“Sgomberi dolci”e guerra civile: pulizia e polizia degli scarti.

Radio Blackout 105.25FM - Friday, February 13, 2026

Torino è divisa. La tensione profonda che attraversa la città può essere colta come guerra civile, condizione immanente e permanente della forma moderna della relazioni sociali: una lotta intestina e costante tra modi di esistenza incompatibili, dove la pacificazione urbana esige una violenza sociale costante, razzista, classista. Questa violenza non si esaurisce nella repressione esplicita, nella polizia in senso stretto, ma comprende tutte le pratiche e i discorsi apparentemente “pacifici” attraverso cui la macchina urbana definisce, confina e rimuove dallo spazio tutte le presenze considerate eccedenti e pericolose. La coesione civile emerge come effetto di questa violenza, continuamente messo alla prova dalla presenza, dentro alla città, di popolazioni percepite come irriducibili o ostili al suo ordine.

Alle Basse di Stura la guerra civile dall’alto verso il basso mostra il suo volto più crudo: discarica tossica e umanità in eccesso, veleno industriale e sgomberi, la modernità che produce scarti e poi li ricicla o li sacrifica, per creare altro valore e altra polizia. Eppure, conserva anche la possibilità di guerra civile dal basso contro l’alto: l’illegalismo abitativo, le resistenze agli sgomberi, sfidano l’ordine della proprietà e della sicurezza, sono forme di no n-sottomissione e conflitto praticate da chi è tagliato fuori dalla città.

Ne parliamo con Manuela Cencetti, autrice di “Sgomberi Dolci. La violenza contro campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative” (Eris, 2026). Un libro che smaschera quarant’anni di guerra urbana contro i poveri “cattivi”, condotta anche dalla sinistra e dal terzo settore – i “buoni”, con la loro retorica partecipativa che nasconde la spietata logica securitaria di una città in guerra.