BARRIERA È ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA
piazza Foroni - piazza Foroni
(mercoledì, 8 luglio 20:00)
Mercoledì 8 luglio, diversi gruppi facebook di Barriera hanno lanciato una
manifestazione in Largo Giulio Cesare "contro degrado e delinquenza", solito
slogan il cui significato nasconde solo soluzioni razziste legate alle
deportazioni.
Vivere Barriera di Milano oggi vuol dire fare i conti quotidianamente con
l'isolamento imposto da una società che ci toglie tutto, dalla sanità, alle
case, al lavoro, alle scuole, che vuole creare un nemico interno - solitamente
persone migranti e povere - contro cui scagliare tutta la nostra rabbia, così
che il potere e i responsabili rimangano impuniti.
I gruppi che rilanciano questo appuntamento sono soliti fotografare le diverse
scene di povertà, abbandono, sofferenza e solitudine che aleggiano nelle strade
di quartiere dando la colpa a chi vive queste situazioni e volendo come unica
soluzione la loro deportazione, il loro allontanamento, il carcere, il CPR, il
TSO. Di fronte a tutto questo le persone sono state così terrorizzate da
giornali, politici vari e media che non si guarda più in faccia a nessuno e si
richiede solo una sicurezza basata sull'esclusione, l'isolamento, la
tranquillità di chi "fa il suo dovere" (che di fatto è lavorare, consumare e
produrre, niente di più e niente di meno).
Noi rispondiamo a questi discorsi razzisti, semplicistici e pieni di odio con
una contro-manifestazione che possa rispondere alle banalità che verranno
scandite a suon di tricolori e inno d'italia, con cui si vuole sottolineare la
loro idea di "nazione" basata sull'essere bianchi, borghesi, assoggettati al
lavoro e alle leggi di uno stato che in realtà li odia. In Barriera - come in
tante altre zone - è possibile vedere il risultato delle politiche razziste,
capitaliste e securitarie e l'effetto che hanno sulla vita delle persone; e
mentre c'è chi crede che passeggiare con un tricolore sia "incominciare a
sentirsi sicuri", noi esigiamo case accessibili, sanità pubblica gratuita,
servizi e un'appartenenza al territorio basata sulla solidarietà, condivisione e
mutuo-aiuto di chi vive il territorio, non di chi ha i "giusti" documenti. La
sicurezza non è avere più divise in ogni angolo della città. Ci sentiremo al
sicuro solo quando ogni persona avrà una vita dignitosa, un tetto sulla testa,
una rete di persone che la circondano. Barriera è di chi la vive. Basta farsi
terrorizzare da chi viene qui per fare propaganda.
Incontriamoci alle 20 in Piazza Foroni per dare una risposta diversa agli slogan
fascisti e razzisti che non devono avere spazio né in Barriera né altrove!
Per il grave ferimento del tifoso juventino Marco Basoccu la Procura di Torino
chiede gli arresti domiciliari per un poliziotto. Un’inchiesta che riapre il
tema dell’uso illegittimo dei lacrimogeni, mentre …
L’estate non è facile per nessuno e anche la talpa Viviana non sta vivendo
giorni felici. La mirabolante fresa di 180 metri, dotata di una considerevole
testa rotante di 10 […]
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senza acqua. first appeared on notav.info.
Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del
picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta
Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20
giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire
che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono
sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di
massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano
per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti.
Da Radio Onda d’Urto
La stessa Polizia, con celere e blindati, è arrivata oggi per sgomberare il
picchetto operaio di Seano. La lotta, però, prosegue a oltranza, nonostante
diversi operai e sindacalisti Sudd Cobas siano stati portati di peso in Questura
a Prato.
Sono una quindicina le persone fermate, caricate su un pullman e portate in
Questura a Prato, dove giusto 2 giorni fa…si era aperto in Provincia il tavolo
istituzionale per cercare una soluzione alla vertenza.
Dal presidio di Seano, Prato, davanti alla Acca Francesca Ciuffi, compagna del
sindacato di base e conflittuale Sudd Cobas, raggiunta da Radio Onda d’Urto alle
ore 9 del mattino.
