L’Unicef denuncia la ripresa della strage di bambini a Gaza

Osservatorio Repressione - Tuesday, April 1, 2025

Con la ripresa dei bombardamenti a Gaza sono stati uccisi almeno altri 322 bambini e feriti 609. Con una media di più di dieci bambini al giorno negli ultimi dieci giorni.

di Gianni Sartori

Mentre con la fine della tregua riprende la conta dei morti palestinesi nella striscia di Gaza (sia per i bombardamenti sull’enclave che per le operazioni terrestri) si ha quasi l’impressione che i 50mila precedenti (cifra presumibilmente per difetto) vengano “rimossi”, dimenticati.

Chi si è preso la briga di controllare i grafici ha potuto constatare come nei primi mesi la conta dei morti ammazzati fosse di centinaia al giorno. In seguito si osservava una flessione con impennate improvvise in coincidenza con attacchi particolarmente letali. In ogni caso non c’è stato giorno che non abbia registato vittime (anche durante le due tregue del novembre 2023 e di quest’anno). Farebbe eccezione soltanto il 12 febbraio 2025. Giornata in cui nessuno, stando almeno ai dati ufficiali, avrebbe perso la vita sotto le bombe.

Con la ripresa delle operazioni militari sono stati colpiti anche altri centri sanitari (v. il reparto di chirurgia dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, attacco in cui hanno perso la vita diversi bambini) e il numero delle vittime è aumentato di un migliaio. Così come hanno perso la vita altri giornalisti (due il 24 marzo) per un totale di oltre 200 secondo fonti palestinesi.

Sulla questione delle vittime civili (e dei bambini in particolare) è intervenuta recentemente l’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) denunciando che con la rottura dell’alto-al-fuoco (dal 19 gennaio al 18 marzo) “sono stati uccisi almeno 322 bambini e feriti 609. Con una media di più di dieci bambini al giorno negli ultimi dieci giorni”.

Gran parte di questi bambini erano sfollati e vivevano in condizioni precarie nelle tende improvvisate o in case pesantemente danneggiate.

Stando a quanto dichiarato dal Ministero della Sanità palestinese sarebbero oltre mille le persone decedute dalla ripresa delle ostilità.

Vittime che – come si diceva – vanno ad aggiungersi alle 50.357 (quelle accertate) precedenti. Tra loro – sempre secondo l’UNICEF – oltre 15mila sono bambini.

Complessivamente si calcola che dall’ottobre 2023 la popolazione della Striscia si sia ridotta almeno del 6% (circa 16mila persone).

 

 

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