
Cimici al carcere delle Vallette
InfoAut: Informazione di parte - Friday, October 2, 2026In questi giorni, a seguito di alcuni articoli di giornale e in particolare dai racconti di alcuni detenuti recentemente usciti dal carcere torinese Lo Russo e Cutugno, sono emerse nuovamente le criticità sanitarie e di vivibilità minima della Casa Circondariale.
In particolare è stata riportata sia dai giornali che da racconti diretti, la presenza di una infestazione di cimici da letto. Con gravi conseguenze sulla vita dei detenuti della sezione maschile.
Le cimici da letto sono un parassita ematofago, che si nutre di sangue umano, che morde l’uomo causando lesioni cutanee della pelle solitamente in forma di gonfiore e arrossamento e prurito. In alcuni casi si possono avere anche reazioni di livello allergico più grave. Anche se non sono segnalate malattie trasmissibili tramite questo fastidioso parassita, le punture sono molto fastidiose e danno forte prurito. In più, ogni cimice morde solitamente più volte e se il materasso o la cella ne sono infestati, possono rendere la vita invivibile. Sono esseri notturni quindi concentrano l’attività nella notte, con i risvolti immaginabili per la vita dei detenuti.
E’ un fenomeno infestante che molti conoscono magari per presa diretta o per racconti e può essere preso sottogamba, ma immaginiamo come si aggrava la situazione quando si presenta in un ambiente di scarso igiene come il carcere e dove, come in questo caso, gli interventi di disinfestazione sembrano essere nulli.
In particolare sarebbero coinvolti sicuramente il Blocco B e la decima sezione in particolare. Ma, stando alle ricostruzioni, sembra molto probabile un’infestazione del magazzino dei materassi del carcere, oltre che delle celle.
Il carcere non è nuovo a problemi di questo tipo: topi, scarafaggi, formiche, zanzare sono segnalati da anni, anche dai secondini. Numerose segnalazioni hanno evidenziato carenze dovute al sovraffollamento ma soprattutto alla fatiscenza della struttura. A questo si sommano la scarsità di mobilio e il fatto che in alcune sezioni non vengano distribuite abbastanza lenzuola e che i cuscini non siano un’opzione per molti detenuti.
Il fatto che una possibile infestazione da cimici da letto si possa allargare all’intero carcere, ha qualcosa di molto allarmante e non è solo una questione sanitaria, anche se le implicazioni possono essere gravi visto che anche i medicinali normalmente reperibili fuori tante volte scarseggiano. Ne va della vivibilità e sanità mentale dei detenuti. Possiamo immaginare cosa voglia dire rimanere svegli per notti e notti di fila e avere coscienza che la cella in cui si è rinchiusi è popolata da insetti che si cibano del tuo sangue? Uno stress e una tortura a cui nessuno dovrebbe essere sottoposto.
Dopo le denunce pervenute ai giornali tramite le ispezioni della Consigliera Regionale Ravinale, difficilmente le istituzioni possono dire di non essere a conoscenza del problema e il fatto di non agire tempestivamente non può che aggravare la situazione. La salubrità è talmente deteriorata all’interno del carcere, che addirittura i sindacati della penitenziaria, fanno dichiarazioni e lamentele ogni pochi giorni. Di sicuro avranno anche altri fini, ma il quadro complessivo è drammatico.
Chissà se il Sindaco Lo Russo, il Presidente della Regione Cirio o il ministro della Giustizia Nordio se ne fregheranno altamente anche questa volta. Certo è che i detenuti e le detenute devono aver riconosciuta la loro dignità e molte volte trovano anche da soli il modo per farla rispettare, come successo nei giorni scorsi nel carcere Don Bosco di Pisa.