Il 6 settembre 1951, nelle campagne della provincia di Reggio Calabria, i
contadini tornano a occupare simbolicamente le terre dei grandi proprietari.
Chiedono che la riforma agraria non si fermi …
Riprende la programmazione culinaria di Black Out con Ristoradio International
che, in questo giovedì 3 settembre 2026, ospita con grande gioia Abundia Alvaro
e la sua crew. Dalle lotte contro il progetto Cop City di Atlanta fino
all’Italia, dove tra fine agosto e inizio settembre sta viaggiando per
diffondere e “tessere insieme la Rete dell’Abbondanza”. Abbiamo chiacchierato
con lei e con il regista del docufilm inedito che viene presentato durante il
tour, che racconta del movimento nato in difesa della foresta urbana di Atlanta.
Buon ascolto e buon appetito!
A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due
giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle
Vallette.Sono stati arrestati dopo la manifestazione al cantiere di Chiomonte e
oggi devono fare i conti con accuse pesantissime: devastazione, lesioni
aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Arresti che arrivano nel solco di
una gestione in cui la controparte, ancora una volta, prova a trasformare una
grande mobilitazione collettiva in una ricerca di responsabilità individuali, di
colpevoli da esibire e di capri espiatori.
Ma il 25 luglio c’eravamo tutti e tutte. C’eravamo nelle strade, sui sentieri,
davanti alle reti. C’eravamo con i nostri corpi e con la nostra determinazione.
Quella solidarietà che da trent’anni attraversa la lotta No Tav oggi ha anche i
volti di due giovani compagni arrivati da lontano per stare al nostro fianco.
Non possiamo e non vogliamo lasciarli soli.La solidarietà non è una parentesi,
né si esaurisce con un singolo appuntamento. È una parte della nostra storia,
una pratica quotidiana e una responsabilità collettiva. Per questo torniamo
ancora una volta davanti alle Vallette: per far arrivare loro la nostra voce,
per ricordare che fuori dal carcere c’è una comunità che non dimentica e non
abbandona chi viene colpito dalla repressione.
Venerdì sarà anche l’occasione per fare arrivare la nostra voce e solidarietà a
Giorgio, anche lui rinchiuso tra quelle mura da qualche settimana.
LIBERTÀ PER I/LE NO TAV!
TUTTI E TUTTE LIBERE!
A SARÀ DÜRA!
PRESIDIO AL CARCERE DELLE VALLETTE
Carcere Vallette - Torino
(venerdì, 11 settembre 18:30)
LA SOLIDARIETÀ CONTINUA:VENERDÌ 11 SETTEMBRE PRESIDIO AL CARCERE DELLE VALLETTE
Ore 18,30
Capolinea del tram 3 - Via delle Primule
A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due
giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle
Vallette.
Sono stati arrestati dopo la manifestazione al cantiere di Chiomonte e oggi
devono fare i conti con accuse pesantissime: devastazione, lesioni aggravate e
resistenza a pubblico ufficiale. Arresti che arrivano nel solco di una gestione
in cui la contropoarte, ancora una volta, prova a trasformare una grande
mobilitazione collettiva in una ricerca di responsabilità individuali, di
colpevoli da esibire e di capri espiatori.
Ma il 25 luglio c’eravamo tutti e tutte.
C’eravamo nelle strade, sui sentieri, davanti alle reti. C’eravamo con i nostri
corpi e con la nostra determinazione.
Quella solidarietà che da trent’anni attraversa la lotta No Tav oggi ha anche i
volti di due giovani compagni arrivati da lontano per stare al nostro fianco.
Non possiamo e non vogliamo lasciarli soli.
La solidarietà non è una parentesi, né si esaurisce con un singolo appuntamento.
È una parte della nostra storia, una pratica quotidiana e una responsabilità
collettiva. Per questo torniamo ancora una volta davanti alle Vallette: per far
arrivare loro la nostra voce, per ricordare che fuori dal carcere c’è una
comunità che non dimentica e non abbandona chi viene colpito dalla repressione.
Venerdì sarà anche l’occasione per fare arrivare la nostra voce e solidarietà a
Giorgio, anche lui rinchiuso tra quelle mura da qualche settimana.
LIBERTÀ PER I/LE NO TAV!
TUTTI E TUTTE LIBERE!
A SARÀ DÜRA!
