Lo scioglimento del PKK e l’appello di Abdullah Öcalan hanno reso possibile una
svolta impensabile dopo quarant’anni di conflitto. La nuova legge turca apre la
strada al disarmo, ma la …
SOLCHI FEST
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(sabato, 12 settembre 15:00)
di Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Dalla morte di Riccardo Magherini
a quella di Abderrahim Fakir, continuano a ripetersi fermi, TSO e interventi
coercitivi in cui la sofferenza viene trattata come …
Una compagna insegnante ci ha segnalato questo articolo di Daniela Tafani uscito
quasi due anni fa. Si tratta di un testo notevole e decisamente in
controtendenza. Benché sia attraversata, a nostro avviso, da qualche illusione
sul “digitale alternativo” e sulla possibilità di stabilire un uso “democratico”
di tecnologie costitutivamente imperiali, questa analisi si segnala innanzitutto
per la puntuale demistificazione del linguaggio con cui la “macchina delle
promesse” promuove l’IA. Sono riflessioni e materiali utili per quelle e quegli
insegnanti che vogliono resistere all’automatizzazione dell’istruzione, cioè
all’imposizione di “strumenti meccanici” come “ceppi di permanente minorità”
alle nuove generazioni.
https://btfp.sp.unipi.it/it/2024/10/omini-di-burro-scuole-e-universita-al-paese-dei-balocchi-dellia-generativa/
Riceviamo e diffondiamo:
Mercoledì 12 agosto, a partire dalle ore 6:00, sono state effettuate tre
perquisizioni domiciliari a Berlino e nei dintorni: a Neukölln, Kreuzberg e
Brandeburgo.
L’indagine riguarda una rapina in banca avvenuta nel 2013 ad Aquisgrana. Questa
rapina è collegata a quella alla Paxbank avvenuta nel 2014 ad Aquisgrana, per la
quale nel 2017 sono stati* incriminat* divers* anarchic* e Lisa è stata
condannata. Già allora la Procura aveva cercato di stabilire un nesso tra la
rapina del 2014 e quella del 2013, ma le indagini non avevano avuto esito
positivo in quanto mancavano prove che supportassero questa tesi.
Venerdì scorso una persona è stata arrestata in Spagna ed estradata ad
Aquisgrana. Attualmente si trova in custodia cautelare. È accusato di aver
partecipato alla rapina in banca del 2013.
Il mandato di perquisizione era rivolto a Lisa in qualità di indagata e alla sua
partner e compagna in qualità di testimone. Cercavano supporti di memoria e
documenti manoscritti. Inoltre, la misura ha interessato * coinquilin*
dell’indagata, gli spazi comuni e le cantine degli appartamenti, nonché un luogo
in cui, secondo i dati di localizzazione delle celle di telefonia mobile, Lisa
si sarebbe recata più volte. La perquisizione è stata condotta dall’Ufficio
criminale regionale (LKA) della Renania Settentrionale-Vestfalia e dall’Ufficio
criminale regionale (LKA) di Berlino; era presente anche la stessa procuratrice,
la signora Breuer del Tribunale regionale di Aquisgrana, che già all’epoca del
processo del 2017 si era opposta con forza alle compagne. È stato impiegato
anche un cane da fiuto. Le perquisizioni sono durate 6-7 ore.
Lisa è stata condotta alla stazione di polizia, sottoposta a procedure di
identificazione (ovvero sono state scattate foto e rilevate le impronte
digitali) e poi rilasciata. Sono state scattate delle foto a parte per una
perizia antropometrica. Tutti coloro che si trovavano negli appartamenti stanno
bene.
Grazie per la solidarietà e il sostegno. E come sempre: non fate speculazioni,
non serve a nessuno.
Solidarietà con le persone coinvolte e con l’imputato attualmente in carcere!
❤️ Con forza, calma, amore e rabbia
https://de.indymedia.org/node/858128
Martedì 18 Agosto 2026 – Overjoy 289 summer galore
Martedì 11 Agosto 2026 – Overjoy 288
Martedì 4 Agosto 2026 – Overjoy 287
con Matte DTR inna fine vinyl selection style
CENA BELLAVITA E PROIEZIONE DI "TROPA DE ELITE"
Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(mercoledì, 19 agosto 18:00)
Tropa de Elite — Polizia, Stato, militari e narcotraffico: facce diverse di una
stessa guerra per il controllo e il potere. A Rio, la violenza attraversa ogni
fronte e nessuno resta davvero fuori dal sistema.
