C’eravamo, ci siamo e ci saremo. Sempre.

notav.info - Wednesday, July 29, 2026

Parliamo di violenza. La violenza di chi, da 30 anni, si rifiuta di dare ascolto alle ragioni della Valsusa basate su dati tecnici obiettivi.
La violenza di un sistema economico schizofrenico e criminale, che appoggia la realizzazione di ciclopiche opere inutili per sostenere l’avidità di pochi a discapito di emergenze che dovrebbero essere prioritarie (cambiamento climatico, fragilità dei territori, minacce pandemiche, povertà sempre più diffusa, sanità pubblica al collasso, istruzione deficitaria, diritto alla casa) e per cui invece i fondi mancano sempre. La violenza di chi reprime invece di educare, di chi priva le giovani generazioni di una qualsiasi forma di speranza. La violenza ipocrita di un sistema mediatico asservito e miope. La violenza di chi parla per sentito dire, perché informarsi a dovere costa fatica. Parliamone, finalmente.

Perché anche questa volta si è guardato il dito e non la luna. Ci si è stracciati le vesti per quanto avvenuto in Val di Susa ad opera di presunti “Black Bloc”, demonizzando una lotta trasversale che dura da decenni ed evitando accuratamente di analizzarne le ragioni. I “Black Bloc” non esistono, nessun marziano, nessuna multinazionale del disordine, siamo tutti e tutte uomini, donne, giovani e meno giovani. “Protestate pure, basta che i cantieri avanzino!” dicono i sostenitori del Tav a destra o a sinistra. Una pia illusione! Tutti i giorni lottiamo per bloccare i lavori. Tutti i giorni ci confrontiamo con i tecnici, con gli amministratori, con l’Unione Montana. Pensano di “comprare” i sindaci con le compensazioni. Soldi, per inciso, che arrivano alla popolazione valsusina grazie alle mobilitazioni dei No Tav.

Ai sindacati delle forze dell’ordine, che non sono l’obiettivo dei No Tav ma che proteggono h 24 i cantieri fin dell’ormai lontano 2011, diciamo: ma non siete stufi? Non siete stanchi? Venite da tutta Italia a fare i vostri turni, prima a Chiomonte, poi a San Didero, ora pure a Salbertrand e a Susa… fin dove volete arrivare? Quanto a lungo ancora volete farvi mandare a fare turni massacranti lontano dalle vostre case e dai vostri cari? A svolgere il ruolo di vigilantes per un’azienda privata?

Voi non siete il nostro obiettivo, noi non siamo violenti, non vogliamo il sangue di nessuno, né dei poliziotti né il nostro. Reagiamo semplicemente e coerentemente alla devastazione che ci viene imposta. Lo diciamo da ormai tre decenni: il nostro territorio è saturo. Siamo attraversati da un’autostrada estremamente impattante (e cara!), due statali e una linea ferroviaria dove il Tgv e il Frecciarossa passano diverse volte al giorno, andata e ritorno, da Torino a Lione (anzi meglio, da Milano a Parigi). La comunità valsusina vuole solo una cosa: vivere tranquilla e in pace in una terra sana.

Dall’altra parte, chi abbiamo? Una cricca affaristica trasversale, il partito della calce e delle mazzette che sta già preparando un nuovo tracciato sotto la collina morenica tra Avigliana, Rivoli e Rivalta. L’ennesimo consumo di suolo e promessa di futuro dissesto idrico. Contro tutto questo, per una politica del territorio che sia accorta e attenta ai bisogni dei suoi abitanti, come già annunciato al Festival Alta Felicità, ci prepariamo a una nuova marcia, il 3 ottobre prossimo, fra Sant’Ambrogio e Avigliana. Che scendano pure in piazza le madamine di turno, noi quest’opera non la vogliamo.

C’eravamo, ci siamo e ci saremo. Sempre.
Movimento No Tav