ADA PROSPERO GOBETTI – DALLE BELLE CITTÀ (LA RESISTENZA VISTA DAGLI OCCHI DI UNA
MADRE IN APPRENSIONE PER IL FIGLIO PARTIGIANO)
Libreria Belleville/Collettivo Teatro NO! - Via Roma 39 Bruino (Torino)
(venerdì, 27 marzo 20:30)
"Dedico questi ricordi ai miei amici: vicini e lontani; di vent'anni e di un'ora
sola. Perché proprio l'amicizia - legame di solidarietà, fondato non su
comunanza di sangue, né di patria, né di tradizione intellettuale, ma sul
semplice rapporto umano del sentirsi uno con uno tra i molti - m'è parso il
significato intimo, il segno della nostra battaglia. E' forse lo è stato
veramente. E soltanto se riusciremo a salvarla, a perfezionarla o a ricrearla al
disopra di tanti errori e di tanti smarrimenti, se riusciremo a capire che
questa unità , quest'amicizia non è stata e non dev'essere un mezzo per
aggiungere qualche altra cosa, ma è un valore in se stessa, perchè in essa forse
è il senso dell'uomo - soltanto allora potremo ripensare al nostro passato e
rivedere il volto dei nostri amici, vivi e morti, senza malinconia e senza
disperazione."
Ada Prospero Marchesini Gobetti
RIOT ON SUNSET STRIP – PUNTATA DEL 24 03 2026
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
RIOT ON SUNSET STRIP – PUNTATA DEL 17 03 2026
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
Il governo per applicare la riforma europea del diritto di asilo vuole rendere
“zona di frontiera” praticamente tutta la costa della penisola e della Sicilia.
Questo si tradurrà in centri hotspot e privazione di libertà per i richiedenti
asilo in tutto il paese, a cominciare dalle città dove sono arrivate negli
ultimi anni le navi delle Ong che svolgono attività di ricerca e soccorso nel
Mediterraneo, nel quadro della politica dei porti lontani condotta dal governo.
Il nuovo Patto Europeo sulla migrazione e l’asilo prevede il “trattenimento” in
frontiera, già in parte previsto dal decreto Salvini del 2018, implementando una
nuova e ulteriore forma di detenzione per chi è in attesa di risposta per la
propria domanda di asilo.
Ne abbiamo parlato con Raffaele Viezzi, attivista No Cpr di Trieste
Ascolta la diretta:
Mercoledì 11 febbraio alla Blackout House in Via Cecchi 21/A il Centro di
documentazione Porfido ha organizzato la presentazione del libro “Assalto alle
piattaforme” di e con Kenobit. Fabio “Kenobit” Bortolotti • hacktivista e
musicista a 8 bit, suona il Game Boy in giro per il mondo e si occupa di libertà
digitale. È cofondatore di Livello Segreto, una delle principali istanze
Mastodon italiane, e gestore di Tele Kenobit, un progetto sperimentale basato su
piattaforme autogestite e autohostate.
Le piattaforme digitali si nutrono del nostro tempo e ironicamente siamo proprio
noi a darglielo. Facendo scorrere sui nostri smartphone la cascata infinita di
contenuti selezionati dagli algoritmi diventiamo meri target pubblicitari, siamo
complici dei nostri sfruttatori, anzi, peggio: lavoriamo gratis per loro. I
danni cognitivi e sociali che ci stanno infliggendo questi meccanismi sono così
radicati nella normalità che non riusciamo a metterli in dubbio. L’obiettivo di
“Assalto alle piattaforme” di Kenobit è di smontare questi meccanismi,
analizzarli e capire come possiamo scendere da questa giostra, e perché no,
sabotarla.
Ascolta la presentazione del libro:
https://radioblackout.org/podcast/presentazione-del-libro-assalto-alle-piattaforme-a-radio-blackout/
Riprendiamoci internet
Agenzia X, pp. 192, 2025, 16 euro
Possiamo evadere? Possiamo ribellarci? Possiamo rivendicare una dimensione
online libera e rispettosa del nostro tempo?
Le big tech hanno colonizzato tutti i territori della comunicazione, facendo
leva sul bisogno umano di socialità e intrattenimento. Le app come Instagram e
TikTok ci manipolano per trasformarci in forza lavoro ignara e non pagata. Si
nutrono del nostro tempo, dei nostri dati, delle nostre debolezze. Quella delle
piattaforme è una fortezza che pare inespugnabile, ma sulle sue mura si
intravedono le prime crepe. L’insostenibilità del modello attuale ha causato un
disagio che serpeggia sempre di più tra l’utenza. Abbiamo un’occasione
imperdibile per rivendicare una dimensione digitale fondata sulla cooperazione
invece che sulla competizione.
Assalto alle piattaforme analizza i meccanismi oppressivi del capitalismo sul
web e propone un percorso concreto per neutralizzarli. Focalizzando lo sguardo
critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che
si nascondono dietro il “successo” online e le dinamiche che trasformano le
nostre passioni in catene.
Nel software libero, nel Fediverso e nella relazione sociale diretta troviamo
gli strumenti per cambiare tutto, da subito, senza chiedere il permesso.
