di Emanuele Braga* Dalla Palestina alla Val di Susa, passando per Bologna e gli
Stati Uniti: una riflessione sul doppio standard con cui media e politica
raccontano la violenza, criminalizzano …
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Con Lorenzo Tecleme, autore del libro “Storie di (ordinario) capitalismo
selvaggio”, nato dal podcast “Unchained” per Valori.it, partiamo dalla crisi del
2008 per descrivere il percorso che ha portato l’economia all’oligarchia
tecnocratica che viviamo oggi. Cosa significa oggi tecnofeudalesimo? Come si
configura il capitalismo della Silicon Valley con le destre globali?
E poi che cosa ci raccontano questi mutamenti sul futuro del lavoro umano? La
nuova frontiera dell’accumulazione è infatti l’intelligenza artificiale, di cui
non si deve dimenticare la materialità del lavoro che la sorregge e le
condizioni di lavoro e il suo mantenimento che attualmente questo modello
richiede. Siamo disposti ad accettare l’enorme danno ambientale di una
tecnologia così asservita al bellico da essere definita da Alex Carp come il
futuro della deterrenza, paragonabile alla bomba atomica.
Siamo di fronte in ultimo ad una rinnovata società del controllo, rappresentata
fisicamente dai nuovi progetti di Data Center che costellano il territorio
italiano, previsti solo a Torino nel quartiere di Lucento, alle spalle della
ThyssenKrupp, dover per la sua costruzione si è rinunciato alla costruzione di
uno studentato, o il progetto per circa 4 miliardi di euro che approderà a
Vercelli, per fare un’altro esempio, mentre altri sono in arrivo targati Avio,
Bbbell, Enel e, soprattutto, Hines, che prepara un maxi progetto con la
costruzione di sei edifici alti 30 metri a due passi dall’aeroporto.
Estratti dalla puntata del 28 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE
Torniamo a parlare delle multiformi reti sioniste di diplomazia tecnomilitare e
manipolazione politica.
Partiamo dalle interferenze agite tramite operazioni dalla rete spionistica
israeliana, non tramite il Mossad o la capillare struttura di cyberguerra, ma
attraverso una struttura di intelligence privata come Black Cube, che avevamo
già visto all’opera nelle ultime elezioni in Slovenia (marzo 2026).
Andiamo quindi a osservare quanto recentemente emerso grazie al lavoro di Middle
East Eye sull’utilizzo di una vera e propria brigata di influencer stranieri
arruolati da Israele per le proprie campagne di guerra di informazione (note:
Middle East Eye, sito di inchiesta e approfondimento britannico, era stato
coinvolto in un cyber attacco nel 2020, dove era emerso il ruolo della compagnia
israeliana Candiru).
Concludiamo ritornando su tema già affrontato in passato: le reti di diplomazia
militare-industriale intessute da colossi israeliani come Elbit Systems (con
l’emiratina Edge Group) o Israel Aerospace Industries (con l’americana Palladyne
AI), ma soprattutto osservando l’avanzamento formale dell’integrazione militare
tra Israele e USA sancito a fine luglio 2026.
NUCLEARE SAUDITA TRA GEOPOLITICA E GEOTECNOLOGIA
A margine cerchiamo di gettare uno sguardo sulla questione del nucleare Saudita:
il via libera, stabilito in modo univoco dagli USA di Trump, per lo sviluppo di
un programma nucleare “civile” senza alcuna supervisione da parte dell’Aiea, il
potenziale ingresso in scena di una seconda potenza nucleare in quel quadrante,
ma anche un fenomeno connesso alla geopolitica dell’AI.
GRAPHENE_OS E DURESS PASSWORD
Samuel Tunick, cittadino statunitense attivo nel movimento contro Cop City ad
Atlanta, è sotto accusa per aver fornito agli agenti del Customs and Border
Protection una “duress password” che ha cancellato i dati del suo telefono. Un
persona fermata nel limbo giurisdizionale dell’aeroporto, a cui viene chiesto di
consegnare il telefono per analizzarne i contenuti, che fornisce una “password
di autodistruzione” e finisce sotto accusa per essersi autodifeso.
Estratti dalla puntata del 20 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
REPRESSIONE, LETALITÀ, SDOGANAMENTI E COMPRESSIONI
Un omicidio di Stato come quello di
Abderrahim Fakir a Bologna, la possibilità di inneggiare a un assassino per
vendetta privata fino a proporne la candidatura, venire denunciati per aver
espresso vicinanza alla resistenza palestinese e alla conflittualità anarchica.
