Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne.
Si è svolta oggi un’ulteriore udienza del processo d’appello per l’operazione Sovrano. Dopo la testimonianza di Giorgio, uno degli imputati, si sono tenute le requisitorie della pubblica accusa e delle parti civili. Dalle requisitorie emerge, ancora una volta, la sostanziale continuità con l’impostazione accusatoria del primo grado: le condanne richieste sono rimaste invariate in alcuni casi e sono state ridotte solo leggermente in altri. Nessun ripensamento sostanziale, dunque, rispetto a un impianto che il Tribunale, in primo grado, aveva già ridimensionato in modo significativo, assolvendo tutti gli imputati dall’accusa di associazione a delinquere, contestata ai sensi dell’articolo 416 del codice penale. In appello, la Procura torna invece a insistere sulla necessità di riconoscere quel capo d’imputazione, riproponendo una lettura che tende a ricondurre a un’unica presunta trama criminale esperienze, percorsi e pratiche politiche differenti: il centro sociale Askatasuna, il Movimento No Tav e le lotte sociali che attraversano la metropoli. Particolarmente significativo, in questa prospettiva, è stato il riferimento alla necessità di arrivare a condanne importanti anche per il capo 1, quello relativo all’associazione a delinquere, evocando lo scenario di future mobilitazioni contro il nucleare o di una possibile diffusione delle proteste contro il caro vita. Il messaggio politico che emerge da questo ragionamento è tutt’altro che secondario: la risposta penale viene chiamata in causa non soltanto per giudicare fatti contestati, ma anche in relazione a conflitti che potrebbero svilupparsi in futuro. Come se le lotte di domani fossero già un problema di ordine pubblico da prevenire attraverso le condanne di oggi. Una lettura che cancella deliberatamente le ragioni delle lotte, i contesti in cui nascono e la capacità di chi le attraversa di organizzarsi collettivamente. Tutto diventa funzionale al teorema accusatorio, persino le relazioni tra realtà che condividono battaglie e momenti di mobilitazione. E così il conflitto sociale, anziché essere riconosciuto come espressione di una società attraversata da contraddizioni, viene trattato come un problema di ordine pubblico da reprimere. Non meno surreale il quadro emerso dalle requisitorie delle parti civili, dove la storica emittente torinese Radio Blackout è stata ribattezzata, nella rappresentazione accusatoria, radio “black block”: uno strumento funzionale all’associazione che viene descritta come sovversiva nei fatti, ma a delinquere per la legge. Una rappresentazione che dice molto del tentativo di riscrivere il ruolo degli spazi sociali, delle radio indipendenti e delle reti di movimento, trasformando strumenti di comunicazione, luoghi di confronto e relazioni politiche in elementi di un presunto apparato criminale. Insomma, la solita retorica, accompagnata dalla consueta ipocrisia: mentre si moltiplicano i richiami alla democrazia e alla libertà, si pretende di circoscrivere sempre più lo spazio legittimo del conflitto sociale, fino a trattare come una minaccia ciò che nasce dalla capacità delle persone di unirsi e agire collettivamente. La sentenza di primo grado aveva escluso l’esistenza dell’associazione a delinquere contestata agli imputati. Oggi, in appello, l’accusa torna a chiedere che quella lettura venga ribaltata, proiettando sul conflitto sociale lo spettro di una presunta organizzazione criminale. Prossime udienza il 30 novembre per le arringhe delle difese. Si parte si torna insieme, Avanti NO Tav!
Tredicesimo giorno di proteste in Albania
Nello scorso fine settimana, nella seconda settimana consecutiva di manifestazioni quotidiane, migliaia di persone si sono radunate nella capitale albanese Tirana per una nuova protestacontro il Presidente dell’Albania Edi Rama, e la polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni, cariche, spray urticante, idranti e proiettili di gomma per disperdere la folla. Anche professorə universitariə, artistə e partiti di opposizione, hanno annunciato il loro sostegno pubblicamente o erano presenti. Sotto la pioggia, il corteo si è radunato davanti al ministero dell’Istruzione per poi dirigersi verso l’ufficio del primo ministro. Qui alcuni dimostranti hanno dato fuoco alle sedie che Rama aveva fatto sistemare all’esterno dell’edificio come simbolico invito al dialogo. Le manifestazioni, partite dalla capitale, si sono estese anche ad altre città. La tensione è cresciuta progressivamente. Nel corso delle proteste sono stati attaccati edifici pubblici e banche. Sono decine le persone arrestate anche in quest’ultimo fine settimana di manifestazioni, tra cui un numero imprecisato di minorenni. Risale a qualche giorno fa, invece l’annuncio, del Primo Ministro Rama, di un bonus di 2.500 euro per gli agenti di polizia in prima linea, oltre a sostanziali aumenti salariali previsti per il 2027. Le proteste nasconso da richieste legate alle scuole e nelle università. Gli studenti contestano le rette e le condizioni degli istituti; la mobilitazione si è poi unita a una protesta più ampia contro la corruzione e contro il governo. La dimissione di Rama è diventata la richiesta politica dominante. La mobilitazione studentesca iniziata il 13 ottobre si è innestata su una contestazione iniziata mesi prima lungo la costa adriatica. Residenti e associazioni si oppongono a un grande progetto turistico legato a Jared Kushner nell’area di Sazan e Zvërnec, vicino alla laguna di Narta. I fenicotteri presenti nella zona sono diventati l’emblema del movimento, comparendo sui cartelli portati anche a Tirana. Ascolta la corrispondenza con Tirana:
