
TAV, talpe, bugie e figuracce
notav.info - Saturday, November 7, 2026Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

“Dottori, poliziotti, autorità tentarono il possibile per frenare l’epidemia. Macché, niente da fare. Dal più vecchio al più piccolino la gente ormai diceva pane al pane, vino al vino, bianco al bianco, nero al nero”. Nel “Paese dei Bugiardi” di Gianni Rodari la verità è una malattia contagiosa che dilaga malgrado i maldestri tentativi del potere per fermarne la diffusione. Un po’ come avviene nel Paese del TAV, dove il “Ministero delle Verità” è la società Tunnel Euralpin Lyon Turin (TELT) che da un quarto di secolo tenta infruttuosamente di realizzare il megatunnel della Torino Lione.
Quella appena passata era stata un’estate di roboanti proclami, nella quale TELT si era ripetutamente sperticata per confermare l’agognato arrivo entro dicembre a Chiomonte della famigerata TBM (tunneling boring machine, detta gergalmente talpa). Ministri e sottoministri si erano gonfiati il petto annunciando a inizio 2027 la partenza sprint dello scavo del tratto italiano del tunnel di base. Una grande bolla di sapone scoppiata pochi giorni fa, quando TELT ha clamorosamente smentito sé stessa, confessando l’ennesimo ritardo che ormai era già ovvio a tutti: niente talpa nel 2026, forse nel 2027 e comunque niente scavi fino al 2028.
Fin qui la cronaca riportata in questi giorni da Repubblica e Stampa, fedelmente trascritta in base alle veline del “Ministero delle Verità”. Un po’ come i bambini quando non vogliono ammettere di aver combinato guai, TELT ha ovviamente scaricato la colpa di tutto sul “nemico perfetto”: i No Tav brutti e cattivi che il 25 luglio hanno fatto casino al cantiere durante la decima edizione del Festival Alta Felicità. Una favoletta che fa acqua da tutte le parti, come ci insegnano i proverbi della saggezza popolare. Ma andiamo con ordine.
Chi è causa del suo mal, pianga a sé stesso. TELT è “cintura nera” nella sofisticata arte dell’allungamento del brodo. In un consolidato rito dilatorio, ogni lavoro è puntualmente preceduto da irrinunciabili quanto interminabili “attività propedeutiche”, sistematicamente accompagnate da imprescindibili varianti di progetto. Un vero e proprio gioco dell’oca in cui crolla ogni credibilità dei già traballanti cronoprogrammi della Torino-Lione. Per l’arrivo della talpa a Chiomonte si parla di: 1) preparazione delle aree all’imbocco della galleria da scavare con la TBM, con abbassamento di 7 metri del piazzale attuale; 2) scavo con metodo tradizionale di un primo tratto di galleria (denominata “Maddalena 2”) nel quale iniziare il successivo assemblaggio della TBM. Ovviamente questi lavori propedeutici hanno richiesto la settordicesima variante. Malgrado la previsione di tali attività fosse già nota da anni (come vedremo più avanti), TELT ha atteso fino a giugno 2025 per depositare il cosiddetto “Progetto Esecutivo di Fase 2 relativo al completamento degli allestimenti di cantiere nei Comuni di Chiomonte, Giaglione, Salbertrand e Susa, comprensivo delle prime fasi di scavo del tunnel di base lato Italia”. La documentazione progettuale è pubblica, consultabile da chiunque. Vi sono indicati i tempi che TELT ha previsto per i lavori propedeutici all’arrivo della talpa: 12 mesi di preparazione delle aree all’imbocco della galleria + 8 mesi scavi in tradizionale, totale 20 mesi. Conclusione lapalissiana: se hai fretta di far arrivare la talpa, ti sbrighi a farti approvare il progetto della variante in modo da iniziare ampiamente per tempo i 20 mesi di lavori preparatori. Invece nel Paese del TAV le cose vanno al contrario. TELT ha cincishiato con il progetto della variante fino a giugno 2025, quando era ormai matematicamente certo che il tempo sarebbe stato del tutto insufficiente per completare la preparazione dell’arrivo della talpa entro il 2026.
Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Il 10 aprile 2026 il Ministero dell’Ambiente ha notificato a TELT l’approvazione della variante del Progetto Esecutivo Fase 2. Se hai fretta di far partire la talpa, una volta che ti hanno dato il via libera ti sbrighi a fare i lavori preparatori per il suo arrivo. Invece nel Paese del TAV le cose vanno al contrario. Il cantiere è rimasto deserto, come lamentato dal Sindaco di Chiomonte: “ci hanno detto che sarebbero arrivate più di trecento persone a lavorare e la gente ha riqualificato gli alloggi, ma sono vuoti“. Com’è possibile? La risposta è terribilmente ovvia: TELT non ha fatto nulla perché aveva già deciso di rinviare di un anno l’arrivo della talpa. Lo dicono in modo inequivocabile i documenti ufficiali ottenuti dal nostro Presidio Europa attraverso una tenace attività di accesso agli atti presso la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA) ovvero l’agenzia che eroga a TELT i finanziamenti per conto della Commissione Europe. Vediamo tutti i dettagli.
A fine 2023 TELT aveva ricompreso le attività di preparazione del cantiere di Chiomonte all’arrivo della talpa tra quelle previste nella domanda di finanziamento presentata al bando CEF-T-2023-COREGEN-RAIL-WORKS del programma europeo Connecting Europe Facility. Il 30 ottobre 2024 la Commissione Europea e TELT hanno stipulato il contratto di erogazione dei contributi (detto “Grant Agreement”) con partenza del programma delle attività finanziate al 1° gennaio 2024. Riguardo ai lavori a Chiomonte, il Grant Agreement recita (pag. 101 di 123, work package 2): “al termine dell’azione, saranno realizzati i lavori per l’ingresso di Maddalena 2 e saranno completati circa 50 metri di scavo dell’accesso a Maddalena 2 con il metodo tradizionale”. Il termine per il completamento di questi lavori (pag. 74 di 123, list of work packages) è fissato in 30 mesi dall’inizio del programma, ovvero al 30 giugno 2026 (figura 1).

