MISSIONE SICUREZZA : BIG TELT IS WATCHING YOU

notav.info - Friday, October 30, 2026

Il 20 ottobre è stato lanciato da 24ORE PODCAST “Missione: Sicurezza – Storie per un obiettivo possibile” per TELT, ascoltabile su Radio24 e su tutte le principali piattaforme di streaming. La prima puntata di questo podcast è dedicata proprio al promotore pubblico binazionale della tratta TAV e al progetto che già in passato abbiamo citato, chiamato Mission-S, basato su un sistema di regole, volto ad integrare le norme francesi e quelle italiane in materia di sicurezza sul lavoro.

La sicurezza raccontata come cultura, una strategia comune, binazionale, che parla di benessere per i suoi operai, fino alla carta contro droga e alcol. Il racconto condotto da Giulia Bassi, porta gli ascoltatori all’interno dei cantieri della Torino Lione, dove, nostro malgrado ci ritroviamo in compagnia di Manuela Rocca, vicedirettrice generale aggiunta di TELT, Stefano Salvati, ingegnere addetto alla TBM Viviana e Alberto Leoni, capo cantiere.

In un quadro molto roseo e brillante, ci viene proposta l’immagine di un cantiere sicuro, un cantiere che lavora sodo e – con voce estasiata della Bassi – che ricorda quasi una città sotterranea.

Come sempre, non c’è una crepa nel castello di cristallo che viene costruito. 

Ma parliamo dei fatti, perché quello che viene raccontato da TELT quasi mai corrisponde alla realtà dei fatti o comunque viene imbellettato a piacere, come in questo caso. 

Nel report scaricabile sul sito nella sezione Mission-S (https://www.telt.eu/it/mission-s), mancano alcuni dati che non vengono minimamente citati, ma sono tuttavia rimpiazzati da una serie di inquietanti immagini e poster che fanno molto 1984 di George Orwell. Che il documento non sia aggiornato è ben possibile, ma essendo appena uscito un podcast riguardante proprio questo tema e che enfatizza la solerzia e l’impegno con cui viene trattato il tema, ci pare strano non aggiornare anche le informazioni a portale. Forse un caso o forse convenienza.Nella sezione del documento “Primi ritorni di esperienza: problemi e opportunità per implementare la sicurezza”, si citano Chiomonte e Saint-Martin-la-Porte. In particolare, sotto a quest’ultimo si parla di due incidenti nella parte di scavo che si sono “purtroppo” – come scritto – verificati nel 2017. Nove anni sono un lungo lasso di tempo e occorre forse specificare gli altri “spiacevoli eventi”, come forse li definirebbero loro, che sono accaduti nel frattempo. Le informazioni pubbliche sono tuttavia frammentarie, quindi queste sono solo alcune e in parte, manchevoli di un approfondimento adeguato.

Nel luglio 2023 un operaio di 51 anni è morto in un cantiere di posa dei binari nella zona industriale di Parquet a Saint Jean de Maurienne. La procura di Albertville ha aperto un’indagine. Pochi mesi dopo, in novembre, un tecnico di 31 anni muore in Maurienne dopo aver maneggiato la pressa per il calcestruzzo. Alcuni mesi dopo, nel maggio 2024 un ingegnere del raggruppamento CO08 muore a Saint Jean Montdenis, in “circostanze oggetto di indagini”. Il 18 luglio dello stesso anno, un operaio di 29 anni rimane gravemente ferito dopo essere rimasto incastrato tra una piattaforma elevatrice e una barriera metallica. Per tutto il 2025 non si registrano invece (da quel che sappiamo) incidenti mortali o di grande gravità, ma,specialmente nel CO08, gli infortuni sono in aumento. Il 7 settembre scorso, un incendio è divampato a 1800 metri di profondità a Saint-Martin-le-Porte in una galleria di accesso. 79 persone restano bloccate nel tunnel per diverse ore e una di loro riporta delle lesioni lievi. L’origine dell’incendio è indeterminata. Guarda quanto è strano il caso.

Mission S presenta un cantiere che funziona e che è sicuro, mentre i cantieri francesi (dove effettivamente si sta lavorando) hanno avuto tre morti in meno di un anno e un incendio a 1800 metri di profondità. Ma nessuna di queste situazioni viene minimamente citata.

La copertura dei media, specialmente quelli italiani, è minima.

Nel contesto in cui in Italia si inserisce l’idea che vuole essere fatta passare della Torino Lione, gli incidenti mortali e non, non si inseriscono nella narrativa positiva di progresso che viene portata avanti. Di conseguenza, tutte le notizie che escono sulle testate francesi vengono in genere prontamente ignorate, perlomeno dalle testate giornalistiche di punta, che non sono interessate a riportare questo genere di informazioni. Telt adotta una strategia a bassa visibilità in queste situazioni, spesso con comunicati esclusivamente in francese e informazioni difficili da reperire.

La propaganda di TELT si muove sempre seguendo gli stessi binari, in un’idea di perfezione che riesce a ingannare solo i meno attenti. La trasparenza è una qualità che non gli appartiene e mai gli è appartenuta, al di là di quanto possano dire nei comunicati. Si possono fare podcast e produrre materiale social volti ad esporre sotto un riflettore solo gli avvenimenti belli, nascondendo sotto al tappeto quelli brutti. Ma prima o poi tutto viene alla luce del sole, anche ciò che si prova a lasciare sotto terra. 

Non sappiamo quanto durerà il loro mondo distopico che si sono costruiti sotto la terra e nemmeno ci interessa granchè. Quello che ci preme è come sempre denunciare lo stesso modus operandi che viene portato avanti da TELT in ogni aspetto del suo lavoro: l’omissione. In un’intervista di pochi mesi fa, Manuela Rocca rispondeva alla domanda “in un futuro in cui la TAV esiste, che cosa vorrebbe che restasse di TELT al territorio?” con la parola “fiducia”. Ma quale fiducia si può dare a chi mente spudoratamente e senza sosta pur di portare avanti un’opera che non solo non ha senso di esistere, ma che evidentemente non viene nemmeno realizzata nel rispetto di adeguate misure di sicurezza? 

Questa è la domanda a cui si dovrebbe rispondere.