
Negli Usa urne aperte per il midterm ma per Trump le elezioni sono già “truccate”. Intervista a Fabrizio Tonello sui possibili scenari
InfoAut: Informazione di parte - Tuesday, November 3, 2026Negli Usa sono aperti i primi seggi per le elezioni di Midterm. Si vota per rinnovare il Congresso, ora in mano a una maggioranza repubblicana. In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera, 35 dei 100 del Senato e 36 governatori su 50.
Si vota anche per numerosi referendum statali, come quello per tassare gli ultraricchi della Silicon Valley in California
“Non consentiremo ci portino via l’età dell’oro: fermiamo jihadisti e comunisti”, ha detto Trump, delirante, nell’ultimo comizio prima del voto a Washington. I democratici sognano il colpaccio. Il vantaggio nei sondaggi è netto per quanto riguarda la Camera, molto più incerto al Senato.
In California la Corte Suprema ha respinto la richiesta d’urgenza di Trump di imporre l’accantonamento di 20.000 schede per corrispondenza, a seguito dell’accusa repubblicana – non supportata da prove – che “siano state consegnate a cittadini non Usa”. Bocciato anche un altro ricorso urgente di Trump, in Alaska, per un caso di omonimia tra i cognomi di 2 candidati; “una truffa contro di noi”, secondo il tycoon.
Così Trump anticipa quello che sarà il suo atteggiamento post-voto in caso di sconfitta: accusare migranti, “comunisti”, “jihadisti”, democratici e giudici di aver truccato la tornata elettorale, gettando benzina sul fuoco in un Paese, gli Usa, dove da giorni l’ultradestra prefigura – le parole sono dello stesso ex stratega di Trump, Steve Bannon – una “guerra civile” in caso di vittoria dem.
Per delineare i possibili scenari post elezioni di midterm negli Usa su Radio Onda d’Urto è intervenuto Fabrizio Tonello, già docente di Sistema politico degli Stati Uniti all’Università degli studi di Padova e autore di un articolo di fondo su Il Manifesto dal titolo “Un voto, un’America arrabbiata e 3 scenari”