Vademecum di resistenza legale. Sanzioni amministrative pecuniarie e iter giudiziario

InfoAut: Informazione di parte - Thursday, November 5, 2026

Le sanzioni amministrative sono uno strumento per colpire il dissenso. I decreti sicurezza del governo Meloni hanno rafforzato un impianto normativo che corrode i diritti d’espressione e a manifestare, sanciti dall’artt.17 e 21 della Costituzione.

Riprendiamo da Torino per Gaza

Manifestare diventa sempre più una “concessione” o un “permesso” delle Autorità, spesso limitato da prescrizioni. Sottoponendo chi manifesta a un rischio economico permanente, mentre economia di guerra e carovita, intrecciate alla situazione geopolitica e alla crisi ecoclimatica ci asfissiano, si produce un effetto intimidatorio aggravando la minaccia della repressione economica.
In questo quadro, il D.L. 23/2026, convertito dalla L. 54/2026 ha modificato l’art.18 del TULPS (prevede che le manifestazioni in luogo pubblico siano preventivamente – almeno tre giorni prima – comunicate alla Questura), intervenendo in modo significativo sul sistema sanzionatorio delle manifestazioni pubbliche. La violazione dell’obbligo di preavviso è stata depenalizzata, cioè trasformata da reato in illecito amministrativo, punito con una sanzione pecuniaria. Lo stesso è avvenuto per la violazione dei divieti e delle prescrizioni del Questore, e sono state introdotte nuove sanzioni anche per altre condotte tenute durante le manifestazioni. Le sanzioni arrivano fino a 12.000 euro, senza possibilità di pagamento in misura ridotta, e aumentano per chi accumula più violazioni.
Quest’evoluzione è parte della rappresaglia governativa per il “Blocchiamo tutto”, le proteste sindacali e degli attivisti per la giustizia climatica. La mobilitazione dal basso ha dimostrato i limiti di questi tentativi di imbrigliare e criminalizzare la legittima resistenza popolare. La stessa repressione con cui il governo risponde altro non è che il risultato dell’efficacia di quelle mobilitazioni e pratiche.

La difesa legale e l’iniziativa politica possono procedere insieme e rafforzarsi a vicenda. Questo è il modo concreto per ostacolare l’applicazione dei decreti sicurezza e organizzarsi collettivamente per non pagare alcuna sanzione e spuntare una delle principali armi della repressione.
Dobbiamo organizzarci per resistere agli attacchi, trasformando ogni tentativo di colpirci in un’occasione di solidarietà e di rilancio della mobilitazione. Dove ci vogliono isolati e soli noi reagiamo collettivamente.
Bando all’improvvisazione: dobbiamo dotarci di strumenti per affrontare ogni singolo attacco e trasformarlo in un terreno di crescita e avanzamento delle nostre lotte. Pertanto, abbiamo predisposto un Vademecum su come affrontare queste sanzioni.

Il Vademecum è stato redatto assieme a legali che in Italia si stanno organizzando per affrontare la difesa delle persone e dei movimenti colpiti.

Oltre al mancato preavviso, sono sanzionate anche la violazione dei divieti e delle prescrizioni del Questore, la presa di parola nelle riunioni non preavvisate, il mancato rispetto del percorso, la turbativa e la promozione della riunione online o in gruppi chiusi. Per chi accumula più violazioni le sanzioni aumentano da un terzo alla metà.
Se ricevi una sanzione amministrativa per art.18 TULPS come modificato dall’art. 9 del D.L. 23/2026, convertito dalla L. 54/2026, ti consigliamo di NON PAGARE ALCUNA SANZIONE nell’immediato, di rivolgerti alle reti solidali e a un legale di tua fiducia per predisporre il ricorso. Ecco in breve come si procede

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VERBALE DI ACCERTAMENTO E CONTESTAZIONE
Redatto dall’organo accertatore (Questura/DIGOS, Carabinieri…), descrive il fatto imputato e le violazioni contestate e avvisa che la sanzione (da 1.000 a 10.000 €, che passano da 1.000 a 12.000 € per la violazione di divieti e prescrizioni – Sul verbale la multa è indicata come minimi e massimi ma non è quantificata) verrà successivamente quantificata dal Prefetto con un’ordinanza-ingiunzione.

Tale verbale deve arrivare entro 90 giorni dall’accertamento, indicando in 30 giorni la possibilità di effettuare scritti difensivi presso il Prefetto. È possibile, secondo valutazioni proprie e confrontandosi con i propri legali, presentare scritti difensivi in questa fase e chiedere di essere ascoltati personalmente dal Prefetto (il verbale non si impugna davanti al giudice!).
Se invece il verbale arriva oltre il termine, la sanzione si estingue (conserva la busta e la data di notifica!).

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ORDINANZA – INGIUNZIONE PREFETTIZIA
L’ordinanza-ingiunzione, emessa dal Prefetto a sua discrezione, definisce la somma sanzionata. Le ingiunzioni hanno tempo 5 anni per essere erogate. Queste, possono arrivare anche molto tempo dopo il verbale. Il limite è la prescrizione: 5 anni dalla violazione. Ogni atto notificato (il verbale, l’ordinanza, una cartella) fa ripartire il conteggio da capo. Conserva sempre tutte le buste con le date di notifica: servono all’avvocato per verificare se la sanzione è prescritta. Attenzione: può essere recapitata anche tramite l’app “IO” dove i termini possono decorrere anche se non apri il messaggio!
A questo punto scattano 30 giorni dalla notifica per fare ricorso al Giudice di Pace del luogo dei fatti (in alcuni casi la competenza potrebbe essere del Tribunale).
Chi ha un reddito basso (fino a (13.659,64 euro) può chiedere il patrocinio a spese dello Stato.

SE NON CONCOSCI UN AVVOCATO, CHIEDI IL RIFERIMENTO ALL’ASSEMBLEA!

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RICORSO
Il ricorso richiede un costo di contributo unificato.
Il Giudice di Pace fissa un’udienza che può essere con sospensiva del pagamento.
Nel ricorso, oltre ai motivi relativi al singolo caso, si può eccepire l’illegittimità costituzionale della norma. In udienza l’avvocat* potrà chiedere al giudice di rimettere la questione alla Corte costituzionale. Se il giudice la ritiene rilevante e non manifestamente infondata, sospende il giudizio in attesa della decisione della Corte.

Obiettivo politico della resistenza legale e collettiva è arrivare alla dichiarazione di incostituzionalità.
Se invece il Giudice non accoglie il rinvio alla Corte Costituzionale, potrà confermare la sanzione, rideterminarla o annullarla. Si potrà eventualmente procedere in Appello e in Cassazione.

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LA CASSA DI RESISTENZA
Per tradurre la risposta collettiva, disinnescare il ricatto della repressione economica a livello individuale e fare fronte alle spese legali, viene messa a disposizione la Cassa di resistenza legale promossa da Torino per Gaza.

Se hai bisogno, chiedi sostengo. Se sei un solidale o un’organizzazione, contribuisci alla Cassa promuovendo raccolte fondi!
Puoi contribuire attraverso il crowdfunding:
https://www.produzionidalbasso.com/project/cassa-di-resistenza-blocchiamo-tutto-torino-2/

Se hai preso una multa, scrivici e organizziamoci insieme:
NESSUNA RESTA DA SOLA, NESSUNO RESTA DA SOLO!