L’Etna, Sigonella e l’aeroporto di Catania. Riflessioni su una settimana d’inferno

Antonio Mazzeo Blog - Sunday, August 16, 2026

 

La chiusura per otto giorni dello scalo aeroportuale di Catania Fontanarossa con le sue enormi conseguenze sulla vita di centinaia di migliaia di siciliani e dei turisti che avevano scelto la Sicilia per le vacanze di Ferragosto. Un piccolo diario con le riflessioni, i dubbi, le certezze e non, le domande che mi sono fatto durante tutto questo periodo d’inferno. Nello sfondo, neanche troppo lontana, la stazione aeronavale di Sigonella, hub per le operazioni di guerra delle forze armate italiane, USA e NATO. Mentre le ceneri dell’Etna bloccavano qualsivoglia attività a Catania, Sigonella ha operato senza alcuno stop. Ho provato a capire il perché. Giorno dopo giorno…  

 

 

12 agosto, mercoledì

Sigonella aeroporto civile. Se non ora, quando?

Gli scali di Catania Fontanarossa e Comiso chiusi da giorni per l'eruzione dell'Etna. Decine di migliaia di passeggeri abbandonati e disperati, mentre le autorità civili e militari italiane sono del tutto incapaci ad affrontare quest'emergenza di Ferragosto 2026.

Eppure la soluzione più semplice sarebbe quella di utilizzare da subito l'aeroporto di Sigonella per i decolli e gli atterraggi dei velivoli passeggeri. Ma guai a parlarne pur di non turbare le operazioni di guerra delle forze armate USA, NATO, UE e italiane.

La base di Sigonella era stata messa a disposizione del traffico aereo civile tra il novembre e il dicembre del 2012, durante i lavori di rifacimento delle piste di Catania Fontanarossa.

Allora, in un mese, dallo scalo militare furono gestiti circa 70 voli al giorno, 4 movimenti l’ora, per un totale di 2230 voli civili (fonte Aeronautica Militare italiana).

Cosa aspetta la classe dirigente politica ed economica dell'Isola e del Paese a chiedere l'apertura di Sigonella per il traffico passeggeri?

Nicola Cipolla, compianto comunista siciliano, negli ultimi anni d'impegno sociale, lanciò con alcuni comitati NoWar siciliani la campagna per Smilitarizzare Sigonella. Un'Utopia-Profezia, su cui vale la pena tornare a riflettere e lottare.

 

 

13 agosto, giovedì

Prosegue la chiusura di Catania Fontanarossa. Aprite subito Sigonella!!!

Mentre la chiusura dell'aeroporto di Catania Fontanarossa è stata prorogata fino alle ore 2 di venerdì 14 agosto, non è prevista alcuna limitazione dello spazio aereo di Sigonella.

Solo dall'8 all'11 agosto, tra cancellazioni e mancati arrivi e partenze, sono saltati a Catania non meno di 700 voli, a cui si aggiunge lo stop di ieri mercoledì 12 e di oggi giovedì 13.

Decine e decine di migliaia di passeggeri sono stati pesantemente danneggiati, ma soprattutto è stato generato un enorme danno economico al settore turistico siciliano nel periodo di maggiore domanda e offerta (ferragosto).

La soluzione più semplice e a costo zero sarebbe stata l'apertura al traffico civile dello scalo militare di Sigonella, a meno di 20 km a sud/sudovest da Catania, ma assai meno soggetto agli effetti delle nubi di cenere emesse durante le fasi eruttive dell'Etna.

Il traffico aereo militare a Sigonella in questa settimana di "passione eruttiva", non ha subito limitazioni di sorta per l'attività vulcanica. Le operazioni di volo, atterraggio e decollo, si sono svolte dunque regolarmente.

Anche negli anni scorsi, durante le fasi eruttive più rilevanti dell'Etna, Sigonella è stata assai raramente penalizzata dall'emissione delle ceneri che invece hanno compromesso in più occasioni il funzionamento del vicino scalo di Catania Fontanarossa, situato a sud-est dal vulcano.

Aprire Sigonella al traffico civile in queste settimane d'emergenza sarebbe stato un atto di responsabilità doveroso da parte delle autorità di governo e militari, italiane e straniere. Si è scelto invece di colpire il vissuto di un'intera popolazione siciliana e di coloro che avevano scelto la Sicilia come meta turistica.

Le classi dirigenti siciliane e l'imprenditoria mordi e fuggi propongono adesso - in alternativa - la realizzazione di nuovi aeroporti in tutta l'Isola. Infrastrutture tutte insostenibili dal punto di vista economico, sociale ed ambientale, ma utili alla propaganda, alle clientele elettorali e ai peggiori speculatori della borghesia mafiosa.

Prima di tutto la guerra in tempi di guerra: Sigonella non s'ha da toccare, né deve essere messo in discussione il suo uso a supporto delle operazioni USA e NATO negli scacchieri geostrategici mediorientali, africani e dell'Europa orientale...

Smilitarizzare Sigonella e riconvertire lo scalo ad hub aeroportuale è l'unica scelta possibile e concreta. Su questo si giocano le ultime chance si sopravvivenza della Sicilia.

 

 

14 agosto, venerdì

Catania Fontanarossa chiuso fino alle ore 2 di Ferragosto. E Sigonella resta operativa

Tutto come da copione. Con l'ennesimo comunicato, la chiusura dello scalo aeroportuale di Catania Fontanarossa è stata prorogata fino alle ore 2 di sabato 15 agosto 2026.

Secondo la società che gestisce lo scalo, nel periodo compreso tra il 6 e il 12 agosto, circa 630 voli previsti sono stati dirottati verso altri scali (Comiso, Palermo, Trapani e Lamezia Terme).

Nello stesso periodo per lo scalo di Catania erano previsti circa 1.974 voli di cui circa il 36% è stato cancellato. Oltre centomila i passeggeri "vittime" delle ceneri dell'Etna, ma soprattutto dell'incapacità (o della mancanza di volontà) delle autorità di prevedere alternative rapide e credibili per tamponare l'emergenza. Prima fra tutte, a costo zero, l'apertura dello scalo militare di Sigonella al traffico civile, così come avvenuto nel novembre-dicembre 2012, in concomitanza con i lavori di rifacimento delle piste di Catania Fontanarossa.

Relativamente a Sigonella, confermiamo ancora una volta che è funzionale al 100% e che non ha subito alcuno stop in questa settimana di "passione" per la vicina Fontanarossa. Anche per la giornata di oggi 14 agosto non risultato attivi NOTAM di chiusura o restrizioni operative straordinarie per la stazione aeronavale italiana, USA e NATO di Sigonella.

L'"emergenza" Fontanarossa torna utile per ridare vita a progetti fantasma di nuovi scali in tutta la Sicilia, del tutto insostenibili dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. O per accelerare i processi di privatizzazione del sistema aeroportuale regionale, a partire da Catania e Comiso

Importante alla fine che non si dica a siciliani e non che l'Isola è piattaforma di guerra e che in nome della guerra si possono cancellare i diritti di mobilità di residenti e turisti, colpendo con ancora più violenza l'economia siciliana, così come accadde nel 2011 con la chiusura al traffico civile dell'aeroporto di Trapani Birgi e la sua conversione in centro strategico per i cacciabombardieri della coalizione internazionale che mise a ferro e fuoco la Libia guidata da Gheddafi.

Smilitarizzare Sigonella subito....

 

 

15 agosto, sabato

Catania Fontanarossa chiusa fino alle ore 15 di Ferragosto. Gli USA confermano: "Sigonella operativa nonostante l'eruzione dell'Etna".

Ennesima proroga della chiusura dello scalo di Catania Fontanarossa per le ceneri emesse dall'Etna in eruzione.

L'ultimo comunicato promette la riapertura solo dopo le ore 15 di oggi 15 agosto 2026.

Di contro, ancora una volta come accade da una settimana, per la giornata odierna non risultano attivi NOTAM di chiusura o restrizioni operative straordinarie sull'aeroporto di Sigonella, base strategica di guerra per le forze armate italiane, USA e NATO.

Lo scalo militare risulta dunque operativamente aperto e regolare

Intanto da Washington giunge la conferma ufficiale che l'eruzione del vulcano siciliano non ha ostacolato né ridotto le funzioni operative della Naval Air Station di Sigonella.

