“Mondiale dello Sfruttamento”, inaugurato ufficialmente giovedì 11 giugno a
Città del Messico.
Il contributo mette in luce le contraddizioni del mega-evento sportivo: dai
processi di gentrificazione ed espulsione all’invisibilizzazione dei conflitti
sociali e delle battaglie per la verità e la giustizia, come quella delle madres
buscadoras, fino ai cantieri che destabilizzano la mobilità e la quotidianità di
una delle metropoli più grandi del mondo.
Riportiamo anche un estratto dell’articolo “Assaltare la fortezza mundialista”,
sempre a cura del collettivo Nodo Solidale, in cui vengono raccontate le
proteste e le mobilitazioni che hanno attraversato le strade della capitale
messicana nei giorni della vigilia e dell’inaugurazione del Mondiale 2026:
“La CNTE ha occupato una parte del centro storico in presidio permanente, con
decine di migliaia di militant*, e la scorsa settimana ci sono state
manifestazioni duramente represse, quando docenti e maestre hanno provato a
sfondare le barriere metalliche che da settimane ormai delimitano l’area attorno
allo Zocalo, a difesa del FIFA Fan Fest (un’area adibita per gioire delle gesta
calcistiche dove si accede solo con identificazione, tutta in mano alla FIFA e
consumando rigorosamente prodotti ufficiali, escludendo le migliaia di
venditrici informali che ogni giorno animano il centro storico di Città del
Messico). Teste spaccate, persone svenute per terra in chiazze di sangue e un
maestro che ha perso la vista a causa di un proiettile di gomma, questo il
bilancio parziale di quelle giornate.
Senza trovare un accordo col governo, attraverso i tavoli di negoziazione che
avvenivano praticamente ogni giorno, la CNTE ha portato avanti quotidianamente
varie mobilitazioni, annunciando di bloccare l’aeroporto e la partita inaugurale
del Mondiale. “Senza soluzione, il pallone non si muove”, questo lo slogan. In
realtà poi, la grande marcia della CNTE nel giorno dell’inaugurazione che
avrebbe dovuto bloccare tutto e gettare nel caos la città, che era un po’ il
grande timore raccontato dai giornali, non c’è stata. Anzi, molte iniziative e
racconti terroristici di proteste che avrebbero mandato in tilt la città e
avrebbero distrutto la festa di milioni di messicani, sono stati creati ad hoc,
anche con l’uso dell’AI per la creazione di locandine false, con lo zampino
probabilmente di alcune organizzazioni e partiti di istanze destroidi.
Sempre nei giorni precedenti, 17 pullman che accompagnavano familiari dei 43
normalisti di Ayotzinapa scomparsi nel 2014 assieme ad altr* student*, sono
stati detenut* all’ingresso di Città del Messico per ore con l’accusa di
trasportare esplosivi artigianali, bloccando il loro tentativo di unirsi e
appoggiare la lotta della CNTE e ad altri collettivi in protesta.
Da mesi, inoltre, collettivi, famiglie e madres buscadoras, in lotta per la
ricerca delle loro persone care scomparse, in un dramma collettivo e politico
che indica più di 134.000 persone scomparse in Messico, avevano annunciato
grandi mobilitazioni nelle giornate a ridosso dell’inizio del mondiale. Come
poter accettare passivamente che sotto gli stessi stadi dove si generano milioni
di profitti e dove si festeggia il calcio, giacciono pezzi di corpi scomparsi
nella complicità dello Stato e del crimine organizzato? “Mexico campeón de
desaparición” è lo slogan portato avanti, con le magliette verdi di calcio con
dietro stampato il numero +134mila. Questo è a grandi linee, il contesto con cui
si arriva alla settimana del mondiale.“
Nella notte tra domenica e lunedì Stati Uniti e Iran hanno concluso il
negoziato, arrivando alla firma di un memorandum d’intesa. La firma ufficiale è
prevista in Svizzera il 19 giugno. Questo accordo va letto principalmente come
una cornice negoziale generale: le questioni più controverse, a partire dal
programma nucleare iraniano, dalle sanzioni e dagli equilibri regionali, non
sono ancora state definite e dovranno essere oggetto di negoziati successivi.
