CENA BELLAVITA
Barocchio Squat - Strada del Barocchio 27 - Grugliasco (TO)
(venerdì, 24 luglio 19:00)
Barocchio squat presenta una semplice proposta per ribadire l'importanza della
responsabilità individuale e collettiva sul tema dell'alimentazione, in
specifico quella a base vegetale, come mezzo per portare avanti la liberazione
animale in un contesto atroce che vede la mercificazione degli esseri animali
per vari scopi beceri, come il divertimento, l'intrattenimento, secondo la
logica di sfruttamento generale di questi ultimi.
Ribadiamo l'importanza dei luoghi che portano avanti la pratica
dell'autogestione e della bella vita, inoltre ben al di fuori delle logiche del
metodo capitalista.
Porta ciò che vuoi trovare
Cucina aperta dalle 19
Il posto è in strada del Barocchio 27
Il poscritto è fuoco ad ogni gabbia.
Estratti dalla puntata del 13 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
AMNISTIA CLIMATICA
La relazione tra carcere e crisi climatica può essere letale, come dimostrano
altri due morti per le temperature estreme nel carcere di Sollicciano (FI). Può
avere senso pensare a una lotta per l’amnistia climatica?
REPRESSIONE ANTI-ANARCHICA
Giovedì 9 luglio 2026 è arrivata la notizia della revoca delle misure cautelari
(sia in carcere sia ai domiciliari) per compagne/i arrestate/i durante
l’operazione repressiva del 16 giugno: un’inchiesta evidentemente imbastita per
interferire con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero
anarchico Alfredo Cospito. Mentre affrontiamo questi argomenti si stanno
concludendo le operazioni di sgombero del Bencivenga, appena rioccupato a Roma:
SUMMIT USA CONTRO CONFLITTUALITÀ “ANTIFA”
Nelle giornate del 15-16 Luglio 2026, è stato convocato a Washington un incontro
internazionale per organizzare la repressione contro i movimenti conflittuali di
sinistra e anarchici.
Si parlerà anche di opposizione ai data centers e all’AI?
Quali funzioni simboliche e funzioni politiche incarna questo incontro?
Sicuramente, per poterlo attaccare con tutto il suo arsenale antiterrorismo,
l’amministrazione Trump ha bisogno di rappresentare il “metamovimento Antifa”
come un network globale, con flussi di denaro e reti relazionali transnazionali:
Aggiornamento da Adnkronos del 17 luglio 2026:
“Per quanto riguarda l’Italia, alla riunione ha partecipato Emanuele Prisco,
sottosegretario agli Interni di Fdi. Da quanto appurato da Adnkronos, la
presenza italiana è servita a prendere nota, in particolare, dei criteri che
hanno portato gli Stati Uniti a inserire alcune organizzazioni straniere
nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’italiana Federazione
anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale di Alfredo Cospito. ”
Apprendiamo che altri gruppi inseriti sono Antifa Ost in Germania, Giustizia
Proletaria Armata e Autodifesa Rivoluzionaria di Classe in Grecia.
DATA CENTER E OBELISCHI
Possiamo riconoscere diverse funzioni dei data centers: gangli di potere
computazionale e di immagazzinamento dati, strutture intermedia di sorveglianza
digitale, ma anche simboli di potere dei nuovi imperi:
LEONARDO ELSAG SIGNAL TRACE
Gli strumenti di tracciamento dei veicoli basati sulla lettura delle targhe,
come le telecamere Flock Safety, potranno essere accoppiati a una nuova
tecnologia: Signal Trace di Leonardo US Cyber and Security Solutions – Elsag.
Si tratta di un sistema di sensori per catturare l’impronta elettromagnetica dei
dispositivi a bordo di un veicolo (telefoni, pc, fitwatch, cuffie, chip RFID del
cane, …), monitorarne ricorrenze accoppiata alla targa e seguirne gli
spostamenti.
Una tecnologia del colosso bellico Leonardo che punta alla sorveglianza urbana,
ma con un evidente profilo dual-use:
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo
Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla
recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro
Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda
paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della
difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia
di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo
processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e
centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di
garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello
che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32
vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di
Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro
all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro
ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello:
“La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro
pubblico:
“Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro
nel nostro territorio”
Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale
Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare
Battisti 25.
Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti,
giuristi e cittadini
La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe
della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà
delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e
temperature insostenibili.
Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di
tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico
tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di
individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle
lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.”
Buon ascolto
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Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale
bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il
ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto
presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo
“Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il
25 giugno a Saluzzo.
Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è
seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali,
dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e
cittadinanza in generale.
Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con
percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione,
aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati
nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155
lavoratori.
Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi,
riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede
giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa
tendenza.
In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi
perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori
stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha
semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche
dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto
a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di
Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante
locale della Coldiretti.
Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata
giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi
ragionamenti a riguardo in questa intervista.
Buon ascolto
Mentre procede lo sgombero di Scordovillo, c’è chi prova ancora una volta a
costruire il racconto più semplice: mettere gli ultimi contro gli ultimi.
di Addunati
Da una parte le famiglie rom. Dall’altra chi aspetta da anni un alloggio
popolare. Una contrapposizione che non nasce spontaneamente, ma è il prodotto di
anni di politiche fallimentari e della scelta di scaricare sui più deboli il
prezzo dell’assenza di una vera politica abitativa.
Sono decine gli appartamenti Aterp rimasti incompleti nel Quartiere Savutano,
intere palazzine di edilizia pubblica mai terminate solo per giochi di mero
calcolo politico, perché le famiglie beneficiarie di quegli appartamenti
sarebbero state quasi sicuramente famiglie rom. E così il paradosso, oggi si
sgomberano decine e decine di appartamenti occupati – compresi quelli occupati
da famiglie rom – per reperire appartamenti da destinare ad altre famiglie rom.
Ed in questa isteria istituzionale, tra dichiarazioni pubbliche e corsa al
selfie mentre le ruspe demoliscono le baracche del campo, si consuma l’ennesimo
dramma sociale di questo territorio.
Noi questa logica la respingiamo.
Il nemico non è chi vive in una baracca.
Il nemico non è chi aspetta da anni una casa popolare.
Il nemico è chi ha lasciato che un ghetto esistesse per decenni e oggi pretende
di risolvere tutto spostando il problema da un territorio all’altro.
Sul punto si segnala la Legge regionale 7 luglio 2026, n. 21, con la quale la
Regione Calabria ha introdotto una disciplina straordinaria per consentire il
progetto di superamento del campo di Scordovillo, prevedendo la possibilità di
trasferire le famiglie anche presso case popolari situate in altri Comuni,
superando così le graduatorie esistenti.
Ma spostare le persone non significa risolvere il problema. Significa,
piuttosto, trasferire altrove le conseguenze di decenni di abbandono
istituzionale, con il rischio concreto di alimentare nuove tensioni sociali nei
territori interessati, con decisioni imposte dall’alto senza alcun
coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni.
È il classico meccanismo della guerra tra poveri.
Si alimenta la competizione tra chi è in graduatoria e chi viene trasferito. Tra
cittadini di Comuni diversi. Tra persone che vivono tutte la stessa condizione
di fragilità.
Così si distoglie l’attenzione dalle vere responsabilità: la cronica assenza di
investimenti nell’edilizia residenziale pubblica, il progressivo smantellamento
del welfare e l’incapacità delle istituzioni di garantire il diritto
all’abitare.
Noi non accetteremo mai questa impostazione.
Non permetteremo che i lavoratori, i disoccupati, le famiglie delle case
popolari e le famiglie rom vengano trasformati in nemici tra loro.
La chiusura di un ghetto è un obiettivo che condividiamo. Ma non può essere
realizzata esportando il problema, dividendo le comunità o mettendo in
competizione persone accomunate dallo stesso bisogno.
Servono più case popolari.
Servono investimenti pubblici.
Servono inclusione, lavoro, scuola e servizi.
Serve una sanatoria delle occupazioni abitative.
Perché nessuno conquista un diritto quando viene sottratto a un altro.