Figura 1 – Il 30 ottobre 2024 la Commissione Europea e TELT firmano il Grant Agreement di finanziamento: il termine delle attività di preparazione dell’arrivo della talpa a Chiomonte è fissato al 30 giugno 2026.
Giugno arriva ma, come abbiamo già visto, a Chiomonte TELT non ha fatto nulla di quanto previsto e quindi non può rendicontare il contributo. Non c’è problema, nel Paese del TAV ogni scadenza è fatta per essere posticipata. Domenica 21 giugno 2026, nel solstizio d’estate, la Commissione Europea e TELT stipulano una modifica del Grant Agreement in cui il completamento dei lavori di preparazione a Chiomonte (pag. 7 di 57, list of work packages) è magicamente spostato di anno: da 30 a 42 mesi dall’inizio del programma, ovvero al 30 giugno 2027 (figura 2). Poi verranno il torrido mese di luglio, il Festival Alta Felicità e la grandiosa giornata di lotta del 25 luglio. Ma da un mese gli ineffabili dirigenti di TELT dormono tra due guanciali: ormai hanno già incassato il via libera per l’ennesimo ritardo.

Figura 2 – Il 21 giugno 2026 (un mese prima del Festival Alta Felicità) la Commissione Europea e TELT firmano un aggiornamento del Grant Agreement: il termine delle attività di preparazione dell’arrivo della talpa a Chiomonte viene spostato avanti di un anno, al 30 giugno 2027.
Ricapitoliamo:
- già a fine 2023, alla presentazione della domanda di finanziamento europeo, TELT sapeva già di dover effettuare a Chiomonte 20 mesi di lavori di preparazione del cantiere per l’arrivo della talpa;
- secondo il programma inizialmente concordato con la Commissione Europea, tali lavori di preparazione avrebbero dovuto essere completati entro il 30 giugno 2026, in modo da iniziare il trasferimento in sito della talpa entro l’anno;
- malgrado questo, il progetto esecutivo dei 20 mesi di lavori di preparazione del cantiere di Chiomonte è stato presentato da TELT solo nel giugno 2025, rendendo quindi impossibile il loro completamento entro il 2026;
- a inizio aprile 2026 il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato TELT a iniziare i lavori di preparazione del cantiere di Chiomonte;
- anziché partire subito con questi lavori, TELT ha chiesto un anno di proroga alla Commissione Europea che glielo ha concesso il 21 giugno 2026;
- ancora il 15 settembre 2026 i dirigenti di TELT confermano l’avvio dello scavo con TBM nel 2027 davanti ai cittadini di Susa, malgrado lo avessero già posticipato due mesi prima;
- secondo TELT la colpa del ritardo nell’arrivo della talpa sarebbe dei No Tav e dei fatti del 25 luglio 2026, accaduti più un mese dopo la formalizzazione del rinvio dei lavori.
Nel Paese del TAV la verità è una malattia. Forse La Stampa e La Repubblica ne sono immuni. Ma le bugie hanno le gambe corte. E sbugiardarvi è sempre più facile. Avanti No Tav!