No water no AI: il cloud prosciuga
Data di trasmissione
Domenica 26 Luglio 2026 - 21:00
Dom, 26/07/2026 - 19:59
Le Dita nella Presa
Per l'ultima puntata della stagione delle dita nella presa, intervistiamo una
compagna di Tu Nube Seca Mi Rio che ci racconta della situazione dei data center
a Talavera de la Reina.
Ascolta
Durata 44m 55s
* Per saperne di più su No water no AI: il cloud prosciuga
LETTURE CONDIVISE
Casa Cassiopea - Magnano (BI), via Campi 20
(domenica, 2 agosto 14:30)
Letture Condivise a Tema Tecnologia.
Ospitate da Casa Cassiopea
PIZZA BELLA VITA
Barocchio Squat - Strada del Barocchio 27 - Grugliasco (TO)
(domenica, 2 agosto 19:00)
Ogni domenica dalle 20:30 il forno è caldo!
È Bellavita, troverai l'impasto, porta condimento e cosa vuoi bere!
Lascia il cane a casa!
20 ANNI DI MEZCAL OCCUPATO: 4 GIORNI DI FESTA, LABORATORI, MUSICA E
AUTOGESTIONE!
Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(sabato, 8 agosto 22:00)
Siete invitat* ai festeggiamenti per i 20 anni del Mezcal occupato!
In questi anni tanto è stato fatto tra le mura del Mezcal. Infiniti tentativi di
dare un senso, una forma, a parole importanti: condivisione, autogestione,
occupazione, libertà. Ci siamo riuscit*? Tra momenti di gioia e soddisfazione e
momenti di sconforto e sconfitta, è difficile riassumere questa esperienza.
Questo gigantesco edificio costruito per essere un luogo di detenzione, un
simbolo di discriminazione, è stato trasformato in uno spazio di libero accesso
dove provare a mettere in pratica condivisione e solidarietà. Non un’isola
felice dove dimenticarsi del mondo ma un porto sicuro dove trovare spazio e
risorse, dove trovarsi per conoscere e inventare.
TENETEVI PRONT*!
Sabato 8 Agosto
DALLE 22
CONCERTO HIP HOP CON PIX E SICALA
a seguire dj set:
MARCO HACK
SASSO
ENRESET
DAVE DSC
Come sempre al Cocktail bar ci saremo tutt* con i nostri drink preferiti:
portate da bere per condividerlo! Al Mezcal da vent’anni le serate non sono
animate dai soldi ma dalla condivisione e soprattutto dallo stile: il tema della
serata sono le 2000’s vibes, ci sarà una rigorosissima selezione all’ingresso
che permetterà l’accesso solo a chi saprà distinguersi nell’abbigliamento.
20 ANNI DI MEZCAL OCCUPATO: 4 GIORNI DI FESTA, LABORATORI, MUSICA E
AUTOGESTIONE!
Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(mercoledì, 5 agosto 15:00)
Siete invitat* ai festeggiamenti per i 20 anni del Mezcal occupato!
In questi anni tanto è stato fatto tra le mura del Mezcal. Infiniti tentativi di
dare un senso, una forma, a parole importanti: condivisione, autogestione,
occupazione, libertà. Ci siamo riuscit*? Tra momenti di gioia e soddisfazione e
momenti di sconforto e sconfitta, è difficile riassumere questa esperienza.
Questo gigantesco edificio costruito per essere un luogo di detenzione, un
simbolo di discriminazione, è stato trasformato in uno spazio di libero accesso
dove provare a mettere in pratica condivisione e solidarietà. Non un’isola
felice dove dimenticarsi del mondo ma un porto sicuro dove trovare spazio e
risorse, dove trovarsi per conoscere e inventare.
TENETEVI PRONT*!
Mercoledì 5 Agosto
Dal pomeriggio le cucine saranno a aperte, venite a preparare la vostra ricetta
del cuore!