La guerra tra poveri conviene solo a chi non vuole mettere in discussione le
responsabilità della politica.
intervista e concerto in studio col cantautore James Canto
Music | James Canto
CICLOFFICINA CHIUSA
Ciclofficina Malabrocca - Largo Vitale 113 - Torino
(venerdì, 17 luglio 18:00)
Dopo le denunce arrivano le sanzioni amministrative contro 31 persone che
contestarono pacificamente un raduno neofascista. La Rete Antifascista Lecchese
denuncia: «Un tentativo di intimidire e soffocare il movimento antifascista». …
LA CASSA T HA BISOGNO DI DONAZIONI
Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113,
Torino
(venerdì, 24 luglio 12:00)
https://www.milanotoday.it/cronaca/terrorismo-instagram-indagati.html
Riceviamo e diffondiamo:
Condividiamo quanto successo in Val Susa in seguito agli arresti e le
perquisizioni del 16 giugno. In allegato testo e immagini, da
condividere nei modi preferiti, per conoscenza e autodifesa in casi
futuri.
Nella giornata di martedì 30 giugno due persone vestite da lavoratori
ENEL con relativi mezzi, un cestello e un’auto di servizio, son state
avvistate mentre installavano, a circa 9 metri di altezza, una scatola
elettrica su un palo della luce davanti a una casa di montagna a Mattie,
in ValSusa, in uno dei luoghi in cui sono avvenuti gli arresti del 16
Giugno, a scapito di 7 persone anarchiche in giro per l’italia, legati
ad attacchi all’infrastruttura ferroviaria ad alta velocità in occasione
del magna-magna olimpico.
All’interno della scatola, collegata direttamente alla rete tramite un
semplice cavo inguainato bianco, son state trovate una videocamera, un
trasformatore AC-DC, un dispositivo di controllo a distanza e una SIM.
Che in questura si patisca il caldo torinese è risaputo; che sfruttino
tutte le occasioni per una trasferta sui monti è comprensibile; che
vogliano spiare e rovinare la vita delle persone solo perché ne hanno il
potere, rimane tuttora inaccettabile da chi aspira a un mondo diverso.
Sapendo che non sarà l’ultima che metteranno, ma neanche l’ultima che
cadrà dal palo, continuiamo a rivendicarci una vita di lotta contro un
mondo che non sa fare altro che controllare, reprimere e sterminare
qualsiasi difformità rispetto al sistema capitalista.
Solidarietà a Bibi, Micol, Giu, Luna, Nico, Pietro, Arnau, Stefano e
Toni!
MILLE MODI, UN SOLO ORIZZONTE: LIBERTÀ!
Cassa AntiRepressione delle Alpi Occidentali
In questa puntata abbiamo parlato di:
Ius soli Sportivo: Tra le prime dichiarazioni della nuova presidenza della FIGC
c’è la proposta di uno “ius soli sportivo” più rapido: dare la cittadinanza ai
giovani calciatori stranieri prima che vengano tentati da altre nazionali di
calcio. Ma se il talento apre scorciatoie, perché per tutt3 gli altri ragazz3
cresciut3 in Italia la cittadinanza resta un miraggio fino ai 18 anni? La
cittadinanza non è un affare meritocratico.
In spagna è appena uscito nelle sale “Pioneras: solo querían jugar”, il film che
racconta la prima nazionale di calcio femminile spagnola: ragazze dai 13 ai 20
anni che negli anni ’70 sfidarono il franchismo per giocare. Nel 1971 la loro
prima partita ufficiale riempì lo stadio, ma il regime rispose con umiliazioni
in tv, mentre si cercava di insabbiare ovunque il calcio femminile — con l’aiuto
della FIFA.
Ancora film, ancora documentari: “We’ll Go Down in History”, è un documentario
sulla @trukunitedfc , la prima squadra di calciatric3 trans* e non binarie del
Regno Unito, fondata da Lucy Clark, allenatrice, nonchè prima arbitra trans*.
Il documentario è disponibile gratuitamente qui
https://www.youtube.com/watch?v=vvizW2Yxibc
di Luna Casarotti – Yairaiha ets* Nelle prigioni italiane si muore soli,
lentamente e senza cure Ci sono malattie che arrivano durante la detenzione e
altre che la detenzione accompagna …