L’inganno dell’intellingenza artificiale, keep android open, eventi hacker
https://hackordie.gattini.ninja/randioworld/wp-content/uploads/2026/03/HOD17marzo26.ogg ScaricaHOD17marzo26 Emily M. Bender – Alx Hanna, L’inganno dell’intelligenza artificiale. Come difenderci da Big Tech e costruire il futuro che vogliamo, Fazi https://fazieditore.it/libro/9791259678447 https://www.mavala.life/2026/03/11/linganno-dellintelligenza-artificiale-la-mia-traduzione-del-libro-di-bender-e-hanna-in-uscita-per-fazi-il-17-marzo/ Keep Android Open: https://keepandroidopen.org/ EVENTI A breve 26 marzo, giovedì https://labcyberfem.women.it/ 27-28-29 marzo https://hackingsocs-b0b28c.frama.io/2026.html
puntata
approfondimento
Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo
All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti. da Radio Blackout Le immagini che arrivano sono poche, e questo contribuisce ad abbassare l’attenzione mediaticae la percezione della gravità della situazione. Non vengono colpiti soltanto obiettivi militari — come spesso viene riportato attraverso statistiche e analisi economiche — ma la città di Teheran è sottoposta a bombardamenti costanti, con un numero di vittime che cresce di giorno in giorno. L’obiettivo di Israele e Stati Uniti è di mettere in ginocchio l’Iran, attraverso una strategia che combina pressioni continua sulla popolazione civile e il colpire infrastrutture militari, come l’attacco all’isola di Kharg di sabato, aprendo anche il dibattito sulle possibili conseguenze sull’economia globale di attacchi alle infrastrutture petrolifere.  Un secondo fronte del conflitto riguarda il Libano. Israele porta avanti bombardamenti continui e su larga scala, oltre 800 persone uccise e circa 850.000 sfollate e da lunedì mattina è stata avviata un’invasione via terra. Aumentano gli ordini di evacuazione per interi quartieri di Beirut e per altre aree del paese, in un tentativo di frammentare il tessuto sociale libanese. A questo si aggiunge un livello crescente di violenza psicologica: giovedì mattina, l’aviazione israeliana ha lanciato volantini sulla capitale, richiamando pratiche già viste nella, da Israele definita, “dottrina Gaza”. Gli attacchi sul Libano non sono mai realmente cessati dal 2024: non c’è mai stato un effettivo cessate il fuoco a dimostrazione della natura coloniale degli obiettivi israeliani. Ne abbiamo parlato con Chiara Cruciati, giornalista e vice direttrice de Il Manifesto. Ci siamo poi soffermate sugli obiettivi reali e sugli interessi in gioco di Stati Uniti e Israele, che non sempre coincidono pienamente. Se le strategie israeliane sono chiare ed esplicite, quelle statunitensi risultano più ambigue e difficili da interpretare. Infatti, l’aggressione non si è rivelata rapida come annunciato da Trump, e il “regime change”, fortemente auspicato e sostenuto, non si è concretizzato, anche per via della totale incomprensione statunitense della reale struttura politica e sociale della società iraniana. Negli ultimi giorni, abbiamo visto Trump prima richiedere il supporto militare di altri paesi per la sicurezza delle rotte marittime nello stretto di Hormuz e poi mobilitare migliaia di marines e parlare di un possibile intervento via terra. In questo quadro complesso, è fondamentale considerare anche il ruolo e le reazioni dei paesi del Golfo, che rappresentano un ulteriore elemento di (dis)equilibrio nel conflitto. Ci siamo anche messe in collegamento diretto con il Libano con Mazen, militante di Beirut, che ci parla dei recenti attacchi israeliani, che in realtà non sono mai stati sospesi negli ultimi due anni. Fa parte di Nation Station, associazione che serve pasti agli sfollati. Per supportare questo progetto, si può seguire qui.
