India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

InfoAut: Informazione di parte - Friday, July 24, 2026

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

da Radio Onda d’Urto

Già adesso si è unito alla protesta studentesca il popolo degli agricoltori che nel paese è una grande forza.” Questa è la previsione della studiosa dell’India Enrica Garzilli, già docente alle università di Perugia e di Torino e che ha collaborato anche con l’università  di Delhi e Harvard. “Il movimento è nato spontaneamente a maggio, quando in occasione dell’esame di ammissione alle facoltà sanitarie dell’India che ha coinvolto circa 20 milioni di studenti e studentesse sono state scoperte compravendite delle domande; chi ha soldi si paga domande e risposte, le persone bocciate hanno cominciato a protestare e gli esami sono stati invalidati.” Un ministro del governo di destra che guida il grande paese asiatico aveva definito scarafaggi i giovani che si erano mobilitati e quell’insulto è stato invece rivendicato come denominazione del movimento e poi del partito politico “delle persone che il sistema ha dimenticato di contare, ha marginalizzato completamente”.

Entro poche settimane l’account Instagram del movimento è arrivato  ad avere 23 milioni di follower, ben 5 milioni in più di quello della prima ministra Narendra Modi e sono state fatte manifestazioni con molte decine di migliaia di persone; inoltre il forte popolo degli agricoltori – protagonista dal novembre 2020 fino al dicembre 2021, di una protesta e uno sciopero ad oltranza molto duro per abrogare delle leggi che favorivano le grandi industrie – si è unito al movimento degli studenti. “Questo movimento vuole allargarsi ad altri settori popolari. Rappresentano il problema di tutti i giovani indiani che studiano in maniera molto seria per un futuro migliore e contestano e si scontrano con un sistema di corruzione che non vogliono più perchè favorisce le famiglie più ricche, chiedendo una vera riforma e chiedendo poi che il titolo di studio porti ad un’ occupazione dignitosa e attinente al loro percorso. Per il momento il movimento si pone questi obiettivi molto concreti ma come storicamente accade in India penso che diventerà un altro movimento di protesta globale in India. Se il gov non tratterà in maniera seria il movimento dilaga e sarà sempre più pericoloso per la sopravvivenza stessa del governo.” Intanto nella notte a Nuova Delhi ci sono stati ancora scontri tra manifestanti e polizia, i giovani chiedono anche le dimissioni del ministro dell’Istruzione.

L’intervista a Enrica Garzilli, studiosa dell’India e di altri paesi asiatici, già docente alle Università di Perugia e di Torino e che ha collaborato anche con l’Università  di Delhi e Harvard sull’origine del movimento e le prospettive della mobilitazione