Aggiornamento delle 18.30: tutte le persone fermate e condotte in Questura sono
state rilasciate. Il presidio – a cui partecipano centinaia di persone, tra cui
studenti e lavoratori arrivati da diverse zone del Pratese – si è ricompattato
davanti ai cancelli dell’Acca di Seano, militarizzato da un imponente
schieramento di forze dell’ordine: otto blindati, volanti della polizia e agenti
della Digos. La lotta pero non si ferma qui, è stata infatti annunciata una
nuova mobilitazione. L’appuntamento è domenica 5 luglio, alle 17.00, il luogo
dell’iniziativa è ancora in fase di valutazione e sarà comunicato nelle prossime
ore dal sindacato.
Il collegamento pomeridiano con Riccardo, compagno del sindacato Sudd Cobas.
Dai Sudd Cobas arriva l’appello a recarsi “in via Copernico a Seano! Un’azienda
a processo per sfruttamento e caporalato con un’indagine della procura europea
per 71 milioni di euro di evasione fiscale che sta facendo un chiudi-e-riapri, e
la questura sgombera e porta via i lavoratori in sciopero per difendere i loro
100 posti di lavoro”. Così il sindacato di base pratese dal presidio, nuovamente
caricato dalla Celere a metà mattinata.
La voce di Luca Toscano, Sudd Cobas Prato, che dal megafono si rivolge
direttamente alla Celere, schierata – due metri più in là – a difesa “del lavoro
nero, della mafia, dello sfruttamento”, come detto da Toscano nell’audio, poco
prima di mezzogiorno di venerdì 3 luglio 2026.
La Procura di Torino, tramite l’indagine guidata dal PM Scafi ha condotto ieri
venerdì 3 luglio, l’interrogatorio di garanzia per un poliziotto della squadra
mobile di Torino, accusato di aver sparato un lacrimogeno alla testa del tifoso
juventino Marco Basoccu.
La Procura, a quanto si apprende dalle informazioni reperibili sui giornali, ha
dovuto procedere con questa incriminazione a causa dei filmati che non
lascerebbero molto spazio alle tesi strampalate fornite dalla Questura Torinese
nelle ore subito dopo il ferimento e degli scontri.
Si evidenzia subito però una disparità di trattamento verso il poliziotto
incriminato e come di solito si comporta la Procura torinese e in particolare il
Pm Scafi. Infatti il poliziotto, di cui stranamente non si fa il nome
(ricordiamo che questa tutela se si tratta di manifestanti o ultras non c’è
mai), è accusato di lesioni aggravate e sono stati richiesti i domiciliari.
L’ultras colpito ha rischiato seriamente di morire ed è stato colpito a freddo
ed intenzionalmente con un lancia lacrimogeni che è impossibile non considerare
come arma letale se usata a “tesa dritta”. Per episodi molto più lievi, in cui i
poliziotti non si sono procurati che qualche giorno di prognosi probabilmente
gonfiati per avere un pò di mutua in più e puntare ai risarcimenti nei processi,
ragazzi minorenni o poco più che maggiorenni sono finiti in carcere e ai
domiciliari per mesi e mesi. Fuori da qualsiasi giustizialismo la sproporzione è
evidente.
Si è, probabilmete, davanti al classico caso in cui è talmente palese l’abuso
che quindi almeno un’operazione di facciata vada fatta. Questo perchè se no
bisognerebbe rispondere a domande ben più serie sulla gestione criminale
dell’ordine pubblico di quel giorno, che probabilmente farebbero traballare
qualche poltrona, a partire da quella del Questore Gambino. Quel giorno infatti
fu fatto un uso incredibilmente alto di lacrimogeni su chi era fuori dallo
stadio, senza preoccuparsi di intossicare anche famiglie e bambini, tutto per
mascherare l’incapacità delle FdO. Basterà questa incriminazione “esemplare” a
cancellare le responsabilità dell’apparato? Si spera di no, ed è quanto mai
importante continuare ad interrogarsi sull’uso dei lacrimogeni come armi letali
durante cortei e manifestazioni sportive.