APERICENA E PASSEGGIATA
Presidio Leonard Peltier a San Didero - Località Baraccone sulla Statale.
(martedì, 8 settembre 19:30)
Dopo una breve pausa estiva torniamo a incontrarci per una serata conviviale e
non solo al Presidio Leonard Peltier di fronte al cantiere del nuovo autoporto
di San Didero.
Il ritrovo è a partire dalle 19,30. Chi può porti qualcosa da mangiare e bere da
condividere e piatti e posate.
Dopo l'apericena faremo una passeggiata. I lavori purtroppo vanno avanti e prima
o poi sicuramente proveranno ad aprirlo ma noi ci saremo ed essere presenti
davanti a uno dei cantieri della devastazione è importantissimo per lanciare
l'autunno di lotta
Vi aspettiamo numerose/i
Presidio ex-autoporto di San Didero
DISERTARE - WORKSHOP DI GUMPRINT
laboratorio zanna dura - via alessandria 49
(mercoledì, 16 settembre 11:00)
WORKSHOP GUM PRINT con santafede :)
Viviamo in un mondo dilaniato da guerre decise da politici e uomini d’affari,
assetati di potere e lontani dalle conseguenze delle loro scelte.
Ma non sono loro a fare la guerra: sono donne e uomini come noi.
Allora perché non disertare?
Pirati dell’editoria, incontriamoci per immaginare un’altra possibilità e
realizzare insieme la fanzine «Disertare», utilizzando la tecnica del gum print.
Stampiamo il rifiuto, diffondiamo il dubbio.🧨🧨🧨
Il gum print è una tecnica di stampa che, grazie all’uso di materiali semplici e
di una fotocopia a toner, permette di realizzare immagini di elevata qualità
grafica.
quando: 16 settembre dalle 11:00 alle 18:00 prezzo libero max 13 partecipanti
per info: zannadura@proton.me
MAPUCHE GENTE DELLA TERRA
Comala - corso Francesco Ferrucci 65/a, 10137 Torino
(sabato, 5 settembre 19:00)
Dalle ore 19.00:
- Presentazione del libro "Dietro le Sbarre" Antipoesia Incendiaria scritto dal
Lonko Facundo Huala, prigioniero politico mapuche , che da molti anni lotta
contro l' occupazione capitalista della multinazionale italiana Benetton nel
territorio mapuche.
- Breve documentario su Julia Chuñil, donna mapuche protettrice del bosco
nativo, minacciata più volte fino a diventare vittima di sparizione forzata per
cui si trova tutt'ora "desaparecida".
- Lettura del contributo della curatrice tradizionale mapuche Graciela Painelaf
inserito nella fanzine della Brigata Basaglia "Attraversare la catastrofe".
- Mostra fotografica sul popolo mapuche "Amulepe".
- Banchetto solidale.
- Apericena.
La terra e la dignità non si vendono!
Libertà per tutti i prigionieri politici mapuche!
Marrichiweu !
Dopo una breve pausa estiva torniamo a incontrarci per una serata conviviale e
non solo al Presidio Leonard Peltier di fronte al cantiere del nuovo autoporto
di San Didero.Il ritrovo è a partire dalle 19,30. Chi può porti qualcosa da
mangiare e bere da condividere e piatti e posate.Dopo l’apericena faremo una
passeggiata. I lavori purtroppo vanno avanti e prima o poi sicuramente
proveranno ad aprirlo ma noi ci saremo ed essere presenti davanti a uno dei
cantieri della devastazione è importantissimo per lanciare l’autunno di lottaVi
aspettiamo numerose/i
CENA BELLAVITA VEGAN
Barocchio Squat - Strada del Barocchio 27 - Grugliasco (TO)
(venerdì, 11 settembre 19:00)
Barocchio squat presenta una semplice proposta per ribadire l'importanza della
responsabilità individuale e collettiva sul tema dell'alimentazione, in
specifico quella a base vegetale, come mezzo per portare avanti la liberazione
animale in un contesto atroce che vede la mercificazione degli esseri animali
per vari scopi beceri, come il divertimento, l'intrattenimento, secondo la
logica di sfruttamento generale di questi ultimi.
Ribadiamo l'importanza dei luoghi che portano avanti la pratica
dell'autogestione e della bella vita, inoltre ben al di fuori delle logiche del
metodo capitalista.
