
Ermelinda ci scrive dagli arresti domiciliari
InfoAut: Informazione di parte - Thursday, July 23, 2026Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri una lettera che ci ha fatto arrivare la nostra cara amica e compagna Ermelinda, arrestata e posta in detenzione domiciliare il 23 aprile per una pena di 6 mesi e mezzo per un oltraggio a pubblico ufficiale che non ha commesso.
Ricambiamo con affetto e determinazione al suo pensiero e saluto, nella gioia di averla accanto nel nostro percorso, nella rabbia di saperla ingiustamente ristretta.
da Notav.info

A tre mesi esatti dall’inizio della mia detenzione domiciliare scrivo per un saluto e qualche pensiero.
Comincio ringraziando le persone che mi sono vicine e mi aiutano, anche economicamente, a sostenermi in questi mesi.
Essendo la mia una pena “punitiva”, non mi è permesso lavorare presso la Credenza, non posso incontrare propriamente la mia famiglia di vita e piena di pregiudicati (..la mia famiglia di vita è piena di pregiudicati..), non posso uscire da Bussoleno, frequentare bar o esercizi pubblici nelle due ore al mattino che la Dottoressa Elena Bonu, giudice di sorveglianza, mi ha concesso. Per portare fuori i miei tre can*, mi ha altresì concesso mezz’ora dalle 20 alle 20.30. Una misera mezz’ora che non utilizzo perché non ho il tempo neanche di arrivare in una zona non trafficata. Posso fare visite mediche quando necessitano avvisando i CC di Susa all’uscita da casa e al rientro. CC di Susa che non lesinano la vigilanza, arrivando, a volte, a passare 2/3 volte in piena notte.
A parte ciò, sto bene.
Ho la fortuna di vivere in un bel posto con un grande giardino che mi aiuta a non avvilirmi. Faccio l’orto. Mi occupo di me, della mia salute, delle mie care bestiole e delle piante. Certo non mi faccio schiacciare. Controllano i nostri corpi ma la testa e il cuore appartengono a noi e cerchiamo di farne buon uso.
Non potendo partecipare, leggo come ci sia tanto da fare per mantenere vivo il nostro Movimento No Tav che, forte delle proprie ragioni, resiste alla devastazione del nostro territorio, mentre le ragioni di chi impone l’opera si svelano come miserabili menzogne.
Teniamo duro e andiamo avanti nelle nostre pratiche di denuncia, disturbo, pressioni.
A breve ci sarà il Festival Alta Felicità, un evento sociale che solo una comunità come la nostra poteva concepire e praticare. Un’occasione di incontro e confronto fertile, per costruire percorsi di liberazione, per sostenere le tante lotte diffuse e la resistenza palestinese, per dire NO alla guerra e al fascismo, per dire che la Valsusa GRIDA FORTE…
Grazie alle eroiche soggettività che danno il loro contributo per la realizzazione di questa decima edizione di cui purtroppo non potrò gioire in presenza.
Buona Vita a tutt*
Un pensiero per chi muore “per mano poliziotta”.
Un pensiero a Carlo, a Fakir e a tutte le vittime della violenza di stato.