Ancora una volta è forse utile ricordare il coraggio di quanti hanno denunciato
la verità fin da subito, di questa faccenda: dalla famiglia di Marco ai suoi
amici, dai gruppi ultras al movimento torinese e non solo. Ma va ricordata anche
la pletora di politicanti e giornalisti che da subito si sono distinti per
avvalorare le veline questurine, coloro che neanche un ragazzo in fin di vita
alle Molinette li ha fermati dal dare solidarietà “senza se esenza ma”
all’operato delle Forze dell’Ordine.
Network Antagonista Torinese
Le acque del sud della Puglia ospiteranno fino al 10 luglio le attività della
prima fase della Task Force X – Central Mediterranean.
Il Salento e l’Adriatico meridionale al centro della sperimentazione di droni
navali e sottomarini e di nuove tecnologie di guerra NATO.
Il sud della Puglia e le acque limitrofe ospitano dal 22 giugno scorso le
attività della prima fase della Task Force X - Central Mediterranean (TFX
CentMed), che proseguiranno fino al 10 luglio.
L’esercitazione militare, promossa dal NATO Allied Command Transformation (ACT),
il Comando alleato alla guida dei programmi di sviluppo strategico e tecnologico
dell’Alleanza Atlantica con quartier generale a Norfolk (Virginia) e dallo Stato
Maggiore della Difesa italiano, viene descritta come uno “dei test operativi più
avanzati” della NATO, per “testare, integrare e adottare nuove tecnologie e
capacità”.
In occasione della TFX CentMed saranno sperimentate “per la prima volta e in
modo simultaneo, capacità nei cinque domini – terrestre, marittimo, aereo, cyber
e spaziale – con l’ulteriore integrazione di dati provenienti dall’ambiente
underwater e dallo spettro elettromagnetico”.
All’esercitazione in terra salentina partecipano unità militari di Italia,
Croazia, Lettonia, Slovenia e Stati Uniti d’America. “L’obiettivo – spiega lo
Stato Maggiore della Difesa - è la validazione di un sistema di sistemi capace
di integrare, interconnettere e rendere interoperabili piattaforme, sensori,
sistemi pilotati e non pilotati”.
Più di un centinaio di droni aerei, terrestri, navali e sottomarini impiegati
nei war games, più alcuni aerei radar e velivoli di intelligence, riconoscimento
e sorveglianza in dotazione alle forze armate dei paesi partecipanti.
Come sempre più accade in occasione di esercitazioni militari nazionali e
internazionali, a Task Force X - Central Mediterranean è prevista la presenza di
non meglio specificate “realtà industriali del settore della difesa nell’ambito
delle attività di sperimentazione operativa”, in vista di collaborazioni future
e “potenziali sinergie” a livello nazionale e in ambito NATO.
“Task Force X conferma il ruolo dell’Italia come attore di riferimento nella
trasformazione e nell’innovazione dell’Alleanza”, enfatizza lo Stato Maggiore
della Difesa. “L’esercitazione rappresenta una risposta strategica e innovativa
alle sfide emergenti, contribuendo al rafforzamento della difesa multidominio e
della deterrenza sul Fianco Sud della NATO, area sempre più centrale per la
sicurezza alleata. TFX CentMed promuove il processo di integrazione,
complementarietà, ridondanza e resilienza della NATO, rafforzandone l’efficacia
operativa”.
