di Vincenzo Scalia Il caso Siher mette a nudo l’insofferenza di Meloni verso la
separazione dei poteri. Tra propaganda mediatica, militarizzazione e repressione
del dissenso, le garanzie costituzionali diventano un …
APERTURA PORFIDO
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(mercoledì, 4 novembre 16:00)
Disponibile in vendita Piccolo glossario sui Data Center
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle
16:00 alle 19:30.
APERTURA PORFIDO
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(martedì, 3 novembre 16:00)
Disponibile: CONVERSAZIONI PERICOLOSE - TESTO SULL'OPERAZIONE DEL 16 GIUGNO
"Diffondiamo questo opuscoletto che racchiude una ricostruzione dell’operazione
anti-anarchica del 16 giugno e alcune riflessioni."
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle
16:00 alle 19:30.
L’11 dicembre il ristorante dell’autoporto di Susa chiuderà definitivamente,
dopo 35 anni di attività. Il bar resterà aperto fino al 31. Alla cassa, un
cartello in tre lingue annuncia un «trasferimento» e ringrazia i clienti.
Nessuna spiegazione sulle ragioni della chiusura. Eppure, il motivo è chiaro:
quei terreni servono a TELT per realizzare la stazione internazionale della
Torino-Lione.
Per fare spazio al Tav, un’attività della Valle deve chiudere e lasciare il
posto a un nuovo assetto del territorio. E, come troppo spesso accade con questa
grande opera, le conseguenze ricadono su chi in quei luoghi lavora e vive.
A poche settimane dalla chiusura, alcuni dipendenti dichiarano di non sapere
ancora nulla sul proprio futuro. A metà settembre TELT aveva addirittura
assicurato un passaggio graduale e il ricollocamento progressivo del personale
nel nuovo autoporto di San Didero. Roba da far arrossire anche lo stesso
Pinocchio…
Intanto, il nuovo autoporto è quasi pronto. Circa 68.000 metri quadrati con
lavori per oltre 47 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono più di 5
milioni di euro per l’appalto TELT relativo a recinzioni, videosorveglianza e
supporto logistico alle forze dell’ordine impegnate nel presidio del cantiere.
Il costo finale, inoltre, potrebbe essere superiore. Nel 2022 SITAF aveva
revocato la gara a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime, prevedendo
già allora una possibile lievitazione della spesa oltre i 47 milioni.
Tutto questo per trasferire un autoporto di circa 15 chilometri, da Susa a San
Didero in una dinamica che parla di utilità dell’opera anche in vista di una
sostanziale diminuzione del traffico su gomma.
Ma lo spostamento dell’autoporto non è un intervento isolato. Serve a liberare
l’area di Susa per le opere legate alla Torino-Lione. Una volta completato il
trasferimento, inizieranno lo smantellamento della vecchia area di servizio e la
posa di nuove recinzioni per delimitare il cantiere del deposito dello smarino.
Al termine dei lavori, l’area ospiterà una parte dell’area tecnica permanente a
servizio del tunnel di base.
Non si tratta, quindi, di occupare un terreno per il tempo necessario a un
cantiere. È una trasformazione destinata a lasciare un segno permanente nella
Piana di Susa, lungo l’asse della futura Torino-Lione.
C’è poi un aspetto che rende questa vicenda, se vogliamo, ancora più frizzante:
pare proprio che l’autoporto nacque come opera di compensazione per il Comune di
Susa, in considerazione del territorio sottratto dalla realizzazione
dell’autostrada. Oggi quella stessa compensazione viene smantellata per fare
posto a una nuova grande opera. Schizofrenia pura.
Tutta questa vicenda mostra concretamente come viene portata avanti la
Torino-Lione: si ridisegnano intere aree, si spostano attività e si modificano
le destinazioni d’uso dei terreni in funzione delle esigenze dell’opera. A
decidere sono il Governo di turno, TELT, Sitaf e gli altri soggetti coinvolti; a
subire le conseguenze sono i lavoratori e le comunità locali.
E mentre si investono decine di milioni di euro per costruire un nuovo
autoporto, si spendono altri milioni per recinzioni, videosorveglianza e
apparati di sicurezza a presidio dei cantieri, in Valle continuano a pesare le
difficoltà legate alla sanità, alla scuola e ai servizi. Un contrasto che
riguarda le priorità politiche e l’impiego delle risorse pubbliche, oltre che il
futuro del territorio.
La chiusura dell’autoporto di Susa non è soltanto la fine di un’attività dopo 35
anni. È un altro passaggio della trasformazione della Valle in funzione della
Torino-Lione: un territorio da liberare, recintare e riorganizzare per
consentire l’avanzamento dei cantieri.
Un autoporto chiude e un altro apre a pochi chilometri di distanza, i lavoratori
sono ancora in attesa di garanzie e nuovi terreni vengono sottratti al
territorio per fare spazio alle infrastrutture del Tav.
Ai posteri l’ardua sentenza. Una cosa, però, è già chiara: chiunque continuerà a
voler imporre la Torino-Lione in Val di Susa troverà una valle determinata a
resistere, che non ha intenzione di arrendersi né di lasciare che siano altri a
decidere del proprio futuro.