VOCI DALLE PIAZZE – RAGIONAMENTI A PARTIRE DALL’8 MARZO parte 1
Per il mese di marzo i saperi maledetti tornano con una serie di 3 puntate che a partire da interviste, raccontano la presenza giovanile nelle piazze e nei ragionamenti transfemministi. I ragionamenti partono dalle restituzioni della piazza dell’8 marzo in cui gli intervistati riflettono sul significato della manifestazione. E’ emersa l’importanza di una dimensione identitaria ossia di una piazza di cura intesa come condivisione di uno spazio sicuro. Tuttavia è emerso anche un desiderio di occupare quello spazio con meno leggerezza e più energia. Grazie al contributo del collettivo Altr3 Voci e quello della casa delle donne Lucha Y Siesta abbiamo esplorato la presenza di centri antiviolenza e servizi di base autogestiti nei territori e il loro ruolo nella lotta transfemminista.  Infine abbiamo intervistato una compagna della Valle che ci ha raccontato come si è strutturato il percorso transfemminista in una zone politicizzata ma comunque periferica e con una densità minore, riflettendo anche sulle differenze e ambiti da valorizzare nella costruzione di una mobilitazione in periferia rispetto che in città. Qui trovate la puntata integrale:
8 marzo
centri antiviolenza
trasfemminismo
educazione nelle scuole
giovani
Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio
“E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”. Inizia così l’intervista a Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav valsusina, in merito alla decisione della Procura della Repubblica di prolungare il periodo di detenzione domiciliare per Giorgio Rossetto, compagno torinese del movimento contro l’opera in Val di Susa, il cui periodo di detenzione domiciliare scadeva sabato 14 marzo 2026. Iniziata a gennaio 2025, la detenzione domiciliare per Rossetto era stata comminata per delle condanne definitive legate “al maxi-processo per lo sgombero della Maddalena del 2011, la costruizione della baita in Clarea nel 2010 e infine una marcia No Tav nel 2019”, scrive il movimento valsusino in un comunicato. Il 2 febbraio 2026, un anno e un mese aver iniziato a scontare la pena, Giorgio Rossetto aveva subito l’aggravamento della detenzione a causa di un’intervista rilasciata ai nostri microfoni, “colpevole” di aver commentato a Radio Onda d’Urto lo sgombero di Askatasuna dello scorso dicembre. Aver parlato a una emittente informativa gli è costato il divieto di comunicazione e riduzione ad un’ora del tempo consentito per uscire. La storia di Rossetto è una storia comune a tanti attivisti e attiviste No Tav, sommersi da denunce, indagini, pedinamenti e punizioni giudiziarie continue. Nonostante anni di feroce repressione poliziesca e giudiziaria, il Movimento della Val Susa continua la sua lotta della grande opera in utile in progetto nella valle alpina. A confermarne l’inutilità, la stessa TELT, società costruttrice dell’opera, che ha formalizzato lo slittamento dell’entrata in funzione della TAV Torino-Lione al 2034, intascandosi nel frattempo milioni di fondi pubblici e speculando per anni sulla sua costruzione. Per Rossetto, il 13 marzo 2026 (un giorno prima della conclusione della detenzione), “sfruttando il fatto che è stato dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione” vengono aggiunti ulteriori 8 mesi di detenzione alla pena. “La questione è che contro di noi viene applicato il diritto penale del nemico”, denuncia Nicoletta Dosio ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Di seguito l’intervista completa. da Radio Onda d’Urto
Grecia, caso “Ampelokipoi”: inizio del processo, aggiornamenti e chiamata alla moblitazione internazionale
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/16/inizio-del-processo-contro-marianna-manoura-dimitra-zarafeta-nikos-romanos-e-dimitris-per-il-caso-ampelokipoi-e-prime-iniziative-solidali/ INIZIO DEL PROCESSO CONTRO MARIANNA MANOURA, DIMITRA ZARAFETA, NIKOS ROMANOS E DIMITRIS PER IL CASO AMPELOKIPOI E PRIME INIZIATIVE SOLIDALI Il prossimo 1° aprile 2026 ad Atene inizierà il processo contro i quattro anarchici imprigionati in relazione all’esplosione avvenuta il 31 ottobre 2024 in un appartamento nel quartiere di Ampelokipoi, sempre ad Atene. Nell’esplosione è rimasto ucciso il compagno Kyriakos Xymitiris, mentre Marianna Manoura è rimasta gravemente ferita e Dimitra Zaraveta e Dimitris sono stati arrestati. In seguito, è stato arrestato anche Nikos Romanos. Indirizzi per scrivere ai compagni e alle compagne: Carcere femminile: Gynaikeia Fylaki Koridallou TK 18100 Korydallos Atica (Grecia) Carcere maschile: Dikastiki Fylaki Koridallou TK 18100 Korydallos Atica (Grecia) In occasione dell’inizio del processo e in omaggio al compagno Kyriakos, l’Assemblea di Solidarietà di Atene ha chiamato alle prime iniziative: – Una settimana internazionale di solidarietà dal 24 al 31 marzo. – Un raduno in piazza Syntagma ad Atene il 27 marzo. – Un raduno davanti al tribunale il giorno dell’inizio del processo, il 1° aprile.
Carcere
[2026-03-17] Apericena condiviso a San didero @ Presidio NO TAV San Didero
APERICENA CONDIVISO A SAN DIDERO Presidio NO TAV San Didero - Piazzale SS25 (martedì, 17 marzo 19:30) Tornano gli apericena condivisi del Martedì a San Didero. Il ritrovo è alle 19.30, chi può porti qualcosa da mangiare e bere da condividere e i proprio piatti e bicchieri. https://www.facebook.com/events/1625160805499099/?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A[%7B%22mechanism%22%3A%22attachment%22%2C%22surface%22%3A%22newsfeed%22%7D]%2C%22refnotiftype%22%3Anull%7D
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Mediterraneo fuorilegge
I guardacoste libici lo hanno reso un mare sempre più violento, grazie alle donazioni Ue. Pubblicamente, le diplomazie europee celebrano i risultati della collaborazione, ma documenti interni mostrano i timori per gli attacchi alle ong L'articolo Mediterraneo fuorilegge proviene da IrpiMedia.
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Report dall’assemblea di Rivoli di sabato 14 marzo
Sabato 14 marzo si è tenuto il primo di due appuntamenti informativi (il prossimo sarà il 21 marzo) organizzati dal Comitato di Quartiere “Borgo Uriola” in collaborazione con gli esperti […] The post Report dall'assemblea di Rivoli di sabato 14 marzo first appeared on notav.info.
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