E’ tuttavia il NATO Allied Command Transformation (ACT) a spiegare le ragioni
per cui è stato deciso di svolgere l’esercitazione in territorio e nelle acque
pugliesi. “Il Mediterraneo centrale è strategicamente importante perché incrocia
l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente, dove le vulnerabilità delle
infrastrutture critiche e le sfide alla sicurezza sempre più complesse
richiedono una consapevolezza costante e un coordinamento effettivo”, riporta
l’ufficio stampa del comando NATO di stanza in Virginia. “Task Force X Central
Mediterranean dimostrerà come le forze tradizionali e i sistemi senza pilota
possono operare insieme all’interno di una singola cornice operativa (…) Per la
prima volta, noi stiamo sperimentando il modello Task Force X nel Fianco Sud
della NATO, con la guida dell’Italia e il contributo degli Alleati. Ciò è come
la NATO apprende e si adatta: testando tecnologie emergenti in condizioni
operative realistiche, integrando sistemi con equipaggi e senza pilota,
trasformando ciò in capacità che l’Alleanza può adottare e scalare rapidamente”.
Buona parte delle esercitazioni in ambito terrestre e navale si tengono presso
il poligono di Torre Veneri (comune di Lecce), compreso fra le località di
Frigole Mare, San Cataldo e la strada provinciale 133 “Litoranea Salentina” e
nello specchio di mare antistante l’area addestrativa. Si tratta di un’area di
impareggiabile bellezza ambientale e paesaggistica utilizzata periodicamente per
esercitazioni a fuoco e test di mezzi di guerra, sotto la giurisdizione della
Scuola di Cavalleria dell’Esercito italiano, con sede a Lecce.
Articolo pubblicato in Pagine Esteri l1 luglio 2026,
https://pagineesteri.it/2026/07/01/europa/salento-e-adriatico-centro-della-sperimentazione-di-droni-navali-e-sottomarini-nato/
Nel pieno dell’emergenza terrorismo, denunciare di essere stato torturato poteva
trasformare la vittima in imputato. È quanto accadde a Enrico Triaca, il
tipografo delle Brigate Rosse arrestato nel maggio 1978 …
APERTURA CICLOFFICINA POPOLARE MALABROCCA
Ciclofficina Malabrocca - Largo Vitale 113 - Torino
(venerdì, 10 luglio 18:00)
Se pensi che in Aurora manchi una ciclofficina orizzontale, inclusiva ed
attraversabile da tutt*, passa a trovarci per autoriparazioni e guai di facile
ris(v)oluzione:
Le ciclofficine popolari si basano sull’efficacia della lentezza, sul rispetto
delle diversità, sullo scambio di conoscenze all’interno di spazi orizzontali.
Organizziamoci collettivamente
🔧 officina
🍪 chillout
🚲 rilascia e rimessa
Porta le tue necessità, capacità, socievolezza e la tua idea di ciclofficina.
Passa a fare due chiacchiere, ti aspettiamo a Manituana, in largo vitale 113,
tutti i venerdì dalle 17.30.
Manituana è uno spazio antifascista, antirazzista e antisessista.
No machismo,
no homolesbotransfobia,
no abilismo.
CENA BELLAVITA
Barocchio Squat - Strada del Barocchio 27 - Grugliasco (TO)
(venerdì, 10 luglio 19:00)
Barocchio squat presenta una semplice proposta per ribadire l'importanza della
responsabilità individuale e collettiva sul tema dell'alimentazione, in
specifico quella a base vegetale, come mezzo per portare avanti la liberazione
animale in un contesto atroce che vede la mercificazione degli esseri animali
per vari scopi beceri, come il divertimento, l'intrattenimento, secondo la
logica di sfruttamento generale di questi ultimi.
Ribadiamo l'importanza dei luoghi che portano avanti la pratica
dell'autogestione e della bella vita, inoltre ben al di fuori delle logiche del
metodo capitalista.
Porta ciò che vuoi trovare
Cucina aperta dalle 19
Il posto è in strada del Barocchio 27
Il poscritto è fuoco ad ogni gabbia.
A Seano la Celere smantella il presidio dei lavoratori della Acca, cento posti
di lavoro a rischio. Fermati operai e sindacalisti del Sudd Cobas mentre i
furgoni svuotano il magazzino …
Riceviamo e diffondiamo:
Questa mattina ci ha lasciato Anubi D’Avossa Lussurgiu. Scriverlo ci sembra
impossibile. Ci sono persone che attraversano la nostra vita lasciando un segno
profondo. E poi ci sono persone come …