Dalle entrées ai dolci, in vent’anni la cucina del Mezcal ha collezionato tutta
l’attrezzatura necessaria per cimentarsi in qualsiasi ricetta. Porta gli
ingredienti e il tuo estro creativo, insieme allestiremo un meraviglioso
banchetto da goderci nel Parco per festeggiare alla faccia ‘e chi ce vò male!
Dj set: Mitch RBO e Mystic Sister
Concerto Gustavo Roll
20 ANNI DI MEZCAL OCCUPATO: 4 GIORNI DI FESTA, LABORATORI, MUSICA E
AUTOGESTIONE!
Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(venerdì, 7 agosto 15:00)
Siete invitat* ai festeggiamenti per i 20 anni del Mezcal occupato!
In questi anni tanto è stato fatto tra le mura del Mezcal. Infiniti tentativi di
dare un senso, una forma, a parole importanti: condivisione, autogestione,
occupazione, libertà. Ci siamo riuscit*? Tra momenti di gioia e soddisfazione e
momenti di sconforto e sconfitta, è difficile riassumere questa esperienza.
Questo gigantesco edificio costruito per essere un luogo di detenzione, un
simbolo di discriminazione, è stato trasformato in uno spazio di libero accesso
dove provare a mettere in pratica condivisione e solidarietà. Non un’isola
felice dove dimenticarsi del mondo ma un porto sicuro dove trovare spazio e
risorse, dove trovarsi per conoscere e inventare.
TENETEVI PRONT*!
Venerdì 7 Agosto
Come ogni grande kermesse non può mancare l’appuntamento con lo sport e al
Mezcal siamo pronte ad ospitare uno dei giochi più ambiti di sempre: Squatters
senza frontiere!
Il rinomato format anni ’90 di sfide assurde praticate da concorrenti
rigorosamente non professionisti è stato aggiornato. Oggi, la persona della
strada deve confrontarsi con numerose sfide quotidiane come opporsi al
qualunquismo razzista, contrastare l’arroganza misogina, resistere al predominio
capitalista; in questa elettrizzante sfida a squadre saranno messe alla prova le
skill fondamentali per vivere i tempi moderni.
A seguire continua la proposta culturale con un’altra rivisitazione di un
classico: il Karaoke.
NON IMMAGINATEVI IL SOLITO KARAOKE, NON SARETE A SGOLARVI SULLE HIT DI SANREMO.
NIENTE BASI MIDI IN PLAY DA PIATTAFORME DI STREAMING MA DAL VIVO SUL PALCO
QUATTRO GENERAZIONI DI PUNK BAND PRONTE A SUONARE LE HIT CHE VI HANNO FATTO
ROMPERE LE OSSA NEL POGO! E AL MICROFONO CI POTRESTI ESSERE TU! DOPO UNA LUNGA
STORIA DI KARAOKE TRASH PRESENTIAMO CON ORGOGLIO IL PRIMO KARAOKE PUNK DEL
MEZCAL!
20 ANNI DI MEZCAL OCCUPATO: 4 GIORNI DI FESTA, LABORATORI, MUSICA E
AUTOGESTIONE!
Mezcal Squat - Parco della Certosa Irreale - Collegno (TO)
(mercoledì, 5 agosto 15:00)
Siete invitat* ai festeggiamenti per i 20 anni del Mezcal occupato!
In questi anni tanto è stato fatto tra le mura del Mezcal. Infiniti tentativi di
dare un senso, una forma, a parole importanti: condivisione, autogestione,
occupazione, libertà. Ci siamo riuscit*? Tra momenti di gioia e soddisfazione e
momenti di sconforto e sconfitta, è difficile riassumere questa esperienza.
Questo gigantesco edificio costruito per essere un luogo di detenzione, un
simbolo di discriminazione, è stato trasformato in uno spazio di libero accesso
dove provare a mettere in pratica condivisione e solidarietà. Non un’isola
felice dove dimenticarsi del mondo ma un porto sicuro dove trovare spazio e
risorse, dove trovarsi per conoscere e inventare.