Porta ciò che vuoi trovare
Cucina aperta dalle 19
Il posto è in strada del Barocchio 27
Il poscritto è fuoco ad ogni gabbia.
Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta
nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.
Ci raccontano che le priorità sono nuove grandi opere. Ma intanto l’acqua
diventa sempre più preziosa, il clima cambia con eventi meteorologici sempre più
violenti, l’aria che respiriamo continua a peggiorare, il suolo viene consumato
senza sosta e i servizi essenziali vengono progressivamente impoveriti.
Ci raccontano che mancano le risorse. Eppure miliardi continuano a essere
destinati a infrastrutture inutili, mentre la sanità pubblica viene
depotenziata, il trasporto pubblico locale resta insufficiente e la
metropolitana, promessa da anni, continua ad aspettare.
Pensiamo che le vere infrastrutture utili siano quelle che migliorano la vita
delle persone, che rendono i territori più sicuri, che tutelano l’ambiente e
rafforzano i servizi pubblici.
Per questo il 3 ottobre cammineremo insieme.
Cammineremo per difendere l’acqua, il suolo e l’aria, perché il dissesto
idrogeologico e la crisi climatica impongono scelte completamente diverse da
quelle che continuano a essere fatte.
Marceremo per una sanità e un trasporto pubblico forti, efficienti e
accessibili, per investimenti che rispondano ai bisogni reali delle comunità.
Attraverseremo le strade della Valsusa perché il futuro di un territorio non può
essere deciso ignorando chi quel territorio lo vive ogni giorno.
Il 3 ottobre, saremo nuovamente in marcia non soltanto per dire no alla
Torino-Lione ma anche per dire sì a un’altra idea di futuro che sia in grado di
mettere al centro le persone, i beni comuni, la cura del territorio e una
diversa destinazione delle risorse pubbliche.
Perché difendere il territorio significa difendere il diritto di scegliere il
futuro. E il futuro si costruisce insieme.
A circa un mese dalla giornata del 30 luglio 2026 – in cui decine di migliaia di
persone riuscirono a passare il confine tra il Marocco e l’enclave coloniale
spagnola di Ceuta – facciamo un approfondimento grazie ad una diretta con
compagnx ora presenti sul territorio.
Lo scopo della puntata non è tanto quello di fare dietrologie sul come e il
perché quella frontiera sia stata bucata in modo così massiccio quel giorno, ma
piuttosto di restituire: da un lato una fotografia realistica di come la
violenza statale e coloniale si stia esercitando quotidianamente sulla pelle
delle persone in viaggio e dall’altra di come discorsi e apparato repressivo
messi in campo a Ceuta facciano parte di un vasto progetto europeo di
sorveglianza, repressione e peggioramento progressivo della vita delle persone
in viaggio.
Il contributo di questa puntata di Harraga è volto a tenere in mente presente e
futuro non solo nelle prassi coloniali ma anche delle sorti, e lotte, delle
persone in viaggio dal nord Africa. Inoltre ci teniamo a tenere alta
l’attenzione su quel che succede a Ceuta con la speranza che l’alleanza tra
persone in viaggio che bruciano queste frontiere mortifere e chi abita lotte
antirazziste sia sempre più stretta e potente.
Per mettersi in contatto con lx compagnx presenti a Ceuta:
apoyomutuoceuta@riseup.net
Per aggiornamenti da Ceuta: No Name Kitchen
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio
Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal
terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la
sicurezza e contro il traffico di armi.
I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono
definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà.
Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni
del provvedimento sono di natura politica e sindacale:
Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il
miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi
all’interno del Terminal commerciale.
Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno
sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il
transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della
compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali.
Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una
ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno
dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta
dei lavoratori portuali.
Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio:
La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le
spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati
territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco
i dettagli per effettuare la donazione:
SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i
sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non
con la lettera accentata)
IBAN: IT59H0623011010000017097877
Causale obbligatoria: per Ciccio Collina
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di
Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della
vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di
questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda,
70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia
dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni
all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei
solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei
dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le
implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda.
Buon ascolto
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Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in
corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore.
Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il
dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il
30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro
5 manutentori durante il loro lavoro.
Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione
(https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori,
leggiamo:
“È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima
udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera
doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI,
perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene
promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità.
Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare
soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori.
Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “
Buon ascolto