
Per il delitto di Serena Mollicone, la Cassazione dispone Appello bis
Osservatorio Repressione - Wednesday, March 12, 2025Annullata la sentenza di assoluzione. Nuovo processo a carico per l’ex comandante dei Carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna e il figlio Marco accusati dell’omicidio di Serena Mollicone e occultamento di cadavere.
«La corte annulla la sentenza e rinvia a un nuovo processo d’Appello». A distanza di 24 anni non è ancora arrivato il momento di scrivere la parola fine sulla morte di Serena Mollicone. I giudici della prima corte penale della Cassazione accolgono il ricorso della procura generale e tengono in piedi l’ipotesi che ad uccidere Serena Mollicone, la 18enne di Arce, l’1 giugno del 2001, siano stati il maresciallo della caserma dei carabinieri, Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco, accusati in concorso di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Le motivazioni del processo e il pg – “Nessuna prova contro i Mottola. Se ci sono lo dirà la Cassazione”. Era questo in sintesi il ragionamento dei giudici della Corte d’assise d’appello di Roma che avevano assolto gli imputati per la morte di Serena Mollicone. E ora il pg della Suprema corte ha chiesto “l’annullamento della sentenza di assoluzione e un nuovo processo di appello per il delitto di Arce” a carico dell’ex comandante della caserma di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco accusati dell’omicidio della ragazza avvenuto nel giugno del 2001 nel centro del Frusinate. Nel corso del suo intervento il rappresentante dell’accusa ha affermato di “condividere e sostenere il ricorso della procura generale di Roma” contro una sentenza che presenta “plurime violazioni di leggi”. Motivazioni di 59 pagine in cui i magistrati scrivevano: “Il convincimento dei giudici non può e non deve fondarsi sui sondaggi o sugli umori popolari e non può escludersi che le prove, invece, ci siano, e che questo Collegio non abbia saputo valorizzarle e questo lo dirà, eventualmente, la Suprema Corte”.
Il pg parla di “macro vizio” della sentenza per mancanza di motivazioni: è “una sentenza totalmente carente” che ha “atteggiamento pilatesco”. Il pg afferma che quanto cristallizzato dalla Corte d’Assise di appello della Capitale “omette di motivare sulla presenza di Mollicone quella mattina nella caserma di Arce. Non sono stati valutati in maniera unitaria una pluralità di indizi“.
“Il mio pensiero va a mia sorella che non rivedrò più nella mia vita così come mio padre. Noi confidiamo nella giustizia che attendiamo da 24 anni. Da oggi abbiamo speranza” ha poi dichiarato Consuelo sorella di Serena Mollicone dopo la decisione della Suprema corte.
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La perizia del Ris conferma: “Serena Mollicone uccisa nella caserma dei carabinieri”
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