
Cosenza: grande partecipazione al corteo per chiedere “Verità e giustizia per Momo, giustizia per tutti e tutte”
InfoAut: Informazione di parte - Tuesday, July 28, 2026Si è svolto ieri sera, lunedì 27 luglio, il corteo cittadino per chiedere verità e giustizia per Mohamed Amin Bessioud, il 25enne italiano di origini tunisine che, a Cosenza, mercoledì scorso si è gettato dal balcone della propria camera durante una perquisizione dei carabinieri.
I militari hanno fatto irruzione in casa del ragazzo e, dopo aver imposto alla madre di uscire dalla stanza in cui era Mohamed, si sono chiusi insieme a lui per procedere con la perquisizione. Tuttavia, è proprio mentre erano nella stanza con lui che il giovane, già agli arresti domiciliari, si è gettato dalla finestra, manette ai polsi. Mohamed soffriva da anni di una grave depressione certificata e aveva un appuntamento fissato per il mese prossimo con il Dipartimento di Salute Mentale di Cosenza. È morto durante il viaggio in ospedale.
L’appuntamento di ieri sera era alle 18.30 in via dei Mille, ovvero nel quartiere in cui Mohamed viveva, da cui è partito un partecipato corteo di circa 1.500 persone.
La cittadinanza ha voluto così manifestare la propria vicinanza alla famiglia, nonché ribadire due punti fondamentali, già sottolineati da compagne e compagni de La Base di Cosenza nella chiamata dell’iniziativa. “Minuto dopo minuto, la morte di Momo assume contorni sempre più gravi e le responsabilità delle forze dell’ordine sono sempre più chiare. – si legge sui canali social del collettivo – La tragedia di Mohamed, che richiama a quanto accaduto a Fakir qualche giorno fa a Bologna, ci restituisce in modo drammatico le conseguenze della gestione della salute mentale in questo paese: contenimento e repressione al posto di cura e assistenza sociale. Quando la politica risponde alle disuguaglianze e al disagio con le manette anziché con i diritti, la violenza diventa uno strumento ordinario. È una realtà che in Calabria conosciamo bene, in un territorio abbandonato dove l’assenza di tutele per i più fragili uccide ogni giorno”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il racconto e l’analisi di Vittoria, compagna de La Base di Cosenza