Dalle 18:00 cucina aperta e dalle 21:30 proiezione sotto le stelle del Mezcal
Squat.
La cena è BELLAVITA: porta ciò che vorresti mangiare/bere e condividilo.
Il Mezcal Squat è uno spazio autogestito e le attività svolte al suo interno si
basano sulla condivisione. Non vi è circolo di denaro. Porta quello che vorresti
trovare. Utilizza la cucina e prepara quello che vuoi da mangiare.
SOLO COMPLICI E SOLIDALI, NESSUN CLIENTE!
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COME RAGGIUNGERE IL MEZCAL SQUAT
BUS : 33 - CP1 - 76
TRENO : FERMATA COLLEGNO
METRO : FERMI
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NO MACHI, NO FASCI, NO SBIRRI
In Cisgiordania è in atto un’enorme campagna di pulizia etnica portata avanti
dai coloni israeliani nella totale impunità. Ad agire sono gruppi di
giovanissimi che assomigliano sempre piu’ a delle vere e proprie squadracce
fasciste.
Non si tratta soltanto di una violenza che si intensifica: è una violenza sempre
più apertamente incoraggiata dalla consapevolezza che le autorità israeliane
fanno poco per allontanare i coloni o impedire che tornino a colpire.
A Qusra, nel nord della Cisgiordania, alcune famiglie vivono da una settimana
sotto assedio. I coloni al momento non sono presenti davanti alle abitazioni, ma
il pericolo non è cessato. Possono tornare in qualsiasi momento e intimidire
nuovamente le famiglie che da mesi vivono nella paura. Uno dei proprietari delle
case racconta di non aver dormito nella propria abitazione per sette mesi. Per
paura di un attacco dei coloni, ha trascorso le notti in un’automobile
parcheggiata nelle vicinanze, così da poter dare l’allarme ai familiari nel caso
in cui fosse iniziato un nuovo assalto.
Gli attacchi contro i palestinesi sono quotidiani e diffusi in tutta la
Cisgiordania occupata. I coloni non colpiscono soltanto chi percorre le strade o
chi lavora nei propri campi. Entrano anche nelle abitazioni con l’obiettivo,
denunciano i residenti, di costringerli ad abbandonare le proprie abitazioni e
le proprie terre.
La situazione appare fuori controllo tanto che una delegazione di alti
funzionari americani intende recarsi nei prossimi giorni nel villaggio di Qusra,
per constatare di persona la situazione. Secondo quanto riferito, i funzionari
statunitensi avrebbero chiesto ad alti funzionari della Difesa israeliana di
unirsi a loro nel villaggio a sud di Nablus per spiegare cosa sta succedendo lì
e come intendono affrontare il crescente fenomeno della violenza dei coloni
ebrei.
Dalla Cisgiordania la testimonianza di una attivista italiana
da Radio Onda d’Urto
Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo articolo da parte della
Scrivania Autogestita d’Informazione di Livorno (qui l’articolo
https://scrivaniautogestita.it/parco-eolico-tra-gorgona-e-capraia-nuovo-scempio-allorizzonte/)
in merito al nuovo progetto di mega impianto eolico off shore in zona protetta
tra Gorgona e Capraia. Iniziamo ad approfondire questo nuovo scempio voluto da
ENI e che ben si inserisce nel quadro complessivo di una terra oggetto di
speculazione energetica da parte delle grandi compagnie. I Comuni interessati
fanno parte di un territorio già segnato da impianti di agrivoltaico e
fotovoltaico e progetti eolici, come nel caso del Comune di Suvereto dove si è
tenuta una marcia popolare promossa dal Comitato Terre Val di Cornia (di cui
abbiamo parlato qui
https://infoaut.org/confluenza/val-di-cornia-una-manifestazione-a-suvereto-per-difendere-i-terreni-agricoli-da-terna-e-maxi-progetti-speculativi)
; la Toscana è una di quelle regioni in cui gli investimenti in questo ambito si
intrecciano con gli interessi sporchi di sangue di grandi società finanziatrici
israeliane, come nel caso di Massarosa e nel più recente di Ribolla (se ne è
parlato anche su quotidiani nazionali), dove è nato un comitato per contrastare
il progetto. Seguiranno aggiornamenti! Buona lettura.