TENETEVI PRONT* !
Mercoledì 5 Agosto
Dal pomeriggio le cucine saranno a aperte, venite a preparare la vostra ricetta
del cuore!
Dalle entrées ai dolci, in vent’anni la cucina del Mezcal ha collezionato tutta
l’attrezzatura necessaria per cimentarsi in qualsiasi ricetta. Porta gli
ingredienti e il tuo estro creativo, insieme allestiremo un meraviglioso
banchetto da goderci nel Parco per festeggiare alla faccia ‘e chi ce vò male!
Dj set: Mitch RBO e Mystic Sister
Concerto: Gustavo Roll
Ripubblichiamo il comunicato di Notav.info sulla grande giornata di lotta di
ieri in Val di Susa.
Si è conclusa una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No
Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e
dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove
la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della
valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze
dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle
tante generazioni scese in piazza oggi.
20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa,
trasformando la mappa dei lavori in un percorso da attraversare con spirito ed
entusiasmo: per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro
chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto
ad essere una zona di sacrificio. Quella di oggi, e lo diciamo con emozione, è
stata una giornata piena di significato. Una marea umana è riuscita a dividersi
dalla bassa all’alta valle, a percorrere per ore sentieri, strade, prendere
treni, attraversare prati, fare carovane e serpentoni infiniti.
Crediamo sia superfluo dire che nulla di tutto quello che tentano di fare qui
sia accettato, ben di meno normalizzato. Ogni colata di cemento, ogni albero
sradicato, ogni Jersey che impedisce il passaggio, ogni centimetro di filo
spinato, sono per noi una provocazione inaccettabile, un’offesa a queste
montagne che abbiamo promesso di proteggere oramai 30 anni fa.
La mattinata è partita con una carovana di macchine che ha raggiunto il cantiere
di Salbertrand, ove dovrebbe sorgere l’area di fabbricazione dei conci, qui i/le
No Tav hanno intrapreso una battitura e poi sono riusciti a entrare al suo
interno srotolando uno striscione che citava Siamo la natura che si ribella. No
Tav No alla guerra! Nel frattempo la marcia, partita da Venaus raggiungeva da
una parte il cantiere di San Didero, mentre la gran parte del corteo si
incamminava tra i sentieri della Val Clarea. A San Didero diverse centinaia di
No Tav hanno raggiunto il cantiere in diversi punti per infastidire le truppe di
occupazione con battiture e cori. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano il
cielo, i No Tav sono riusciti a raggiungere le recinzioni del cantiere e così
diversi metri di concertina sono crollati. La risposta delle forze dell’ordine
non è tardata ad arrivare e sotto il lancio di numerosi lacrimogeni hanno
tentato una manovra a tenaglia uscendo dalle camionette e attraversando i campi
che però non è andata a buon fine. Al momento del rientro della manifestazione
la polizia, coadiuvata dalla digos, ha accerchiato le persone presenti entrando
sui binari della stazione di Bruzolo identificando i presenti che sono stati
lasciati andare poco dopo. Una reazione che non lascia spazio a tante
interpretazioni: da una parte la vendetta per essere stati presi in fallo da più
punti della valle, e dall’altra la necessità, già intravista nei giorni prima
del festival con massicci posti di blocco e identificazioni, di dare un’immagine
di rinnovata solerzia alla polizia di stato soprattutto dopo l’ultimo fatto che
ha visto la morte di Fakir per mano di alcuni agenti di polizia.
In questa giornata non c’è spazio per una memoria storica dal sapore nostalgico:
ogni passo è un passo concreto per riconquistare un pezzo di ciò che viene tolto
ogni giorno. Ci viene in mente il 3 luglio del 2011 oggi. Una di quelle date
della storia del Movimento No Tav ma oggi, come e forse ancor più di allora,
migliaia di persone hanno accerchiato quelle stesse reti e attraversato quegli
stessi sentieri che contornano il cantiere di Chiomonte.