Cosa ci dice tutto questo?
AI MILITARI: BLACK SKY E THE FOURTH LAW
Iniziamo con una riflessione sulle interferenze dell’AI applicata alla letalità
su un piano tecnico, etico e giuridico.
Il recente contratto siglato dal Pentagono con Black Sky (AI per l’analisi di
immagini satellitari applicate alla selezione dei bersagli e alla valutazione
dei danni post-attacco) e i processi di integrazione di AI all’interno di
sistemi d’arma tradizionali, ci descrivono segmenti diversi di automazione in
ambito militare, all’interno dei quali la velocità di elaborazione decisionale e
di applicazione della letalità (sensor-to-shooter) sono un elemento centrale.
Cosa resta dell’umano all’interno della kill chain?
The Fourth Law (nome decisamente ispirato alla Quarta Legge della robotica di
Isaac Asimov) è un’azienda ucraina fondata da Yaroslav Azhnyuk, il cui prodotto
di punta è TFL-1: un kit per trasformare droni commerciali in killer robots.
AI E ESERCITI NON-STATALI
Grazie a una ricerca dell’Università di Cambridge, emerge l’utilizzo di chatbot
da parte di Boko Haram: non solo propaganda, ma guida concreta per
l’addestramento e la realizzazione di attacchi.
di Mauro Armanino Dalle parole del poeta Erich Fried al ricordo di Genova 2001,
una riflessione sul pericolo più insidioso del nostro tempo: abituarsi alla
guerra, all’ingiustizia e alla violenza …
La civiltà industriale moderna non è riducibile all’economia né al semplice
gioco degli interessi. Va compresa come organizzazione del vivente secondo
rapporti di costrizione, misura ed equivalenza funzionale. In questo quadro, la
categoria moderna di energia è il dispositivo attraverso cui il mondo diventa
disponibile.
È ciò che Simone Weil chiama «gravità»: un ordine in cui gli esseri cessano di
apparire nella loro singolarità e diventano elementi intercambiabili di un
funzionamento generale, mentre l’agire umano si riduce ad adattamento. La
dipendenza non costituisce dunque un effetto accidentale della modernità, ma la
sua forma costitutiva: l’integrazione degli individui nei circuiti del
tecno-capitale come risorsa mobilitabile e sacrificabile dal loro stesso
metabolismo.
La guerra contemporanea rende visibile questa struttura nella sua forma più
estrema, attraverso il conflitto per il controllo di strozzature strategiche,
come Hormuz. L’interruzione dei flussi energetico-informazionali costituisce
anche un momento di rivelazione della dipendenza vitale — mobilità,
alimentazione, riscaldamento, comunicazione, salute — e un possibile terreno di
conflitto sulla sua stessa forma, che i possibili scenari di «lockdown
energetico» vorrebbero amministrare attraverso una gerarchia degli accessi.
La crisi energetica, tuttavia, rimanda, tornando a Simone Weil, a qualcosa di
più profondo: la degradazione dell’energia umana necessaria all’azione, quando
una convinzione non riesce a tradursi in atto e si disperde in parole prive di
efficacia. La questione non riguarda più soltanto quale energia alimenti il
metabolismo della macchina – e sempre più della vita -, bensì quale slancio
resti disponibile per interromperne il funzionamento.
Qui alcuni interventi portati alla discussione “Lockdown energetico o blackout
come occasione?” durante la Taz contro la guerra vol. 2, il 22 maggio a Torino:
Estratti dalla puntata del 29 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SORVEGLIANZA BIOMETRICA, SPORT E VULNERABILIZZAZIONE
Partiamo da un’analisi del contratto recentemente stipulato tra la WNBA (lega
del basket professionistico femminile statunitense) e l’organizzazione delle
giocatrici, dal quale emerge la normalizzazione dei cosiddetti “wearables”:
dispositivi biometrici indossabili per estrarre dati sulle condizioni di salute
e le prestazioni fisiche.
La sorveglianza biometrica delle atlete apre a scenari di vulnerabilizzazione,
quali l’utilizzo del loro corpo trasformato in dati nelle fasi di assunzione o
di rinnovo del contratto, ma anche di commercializzazione degli stessi.
Se possiamo osservare queste dinamiche all’interno di un contesto relativamente
privilegiato come lo sport professionistico, immaginiamo quanto dispositivi per
il monitoraggio delle performance della forza lavoro (bossware) possano
comprimere ulteriormente le tutele e incrementare i margini di sfruttamento.
OPERAZIONI ISRAELIANE NEGLI USA
Il Dipartimento di Intelligence Militare statunitense (DIA) a emanato un’allerta
sulle attività portate avanti dai servizi segreti israeliani sul territorio
statunitense. Ripercorriamo alcuni casi eclatanti, come quelli di Jonathan
Pollard nel 1987 e di Lawrence Franklin nel 2004, o la recente clemenza di un
procuratore israelo-americano (Sigel Chattah) rispetto a casi di adescamento di
minori e di potenziale bioterrorismo che coinvolgevano cittadini israeliani, per
arrivare all’ultimo fenomeno emerso: un modulo FARA (Foreign Agents Registration
Act) dal quale si evince l’interesse da parti di attori sionisti nel manipolare
le opinioni delle comunità cristiane americane.
/ / / Vedi anche il ruolo di Black Cube (agenzia di intelligence privata
israeliana) nelle elezioni 2026 in Slovenia
IL POTERE DI PALANTIR E L’ASCESA DI MISTRAL
Nella puntata precedente avevamo descritto la cornice all’interno della quale si
sta producendo lo svincolamento dell’intelligence francese da Palantir, oggi
torniamo sul tema cercando di osservare il livello di pervasione di questa
struttura di potere tecnologico all’interno della “cosa pubblica”.
Partiamo dall’elenco delle strutture governative statunitensi colonizzate da
Palantir per descrivere il livello di implementazione della Technological
Republic teorizzata dal suo CEO Alex Karp, ci soffermiamo sulle sue recenti
espansioni in ambito militare, per arrivare ai tentativi di concorrenza da parte
della francese Mistral AI:
Il vertice intergovernativo tra Italia e Francia, riunito ad Antibes a quasi
cinque anni dalla firma del Trattato del Quirinale, segna un nuovo passo nel
rafforzamento della cooperazione tra i […]
The post DAL NUCLEARE AL TAV: ITALIA E FRANCIA RAFFORZANO L’ASSE, MA SALVINI
RESTA FUORI DALLA FOTO DI FAMIGLIA first appeared on notav.info.
presentazione del libro “città in guerra – appunti di geopolitica urbana” con
l’autore Francesco Chiodelli.
La guerra combattuta sui confini e la resistenza nella giungla o nel deserto
sono scenari ormai lontani da quel che è il teatro dei conflitti odierni. Le
città sono lo spazio dove eserciti regolari, milizie e altri attori si
scontrano, dove si avanza metro per metro, isolato per isolato. Uno spazio,
quello della città, che ha modificato la dinamica dello scontro da orizzontale a
verticale, in uno scenario fatto di palazzi, cunicoli, tunnel e feritoie tra i
muri. A questi nuovi scenari gli eserciti si adattano con un portato di
tecnologia elevatissimo, armi e strumenti che vengono poi riadattati alla vita
civile, sottoforma di prodotti di consumo o strumenti di controllo. Perchè nel
conflitto perpetuo e globale che stiamo vivendo la guerra si gioca anche in
casa: la militarizzazione delle città e della società è un processo decennale
che usa i grimaldelli della sicurezza e del decoro per apporre nuovi paradigmi
di controllo.
Trump è vinto. Questa è il dato che viene fuori dal piano di intesa con l’Iran e
sta facendo il giro del mondo.
Il piano in 14 punti proposto dagli Usa viene letto come il sintomo di una resa
a fronte di un avversario, l’Iran, che nonostante sia stato aggredito ha
mostrato una tenuta piuttosto decisiva.
I punti dell’accordo che si firmerà venerdì riportano alcune questioni cruciali:
il controllo di Hormuz, il programma nucleare iraniano, le sanzioni e,
soprattutto, la fine dell’attacco da parte di Israele al Libano e Gaza. Un punto
cruciale che rappresenta anche il terreno sul quale si potranno esacerbare nuove
dinamiche belliche e che potrà portare all’inasprimento dei rapporti tra i due
alleati.
Un commento a caldo con Antonello Sacchetti, giornalista indipendente e curatore
dell’omonimo canale YouTube