La manifestazione di sabato 24 ottobre a Bologna è stata segnata da ripetute
cariche della polizia, con manganelli, lacrimogeni e idranti, e dal grave
episodio del ragazzo picchiato e immobilizzato a terra, a cui sono stati negati
i soccorsi. Quando finalmente, dopo una lunga attesa, è arrivata l’ambulanza la
polizia ha azionato gli idranti anche contro il mezzo di soccorso. Una
manifestazione spontanea e molto partecipata contro carovita, guerra e
repressione. Ci sono stati numerosi fermi preventivi per impedire alle persone
di raggiungere il corteo, diverse denunce e tre persone sono state arrestate a
seguito della piazza; domenica si è svolto un presidio solidale sotto la
Questura per chiederne il rilascio e portare solidarietà alle persone fermate.
Bologna, negli ultimi anni, è diventata uno dei luoghi in cui il dibattito sulla
gestione dell’ordine pubblico e sul rapporto tra forze dell’ordine e diritto di
manifestare si è acceso con maggiore evidenza. Non per la violenza e brutalità
del singolo celerino o reparto, ma uno spaccato evidente delle decisioni
operative e, soprattutto, politiche che stanno dietro alla gestione delle
manifestazioni. Una dinamica che vediamo chiaramente nelle ultime settimane in
Italia, ma che a Bologna è evidente già dai cortei per la Palestina dello scorso
anno.
Proprio da episodi di violenza poliziesca è nata la campagna Lince – Occhi sugli
abusi. Abbiamo chiesto ad una compagna di Lince un racconto dalla piazza di
sabato.
di Paolo Persichetti* Dietro le accuse a Siher il teorema del complotto
islamogauchista che ossessiona la destra e trasforma il dissenso di piazza
in terrorismo La rabbia inconsulta con la quale …
Youssef Siher torna libero dopo oltre cento ore di detenzione. Il gip smonta le
accuse di terrorismo e violenza organizzata. Meloni, Salvini e Tajani attaccano
la magistrata, mentre i media …
Il ruolo del cooperante delle Nazioni Unite, trovato morto nel 2020, è spesso
stato derubricato a lavoro d’ufficio. In realtà, è stato decisivo per fare da
tramite fra lo Stato colombiano e gli ex guerriglieri
L'articolo Costruire fiducia. Il ruolo cruciale di Mario Paciolla per l’accordo
di pace in Colombia proviene da IrpiMedia.
INCONTRO DI MUTUO AIUTO TRANS*
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(giovedì, 5 novembre 18:00)
INCONTRO RETE DI MUTUO AIUTO TRANS* 🏳️⚧️💖
Sei una persona trans? Vuoi contribuire a formare una rete di scambio di
conoscenze ed esperienze con altre persone trans? Sei stancx di dover sempre
passare per istituzioni e persone cis per dirimere i tuoi dubbi?
Vogliamo costruire uno spazio orizzontale di AUTO-MUTUO-AIUTO tra persone trans*
dove poterci scambiare e fornire gli strumenti per gestire la nostra salute.
Crediamo nei principi dell'auto-gestione, dell' auto-organizzazione, della
solidarietà e del mutualismo.
Non vogliamo offrire un servizio o uno sportello, ma creare una realtà di mutuo
aiuto, fra pari, da dentro la nostra comunità, dove poter mettere insieme
conoscenze ed esperienze, tra noi e tra persone transfemministe alleate.
Navigare la propria salute come persone trans è spesso complesso, tra
gatekeeping, leggende metropolitane, stereotipi negativi e personale sanitario
non adeguatamente preparato, quando non proprio discriminatorio. Questo momento
vuole essere uno spazio per infrangere quegli ostacoli alla nostra
autodeterminazione, e creare dei momenti di solidarietà concreta tra persone
trans, qualsiasi sia il loro percorso.
Se hai qualcosa da condividere, porta le tue conoscenze, se hai qualcosa su cui
vuoi saperne di più, porta i tuoi dubbi. Ci vediamo al CSOA Gabrio, Consultoria
FAM il 5/11 dalle ore 18! ❤️
Marted’ 27 Ottobre 2026 – Overjoy 300
Giunti alla trecentesima puntata, non potevo che celebrarla con una bella
selezione di 7″. Overjoy!
Dal comunicato stampa GSF si legge Il 30 ottobre 2026 i porti si fermeranno per
lo sciopero generale in vista della seconda giornata internazionale di lotta dei
lavoratori portuali , sulla base della Dichiarazione di Istanbul approvata al
Terzo Incontro Internazionale dei sindacati dei portuali e dei lavoratori dei
porti del Mediterraneo e dell’Europa del maggio 2026. La coalizione Ports in
Action – CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi),
Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia), Water Transport
Workers Federation of India – coinvolgerà oltre 100 siti portuali nel mondo.
In Italia lo sciopero generale è stato indetto dall’Unione Sindacale di Base e
rilanciato, a livello nazionale, dall’intero sindacalismo di base: Usi – Cit,
Confederazione Cobas, Si Cobas, Unicobas, Sial Cobas, Adl Cobas, Clap, Ssb,
oltre a numerose categorie della Cub.
In avvicinamento allo sciopero è stata bloccata in data 22 ottobre dal gruppo
dei portuali autonomi di Livorno la nave SUNAID X diretta alla base militare
statunitese di Sigonella.
Ne parliamo con Simone dei GAP Livorno: