La vendemmia ai tempi delle ordinanze

notav.info - Friday, September 11, 2026

Incastonate tra i pendii rocciosi sopra Chiomonte si trovano le vigne eroiche, chiamate così dato che si trovano inerpicate su ripidi pendii, ad un’altitudine di 1100/1200 metri, e che richiedono, date le condizioni, un lavoro esclusivamente manuale. Queste coltivazioni sono rese possibili perché nella nostra Valle ci sono dei microclimi unici. Possiamo quindi parlare di un’eccellenza del nostro territorio che, poco per volta, si sta venendo scoperta a livello nazionale.

Buona parte di queste vigne, però, si trovano dentro l’area del cantiere di Chiomonte, all’interno di un’area completamente militarizzata. Chi va a lavorare deve quindi passare dal check point dei carabinieri che si trova accanto alla centrale dell’acqua. Nei periodi di mobilitazione, in cui si susseguono tante iniziative, è prassi che i controlli vengano intensificati e che i lavoratori delle vigne debbano farsi identificare all’ingresso e che le targhe delle auto vengano fotografate, ma in questi giorni abbiamo assistito a delle novità.

Alcuni lavoratori sono stati importunati mentre già lavoravano tra i filari da solerti tutori dell’ordine pubblico, che volevano controllare documenti e fare domande sul perché della loro presenza all’interno della zona del cantiere, non accontentandosi di vedere cassette piene di uva, vendangette e tutto il necessario per la vendemmia, per poi essere controllati durante tutto il proprio orario lavorativo.

Si è scoperto poi che, attaccata ai cancelli che delimitano l’area, è comparsa la famigerata ordinanza che sta attanagliando la Valsusa in questi giorni e che la pretesa sarebbe stata che la vendemmia non si fosse proprio svolta.

Lavorare le vigne in territori montani richiede una dedizione e un impegno unici, dato che in alcuni filari non può arrivare nemmeno il trattore, un lavoro che si svolge durante vari periodi dell’anno e che adesso dà i suoi frutti. Nonostante l’estate torrida, quest’anno l’uva è meravigliosa e finalmente ripaga la fatica di chi, con amore, continua a dedicarsi alla propria terra, ma secondo questa ordinanza bisognerebbe buttare tutto all’aria, lasciare che investimenti, fatica, duro lavoro diventino cibo per i selvatici, perché è proprio ciò che succede se l’uva non viene raccolta in tempo.

Oltre a un’ennesima umiliazione per gli abitanti, in questo caso per dei lavoratori valsusini che hanno dovuto passare la loro giornata lavorativa sotto lo sguardo pressante degli sgherri in divisa, fa arrabbiare quanto ancora una volta l’economia del territorio e la cura di un’eccellenza unica in Italia siano viste come una questione di ordine pubblico.

Non ci stupiamo e siamo abituati ad andare avanti a testa alta davanti a questo tipo di soprusi, pensiamo sia però necessario evidenziare quanto il controllo sul territorio si stia facendo sempre più stringente.