Comunicato degli studenti e le studentesse del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno

notav.info - Tuesday, October 27, 2026

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato scritto dagli studenti e studentesse del liceo Norberto Rosa di Bussoleno, che la scorsa settimana hanno tentato di dar vita ad un’occupazione di protesta nella scia delle mobilitazioni studentesche e giovanili che stanno scuotendo il paese. Il Movimento No Tav ha subito compreso l’importanza di queste proteste ed avevamo visto con gioia una nuova occupazione insieme a quelle di Rivoli e Avigliana.

A Bussoleno l’occupazione, purtroppo già partita mercoledì scorso con degli intoppi, si è conclusa la sera del giorno dopo a causa delle pressioni del dirigente scolastico. Speriamo che questa esperienza dell* student* abbia dimostrato che la concertazione e il tentativo di accontentare tutti, purtroppo, non è servito per andare molto lontano. Speriamo trovino il loro modo di continuare la mobilitazione con i loro mezzi, i loro strumenti e le loro parole, senza stare alle pressioni di chi, volente o nolente, ha permesso che venisse strappato il futuro alla loro generazione.

Le piazze di questi giorni ci stanno insegnando che ancora una volta che violenza, guerra e devastazione sono quelle che subiamo noi da fin troppo tempo. Oggi bisogna fare la scelta di essere parte della soluzione, oppure quella del problema e lo sciopero generale del 30 ottobre sarà un’occasione per dimostrarlo.

Noi, senza paternalismi, siamo al fianco di chi si ribella e ha il coraggio di cambiare il futuro partendo dal presente!

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In questi giorni in televisione abbiamo visto episodi di violenza, vandalismo e devastazione, e ci siamo domandati, e continuiamo ad interrogarci, su quale sia la realtà nella nostra Paese.

La verità, che non viene mostrata dai telegiornali, è un’altra, è quella di giovani che si uniscono per esprimersi e hanno il coraggio e la forza di affrontare insieme la lotta per il loro futuro, un futuro ormai lontano e incerto a causa delle premesse mai mantenute dal governo.

Per questa ragione Mercoledì 21 Ottobre 2026 noi studenti ci siamo trovati davanti alla sede di Bussoleno del Liceo Norberto Rosa e ci siamo ostinati affinché venisse dichiarato lo stato di occupazione.

Abbiamo definito la nostra un’occupazione parziale, autogestita e NON violenta, proprio perché ci teniamo a dimostrare ai nostri coetanei che, anche senza la partecipazione di tutti, la battaglia coinvolge la nostra intera generazione. Abbiamo continuato a mediare poiché fosse garantito lo svolgimento delle lezioni per coloro che non intendessero prendere parte all’occupazione, dimostrando l’importanza della libertà di poter esprimere la propria opinione dai banchi di scuola.

Più volte durante la mattinata del 21 ci siamo ritrovati a parlare con il Preside. Dobbiamo ammettere che sono sorte incomprensioni da entrambe le parti, ma, anche tramite il supporto di alcuni docenti, che ci teniamo a ringraziare calorosamente, siamo riusciti nel nostro obiettivo: quello di continuare l’occupazione anche nell’orario notturno. Molto significativo non solo perché ha regalato momenti di socializzazione e condivisione, necessari alla nostra età, ma poiché nella logistica risiede una parte del grande messaggio che ci teniamo a mandare allo Stato Italiano, al Dirigente, ai docenti, ai genitori e ai nostri compagni.

Vi chiediamo gentilmente infatti di sacrificare un momento, per sedervi comodi e leggere.

Vogliamo invitarvi a riflettere sull’esasperazione che si cela dietro la nostra azione.

Molti in questi giorni hanno commentato da semplici spettatori ciò che noi abbiamo vissuto.

Non riconoscendo che alcuni di voi sono artefici ed altri vittime, state criticando chi cerca una soluzione.

Dite a noi di studiare, di tornare a sederci ai banchi di scuola, di piegarci davanti al nostro dovere.

Noi li abbiamo aperti i libri, ma vi chiediamo: “Facendo così, in quanti sono riusciti a riappropriarsi del proprio futuro?”.

Dalla semplice quotidianità, noi tutti i giorni siamo costretti a vivere la frustrazione e la fatica che la generazione dei nostri genitori si porta appresso. Con questo non neghiamo l’importanza e la validità dei valori che ci hanno trasmesso, ma denunciamo l’insoddisfazione che leggiamo nei loro occhi.

Le cose all’interno del nostro sistema si dovrebbero raggiungere attraverso la meritocrazia, eppure è da anni che la nostra generazione protesta dimostrando che i finanziamenti pubblici e quelli all’istruzione non sono da meritare, la sicurezza delle infrastrutture non è da meritare, l’ascolto di autorità, come città metropolitana di Torino, non è da meritare, la possibilità di parlare non è da meritare e un futuro sereno non lo è altrettanto, se non ci sono i mezzi per crearselo.

Ci teniamo a condividere ciò che stiamo facendo e abbiamo fatto durante la giornata di Mercoledì 21 e Giovedì 22 Ottobre 2026.

Abbiamo partecipato tutti in modo attivo nella condivisione di informazioni tramite i laboratori autogestiti, trattando anche argomenti che vengono censurati dalla scuola, come ad esempio l’educazione sesso-affettiva.

Puntualizziamo che la nostra scuola ci ha dato la possibilità di imparare ed esprimerci anche attraverso mezzi meno provocatori e legali, durate la nostra occupazione, contrariamente a quanto viene detto, scritto e ribadito in meschini commenti da esterni non partecipanti; abbiamo, infatti, approfittato di questo tempo per trattare argomenti in maniera diversa da come ci viene proposto dalla scuola e, ci crediate o meno, anche questa è cultura, forse proprio quella che manca a questo Stato, dove abbiamo esempi ogni giorno di mancanza di dialogo e di ascolto.

Durante la giornata di Venerdì 23 Ottobre, infatti, abbiamo svolto l’autogestione, già programmata da settimane, che ha posto fine allo stato di occupazione.

Quest’ultima, purtroppo, non si è conclusa come speravamo. Nonostante alcuni genitori si fossero resi disponibili a passare la notte con noi, unica opzione concessaci dal Dirigente, la loro offerta di supporto è stata ostacolata da quest’ultimo, secondo dinamiche per noi poco chiare.

Diversamente da come è stato scritto precedentemente, la decisione di interrompere lo stato d’occupazione non è stata nostra, ma imposta da terzi.

Questa occupazione è nata da un nostro pensiero collettivo: far capire che manifestare, prendere posizione e far sentire la propria voce non è soltanto un diritto, ma anche un dovere in quanto cittadini, e ci dispiace che da molti venga vista come una perdita di tempo e una scusa per saltare le lezioni.

Vorremmo chiudere con le parole dello psicologo e filosofo Paul Watzlawick, a cui ci sentiamo molto affini, che ha dedicato la sua vita allo studio della comunicazione: “Non è importante ciò che si dice, ma ciò che l’altro capisce. Il significato di una comunicazione sta nella risposta che si ottiene, non nell’intenzione di chi la emette.”

Vuole dire proprio questo: possiamo avere le migliori intenzioni, ma se non ci si ascolta davvero, il messaggio verrà sempre interpretato in altro modo. Per questo vi abbiamo chiesto di fermarvi a leggere; di dare attenzione agli studenti in rivolta che vogliono solo essere ascoltati.

Gli studenti occupanti del Liceo Norberto Rosa