Con determinazione e gioia si sono dirette senza esitazioni verso il simbolo
della devastazione della Val Susa, nonostante le barriere poste a sua difesa
dopo aver tirato giù i tre jersey sul sentiero gallo romano, i/le No Tav, grazie
alla conoscenza del territorio, sono riusciti a raggiungere le reti il cantiere
da più punti: chi guardava dall’alto, chi batteva le mani, chi intonava cori,
chi entrava in massa all’interno del cantiere e chi da altri angoli contribuiva
a colpire un simbolo concreto del modello previsto per noi. E così, i No Tav
sono riusciti a riprendersi il cantiere e entrarci a migliaia. La control room
brucia, diverse camionette di carabinieri e finanza con lei
Dall’alto dei sentieri si vedono colonne di fumo, quello che si respira
nell’aria però non è l’odore acre di ferraglia e neanche quello bruciante dei
lacrimogeni, ma l’entusiasmo di migliaia di persone che sono riuscite a
raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della
storia, dimostrando che la val di Susa e tutt’altro che pacificata. Da
Mattarella a Salvini l’arco istituzionale si è espresso nelle ore successive.
Solidarietà alle forze dell’ordine e narrazioni che dipingono i No Tav come “il
frutto marcio della sinistra” rappresentano la pochezza che incarnano le opzioni
politiche oggi. La differenza sostanziale con chi spreca parole per dare dei
facinorosi e degli incappucciati a chi partecipa attivamente alla costruzione di
un mondo migliore è che questi politicanti tentano in maniera abbozzata e a
tratti autoritaria di affrontare volenti o nolenti i frutti marci della loro
crisi, noi costruiamo passo dopo passo la possibilità di porre fine a
ingiustizia e sfruttamento. I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore
in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il
villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che
mai e oggi li ha decisamente battuti. A sarà dùra!
con l’Autorganizzato Collettivo Teatrale del Pesto presentiamo lo spettacolo
“Una città perfetta” tratto dall’omonimo libro di Juri di Molfetta, in scena
martedi 28 e mercoledi 29 al Mezcal Squat.
Uno spettacolo che attraverso i ricordi del protagonista Guido ripercorre le
viccessitudini collettive degli anni ’90 a Torino tra concerti, Radio libere,
polemiche, amori e denunce.
Per info e prenotazioni: Gancio – Spettacolo teatrale UNA CITTÀ PERFETTA – dal
romanzo di Juri di Molfetta e apericena bellavita
Lo Stato non può chiedere fiducia mentre costruisce l’impunità delle proprie
forze di polizia La politica ama ripetere che la sicurezza nasce dalla fiducia
nelle istituzioni. È un principio condivisibile, …
Mentre le indagini sono ancora in corso, una parte della politica e
dell’informazione costruisce una narrazione che sposta l’attenzione dalla morte
di un uomo al suo passato. È uno schema …
Si è conclusa una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No
Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e
dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove
la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della
valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze
dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle
tante generazioni scese in piazza oggi.
20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa,
trasformando la mappa dei lavori in un percorso da attraversare con spirito ed
entusiasmo: per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro
chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto
ad essere una zona di sacrificio. Quella di oggi, e lo diciamo con emozione, è
stata una giornata piena di significato. Una marea umana è riuscita a dividersi
dalla bassa all’alta valle, a percorrere per ore sentieri, strade, prendere
treni, attraversare prati, fare carovane e serpentoni infiniti.
Crediamo sia superfluo dire che nulla di tutto quello che tentano di fare qui
sia accettato, ben di meno normalizzato. Ogni colata di cemento, ogni albero
sradicato, ogni Jersey che impedisce il passaggio, ogni centimetro di filo
spinato, sono per noi una provocazione inaccettabile, un’offesa a queste
montagne che abbiamo promesso di proteggere oramai 30 anni fa.