Il progetto del nuovo parco eolico Atis che dovrebbe sorgere tra l’isola di
Gorgona e l’isola di Capraia è in fase di Valutazione di Impatto Ambientale.
Diverse le criticità e le contrarietà espresse da associazioni ed enti per
un’opera che impatterà in maniera irreversibile su un’area ad elevato interesse
naturale e paesaggistico essendo situata all’interno dell’area marina protetta
Santuario Pelagos e della Rete Natura 2000 con aree classificate come Zona
Speciale di Conservazione e Protezione Speciale. A ridosso del Parco Nazionale
Arcipelago Toscano e al Parc naturel marin du Cap Corse et de l’Agriate in
Corsica, passando per la Riserva Naturale Tombolo di Cecina. In una regione, la
Toscana, già altamente stressata da impianti logistici, energetici e
industriali.
Ma andiamo con ordine.
Cos’è e chi lo promuove?
Atis è il nuovo parco eolico flottante offshore che dovrebbe sorgere tra l’isola
di Gorgona e l’isola di Capraia. Promosso da Atis Floating Wind S.r.l, joint
venture tra Eni Plenitude e Simply Blue Group, costerà circa 2,98 miliardi di
euro.
Eni Plenitude è una società per azioni controllata da Eni che vende luce, gas e
soluzioni energetiche varie.
Simply Blue Group è una società irlandese con sede a Cork specializzata nello
sviluppo di progetti per la cosiddetta “blue economy” cioè l’energia pulita
proveniente dal mare.
Già dal 2023 le due società hanno firmato un accordo per lo sviluppo di parchi
eolici in Italia.
Caratteristiche.
Il progetto prevede l’installazione di 48 turbine eoliche galleggianti, che
saranno ancorate ai fondali. Le turbine avranno un diametro delle pale di 250 m
e il mozzo posizionato a 157 metri sopra il livello del mare. Il parco occuperà
264,5 km2 in una zona dove i fondali oscillano tra i 250 e 630 metri. Gli
aerogeneratori avranno una potenza stimata di 48 MW per una potenza complessiva
di 864 MW e una produzione stimata di 1860 gigawatt ora.
L’elettricità generata verrà raccolta da due grosse sottostazioni elettriche
galleggianti (chiamate Foss) posizionate in mare.
Da lì, partiranno 4 cavi sottomarini che trasporteranno l’energia fino al punto
di approdo a terra, individuato nel Comune di Rosignano Marittimo. Infine, un
cavidotto interrato collegherà l’approdo alla stazione di connessione della rete
elettrica nazionale di Terna a Castellina Marittima (Pi). Successivamente,
tramite un elettrodotto in gran parte aereo, si collegherà alla stazione
elettrica di Castellina con quella di Cornia.
Per la realizzazione dell’approdo dei cavi sottomarini è previsto l’utilizzo di
Trivellazione Orizzontale Controllata.
Posizione.
Il parco eolico sorgerà a circa 17 km dall’Isola di Gorgona, 22 km dall’isola
Capraia, 28 km dalla punta settentrionale della Corsica e circa 55 km dalla
costa di Calafuria, a Livorno.
I comuni interessati dalle opere di connessione onshore (cavidotto interrato ed
elettrodotto aereo) sono: Rosignano Marittimo (LI), Castellina Marittima (PI),
Riparbella (PI), Montescudaio (PI), Guardistallo (PI), Casale Marittimo (PI),
Bibbona (LI), Castagneto Carducci (LI), Sassetta (LI) e Suvereto (Li).
Criticità ambientali e paesaggistiche.
Ad oggi sono diverse le criticità e contrarietà espresse da associazioni ed enti
locali tramite osservazioni alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che è
in fase di studio. L’area in cui dovrebbe sorgere il parco eolico offshore
infatti è nel bel mezzo dell’area marina protetta Santuario Pelagos, a ridosso
del Parco Nazionale Arcipelago Toscano e del Parc naturel marin du Cap Corse et
de l’Agriate in Corsica. Non solo, diverse aree interessate, come ad esempio
l’isola di Gorgona, rientrano nella Rete Natura 2000 e sono classificate come
Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS).
