Il podcast dell’incontro con Iren3 Villa, ricercatrice ed attivista, autrice di
“La minaccia color lavanda: Il lesbismo nella teoria femminista e queer” (ETS,
2024) e di “Gayle Rubin” (Derive Approdi, 2025)
Doppia missione simultanea di US Air Force e NATO dalla Sicilia stamani martedì
3 febbraio 2026.
Un aereo radar E-3A Sentry AWACS della NATO dopo essere decollato dalla base di
Trapani Birgi ha raggiunto la Polonia orientale per monitorare lo spazio aereo
ucraino.
Nelle stesse ore è decollato da Sigonella un drone RQ-4B Global Hawk in
dotazione all'Aeronautica Militare degli Stati Uniti d'America che si è poi
posizionato in volo sul Mar Nero.
Non era mai accaduto che le due maggiori installazioni militari USA e NATO
esistenti in Sicilia operassero congiuntamente per attività di intelligence e
sorveglianza anti-Russia a sostegno delle forze armate ucraine.
Articolo pubblicato in Stampalibera.it il 3 febbraio 2026,
https://www.stampalibera.it/2026/02/03/la-sicilia-va-alla-guerra-in-ucraina-oggi-doppia-missione-simultanea-di-us-air-force-e-nato-dalla-sicilia/
A partire dal corteo del 31 Gennaio, al di là della complessità ed eterogeneità
delle 60.000 persone scese in piazza il dibattito si sta polarizzando a partire
da un singolo episodio : un poliziotto che, dopo essersi allontanato in
autonomia per rincorrere due manifestanti per colpirli con il manganello, è
stato accerchiato da altri manifestanti, sopraggiunti in soccorso, che lo hanno
picchiato.
La narrazione di queste immagini, i cui attimi antecedenti vengono
complesificati dalla testimonianza di Rita Rapisardi, viene costruita dai mezzi
di stampa mainstream allo scopo di strumentalizzare l’espressione del dissenso
per far appovare l’ennesimo pacchetto sicurezza.
La militarizzazione del quartiere di Vanchiglia, con le sue scuole chiuse
tramite circolare, ben rappresenta il clima di violenza strutturale in cui
invece queste immagini andrebbero contestualizzate: dalla risposta popolare ad
uno sgombero di un centro sociale, ennesimo simbolo del restringimento dello
spazio di socialità e politica popolare e dal basso, alla tensione sociale
dovuta alla violenza di stato che ha supportato il genocidio in palestina, la
detenzione e uccisioni sulle frontiere, le morti sul lavoro, esemplificata nel
governo attuale che per i suoi orizzonti di guerra, soffoca la popolazione e ne
reprime il dissenso.
Ne parliamo con la giornalista freelance Rita Rapisardi, che il 31 stava
seguendo il corteo per il manifesto:
di Edoardo Todaro Un romanzo-testimonianza che documenta lo sterminio, riafferma
l’identità palestinese e trasforma la scrittura in un atto di resistenza morale
e politica La prefazione a cura di Mousa …
Il tribunale di Woolwich scagiona sei imputati dalle accuse più gravi: restano
in sospeso alcuni capi d’imputazione e la procura valuta un nuovo processo Un
tribunale britannico ha assolto sei …
I tre giovani arrestati a Torino tornano liberi: crolla l’allarme costruito,
mentre lo Stato rilancia la caccia al dissenso La montagna repressiva partorisce
topolini giudiziari. Dopo giorni di titoli urlati, …
Otto anni a Maja T., sette a Gabriele Marchesi e due con sospensione
condizionale ad Anna M.: si chiude una giornata di processo segnata da forti
contestazioni Il processo di …
Le minacce a Rita Rapisardi e l’attacco frontale al diritto di cronaca
Raccontare ciò che è accaduto a Torino durante la manifestazione in sostegno ad
Askatasuna nella sua interezza, restituendo …
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati la scorsa puntata, Erykah Badu con
l’album Baduizm, 1997. Abbiamo iniziato questo fantastico capitolo musicale con
forti influenze jazz che porta l’RnB e il neo soul su territori inesplorati, il
tutto su una solida base di hip hop.
La scorsa puntata abbiamo introdotto il tema dell’influenza della Five Percent
Nation e in generale dell’islam politico, sulla Badu e sulla scena degli artisti
di quegli anni. Oggi approfondiremo un po’ di più questo aspetto e come lo si
ritrova in Baduizm.
Continuiamo il viaggio nel magico mondo del neo-soul di fine anni ’90 inizio
anni ‘2000, dopo aver ascoltato le fantastiche voci di D’Angelo, Angie Stone e
Lauryn Hill, arriviamo a Erikah Badu, sotto suggerimento di un messaggio
arrivato qui in redazione durante l’ultima puntata.
Le regole del gioco sono le stesse che per la Hill, partiamo da un album e ce lo
ascoltiamo tutto secondo la concezione dell’artista, di volta in volta apriremo
poi delle parentesi sui significati, le connessioni, la vita e le ispirazioni
della Badu nel concepire l’album e la sua “poetica”.
Dunque iniziamo, Baduizm.
Stiamo ascoltando il fantastico album di Lauryn Hill, The Miseducation, seguendo
un po’ una logica hub-and-spokes, procediamo con la tracklist originale e di
volta in volta apriamo parentesi sulla musica, la vita e il contesto della Hill.
Un approccio un po’ nuovo per Rolling ma che sta funzionando molto. Back to the
music! che qui il lavoro non è ancora finito e ci mancano molte tracce,
rinfreschiamoci la memoria partendo dall’ultimo pezzo e poi proseguiamo!
Nell’ultima puntata di Rolling abbiamo iniziato un viaggio che ci impegnerà per
qualche puntata, sto parlando dell’ascolto integrale dell’album The Miseducation
of Mrs. Lauryn Hill! Un masterpiece della musica, punto di unione di hiphop,
RnB, Neo-Soul, Reggae, e sonorità caraibiche.
A differenze delle altre puntate di Rolling ho deciso di cambiare un po’ il
format, ricordo dunque le regole di ingaggio per queste puntate: ci muoviamo
seguendo una logica hub and spokes, ovvero, seguiamo esattamente la track list
di The Miseducation, che è la nostra main-line, la storia principale, e di volta
in volta inseriamo pezzi di collaborazioni, ispirazioni e artiste che hanno
avuto un ruolo nella nascita di quest’album e nella musica di Lauryn Hill. Ci
muoveremo in lungo e in largo per gli anni ’90 e ‘2000 in compagnia di tanta
fantastica musica.