Una delle questioni più delicate riguarda le ricadute sul Libano. Israele,
infatti, non ha mai sostenuto questa tregua, mentre l’Iran ha sempre ribadito
che la fine dei bombardamenti israeliani sul Libano rappresenta una parte
integrante dell’accordo. Lo si è visto chiaramente con il pesante bombardamento
del quartiere di Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut, avvenuto poche ore
prima della conclusione del negoziato tra Stati Uniti e Iran.
Il 9 giugno l’offensiva israeliana in Libano ha raggiunto i cento giorni, decine
di villaggi del sud del Paese sono stati distrutti o gravemente danneggiati. Le
forze israeliane hanno occupato circa 2.000 chilometri quadrati di territorio
libanese, nella più ampia avanzata dai tempi dell’occupazione del Libano
iniziata nel 1982.
L’obiettivo di Israele è chiaro: proseguire i bombardamenti fino a rendere
permanentemente inabitabili ampie aree del Libano meridionale, mantenendo così
un’occupazione militare stabile in quelle zone. È la cosiddetta “zona
cuscinetto”, che inizialmente avrebbe dovuto estendersi fino al fiume Litani ma
che, di fatto, continua a spostarsi sempre più a nord. Una dinamica analoga a
quella osservata nella Striscia di Gaza, dove il governo Netanyahu ha annunciato
l’intenzione di mantenere il controllo di porzioni sempre più vaste del
territorio, fino al 70 per cento della Striscia.
Pur con modalità militari differenti, processi simili di colonizzazione sono
evidenti anche in Cisgiordania, dove proseguono i piani di espansione degli
insediamenti e di consolidamento del controllo israeliano sul territorio. Tra i
casi più significativi c’è quello della comunità di Khan al-Ahmar, che da prima
del 2018 resiste al piano E1, il progetto di espansione israeliana che punta ad
aumentare il controllo delle aree attorno a Gerusalemme e che contribuirebbe a
dividere ulteriormente la Cisgiordania tra nord e sud.
Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, corrispondente per Il Manifesto e
direttore di Pagine Esteri.
REFUGEE WEEK TORINO 2026
Fondazione Mamre - Piazzale Croce Rossa Italiana, 185/A, 10154 Torino TO
(sabato, 20 giugno 16:00)
Refugee Week Torino 2026: Tre giorni di incontri, testimonianze, arte e musica,
per riflettere sui temi dell'asilo, delle migrazioni, dell'inclusione sociale e
del contrasto alla violenza di genere e transfobica che colpisce persone con
background migratorio.
SABATO 20 GIUGNO
Fondazione Mamre, Piazzale Croce Rossa Italiana, 185/A, 10154 Torino TO
16:00-19:30
Tavola rotonda su migrazione, diritto d'asilo e inclusione urbana con la
presentazione del progetto DiMMi (diari multimediali migranti) a cura di
Cooperativa Babel e Archivio Diaristico Nazionale, proiezione di testimonianze
raccolte dalla Fondazione Somaschi ETS e dibattito moderato dalla Prof.ssa
Barbara Sorgoni (UniTo - CPS), con la partecipazione di Associazione Almaterra
APS, Fondazione Mamre e Second Tree — ONG leader di Refugee Week Italia.
"COURAGE" | 20 GIUGNO | GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO | TRE CITTÀ, UN UNICO
CAMMINO!
Porte Palatine - Torino
(sabato, 20 giugno 10:00)
Tre città, un unico cammino!
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato e della Refugee Week, le
comunità di Migrantour Torino, Firenze e Roma scenderanno in strada
contemporaneamente per tre passeggiate interculturali che raccontano le città
attraverso le storie di chi le attraversa, le abita e le trasforma ogni giorno.