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Testimonianze dalla piazza di Torino del 24 ottobre: violenze poliziesche
Sono state raccolte una serie di testimonianze video e foto rispetto alla violenza poliziesca attuata nei confronti del corteo contro il riarmo e il carovita tenutosi a Torino sabato 24 ottobre. Alla fine del corteo in particolare le forze dell’ordine hanno impiegato una gestione sconsiderata della piazza, chiudendo a morsa i manifestanti sotto una pioggia di lacrimogeni. Al di là di questo, durante tutto il giorno e anche a corteo concluso, si sono registrate modalità selvagge di attaccare il corteo, tramite cariche, inseguimenti, fermi e provocazioni. Il corteo però è rimasto compatto ed entusiasta del fatto di essere partito e arrivato a portare a termine la manifestazione con una partecipazione incredibile nonostante gli svariati tentativi atti a impedire che essa avvenisse. Dall’alto diversi video riprendono la sequenza in cui le forze dell’ordine eseguono la chiusura totale del corteo. A Torino la polizia e carabinieri stanno letteralmente INSEGUENDO in tenuta antisommossa e camionette gli ultimi manifestanti.  In Corso Emilia e Via regio Parco, prova di forza della polizia per far vedere i muscoli davanti a qualche manifestante. Un influencer, Andrea Borello, ricostruisce il contesto di Piazza Castello in questo video NB: La manifestazione era legale ed era stata precedentemente comunicata alla questura di Torino. E dico comunicata, perché ricordiamoci che le manifestazioni in Italia per Legge non devono essere autorizzate, ma semplicemente bisogna darne comunicazione preventiva. Non è l’unico video fatto uscire da persone che hanno partecipato alla manifestazione sul proprio profilo per denunciare quanto accaduto, questo è un altro esempio: sakunamusic Rispetto alla dinamica della macchina bianca che ha tagliato in mezzo ai manifestanti a folle velocità, qui viene documentato quando la polizia, dopo aver fatto passare la macchina in via Pietro Micca, ha manganellato chi chiedeva spiegazioni.
[2026-10-27] Apericena in maschera @ Presidio Leonard Peltier a San Didero
APERICENA IN MASCHERA Presidio Leonard Peltier a San Didero - Località Baraccone sulla Statale. (martedì, 27 ottobre 19:30) Martedì torniamo a incontrarci per una serata conviviale al Presidio Leonard Peltier di fronte all'autoporto di San Didero. Il ritrovo è a partire dalle 19,30. Festeggeremo anche il compleanno di Lucia ... 70 e non sentirli. Vista la festa e la settimana di Halloween per chi lo vorrà la festa sarà in maschera. Chi può porti qualcosa da mangiare e bere da condividere e piatti e posate. Passeremo una serata in compagnia alla moda nostra. Essere presenti davanti a uno dei cantieri della devastazione è importantissimo. Vi aspettiamo numerose/i notav.info
[2026-10-26] ASSEMBLEA GENERALE UNIVERSITARIA @ Campus Luigi Einaudi
ASSEMBLEA GENERALE UNIVERSITARIA Campus Luigi Einaudi - Lungo D'ora Siena, 100, Torino (lunedì, 26 ottobre 18:00) OCCUPIAMOCI DELL’UNIVERSITÀ🔥 Mentre i finanziamenti pubblici all’università restano insufficienti, le condizioni di studio peggiorano e il diritto allo studio viene progressivamente indebolito, UniTo pensa di gettarci dentro il mondo del precariato rafforzando ulteriormente i propri rapporti con il mondo delle imprese attraverso il recente accordo con Confindustria. Non possiamo accettare che le priorità dell’università vengano decise dall’alto e attraverso logiche di austerità finanziaria, assoggettandoci a regole economiche che non si conciliano minimamente con le esigenze di tutti i gruppi universitari, dai docenti agli studenti passando per il personale, soprattutto senza coinvolgere chi l’università la vive ogni giorno. Vogliamo un’università pubblica, accessibile a tutte e tutti, libera dagli interessi privati e dalle logiche della ricerca per la guerra. Un’università che metta al centro la formazione, la ricerca e il progresso sociale. Per questo vogliamo costruire un coordinamento universitario cittadino come spazio di confronto e azione diretta di fronte ai problemi concreti che viviamo tutti i giorni, a partire dal blocco e l'occupazione degli spazi che attraversiamo tutti i giorni. LUNEDÌ 26 H18, CAMPUS EINAUDI, MAIN HALL: BLOCCHIAMO L’UNIVERSITÀ🔥
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APERICENA IN MASCHERA!
Martedì torniamo a incontrarci per una serata conviviale al Presidio Leonard Peltier di fronte all’autoporto di San Didero. Il ritrovo è a partire dalle 19,30. Festeggeremo anche il compleanno di Lucia… 70 e non sentirli. Vista la festa e la settimana di Halloween per chi lo vorrà la festa sarà in maschera. Chi può porti qualcosa da mangiare e bere da condividere e piatti e posate. Passeremo una serata in compagnia alla moda nostra. Essere presenti davanti a uno dei cantieri della devastazione è importantissimo. Vi aspettiamo numerose/i! PS: attendiamo con ansia una nuova Ordinanza prefettizia ad hoc per la festa