"Le attività di volo nella base militare della Sicilia proseguono nonostante continui l'eruzione vulcanica", titola un servizio pubblicato dalla rivista delle forze armate USA "Stars and Stripes", pubblicato giovedì 13 agosto.

"Una nuova eruzione originatasi da un cratere dell'Etna ha disperso la cenere verso la Sicilia orientale questo mese, costringendo ripetutamente l'aeroporto di Catania a sospendere l'arrivo dei voli", prosegue Stars and Stripes.

"Le operazioni stanno proseguendo presso l'hub chiave della Marina USA nell'Isola nonostante uno dei più attivi vulcani disperda cenere nell'aria, costringendo alla chiusura di almeno un aeroporto civile vicino. I voli e le altre operazioni alla Naval Air Station Sigonella sono proseguiti con interruzioni minime a seguito dell'eruzione dell'Etna, che ha preso il via la scorsa settimana, secondo quanto ha riferito mercoledì il Comando di US Navy. NAS Sigonella sta aderendo a tutti regolamenti applicabili alla zona aerea e alle restrizioni per la sicurezza, coordinandosi con le autorità di aviazione italiane ed altre agenzie “per assicurare quotidianamente che le operazioni di volo siano pienamente allineate con i parametri di sicurezza", spiegano dalla base. Il personale sta utilizzando camion spazzatrici per ripulire le piste, gli hangar e le linee di volo dalle ceneri depositatesi. Il personale dei servizi antincendio e di emergenza sono in stato di allerta e stanno monitorizzando quanto accade, mentre il dipartimento per i lavori pubblici della base USA sta attenzionando le infrastrutture e la loro manutenzione".

Anche Flightradar24 conferma l'operatività dello scalo di Sigonella e registra perlomeno negli ultimi sette giorni due voli "passeggeri" (con militari USA e familiari) dalla base siciliana, uno verso all'aeroporto di Napoli Capodichino e l'altro verso lo scalo internazionale di Chania (isola di Creta, Grecia), presumibilmente per trasportare il personale diretto alla stazione aeronavale di Souda Bay in forza a US Navy.

Lo richiediamo ancora una volta: perché le autorità italiane non hanno predisposto l'uso "emergenziale" di Sigonella per consentire il decollo e l'atterraggio di una porzione dei velivoli civili diretti a Catania Fontanarossa? E perché? il governo Meloni e l'Aeronautica Militare italiana hanno mantenuto top secret l'operatività di Sigonella?

Tutto sulla pelle di centinaia di migliaia di siciliani e di turisti che avevano scelto la Sicilia per le loro vacanze estive...

 

 

16 agosto, domenica

Eruzioni Etna. Perché USA e NATO non mollano Sigonella

Ripartono i voli a Catania Fontanarossa dopo più di una settimana di stop per le emissioni di ceneri da parte dell'Etna.

Gli operatori fanno i conti sui danni economico-finanziari (centinaia di milioni di euro) ma né il governo regionale né le autorità nazionali spiegano perché in questa drammatica emergenza di Ferragosto non sia stata richiesta l'apertura al traffico civile della base militare USA e NATO di Sigonella, a meno di 20 km in linea d'aria da Fontanarossa, risparmiata dalle ceneri (la direzione dei venti ha colpito lo spazio aereo ad est e sud-est del vulcano).

L'impiego alternativo di Sigonella era stato assicurato tra il novembre e il dicembre 2012 in occasione dei lavori di rifacimento delle piste di Catania Fontanarossa.

Le forze armate italiane e statunitensi ed i principali centri di ricerca universitari e di vulcanologia sono perfettamente a conoscenza della maggiore "protezione" dalle emissioni delle ceneri della base militare, posta a sud-ovest dal vulcano.

Inoltre sono stati predisposti sofisticati sistemi di monitoraggio e controllo dell'Etna che consentono di prevedere con largo anticipo le attività eruttive ed i possibili effetti, specie in termini di intensità delle emissioni, loro direzione ed aree di ricaduta.