Anche la parte onshore riguarderà diverse aree con elevato interesse
naturalistico e paesaggistico come la Riserva Naturale Tombolo di Cecina e
Bolgheri.
Il tracciato infatti attraverserebbe terreni incontaminati di grande valore di
biodiversità e rispetto ambientale. Se quest’opera venisse realizzata avrebbe un
impatto irreversibile sugli ecosistemi, con perdita di biodiversità e degrado
del suolo. L intervento danneggerebbe inoltre l’economia locale penalizzando
attività agricole e turistiche legate al paesaggio e alla qualità’ del
territorio.
La fauna e la flora marina subirebbero un grosso impatto dovuto all’emissione di
rumori e vibrazioni sottomarine che verranno emesse in fase di realizzazione e
di vita dell’impianto. Alla movimentazione di sedimenti per l’installazione
delle opere di progetto e per il movimento dei mezzi navali.
Poi ci sono gli impatti dovuti agli ancoraggi degli aerogeneratori e alla
posatura e percorso dei cavi di collegamento con la terraferma. Gli stessi cavi
un impatto dovuto ai campi elettromagnetici.
L’area, come detto, è compresa nel Santuario internazionale dei cetacei Pelagos,
con coralli di profondità, posidonia oceanica, habitat e specie delicatissime.
Presenza nell’area di specie di cetacei che frequentano le acque profonde come
zifi e capodogli. Inoltre, nell’area interessata, negli ultimi 10 anni si sono
verificate numerose nidificazioni di tartaruga marina Caretta caretta e sono
stati segnalati esemplari di tartaruga liuto ed è stata recentemente accertata
presenza nell’isola di Capraia della foca monaca.
Perfino Legambiente, che ha mostrato un’apertura verso il progetto, ha
denunciato tramite le osservazioni alla VIA, la carenza degli studi presentati
in merito.
Il comune di Rosignano Marittimo, uno dei pochi ad avanzare obiezioni in merito,
ha scritto che non è dato conto delle motivazioni di ubicare le opere a mare
all’interno di un’area marina protetta di interesse internazionale, quale il
Santuario dei Cetacei Pelagos, senza cognizione delle diverse alternative
esplorate.
Inoltre ha sottolineato che dall’analisi del SIA la principale criticità emersa
riguarda la dispersione del mercurio “tombato” presente nei sedimenti marini a
seguito delle operazioni di posa e passaggio dei cavi sottomarini. Si ritiene
che tale aspetto, di notevole criticità, non sia stato debitamente approfondito
nella documentazione presentata.
C’è poi l’impatto sull’avifauna. Si registra infatti la presenza di specie di
uccelli marini – come berte minori e maggiori e falchi pescatori – che rischiano
di essere fortemente danneggiati sia in fase di migrazione che di foraggiamento
o dispersione.
Impatto sul patrimonio culturale, aree di interesse archeologico e
paesaggistico.
Tra le osservazioni alla VIA si nota anche quella della Soprintendenza del
Ministero della Cultura che sottolinea interferenze con siti archeologici
subacquei data la zona con alta presenza di relitti archeologici. Il parco
subacqueo presenta, nell’area oggetto del parco eolico, ben 14 siti di interesse
culturale, ovvero 11 relitti di epoca antica e 3 relativi a mezzi della seconda
guerra mondiale. Tutti i siti si presentano in ottime condizioni di
conservazione
La soprintendenza evidenzia che l’esistenza di un rischio archeologico nelle
aree scelte per l’installazione dell’impianto e delle relative opere connesse,
tanto nelle parti del progetto offshore che onshore, valutando negativamente la
compatibilità dell’intervento rispetto al patrimonio archeologico presente.
L’impatto visivo, dicono, sarà ridotto dalla costa. Sicuramente sarà ben
visibile sia dalla Gorgona sia dalla Capraia e dalla Corsica. Tantè che ,sempre
la Soprintendenza, ritiene insufficiente la documentazione presentata sulle
interferenze paesaggistiche valutate solo dalla zona costiera di Livorno.
