
Cisgiordania: “In corso una vera e propria pulizia etnica incoraggiata dalle autorità israeliane”. Testimonianza da Qusra
InfoAut: Informazione di parte - Tuesday, August 18, 2026In Cisgiordania è in atto un’enorme campagna di pulizia etnica portata avanti dai coloni israeliani nella totale impunità. Ad agire sono gruppi di giovanissimi che assomigliano sempre piu’ a delle vere e proprie squadracce fasciste.
Non si tratta soltanto di una violenza che si intensifica: è una violenza sempre più apertamente incoraggiata dalla consapevolezza che le autorità israeliane fanno poco per allontanare i coloni o impedire che tornino a colpire.
A Qusra, nel nord della Cisgiordania, alcune famiglie vivono da una settimana sotto assedio. I coloni al momento non sono presenti davanti alle abitazioni, ma il pericolo non è cessato. Possono tornare in qualsiasi momento e intimidire nuovamente le famiglie che da mesi vivono nella paura. Uno dei proprietari delle case racconta di non aver dormito nella propria abitazione per sette mesi. Per paura di un attacco dei coloni, ha trascorso le notti in un’automobile parcheggiata nelle vicinanze, così da poter dare l’allarme ai familiari nel caso in cui fosse iniziato un nuovo assalto.
Gli attacchi contro i palestinesi sono quotidiani e diffusi in tutta la Cisgiordania occupata. I coloni non colpiscono soltanto chi percorre le strade o chi lavora nei propri campi. Entrano anche nelle abitazioni con l’obiettivo, denunciano i residenti, di costringerli ad abbandonare le proprie abitazioni e le proprie terre.
La situazione appare fuori controllo tanto che una delegazione di alti funzionari americani intende recarsi nei prossimi giorni nel villaggio di Qusra, per constatare di persona la situazione. Secondo quanto riferito, i funzionari statunitensi avrebbero chiesto ad alti funzionari della Difesa israeliana di unirsi a loro nel villaggio a sud di Nablus per spiegare cosa sta succedendo lì e come intendono affrontare il crescente fenomeno della violenza dei coloni ebrei.
Dalla Cisgiordania la testimonianza di una attivista italiana
da Radio Onda d’Urto