Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin
Bruno Breda RSU presso Electrolux Italia Spa e Componente Comitato Centrale Fiom
sulla conferma da parte padronale di un piano di ristrutturazione in Italia che
prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi
(Ancona).
Ancora una volta, la logica del profitto capitalistico scarica i propri
fallimenti sulle spalle di chi lavora. Al tavolo del ministero, la
multinazionale svedese Electrolux getta la maschera e conferma il piano di
licenziamenti di massa: 1.450 esuberi in tutta Italia e la chiusura del sito di
Cerreto d’Esi. Ma i lavoratori non faranno da spettatori al proprio funerale:
scatta l’ora della mobilitazione permanente.DALLA PARTE DEGLI OPERAI – La farsa
del “confronto istituzionale” si è consumata nei palazzi del potere a Roma.
Davanti ai funzionari dello Stato borghese, i vertici di Electrolux hanno
ribadito la loro spietata sentenza: 1.450 licenziamenti complessivi e la morte
produttiva dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi.
I padroni di Electrolux non si accontentano di distruggere i mezzi di
sussistenza di migliaia di famiglie, ma pretendono anche di aumentare lo
sfruttamento in fabbrica. Il loro piano si articola come un vero e proprio
attacco alla dignità operaia:Licenziamenti di massa: 1.450 lavoratori messi alla
porta a livello nazionale.
La scure sui precari: 135 contratti a termine non rinnovati, usati e gettati via
dopo aver spremuto la loro forza lavoro.
Resistenza a Forlì: 297 esuberi dichiarati nello stabilimento romagnolo,
bersaglio primario della ristrutturazione. La totale liquidazione del sito di
Cerreto d’Esi, sacrificato sull’altare dei dividendi degli azionisti.
Le assemblee di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm hanno risposto alla dichiarazione
di guerra della multinazionale proclamando l’immediato stato di agitazione e
otto ore di sciopero nazionale il 4/09/2026. La classe operaia di Electrolux
incrocia le braccia per dimostrare, ancora una volta, una verità storica
universale: senza il lavoro degli operai, le fabbriche sono solo ferro vecchio e
il capitale non produce un solo centesimo di valore.
La mobilitazione non si fermerà ai cancelli: l’obiettivo è trasformare questa
vertenza in una battaglia politica contro la deindustrializzazione e la
complicità dei governi che lasciano mano libera ai colossi transnazionali.
La tregua è finita. Contro la violenza economica dei padroni, si riaccende la
fiamma della solidarietà e della lotta di classe.
Buon ascolto
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Con enorme tristezza nel cuore abbiamo dato notizia dell’improvvisa scomparsa di
Alex Ammendolia, un uomo che nei suoi 38 anni di vita è sempre stato attivo
politicamente e nel sociale, armato di grande intraprendenza e spirito critico
ha militato nella CUB, in BDS e in generale era sempre in prima linea contro
ingiustizie e difesa degli ultimi. Amici, parenti, colleghi e compagni di
attivismo hanno pertanto organizzato un evento pubblico per sabato 12 settembre
per onorarne il ricordo, abbiamo avuto come ospite telefonica Charlotte di BDS,
che è tra le organizzatrici della serata.
Ai giardini reali, lato fenix, verrà allestita una postazione con microfono e
casse per fare dediche in ricordo del nostro determinato ed instancabile
compagno, ci sarà anche la possibilità di portare strumenti musicali, ma anche
cibi e bevande per suonare e godersi la convivialità che Alex tanto apprezzava
in vita.
Dopo che Charlotte ci ha raccontato nel dettaglio tutti i momenti che formeranno
questo evento, abbiamo voluto mandare in onda una canzone che un’ amica di Alex
ha riadattato e suonato in sua memoria.
