Belgio: scuole francofone in rivolta contro i tagli. Intervista ad un’insegnante di Bruxelles

InfoAut: Informazione di parte - Thursday, June 11, 2026

Migliaia di manifestanti, tra cui studenti, insegnanti, genitori e attivisti sono da mesi in piazza a Bruxelles per protestare contro la riforma scolastica degli istituti francofoni del Belgio, i tagli alla scuola e per denunciare le continue violenze di polizia durante le manifestazioni.

Da Radio Onda d’Urto

Il 5 giugno, dopo una maratona durata oltre 14 ore, il Parlamento della federazione francofona Vallonia-Bruxelles ha approvato in via definitiva il piano di tagli messo in capo dal governo di destra guidato da Movimento Riformatore e Les Engagés. Fuori dal Parlamento francofono sono scoppiate nuove proteste, proseguite nei pressi della stazione centrale di Bruxelles.

Il giorno prima, il 4 giugno, una manifestazione composta da oltre 5mila persone tra insegnanti e studenti aveva occupato l’area tra rue des Colonies e rue Royale, chiedendo il ritiro della riforma e denunciando il governo di scaricare sul sistema scolastico il peso delle politiche di tagli alla spesa pubblica. Decine gli arresti nelle giornate del 4 e 5 giugno, gran parte dei quali giovanissimi.

La mobilitazione – partita a marzo dal collettivo ‘Mars Attack!’ e da altre organizzazioni studentesche – è sostenuta dai sindacati del settore, che hanno proclamato uno sciopero in concomitanza con il dibattito parlamentare. Le autorità hanno risposto unicamente con un massiccio dispositivo di sicurezza. Agenti in tenuta antisommossa e numerosi mezzi della polizia continuano a militarizzare il quartiere attorno al Parlamento.

Una nuova manifestazione si è svolta lunedì 8 giugno dove gli insegnanti, indossando giubbotti gialli, hanno formato una catena umana davanti al corteo per proteggere i partecipanti più giovani dalla polizia, che ha fatto ampio uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua in Rue Saint Jean per disperdere il corteo. Pericolose le parole del ministro della Difesa Theo Francken, che si è espresso a favore dell’invio dei giovani manifestanti “indisciplinati” in un campo di addestramento militare.

Su Radio Onda d’Urto la testimonianza di Celia, insegnante di Bruxelles.