Scopriamoli, rivendichiamo l’importanza politica del nostro corpo digitale e
riprendiamoci internet.
Manifesto per Sara e Sandro dal Trentino:
sarasandro
23-29 marzo settimana contro la logistica di guerra ferroviaria
A Torino
Sabato 28 marzo ore 16
presidio antimilitarista
a Porta Susa
Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Anche nelle ferrovie, un
fiume di soldi pubblici vengono destinati alla guerra, sottraendoli alla
sicurezza dei trasporti ed ai servizi per studenti e lavorator pendolari.
Il 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto
sulla mobilità militare dell’Unione, poi approvato dal Parlamento europeo a
larga maggioranza il 17 dicembre successivo.
Un passo ulteriore verso una “Schengen militare”.
Questa misura, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione
dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e
nella Defence Readiness Roadmap 2030.
Il pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro
il 2027; per questo prevede 17,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del
prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500
progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura
lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare, potenziare e
proteggere le infrastrutture strategiche.
Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre
il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility
nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia
di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono
concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il
finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo
scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 € erogati
all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La
Spezia Marittima.
È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo
terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari,
vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).La
linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo
nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev.
Dal 23 al 29 marzo l’assemblea Antimilitarista ha lanciato una settimana di
informazione e lotta contro la logistica militare ferroviaria.
Ne abbiamo parlato con Tiziano Antonelli del Coordinamento antimilitarista
livornese, che lo scorso 12 marzo ha partecipato alle iniziative che hanno
rallentato di diverse ore un treno di munizioni diretto a Palmanova
Ascolta la diretta:
Una puntata di Ponte Radio completamente dedicata alla figura della studiosa
italo-statunitense, con molte voci a contribuire per restituire una
sfaccettatura complessa della sua produzione teorica e delle sue sfide al
femminismo in senso critico, sia quelle più conosciute in Italia che quelle
ancora rimaste non tradotte (purtroppo).
Attraverso l’uso del cinema come specchio e ri(n)flessione della società e delle
strutture di potere che la attraversano e che psichicamente attraversano gli
individui, Teresa De Lauretis ci permette di raccontarla alla radio usando parte
della filmografia da lei analizzata.
Intervengono nel podcast:
Cristina Voto, Cristian Lo Iacono, Goffredo Polizzi, Irene Villa.
Qui trovate il podcast integrale della puntata:
“Il 28 marzo alle ore 15 scendiamo in piazza a Niscemi, la città del MUOS, per
una manifestazione contro la guerra e contro l’uso delle basi militari degli
Stati Uniti in Italia.
Nel cuore della sughereta di Niscemi si trovano la NRTF (Naval Radio Transmitter
Facility) e il MUOS (Mobile User Objective System): due installazioni militari
della US Navy, operative ogni giorno dell’anno e destinate esclusivamente alle
comunicazioni militari statunitensi.
Da qui passano ogni giorno i segnali che coordinano operazioni militari,
missioni e guerre in diversi teatri del mondo. Non sono strutture simboliche o
passive e nemmeno strumenti di difesa: sono nodi operativi della macchina
bellica statunitense.
Questo significa una cosa molto semplice: gli Stati Uniti fanno comodamente la
guerra da casa nostra.”
Ne abbiamo parlato con Antonio Rampolla, movimento No Muos
Ascolta la diretta:
La Commissione di Garanzia sugli scioperi l’11 marzo ha deciso di estendere alla
logistica le limitazioni previste dalla Legge 146/1990, equiparandola di fatto
ai servizi pubblici essenziali. Una decisione che introduce obblighi di
preavviso, procedure di raffreddamento e prestazioni indispensabili lungo
l’intera filiera logistica, ribaltando un orientamento consolidato in 30 anni di
applicazione. Una pronuncia tutt’altro che tecnica, una scelta politica precisa,
quella di attaccare ulteriormente le lotte di lavorator*, che in questi anni
hanno ottenuto miglioramenti importanti sia sul piano salariale che delle
condizioni di lavoro.
Ne abbiamo parlato con Antonio Amoroso della Cub Trasporti
Ascolta la diretta:
https://www.ilgiornaleditalia.it/video/esteri/776713/repubblica-ceca-attivisti-incendiano-aziende-belliche-elbit-systems-e-archer-fornitrici-di-armi-a-israele-e-ucraina-video.html
Iran. Terra bruciata
A più di tresettimane dall’inizio dell’attacco israelo-statunitense all’Iran, il
presidente statunitense Donald Trump ha giocato con scarso sccesso la carta di
scaricare sugli alleati NATO e sull’UE la riapertura dello stretto di Hormuz.
Una guerra iniziata con attacchi contro obiettivi militari e di sicurezza ha
fatto il salto di qualità: con la distruzione sistematica delle infrastrutture
civili da cui dipendono 90 milioni di persone. Elettricità. Acqua. Ospedali. Le
condizioni fondamentali della vita stessa.
In Iran e nell’isola di Khārk continuano i bombardamenti.
Sullo sfondo i negoziati mediati da Pakistan, Emirati ed Egitto. Realtà o farsa?
Ne abbiamo parlato con Ahmad Rafat, giornalista iraniano
Ascolta la diretta: