
Intimidazioni neonaziste alla seconda udienza contro Maja T. a Budapest
Osservatorio Repressione - Friday, March 7, 2025A Budapest, al processo all’antifascista Maja T. ad attenderla duecento neonazisti. Provocazioni e minacce all’esterno del tribunale. In aula un neonazista condannato per terrorismo segue l’udienza e il cantante di una band antisemita interviene come «vittima». Maja T. rischia 24 anni di carcere. Il padre: «È un processo politico»
A Budapest giovedì 6 marzo 2025 seconda udienza del processo contro Maja T., cittadin* antifascista tedesc* illegalmente estradat* in Ungheria nell’ambito dell’operazione repressiva continentale lanciata dal governo Orban contro le mobilitazioni antifasciste che, nel febbraio 2023, si opposero alla calata neonazista da mezza Europa del cosiddetto “Giorno dell’onore”.
Mentre Maja è compars* davanti al giudice brutalmente incatenat*, come mostrato dal media indipendente The Brake, un folto gruppo di neonazisti – un centinaio – ha presidiato il tribunale intimidendo amici, parenti e solidali. All’interno, come presunte “vittime” dell’aggressione, sono sfilati alcuni di questi neonazisti come Gyorgy Budahazy, fondatore dell’organizzazione nazista Hunnia, condannato per terrorismo ma poi amnistiato, e László Dudog, esponente delle band nazirock Divízió 88 e Divine Hate, braccio musical-propagandistico del ramo magiaro di Blood and Honour.
Il processo è stato aggiornato a giugno e Maja resterà con molta probabilità in carcere fino alla nuova udienza. Già nell’udienza preliminare, Maja aveva rifiutato di patteggiare (spiega il quotidiano Il Manifesto) una condanna monstre, a 14 anni; stando ai capi d’imputazione della magistratura magiara, ne rischia fino a 24.
Nel rifiutare il patteggiamento, a fine febbraio, Maja aveva letto una lettera in cui denunciava le durissime condizioni di detenzione: “Non lasciatemi sol*. Il mio caso non riguarda solo me, ma tutti coloro che resistono contro il fascismo e l’ingiustizia”. Clicca qui per la lettera completa diffusa da Maja T. e rivolta a tutte le persone antifasciste in Europa.
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza con Matteo, antifascista della campagna Free All Antifas.Ascolta o scarica
Storia di Maja T., antifascista queer a processo (in catene) in Ungheria: rischia 24 anni
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