Scuole occupate: facciamo come in Francia!

InfoAut: Informazione di parte - Wednesday, October 7, 2026

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.


All’istituto Lagrange, come al Regina, Giulio e Gobetti le mobilitazioni studentesche francesi hanno squarciato il velo che impediva alle contraddizioni di tradursi in lotta aperta.
Da rivendicazioni di edilizia alla presa di coscienza dell’attacco complessivo alla formazione tecnica con la riforma del 4+2, il mezzo dell’occupazione si sta consolidando come mezzo adottato dalle scuole per porre una critica complessiva alla gestione capitalistica della scuola.
Attraverso i social i contenuti tutti politici legati alla rivolta francese costruiscono un immaginario di rivalsa collettiva che ipotizziamo diano le possibilità di un rilancio generalizzato di riappropriazione giovanile del proprio protagonismo.
La crisi generalizzata causata dalla crisi a sfondo bellico si propaga, seppur con delle specificità nazionali, in egual misura in tutti i paesi del continente europeo.
Le contraddizioni legate al modello sociale del neoliberismo occidentale vedono la possibilità di venire a galla e poter essere tradotte in un programma politico concreto.
Siamo i figli della crisi, e in questo contesto, le uniche possibilità di riappropriazione di decisionalità sulle proprie vite non possono che passare dalla lotta.
Da Parigi si alza un urlo di lotta: sta a noi tradurlo alle nostre latitudini in un movimento capace di mettere le nostre necessità al centro di un assalto al presente.
Nelle scuole torinesi il messaggio è chiaro: espandere la lotta e prendersi lo spazio politico per poter contare.
ci vediamo sulle barricate!