✨ Il tema di quest’anno è il coraggio: il coraggio di partire, di ricominciare,
di costruire nuove relazioni e nuove appartenenze. Un tema che attraversa storie
e persone e che ritroveremo lungo i nostri percorsi, tra memorie, incontri e
racconti di vita!
Dal 2009, Migrantour promuove passeggiate interculturali ideate e accompagnate
da persone con background migratorio. Oggi la rete collega 18 località europee,
costruendo ponti tra persone, culture e territori.✨
📍 TORINO | Porta Palazzo
Ore 10.00 – Partenza dalle Porte Palatine
Tra il più grande mercato all'aperto d'Europa e le storie di chi ha trovato qui
casa e lavoro, scopriremo una Torino plurale e in continuo cambiamento.
📍 FIRENZE | Palazzuolo
Ore 10.00 – Partenza dalla Basilica di Santa Maria Novella
Un percorso tra botteghe storiche, attività dei nuovi cittadini e associazioni
che ogni giorno promuovono accoglienza e inclusione.
📍 ROMA | Esquilino
Ore 10.00 – Partenza dalla Fontana del Giardino di Piazza Vittorio
Dai giardini di Piazza Vittorio fino al mercato dell'Esquilino, passando per un
momento di riflessione presso la sede UNHCR, per raccontare migrazioni, diritti
e convivenza.
📩 Prenotazione obbligatoria entro giovedì 18 giugno
Torino: migrantour.torino@viaggisolidali.it | +39 342 3998171
Firenze: migrantour.firenze@viaggisolidali.it | +39 329 1490657
Roma: migrantour.roma@viaggisolidali.it | +39 342 3998171
Cammina con noi per celebrare il valore dell'accoglienza, dell'incontro e delle
storie che rendono le nostre città più ricche e inclusive💙
Le Passeggiate fanno parte della Refugee Week Italia 2026.
REFUGEE WEEK TORINO 2026
Campus Luigi Einaudi - Lungo D'ora Siena, 100, Torino
(venerdì, 19 giugno 14:00)
Refugee Week Torino 2026: Tre giorni di incontri, testimonianze, arte e musica,
per riflettere sui temi dell'asilo, delle migrazioni, dell'inclusione sociale e
del contrasto alla violenza di genere e transfobica che colpisce persone con
background migratorio.
VENERDÌ 19 GIUGNO
Campus Luigi Einaudi, Aula C2, Lungo Dora Siena, 100, 10153 Torino TO
14:00–16:00
Esposizione e restituzione del contest artistico di Associaizone Mosaico "Ai
miei sogni non rinuncio" — opere di artiste e artisti rifugiati e sostenute da
Fondazione Lavazza
16:00–18:00
Presentazione del libro Sociologie de l'(in)hospitalité – De la Jungle de Calais
à Riace e dibattito con il Prof. Emmanuel Jovelin (Université de Lorraine), la
Prof.ssa Anna Elia (Università della Calabria) e l'avv. Ulrich Stege (IUC
Torino). Introduce la Prof.ssa Barbara Sorgoni (UniTo - CPS)
L'UNIVERSITÀ CHE VOGLIAMO. SERATA BENEFIT VERSO LA 3 GIORNI DI FESTIVAL E
DIBATTITI DI OTTOBRE 2026
Campus Luigi Einaudi - Lungo D'ora Siena, 100, Torino
(giovedì, 18 giugno 19:30)
Assemblea Precaria Universitaria Torino, CUA e Studenti Indipendenti presentano:
L'Università che vogliamo. Serata benefit verso la 3 giorni di festival e
dibattiti di ottobre 2026
Dj Oven
.Affettivo
A seguire selecta pop effervescente
di Roberta Cospito Nel nuovo libro di Leopoldo Santovincenzo riemerge una
vicenda rimossa della storia italiana: il rapimento del viceconsole spagnolo di
Milano da parte di giovani anarchici che volevano …