La mattinata è partita con una carovana di macchine che ha raggiunto il cantiere
di Salbertrand, ove dovrebbe sorgere l’area di fabbricazione dei conci, qui i/le
No Tav hanno intrapreso una battitura e poi sono riusciti a entrare al suo
interno srotolando uno striscione che citava Siamo la natura che si ribella. No
Tav No alla guerra! Nel frattempo la marcia, partita da Venaus raggiungeva da
una parte il cantiere di San Didero, mentre la gran parte del corteo si
incamminava tra i sentieri della Val Clarea. A San Didero diverse centinaia di
No Tav hanno raggiunto il cantiere in diversi punti per infastidire le truppe di
occupazione con battiture e cori. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano il
cielo, i No Tav sono riusciti a raggiungere le recinzioni del cantiere e così
diversi metri di concertina sono crollati. La risposta delle forze dell’ordine
non è tardata ad arrivare e sotto il lancio di numerosi lacrimogeni hanno
tentato una manovra a tenaglia uscendo dalle camionette e attraversando i campi
che però non è andata a buon fine. Al momento del rientro della manifestazione
la polizia, coadiuvata dalla digos, ha accerchiato le persone presenti entrando
sui binari della stazione di Bruzolo identificando i presenti che sono stati
lasciati andare poco dopo. Una reazione che non lascia spazio a tante
interpretazioni: da una parte la vendetta per essere stati presi in fallo da più
punti della valle, e dall’altra la necessità, già intravista nei giorni prima
del festival con massicci posti di blocco e identificazioni, di dare un’immagine
di rinnovata solerzia alla polizia di stato soprattutto dopo l’ultimo fatto che
ha visto la morte di Fakir per mano di alcuni agenti di polizia.
In questa giornata non c’è spazio per una memoria storica dal sapore nostalgico:
ogni passo è un passo concreto per riconquistare un pezzo di ciò che viene tolto
ogni giorno. Ci viene in mente il 3 luglio del 2011 oggi. Una di quelle date
della storia del Movimento No Tav ma oggi, come e forse ancor più di allora,
migliaia di persone hanno accerchiato quelle stesse reti e attraversato quegli
stessi sentieri che contornano il cantiere di Chiomonte.
Con determinazione e gioia si sono dirette senza esitazioni verso il simbolo
della devastazione della Val Susa, nonostante le barriere poste a sua difesa
dopo aver tirato giù i tre jersey sul sentiero gallo romano, i/le No Tav, grazie
alla conoscenza del territorio, sono riusciti a raggiungere le reti il cantiere
da più punti: chi guardava dall’alto, chi batteva le mani, chi intonava cori,
chi entrava in massa all’interno del cantiere e chi da altri angoli contribuiva
a colpire un simbolo concreto del modello previsto per noi. E così, i No Tav
sono riusciti a riprendersi il cantiere e entrarci a migliaia. La control room
brucia, diverse camionette di carabinieri e finanza con lei
Dall’alto dei sentieri si vedono colonne di fumo, quello che si respira
nell’aria però non è l’odore acre di ferraglia e neanche quello bruciante dei
lacrimogeni, ma l’entusiasmo di migliaia di persone che sono riuscite a
raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della
storia, dimostrando che la val di Susa e tutt’altro che pacificata. Da
Mattarella a Salvini l’arco istituzionale si è espresso nelle ore successive.
Solidarietà alle forze dell’ordine e narrazioni che dipingono i No Tav come “il
frutto marcio della sinistra” rappresentano la pochezza che incarnano le opzioni
politiche oggi. La differenza sostanziale con chi spreca parole per dare dei
facinorosi e degli incappucciati a chi partecipa attivamente alla costruzione di
un mondo migliore è che questi politicanti tentano in maniera abbozzata e a
tratti autoritaria di affrontare volenti o nolenti i frutti marci della loro
crisi, noi costruiamo passo dopo passo la possibilità di porre fine a
ingiustizia e sfruttamento. I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore
in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il
villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che
mai e oggi li ha decisamente battuti. A sarà dùra!