Richiede infatti di valutare interferenza anche da Populonia, dalla Capria e
dalla Gorgona. Così come il Comune di Rosignano Marittimo ritiene che i punti di
vista scelti nei documenti citati non siano esaustivi e ne chiede l’integrazione
con ulteriori posti a quote collinari e da punti di vista significativi, al fine
di quantificare in maniera corretta l’impatto paesaggistico del progetto che ad
ogni modo sarà inevitabile e disastroso.
Interferenza con attività antropiche.
Anche l’impatto con le attività di pesca sarà ovviamente importante per motivi
strettamente collegati a quelli già citati, rischiando così di danneggiare un
intero settore.
C’è poi il tema delle rotte mercantili. La presenza del parco eolico, che avrà
un’estensione di circa 256 km2, costringerà le 72 navi al mese che transitano da
questa zona a cambiare rotta aumentando i tempi di navigazione e la riduzione
dello spazio acqueo per la navigazione con il conseguente aumento del rischio di
collisione.
Toscana terreno sacrificabile ed hub energetico.
Le analisi di tutte le caratteristiche del parco eolico flottante Atis
restituiscono una panoramica preoccupante con un impatto sull’ambiente enorme.
Questa operazione incarna perfettamente il modello energetico che anche questo
governo sta portando avanti. Territori sacrificati per far spazio ad enormi
impianti a beneficio di grandi gruppi industriali senza considerare le
conseguenze. Come evidenziato anche da una lista civica del comune di Campiglia
Marittima in una delle osservazioni avanzate, il carico territoriale energetico
sulla val di cornia e area costiera livornese sarà ulteriormente gravoso, data
già l’elevata presenza di
* grandi impianti siderurgici
* discariche e gestione rifiuti
* infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale, incluso il rigassificatore
Tra l’altro in Toscana si stanno già portando avanti installazioni di
aerogeneratori sull’appennino che devasteranno l’ambiente. Come quello che sta
accadendo dell’appennino Mugellano, che può essere approfondito qui .
Non da meno sono i progetti di installazioni del fotovoltaico sui campi agricoli
con espropri e speculazioni soprattutto nella Val di Cornia dove il
comitato Terre Val di Cornia si sta battendo contro questo ennesimo scempio.
Il tutto nel nome di una transizione energetica che di green ha davvero poco.
Stupisce, ma forse neanche troppo, che alcune associazioni ambientaliste abbiano
mostrato apertura verso il progetto del parco eolico. Legambiente la riconosce
come un’opportunità per fornire energia alla nuova Darsena Europa in corso di
realizzazione nel porto di Livorno. Propone quindi di mitigare l’impatto
ambientale di una grande opera tramite un’altra grande opera che avrà a sua
volta un impatto devastante.
Rimarranno delusi tutte quelle persone e associazioni che si aspettano quindi
una svolta green o che pensano che questi tipi di impianti eolici o fotovoltaici
eviteranno ad esempio l’arrivo del nucleare. Il governo infatti ha avviato tutti
gli iter preliminari anche per questa soluzione energetica, in barba ai due
referendum nazionali che in passato hanno già bocciato questa opzione.
Eppure, come evidenziano alcuni studi, basterebbe coprire con pannelli
fotovoltaici il 30% degli edifici residenziali per coprire il 100% del
fabbisogno energetico nazionale, senza ulteriore impatto ambientale come, ad
esempio, il consumo di suolo. Una soluzione che sicuramente presenta ostacoli ma
che dovrebbe necessariamente essere intrapresa. Ma ovviamente interessi
economici e speculativi che guidano questo modello estrattivista portano alle
soluzioni sopra citate che portano devastazione ambientale e non tengono conto
delle esigenze dei territori.
Bisognerebbe, infine, chiedersi a monte per cosa produciamo energia elettrica e
a cosa dovrebbe servire realmente. Altrimenti si proseguirà sull’attuale modello
sviluppista che ci sta già presentando un conto salatissimo per i suoi costi
sociali e ambientali
L’approvazione della legge 26 luglio 1975, n. 354, il nuovo Ordinamento
penitenziario, aveva rappresentato una svolta storica. Per la prima volta il
carcere italiano abbandonava formalmente l’impianto autoritario del regolamento
…