di Mauro Armanino Dalle parole del poeta Erich Fried al ricordo di Genova 2001,
una riflessione sul pericolo più insidioso del nostro tempo: abituarsi alla
guerra, all’ingiustizia e alla violenza …
Tag - guerra
La civiltà industriale moderna non è riducibile all’economia né al semplice
gioco degli interessi. Va compresa come organizzazione del vivente secondo
rapporti di costrizione, misura ed equivalenza funzionale. In questo quadro, la
categoria moderna di energia è il dispositivo attraverso cui il mondo diventa
disponibile.
È ciò che Simone Weil chiama «gravità»: un ordine in cui gli esseri cessano di
apparire nella loro singolarità e diventano elementi intercambiabili di un
funzionamento generale, mentre l’agire umano si riduce ad adattamento. La
dipendenza non costituisce dunque un effetto accidentale della modernità, ma la
sua forma costitutiva: l’integrazione degli individui nei circuiti del
tecno-capitale come risorsa mobilitabile e sacrificabile dal loro stesso
metabolismo.
La guerra contemporanea rende visibile questa struttura nella sua forma più
estrema, attraverso il conflitto per il controllo di strozzature strategiche,
come Hormuz. L’interruzione dei flussi energetico-informazionali costituisce
anche un momento di rivelazione della dipendenza vitale — mobilità,
alimentazione, riscaldamento, comunicazione, salute — e un possibile terreno di
conflitto sulla sua stessa forma, che i possibili scenari di «lockdown
energetico» vorrebbero amministrare attraverso una gerarchia degli accessi.
La crisi energetica, tuttavia, rimanda, tornando a Simone Weil, a qualcosa di
più profondo: la degradazione dell’energia umana necessaria all’azione, quando
una convinzione non riesce a tradursi in atto e si disperde in parole prive di
efficacia. La questione non riguarda più soltanto quale energia alimenti il
metabolismo della macchina – e sempre più della vita -, bensì quale slancio
resti disponibile per interromperne il funzionamento.
Qui alcuni interventi portati alla discussione “Lockdown energetico o blackout
come occasione?” durante la Taz contro la guerra vol. 2, il 22 maggio a Torino:
Estratti dalla puntata del 29 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SORVEGLIANZA BIOMETRICA, SPORT E VULNERABILIZZAZIONE
Partiamo da un’analisi del contratto recentemente stipulato tra la WNBA (lega
del basket professionistico femminile statunitense) e l’organizzazione delle
giocatrici, dal quale emerge la normalizzazione dei cosiddetti “wearables”:
dispositivi biometrici indossabili per estrarre dati sulle condizioni di salute
e le prestazioni fisiche.
La sorveglianza biometrica delle atlete apre a scenari di vulnerabilizzazione,
quali l’utilizzo del loro corpo trasformato in dati nelle fasi di assunzione o
di rinnovo del contratto, ma anche di commercializzazione degli stessi.
Se possiamo osservare queste dinamiche all’interno di un contesto relativamente
privilegiato come lo sport professionistico, immaginiamo quanto dispositivi per
il monitoraggio delle performance della forza lavoro (bossware) possano
comprimere ulteriormente le tutele e incrementare i margini di sfruttamento.
OPERAZIONI ISRAELIANE NEGLI USA
Il Dipartimento di Intelligence Militare statunitense (DIA) a emanato un’allerta
sulle attività portate avanti dai servizi segreti israeliani sul territorio
statunitense. Ripercorriamo alcuni casi eclatanti, come quelli di Jonathan
Pollard nel 1987 e di Lawrence Franklin nel 2004, o la recente clemenza di un
procuratore israelo-americano (Sigel Chattah) rispetto a casi di adescamento di
minori e di potenziale bioterrorismo che coinvolgevano cittadini israeliani, per
arrivare all’ultimo fenomeno emerso: un modulo FARA (Foreign Agents Registration
Act) dal quale si evince l’interesse da parti di attori sionisti nel manipolare
le opinioni delle comunità cristiane americane.
/ / / Vedi anche il ruolo di Black Cube (agenzia di intelligence privata
israeliana) nelle elezioni 2026 in Slovenia
IL POTERE DI PALANTIR E L’ASCESA DI MISTRAL
Nella puntata precedente avevamo descritto la cornice all’interno della quale si
sta producendo lo svincolamento dell’intelligence francese da Palantir, oggi
torniamo sul tema cercando di osservare il livello di pervasione di questa
struttura di potere tecnologico all’interno della “cosa pubblica”.
Partiamo dall’elenco delle strutture governative statunitensi colonizzate da
Palantir per descrivere il livello di implementazione della Technological
Republic teorizzata dal suo CEO Alex Karp, ci soffermiamo sulle sue recenti
espansioni in ambito militare, per arrivare ai tentativi di concorrenza da parte
della francese Mistral AI:
Il vertice intergovernativo tra Italia e Francia, riunito ad Antibes a quasi
cinque anni dalla firma del Trattato del Quirinale, segna un nuovo passo nel
rafforzamento della cooperazione tra i […]
The post DAL NUCLEARE AL TAV: ITALIA E FRANCIA RAFFORZANO L’ASSE, MA SALVINI
RESTA FUORI DALLA FOTO DI FAMIGLIA first appeared on notav.info.
presentazione del libro “città in guerra – appunti di geopolitica urbana” con
l’autore Francesco Chiodelli.
La guerra combattuta sui confini e la resistenza nella giungla o nel deserto
sono scenari ormai lontani da quel che è il teatro dei conflitti odierni. Le
città sono lo spazio dove eserciti regolari, milizie e altri attori si
scontrano, dove si avanza metro per metro, isolato per isolato. Uno spazio,
quello della città, che ha modificato la dinamica dello scontro da orizzontale a
verticale, in uno scenario fatto di palazzi, cunicoli, tunnel e feritoie tra i
muri. A questi nuovi scenari gli eserciti si adattano con un portato di
tecnologia elevatissimo, armi e strumenti che vengono poi riadattati alla vita
civile, sottoforma di prodotti di consumo o strumenti di controllo. Perchè nel
conflitto perpetuo e globale che stiamo vivendo la guerra si gioca anche in
casa: la militarizzazione delle città e della società è un processo decennale
che usa i grimaldelli della sicurezza e del decoro per apporre nuovi paradigmi
di controllo.
Trump è vinto. Questa è il dato che viene fuori dal piano di intesa con l’Iran e
sta facendo il giro del mondo.
Il piano in 14 punti proposto dagli Usa viene letto come il sintomo di una resa
a fronte di un avversario, l’Iran, che nonostante sia stato aggredito ha
mostrato una tenuta piuttosto decisiva.
I punti dell’accordo che si firmerà venerdì riportano alcune questioni cruciali:
il controllo di Hormuz, il programma nucleare iraniano, le sanzioni e,
soprattutto, la fine dell’attacco da parte di Israele al Libano e Gaza. Un punto
cruciale che rappresenta anche il terreno sul quale si potranno esacerbare nuove
dinamiche belliche e che potrà portare all’inasprimento dei rapporti tra i due
alleati.
Un commento a caldo con Antonello Sacchetti, giornalista indipendente e curatore
dell’omonimo canale YouTube
Di Nicoletta Dosio Guerra. Non ha mai smesso di ammorbare il mondo, di mietere
vittime innocenti ed instaurare schiavitù là dove al sistema del capitale, per
risolvere le proprie crisi […]
The post Valle di Susa, valle delle guerre d'Europa first appeared on
notav.info.
di Mauro Armanino A Niamey, capitale del Niger, l’avevamo battezzato ‘ Gruppo
del 20 giugno’. Data e nome non erano casuali. Ricordavano ai rifugiati e ai
governanti che il 20 …
In un recente articolo dell’Economist si afferma che “la Cina affronterebbe meno
guerre commerciali con il resto del mondo se i suoi cittadini fossero meno
parsimoniosi”. I cinesi sono notoriamente un popolo di risparmiatori e il tasso
di risparmio cinese è uno dei più alti al mondo. Secondo la Banca Mondiale, i
consumi delle famiglie cinesi rappresentano appena il 39% del PIL nazionale,
rispetto a una media globale del 63-67%.
Il 22 maggio scorso, il Consiglio di stato (il governo) ha annunciato che, in
base alla nuova politica, i lavoratori potranno iscriversi ai programmi di
assicurazione sociale nelle città in cui lavorano, indipendentemente dal loro
hùkŏu. La “Riforma delle riforme”, così l’ha definita Michelangelo Cocco.
Per capire la portata di questa svolta partiamo da un numero: 357 milioni. Tanti
sono, secondo l’ultimo censimento, i migranti: un quarto della popolazione
complessiva (1,4 miliardi), trasferitisi in una metropoli da una città o un
villaggio, spesso lontani migliaia di chilometri, in cerca di una vita migliore.
Per decenni queste persone sono rimaste cittadini di serie B, condizione della
quale hanno approfittato gli imprenditori che hanno riservato loro salari e
condizioni di lavoro penalizzanti.
Cambiamenti demografici, nel modo di produzione e perfino geopolitici sono alla
base di quest’inversione di rotta, pensata per assecondare la nuova fase di
sviluppo di una Cina che – in un contesto internazionale turbolento – dovrà
rafforzarsi soprattutto all’interno, per resistere alle pressioni esterne.
Partendo proprio dai suoi lavoratori.
Ad oggi, i grandi centri come Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen,
mantengono barriere molto alte per ottenere la residenza completa,
indispensabile per usufruire dei benefici più importanti. Nei nuclei urbani più
accessibili (con probabilità di insediamento superiori al 50%) ma con meno
opportunità professionali solo in pochi ci vogliono andare. Spesso chi sulla
carta potrebbe fare domanda desiste sapendo di non possedere i requisiti
richiesti, come la capacità di dimostrare di aver versato contributi
previdenziali per diversi anni. Un cruccio ricorrente per lx impiegatx nella
gig-economy, che solo recentemente è stata regolamentata con l’introduzione di
tutele minime. Per qualcun altrx cambiare hukou semplicemente non conviene,
perché implicherebbe la rinuncia ai diritti fondiari nel villaggio di nascita.
Nell’ultima parte, leggiamo insieme un articolo su una nuova forma di micro
economia informale dell’affetto, che in Cina ha l’etichetta delle hippies
dell’Estremo Oriente.
Citati nella puntata:
L’hukou e il controllo sociale in Cina – China files
La riforma delle riforme – Rassegna Cina
China’s Hukou System: Attempts to Control Urbanization by Strictly Separating
Urban and Rural – Urban border
“Per coloro che soddisfano le condizioni”, Una nuova pagina della mai realizzata
abolizione dell’hukou – Infoaut
Le “sbarbine” digitali nella Cina urbana – Il Partito
Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
NO AL 41BIS
Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico
Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023
contro 41bis ed ergastolo ostativo.
Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è
stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con
quello di Roma di venerdì 12 giugno.
LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO
Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di
sintesi e droni.
Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli
apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato
recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e
lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo
rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma
Rosalind Biodefense.
Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni:
– la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione
di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi;
– la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale
per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica.
Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del
Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di
legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il
livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di
sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino
israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore
israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà
trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e
HIV.
Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del
programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore
integrazione negli apparati di “sicurezza”:
GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE
Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base
del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal
targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari
statunitensi.
Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia
come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie.
In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime
iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando
vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale: