I signori del nucleare: come il governo vuole riportare il nucleare in Italia (e perché in Val di Susa siamo pronti a rispondere)
Due referendum popolari hanno detto no: il primo, nel 1987, dopo Chernobyl e il secondo, nel 2011, dopo Fukushima. Due vezes gli italiani hanno sbattuto la porta in faccia al […] The post I signori del nucleare: come il governo vuole riportare il nucleare in Italia (e perché in Val di Susa siamo pronti a rispondere) first appeared on notav.info.
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Ponte sullo Stretto: l’inchiesta per corruzione e il modello delle grandi opere
Mentre il governo Meloni continua a presentare il Ponte sullo Stretto come un’opera strategica e inevitabile, un’inchiesta aperta dalla Procura di Roma riporta al centro dell’attenzione le modalità attraverso cui […] The post Ponte sullo Stretto: l'inchiesta per corruzione e il modello delle grandi opere first appeared on notav.info.
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EastMed dal Caucaso all’Adriatico. Conseguenze andine dell’Honduras Gate
Prendendo spunto dalla tornata elettorale armena, Simone Zoppellaro analizza la vittoria di Pashinyan utilizzando lenti endogene alla società di Erevan. E così si riesce a inquadrare il nazionalismo, il rifiuto della nomenclatura di oligarchi, il meno peggio rappresentato dal governo di una rivoluzione di velluto ormai sfilacciata, l’incombente condizionamento di diaspora, profughi ed emigrazione giovanile; la collocazione del piccolo stato in una regione contesa e importante per flussi di merci e presenza di risorse ambite ha rappresentato un tema del dibattito, ma soprattutto perché la proposta governativa di ottenere una pace definitiva con Azerbaijan e persino con la Turchia è stato il vero referendum per una comunità stanca di guerre e morti inutilmente immolate a un nazionalismo vecchio che non rappresenta le istanze che la GenZ locale non riesce ancora ad esprimere con forza per la pervasiva presenza di vecchi oligarchi e ormai usurate e repressive ricette della decennale Rivoluzione di Velluto. Allargando lo sguardo all’intera regione Murat Cinar ha a sua volta inforcato occhiali che consentono uno sguardo “privilegiato” sul Mediterraneo orientale, dove la Turchia – indebolita nel suo tentativo di controllo dalle ambizioni egemoniche di Israele – opera manovre diplomatiche e strategiche per difendere le ambizioni neo-ottomane dal piano di espansione sionista che non solo si sta appropriando della Eretz Israele ma condiziona le scelte politiche di un’area molto più ampia, alternando prassi coloniali a minacce imperialiste, accordi commerciali a invasioni militari dalla Mesopotamia al Caucaso, dal mare cipriota a quello albanese. E intanto Erdogan comincia a temere che il burattinaio, per cui esercitare il controllo sul Mediterraneo orientale, lo scarichi. Questo probabilmente lo porterà in rotta di collisione con l’entità sionista, non solo perché gli interessi collidono. Sempre con l’ossessione che il quadro internazionale possa agevolare l’indipendentismo curdo, acuisce all’interno la repressione, condizionando attraverso una magistratura asservita le dinamiche interne all’opposizione e rallentando il processo di pacificazione con il Pkk. Ma molteplici sono le tensioni scatenate dalla trasformazione globale scatenata dal cambio di Sistema mondiale data dall’alleanza tra Internazionale nera e oligarchi tecnologici: una particolare attenzione da parte del suprematismo yanqui va al patio trasero. Abbiamo già dato conto del Plan Condor del nuovo millennio e i sommovimenti in corso in modo più evidente in Bolivia, in Perù e vedremo cosa scaturirà dal secondo turno delle elezioni colombiane che decreteranno il successore della parentesi di Gustavo Petro . Per riuscire a trovare la giusta sequenza in cui infilare i molti eventi in corso in quella parte di mondo abbiamo coinvolto Andrea Cegna nel tentativo di comprendere in quali società si sono trasformati i paesi andini e al loro interno quali divisioni territoriali di interessi e comunità le compongono e le attraversano.
Armenia Pashinyan
Mediteranneo Orientale
Perù Bolivia Messico
[2026-06-19] CENA BELLAVITA @ Barocchio Squat
CENA BELLAVITA Barocchio Squat - Strada del Barocchio 27 - Grugliasco (TO) (venerdì, 19 giugno 19:00) Barocchio squat presenta una semplice proposta per ribadire l'importanza della responsabilità individuale e collettiva sul tema dell'alimentazione, in specifico quella a base vegetale, come mezzo per portare avanti la liberazione animale in un contesto atroce che vede la mercificazione degli esseri animali per vari scopi beceri, come il divertimento, l'intrattenimento, secondo la logica di sfruttamento generale di questi ultimi. Ribadiamo l'importanza dei luoghi che portano avanti la pratica dell'autogestione e della bella vita, inoltre ben al di fuori delle logiche del metodo capitalista. Porta ciò che vuoi trovare Cucina aperta dalle 19 Il posto è in strada del Barocchio 27 Il poscritto è fuoco ad ogni gabbia.
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B-RAVE RAGAZZE – In diretta da FRASTUONO@0
Edizione speciale di B-Rave ragazze, in trasferta oltre i confini della regia di Radio Blackout e in compagnia di Radio Onda Rossa. In viaggio con il nostro studio mobile per portare nell’etere la magia di FRASTUONO, Festone che da venerdì a domenica ha tenuto insieme centinaia di persone con l’obiettivo comune di resistere e lottare contro la morsa repressiva sui free party e non solo. Fiumi di emozioni, di rivolta, di cura Con molti strafalcioni e altrettanti problemi tecnici, portiamo a casa questa piccola impresa radiofonica, felici di poter regalare a tutt un’immersione acustica nel mondo fantastico di questa TAZ Buon ascolto, miao! PT-1 Musichetta, chiacchiere con RDR e svarioni PT-2 Musichetta, altri svarioni, live rap, comunicato finale
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