DA TORINO ALLA CALABRIA NESSUNO PUÒ FERMARCI!Ferdinando libero, tutti e tutte libere.

InfoAut: Informazione di parte - Sunday, November 8, 2026

La zelante procura di Torino ha emesso in questi giorni una serie di misure cautelari, tra cui arresti domiciliari e carcere, per colpire e criminalizzare le migliaia di persone che lo scorso gennaio si sono mobilitate dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna.


È evidente che si tratta di una vera e propria vendetta da parte di un governo che, incapace di dare risposte al Paese reale sul carovita e sulle conseguenze di un’economia di guerra, decide di arginare il dissenso con la repressione.
Ma il tentativo è fallito ancora prima di cominciare, come dimostrano le piazze piene delle ultime settimane e come dimostreranno quelle che verranno.
A gennaio, nelle strade di Torino, eravamo oltre 50.000, arrivati da tutta Italia. E c’eravamo anche noi.
Perché quella mobilitazione era un ulteriore, importante momento di risposta all’attacco contro le lotte sociali, dopo la sollevazione di massa dello scorso autunno per la Palestina e contro il genocidio.
Quella giornata ha avuto il merito di essere una tappa necessaria tra il “Blocchiamo tutto” e le proteste che nell’ultimo mese, da Nord a Sud, hanno immobilizzato il Paese, in un’onda lunga di contestazione e opposizione a scelte politiche scellerate.
Sfidare Meloni e i suoi tentativi di silenziare il conflitto sociale era e resta urgente e necessario.
È l’impegno comune che abbiamo assunto anche in Calabria, contro chi vorrebbe la nostra terra relegata al silenzio, alla povertà e all’emigrazione forzata.
Il tentativo di fermare compagni e compagne, colpevoli di essersi opposti e opposte con generosità alla volontà di silenziare la voce di Askatasuna, è fallito, e non saranno le misere vendette di questi giorni a cambiare la storia.
Tra le persone private della libertà c’è anche Ferdinando, da sempre in prima linea nelle lotte sociali, attualmente agli arresti domiciliari.
La solidarietà è lo strumento che abbiamo a disposizione, quello che impedisce a qualunque governo di pensare di poter fermare o silenziare l’opposizione sociale, a qualsiasi latitudine.
Oggi solidarietà significa continuare la lotta, rafforzare le mobilitazioni contro il governo della guerra e del carovita, continuare a spenderci per una trasformazione radicale del presente.
Noi non lasciamo indietro nessuno, e già dai prossimi giorni organizzeremo la solidarietà ai nostri compagni e alle nostre compagne.
Ci vediamo dove bisogna stare, in piazza, di nuovo il 20 novembre!

La Base Cosenza