Buon ascolto
Il processo di primo grado entra nelle battute finali. L’associazione Yairaiha
ricostruisce la spedizione punitiva dell’aprile 2020: circa 300 agenti
coinvolti, detenuti picchiati e umiliati, isolamento, minacce e tentativi di …
APERTURA PORFIDO
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(sabato, 12 settembre 16:00)
Disponibile
CARTE FORBICI SASSI. Sfide da e contro le prigioni e il patriarcato
https://brughiere.noblogs.org/post/2025/04/28/nuova-pubblicazione-carte-forbici-sassi-sfide-da-e-contro-le-prigioni-e-il-patriarcato/
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle
16:00 alle 19:30.
STANZE SEGRETE
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(giovedì, 10 settembre 20:30)
Nuovo evento in Vanchiglia
STANZE SEGRETE
Non solo CPR: cosa sono e come funzionano gli altri "luoghi idonei" per il
trattenimento e l'espulsione dei migranti.
Con noi a dialogare la redazione di Lavialibera: Elena Ciccarello, direttrice,
Natalie Sclippa, redattrice e
Paolo Valenti, redattore.
Vi aspettiamo numerosi al Ciabòt, area pedonale via Balbo, il 10 settembre ore
20.30!
https://www.facebook.com/vanchigliainsieme
[…] non ho mai avuto la sensazione di appartenere completamente a nessun luogo.
[…] Straniero dappertutto, non mi sentivo particolarmente isolato in nessun
luogo. Memorie di Adriano (Marguerite Yourcenar) rubrica …
(archivio disegni napolimonitor)
A Zagabria, piazza Josip Jelačić è un passaggio difficile da evitare: si trova
in pieno centro, vicino alla cattedrale, e da lì transitano diverse linee della
rete di tram che attraversa la capitale croata, mentre a pochi passi si tiene il
grande mercato Dolac, sia all’aperto sia al chiuso. Sabato 5 settembre però in
piazza non passa nessun tram perché i binari sono occupati da un’enorme
manifestazione i cui contorni sono difficili da delineare per chi arrivava in
città ignaro della situazione e senza parlare bene la lingua.
Il primo elemento che colpisce è la presenza massiccia delle bandiere a scacchi
rossi e bianchi dello stato croato. Basta fare qualche giro in Croazia e ci si
rende conto che questo motivo è molto diffuso sul territorio: sulle macchine,
nelle case, sui cartelloni pubblicitari, sugli abiti delle persone, nelle
vetrine dei negozi oltre che sulle sedi istituzionali. Le bandiere nazionali
sono molto frequenti in Croazia e non bastano per connotare una manifestazione.
Molte persone indossano una maglietta bianca con scritto Dosta je bilo! (Ne
abbiamo abbastanza!), ma neanche questo ci aiuta a capire meglio. Ci sono però
dei nomi che ricorrono: Lika e Gospić. La prima è una regione che si trova tra
la costa dalmata e la Bosnia, mentre la seconda è una città di circa 12 mila
abitanti della stessa zona.
«Hanno portato dei rifiuti tossici da altri paesi alla Lika, va bene che ci sia
questa manifestazione», ci dice un venditore del mercato. Le cose iniziano ad
avere un senso e capiamo anche altri cartelli: “Marcia per la Lika, marcia per
la Croazia”, “La Lika non è la discarica d’Europa”. Dallo spiazzo che sovrasta
l’area in cui si svolge la manifestazione il colpo d’occhio è notevole: i
partecipanti hanno occupato quasi tutto lo spazio disponibile e a stento si
passa a piedi da una parte all’altra della piazza. Sul palco si susseguono gli
interventi organizzati dal gruppo Gospić je naš dom (Gospić è casa nostra)
accompagnati dal suono assordante di tantissimi fischietti. La polizia è poca,
quasi non si nota.