Vogliamo citare in proposito quanto evidenziato nella prestigiosa rivista scientifica "Natural Hazards and Hearth System Sciences" della European Geosciences Union (13 giugno 2025) da sette ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV (sezioni di Bologna e Catania) e delle Università degli Studi di Genova e “Aldo Moro” di Bari (titolo: Estimating the mass of tephra accumulated on roads to best manage the impact of volcanic eruptions: the example of Mt Etna, Italy).

I ricercatori spiegano in particolare che "la localizzazione dell'Etna, insieme ai venti predominanti da ovest e da nord-ovest in alta altitudine, favorisce la dispersione e la ricaduta di ceneri e materiali piroclastici principalmente verso est (31%), sud est (35%) e nord ovest (29%), con solo il 6% diretti verso sud. Questi valori sono derivati dall'analisi dei dati ottenuti durante i 39 eventi eruttivi registratisi tra il febbraio e ottobre 2021. Questi risultati sono coerenti con la storica distribuzione statistica della direzione e velocità dei venti bel periodo 1990–2007 ad altitudini comprese tra i 5 e i 10 km.".

Ad analoghe conclusioni è giunto uno studio del Dipartimento di ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania e di altri centri di ricerca accademici sui "possibili riutilizzi del rifiuto vulcanico nel campo dei materiali edili", coordinato dalla prof.ssa Loredana Contrafatto. In un articolo pubblicato dal sito di UNICT il 26 febbraio 2024, la docente scrive in proposito che “a causa della direzione dei venti dominanti sono soprattutto i comuni del versante orientale e sud-orientale ad essere maggiormente colpiti dalla ricaduta delle ceneri vulcaniche e a soffrirne i disagi logistici e le conseguenze economiche maggiori”.

Pentagono e NATO possono stare tranquilli dunque e ciò spiega come nella "settimana di passione" ferragostana la base di Sigonella sia rimasta sempre pienamente operativa.

Attendiamo di conoscere il motivo per cui la Regione Siciliana non abbia chiesto al governo Meloni e alla Difesa di concedere anche parzialmente l'uso della base militare per "tamponare" gli enormi disagi causati dalla chiusura dello scalo di Fontanarossa.

Tre anni avevamo assistito ad un ipocrita "balletto" propagandistico-elettorale tra il governatore Renato Schifani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, proprio in merito all'apertura di Sigonella al traffico aereo civile. "Ieri sera ho chiamato il ministro Crosetto al quale ho chiesto la possibilità dell'utilizzo dello scalo dell'aeroporto militare di Sigonella, dopo aver rappresentato il grave stato di criticità in cui si trova il sistema aeroportuale siciliano a seguito della ridottissima attività dello scalo di Fontanarossa", scriveva Schifani il 20 luglio 2023. "Il ministro, dopo le dovute consultazioni, mi ha informato circa la possibilità dell’utilizzo dello scalo militare, come già avvenuto in una precedente situazione di inagibilità dell'aeroporto di Catania, a causa della pioggia di polvere vulcanica (sic.). Ringrazio a nome dei siciliani il ministro Crosetto per la grande sensibilità dimostrata sulla vicenda, che denota ancora una volta la serietà ed affidabilità del governo Meloni".

Nella stessa giornata del 20 luglio 2023, il ministero della Difesa italiana emetteva la seguente nota. "L’aeroporto militare di Sigonella è stato reso disponibile per allentare la pressione sugli aeroporti siciliani. In particolare lo scalo civile di Catania. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha infatti dato immediata disponibilità dello scalo militare di Sigonella venendo incontro alla richiesta del Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani".

In verità alla fine non si fece nulla: lo scalo non fu messo a disposizione degli aerei passeggeri, ma la ricaduta mediatica per Regione Sicilia e Difesa fu enorme.

Stavolta si poteva fare e in tempi rapidissimi, ma non è stato fatto. Volere è potere. Ma né Schifani né Crosetto hanno inteso voler fare qualcosa. Né purtroppo l'"opposizione" politica e le forze sindacali di regime hanno voluto proferire parola.

Che lo ricordino alle tornate elettorali 2027 i siciliani e le decine e decine di migliaia di turisti condannati alla tragica odissea di questa bollentissima estate. Buona domenica!