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[2026-10-09] Corteo contro lo sfruttamento lavorativo @ Alba (CN) - zona h
CORTEO CONTRO LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO Alba (CN) - zona h - Piazzale Beausoleil (venerdì, 9 ottobre 16:30) OTTOBRE SARÀ UN MESE DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO Nonostante gli anni di mobilitazioni dal basso e d’attenzione mediatica nazionale e internazionale, la situazione dello sfruttamento nelle Langhe e nell’albese non è cambiata. Anzi è peggiorata: sia dal punto di vista abitativo (più di 50 persone costrette all’addiaccio), sia dal punto di vista contrattuale. Facciamo chiarezza: il problema è il sistema economico, non si tratta di un’emergenza temporanea. Dopo quattro anni di mobilitazioni continuiamo a ribadire che chi detiene il potere sceglie di rimanere cieco di fronte all’ovvietà. Le soluzioni esistono, ma sono scomode per chi vuole arricchirsi attraverso lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici. 1. Occorrono soluzioni abitative pubbliche dedicate ai lavoratori, specialmente per i lavoratori immigrati. Non bastano dormitori, dove non è garantita la dignità. Inoltre il ricongiungimento familiare è possibile solo con la regolarità d’affitto e i documenti di residenza in ordine. 2. Le assunzioni devono avvenire in maniera diretta. Ove circolano i grandi flussi di denaro, fioriscono pratiche e atteggiamenti mafiosi. Eliminare le false cooperative, significa eliminare l’intermediario che specula sull’operaio. 3. I veri responsabili vanno nominati: non soltanto le false cooperative, ma anche il comparto delle aziende agroalimentari, che da Foggia e Rosarno fino al Piemonte alimenta il circolo del lavoro povero, e che fa leva sulle fragilità dei soggetti più precari, per ricattarli con paghe misere e contratti fasulli o inesistenti. Una delle aggravanti è il fatto che gran parte del vino delle Langhe è un prodotto di lusso, non un prodotto della grande distribuzione. Alla luce di ciò, sono ancor più imperdonabili le condizioni al limite dello schiavismo subite da persone di cui portiamo il racconto. Tutto questo va contestualizzato: Alba è la città che ospita alcune tra le più grandi e ricche aziende/società d’Italia. La fiera del tartufo di ottobre e vinum in primavera sono due eventi che raccolgono capitali e attenzioni enormi. La contraddizione che ne deriva è sotto gli occhi di tutt*; non resta che affrontarla e noi abbiamo tutti i motivi per farlo. Ci vediamo il 9 ottobre ad Alba per il corteo dei collettivi.
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In Europa continua la criminalizzazione dell’antifascismo militante. Sentenze di appello per Maja e Gabriele, sì all’estradizione di Gino
Lo scorso 29 settembre sono arrivate sia la sentenza d’appello ungheresi per Maja e Gabriele che la decisione della corte francese riguardo all’estradizione di Gino. I processi riguardano le azioni antifasciste di Budapest del 2023, organizzate contro la Giornata dell’Onore. Dall’inizio questa vicenda giudiziaria è la vendetta di uno Stato che sostiene politicamente i neonazisti e perseguita chi si è opposto alla loro sfilata. Maja, consegnata all’Ungheria dalla Germania con un’estradizione lampo, è stata condannata in via definitiva a 7 anni. Gabriele, in contumacia, a 6. Nel caso di Gino, la Francia ha dato parere positivo alla sua estradizione alla Germania (dove è ricercato per i fatti di Budapest) accettando l’eventualità di una sua successiva estradizione in Ungheria. In Germania, dove da anni una campagna repressiva punta a disarticolare le componenti più determinate del movimento, i compagni e le compagne arrestati/e attendono ora i loro processi. Le sentenze dimostrano invece quanto sia estesa, in Europa, la decisione di restringere spazi di manovra e di legittimità all’antifascismo militante. Il mandato d’arresto europeo e la cooperazione tra le polizie del continente si confermano una macchina efficiente per inseguire chi si oppone ai fascisti oltre ogni confine, mentre la galassia neonazista continua a sfilare indisturbata. Ne abbiamo parlato con Lukas B., avvocato di unx compagnx attualmente a processo in Germania per i fatti di Budapest. L’intervista è bi-lingue (tedesco con traduzione a seguire).
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FREE ALL ANTIFAS: 7 ANNI A MAJA T. 6 A GABRIELE. ALLE 14:00 VERDETTO DELLA CORTE DI CASSAZIONE PER GINO
Oggi mercoledì 30 settembre si attende per le ore 14:00 il verdetto per il processo ai danni di Rexhino “Gino” Abazaj presso la Corte di Cassazione di Parigi circa l’estradizione verso la Germania. Sono ormai tre anni che continuano le battaglie legali e le mobilitazioni in solidarietà per sottrarre un compagno antifascista alla repressione giudiziaria. La prima domanda di estradizione risale infatti al 2023. A quell’epoca Abazaj viveva in Finlandia dove le corti locali avevano accettato di estradarlo. Giunto in Francia, è stato arrestato dai servizi nel 2024 e detenuto per quattro mesi nella prigione di Fresnes. Successivamente la sentenza della Corte d’Appello di Parigi del 9 aprile 2025 aveva proceduto alla non estradizione verso l’Ungheria per Gino, ritenendo che non vi fossero garanzie sufficienti per un processo equo in quel paese, constatando la possibilità di potenziali violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo da parte dell’Ungheria. Solo 19 giorni dopo la Germania ha emesso il proprio mandato d’arresto europeo. Qualora la giustizia francese consegnasse Abazaj alla Germania, quest’ultima potrebbe rinviarlo in Ungheria, dove è tutt’ora ricercato, malgrado il divieto imposto dalla sentenza della Corte parigina pronunciata più di un anno fa. Intorno alle ore 10 sono arrivate invece le pronunce dei ricorsi in Corte d’Appello sulle sentenze del febbraio 2026, riguardanti sempre la partecipazione alle contestazioni antifasciste alla Giornata dell’Onore a Budapest. Per quanto la richiesta della difesa fosse il rilascio, il responso è stato la riduzione di un anno per entrambe le condanne: 7 anni a Maja T. e 6 per Gabriele. Anna si è vista sospendere la pena di due anni e mezzo di carcere. Si segnalano numerosi blocchi e perquisizioni ai danni dei pullman di solidali diretti verso Budapest. Per rimanere aggiornati segnaliamo il canale in tedesco Aktuell e la mobilitazione radiofonica in francese curata dal Comité Solidarité Budapest via Radio Alhara dalle 10:30 alle 23:30 di oggi. Ne parliamo con una compagna del Comité Solidarité Budapest:
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