Vediamo un ragazzo che regge il cartello “La natura non può essere un danno
collaterale” e gli chiediamo qualche informazione: «Io vengo dalla Slavonia, una
regione dell’est della Croazia quasi al confine con la Serbia, e mi è sembrato
giusto venire qui per protestare. In questa piazza ci sono un po’ tutti, sia
persone di destra che di sinistra». Ci fa notare che buona parte della
responsabilità dell’arrivo dei rifiuti tossici è imputabile alle politiche
dell’Unione democratica croata, il partito al potere che dal 2016 esprime il
primo ministro Andrej Plenković e che con il suo fondatore Franjo Tudjman ha
avuto un ruolo determinante nella nascita dello stato croato all’inizio degli
anni Novanta. Notiamo anche un cartello portato da persone che vengono dalle
isole di Cherso e Lussino, collocate nel Quarnero, proprio tra la costa
orientale della penisola istriana e la parte settentrionale della costa dalmata.
Vediamo un cartello che reclama acqua pulita senza compromessi e poi un altro
con una sigla che può capire anche chi non parla croato: Pfas. Si tratta dei
composti poli e perfluoroalchilici caratterizzati da un legame forte e stabile
tra carbonio e fluoro che li rende praticamente indistruttibili in natura e che
sono usati ancora per diversi scopi, tra cui l’impermeabilizzazione dei tessuti.
In Italia ci sono almeno due aree interessate dalla loro presenza massiccia
(l’area di Trissino nella provincia di Vicenza, dove ha operato per anni
un’azienda che li produceva e l’area di Spinetta Marengo in Piemonte). Come
insegnano i casi italiani, una volta immesse nel ciclo dell’acqua le sostanze si
diffondono e la bonifica diventa difficilissima. Nella Lika ora la paura, già
espressa in una prima manifestazione tenutasi proprio a Gospić qualche settimana
fa, è che i rifiuti stiano rilasciando nell’acqua queste sostanze, anche se per
il momento le autorità hanno cercato di rassicurare la popolazione.
Cerchiamo qualche informazione in più: un lancio dell’agenzia Reuters dello
stesso 5 settembre parla di rifiuti medici e industriali (si parla di almeno 30
mila tonnellate) provenienti soprattutto dall’Italia e dalla Slovenia, oltre che
in parte dalla stessa Croazia, e capiamo che il movimento chiede anche che la
bonifica dell’area sia avviata in tempi molto più rapidi rispetto a quelli
previsti dal governo di Plenković. Lo stesso primo ministro, forse per cercare
di indebolire il movimento, mercoledì scorso ha visitato Gospić cercando di
offrire delle rassicurazioni. Il tentativo non sembra però aver funzionato e la
manifestazione di sabato è diventata una delle più partecipate della storia
croata recente.
«Sei mai stato nella Lika? – ci chiede un amico che incontriamo qualche ora dopo
la manifestazione – È un posto bello, verde e con molta acqua. Prima della
guerra in quella zona c’erano molti serbi che poi sono andati via. Da allora la
zona non è più stata ripopolata».
In effetti, tra gli anni Settanta e Ottanta a Gospić abitavano almeno 30 mila
persone, di cui circa un terzo si definiva serbo; dopo la guerra il numero di
serbi presenti è crollato a poche centinaia di persone. Facile immaginare che il
sito sia stato scelto per portare i rifiuti anche perché si pensava di non
trovare particolare resistenza. Invece il calcolo si è rivelato sbagliato.
Verso l’una la manifestazione sta per finire. Continuano a sventolare tantissime
bandiere croate e adesso capiamo meglio il perché. Chi ha permesso il trasporto
dei rifiuti nella Lika in piazza viene definito un traditore della Croazia, un
termine che non è così abituale sentire nell’ambito di una lotta legata
all’ambiente. La scommessa del movimento è far vedere che una questione locale
in realtà è importante per tutta la Croazia e che l’impatto dell’inquinamento
non riguarda solo la comunità coinvolta in prima battuta. Sembra di scorgere un
connubio tra patriottismo e ambientalismo che, almeno per chi viene dall’Italia,
non è scontato. Per quanto la presenza di tutte queste bandiere desti una certa
preoccupazione, per il momento questa impostazione sembra portare dei frutti: il
tema è ripreso in prima pagina dai giornali, il presidente della repubblica
Zoran Milanović ha dato il suo appoggio e la questione sembra mettere d’accordo
gran parte dell’arco politico. Non è però tutto così lineare: un’altra persona
ci parla di tensioni tra esponenti dell’estrema destra locale e un gruppo di
anarchici presenti in piazza, mentre rimane da vedere quale sarà il risultato
concreto della mobilitazione, l’entità dei danni già causati all’ambiente e
quale sarà l’estensione della difficile bonifica dell’area di Gospić, per il
momento promessa ma non realizzata. (alessandro stoppoloni)
Il 26 Agosto, il segretario di stato USA Marco Rubio accusa il collettivo
Autistici/Inventati di fornire infrastruttura a gruppi "terroristi", e lo
inserisce nelle liste OFAC. Dieci giorni dopo, il collettivo annuncia la sua
chiusura.
