
Metro e TAV: le priorità si vedono dalle scelte
notav.info - Monday, October 12, 2026Nella giornata di sabato 10 ottobre, migliaia di persone hanno attraversato la strada tra Collegno e Rivoli per chiedere il completamento della linea 1 della metropolitana. Una mobilitazione promossa dai sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli per chiedere che vengano trovate le risorse necessarie a far ripartire i lavori, fermi dopo il fallimento dell’impresa incaricata. Una richiesta concreta, che riguarda la mobilità quotidiana di migliaia di persone e le conseguenze di anni di ritardi su un territorio costretto a convivere con cantieri incompiuti e disagi.
Il Movimento No Tav ha scelto di aderire alla manifestazione perché rivendicare un trasporto pubblico efficiente significa anche mettere in discussione le priorità politiche ed economiche che decidono quali infrastrutture realizzare e quali lasciare indietro. Nel comunicato diffuso in vista del corteo, il movimento ha ribadito la necessità di investire nel trasporto pubblico locale, dal completamento della Metro 1 alla realizzazione della Metro 2, fino a una rete di collegamenti capillare, accessibile ed ecologica. Una prospettiva che si scontra con la volontà di portare avanti la tratta nazionale della Torino-Lione tra Avigliana e Orbassano, un progetto dal costo previsto di circa tre miliardi di euro, contestato dal movimento per la sua utilità e per l’impatto sul territorio.
È proprio qui che la questione della metropolitana incontra quella del TAV: non perché le risorse stanziate per un’opera possano essere trasferite automaticamente a un’altra, ma perché ogni scelta infrastrutturale racconta quali interessi vengono messi al primo posto e quali bisogni vengono rimandati. Da anni la Torino-Lione viene presentata come un’opera strategica irrinunciabile, mentre il trasporto pubblico che serve ogni giorno le persone continua a fare i conti con carenze, ritardi e finanziamenti insufficienti. La mobilitazione di Collegno e Rivoli pone quindi una questione che va oltre il completamento di un singolo tratto della metropolitana: se il trasporto pubblico è davvero una priorità, questa deve tradursi nelle scelte concrete di chi governa.
Ed è su questo terreno che emergono anche le contraddizioni del Partito Democratico. I sindaci che hanno promosso la manifestazione appartengono a un’area politica che sostiene il potenziamento del trasporto pubblico locale, ma la linea ufficiale del PD piemontese continua a difendere la realizzazione della Torino-Lione, compresa la tratta Avigliana-Orbassano. La presidente regionale del partito, Nadia Conticelli, ha ribadito la necessità di realizzare l’opera, dichiarandosi disponibile a discutere eventuali modifiche al progetto. Una posizione che si confronta con quella di alcuni amministratori locali dello stesso partito, che hanno invece sollevato dubbi sulla tratta e sulla destinazione delle risorse pubbliche sostenendo la necessità di rivedere le priorità infrastrutturali e investire nei trasporti di cui il territorio ha bisogno. Non si tratta di differenze secondarie: da una parte si riconosce l’urgenza di potenziare il trasporto pubblico, dall’altra si continua a sostenere una grande opera che comporterebbe nuovi cantieri, consumo di suolo e ulteriori trasformazioni del territorio. Una contraddizione che la partecipazione alla manifestazione non cancella e che il PD dovrebbe affrontare apertamente.
Anche le defezioni di alcune forze politiche locali hanno mostrato quanto la presenza del Movimento No Tav continui a rappresentare un elemento di conflitto. La Lega di Rivoli, Forza Italia a Collegno e Grugliasco e Fratelli d’Italia a Grugliasco hanno preso le distanze dalla manifestazione, pur dichiarandosi favorevoli al completamento della metropolitana. Le motivazioni chiamano in causa, con accenti diversi, proprio la presenza del Movimento e il rifiuto di condividere una piazza con chi contesta la Torino-Lione. Una scelta che mette in evidenza una contraddizione politica: si sostiene la necessità di un’infrastruttura utile al territorio, ma si rinuncia a partecipare alla mobilitazione che ne chiede il completamento quando, al suo interno, trova spazio anche una critica alle grandi opere.
Per il Movimento No Tav, invece, le due questioni sono strettamente legate: rivendicare il potenziamento del trasporto pubblico significa anche discutere delle priorità infrastrutturali, dell’impiego delle risorse pubbliche e delle conseguenze ambientali delle opere imposte ai territori. Aderire alla manifestazione di sabato ha significato sostenere una richiesta concreta e ribadire che le risorse pubbliche devono essere indirizzate verso infrastrutture realmente utili, capaci di migliorare la vita delle persone e ridurre l’impatto ambientale della mobilità.
Non tutte le opere sono uguali e non basta definirle strategiche per renderle necessarie.
Il completamento della metropolitana e la contrarietà al TAV non sono posizioni in contraddizione: esprimono un’idea di mobilità fondata sui bisogni quotidiani, sull’accessibilità dei servizi e sulla tutela dei territori, anziché sulla realizzazione di grandi opere a prescindere dai loro costi e dalle loro conseguenze. La manifestazione del 10 ottobre ha riportato in strada una richiesta legittima. La sfida è fare in modo che non rimanga isolata, ma diventi parte di una discussione più ampia sulle scelte che riguardano il nostro futuro.
Perché non basta chiedere nuovi finanziamenti per la metropolitana se non si ha il coraggio di discutere anche delle opere che assorbono risorse pubbliche e compromettono il territorio.