La portata di questa mossa è enorme, e non si limita ad essere un attacco
all'Internet aperta e alla libertà di informazione. Data la completa
arbitrarietà della designazione di terrorista, nel mirino potrebbe finire
chiunque: il meccanismo delle sanzioni - raro in Italia, usatissimo fuori
dall'occidente - è quintessenzialmente capitalista: non ha bisogno di condanne
penali per impedire il dissenso.
Per fare sì che questo dissenso continui a vivere senza essere relegato alla
clandestinità o all'irrilevanza, è necessario contrastare concretamente le
sanzioni.
A livello nazionale, sta partendo la campagna "Nel Mirino", che desidera
anzitutto ottenere il mantenimento del conto corrente presso Banca Etica di A/I
e l'apertura di quello di Francesca Albanese. Queste esperienze dimostrano che
negare la possibilità di accedere al sistema bancario rende difficile, se non
impossibile, il proseguimento di ogni attività.
Pensiamo che su questo si debba e si possa muovere una mobilitazione larga e
trasversale, dato che il meccanismo OFAC è una spada di Damocle che pende su
ogni genere di realtà conflittuale. Per questo, la campagna "Nel Mirino" ha
indicato la data del 25 Settembre — data simbolica perché è il termine ultimo
per l'entrata in vigore delle sanzioni contro A/I — come giornata di
mobilitazione territoriale in tutta Italia. L'obiettivo di questa giornata sarà
in primo luogo quello di continuare la pressione su Banca Etica: se, come
afferma nel suo comunicato, le sanzioni sono ingiuste, allora non deve
rendersene complice. Pretendiamo passi concreti.
Per questo, come AvANa - Avvisi ai naviganti, indiciamo un'assemblea pubblica al
CSOA Forte Prenestino per Mercoledì 16 Settembre alle 19, in cui approfondire i
temi e gli obiettivi della campagna e decidere collettivamente come declinare la
giornata di mobilitazione qui a Roma.
fred bongusto – tre settimane da raccontare (chopped&screwed)
snotty – vyvanse
reverendo, moddi, toorbo yamabushi – un giro in pedalo da saturo a gandoli
by storm – double trio 2
ben vince – sentient kinetics
dragnutz – #freejoboof
neguinho cataclismo – bonde dos soca forte
kay whinston – tzschlip
lord clx – lola (at copa)
baby star – therapy2&1
open mike eagle, kenny segal – doomed!
kapnghost – the kapn
miggy pop – ickyicky!
weed420 – guillao
mac myc, heskarioth – fino al collo
the space lady – born to be wild
Martedì 15 settembre 2026, alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si
terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di
TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la
mobilità sul territorio di Susa.
L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione.
Invitiamo la popolazione a venire all’incontro per reclamare il proprio diritto
a conoscere il futuro degli spostamenti su uno snodo viario importante nonché
luogo di servizi fondamentali all’intera valle di Susa quali scuole e ospedale.
Come abbiamo sempre fatto saremo presenti a condividere informazioni con tutti
coloro i quali fossero interessati.
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
di Gianni Sartori Da oltre sei mesi quattro attivisti della Sumud Flotilla sono
detenuti con accuse che respingono come politiche. Wael Naouar è in sciopero
della fame da più di …
vita ed opere di Reza Abdoh