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Blackout come occasione?
La civiltà industriale moderna non è riducibile all’economia né al semplice gioco degli interessi. Va compresa come organizzazione del vivente secondo rapporti di costrizione, misura ed equivalenza funzionale. In questo quadro, la categoria moderna di energia è il dispositivo attraverso cui il mondo diventa disponibile. È ciò che Simone Weil chiama «gravità»: un ordine in cui gli esseri cessano di apparire nella loro singolarità e diventano elementi intercambiabili di un funzionamento generale, mentre l’agire umano si riduce ad adattamento. La dipendenza non costituisce dunque un effetto accidentale della modernità, ma la sua forma costitutiva: l’integrazione degli individui nei circuiti del tecno-capitale come risorsa mobilitabile e sacrificabile dal loro stesso metabolismo. La guerra contemporanea rende visibile questa struttura nella sua forma più estrema, attraverso il conflitto per il controllo di strozzature strategiche, come Hormuz. L’interruzione dei flussi energetico-informazionali costituisce anche un momento di rivelazione della dipendenza vitale — mobilità, alimentazione, riscaldamento, comunicazione, salute — e un possibile terreno di conflitto sulla sua stessa forma, che i possibili scenari di «lockdown energetico» vorrebbero amministrare attraverso una gerarchia degli accessi. La crisi energetica, tuttavia, rimanda, tornando a Simone Weil, a qualcosa di più profondo: la degradazione dell’energia umana necessaria all’azione, quando una convinzione non riesce a tradursi in atto e si disperde in parole prive di efficacia. La questione non riguarda più soltanto quale energia alimenti il metabolismo della macchina – e sempre più della vita -, bensì quale slancio resti disponibile per interromperne il funzionamento. Qui alcuni interventi portati alla discussione “Lockdown energetico o blackout come occasione?” durante la Taz contro la guerra vol. 2, il 22 maggio a Torino:
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BIOMETRIA E SPORT – OPERAZIONE ISRAELIANA SU CRISTIANI IN U.S.A. – PALANTIR VS MISTRAL@1
Estratti dalla puntata del 29 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SORVEGLIANZA BIOMETRICA, SPORT E VULNERABILIZZAZIONE Partiamo da un’analisi del contratto recentemente stipulato tra la WNBA (lega del basket professionistico femminile statunitense) e l’organizzazione delle giocatrici, dal quale emerge la normalizzazione dei cosiddetti “wearables”: dispositivi biometrici indossabili per estrarre dati sulle condizioni di salute e le prestazioni fisiche. La sorveglianza biometrica delle atlete apre a scenari di vulnerabilizzazione, quali l’utilizzo del loro corpo trasformato in dati nelle fasi di assunzione o di rinnovo del contratto, ma anche di commercializzazione degli stessi. Se possiamo osservare queste dinamiche all’interno di un contesto relativamente privilegiato come lo sport professionistico, immaginiamo quanto dispositivi per il monitoraggio delle performance della forza lavoro (bossware) possano comprimere ulteriormente le tutele e incrementare i margini di sfruttamento. OPERAZIONI ISRAELIANE NEGLI USA Il Dipartimento di Intelligence Militare statunitense (DIA) a emanato un’allerta sulle attività portate avanti dai servizi segreti israeliani sul territorio statunitense. Ripercorriamo alcuni casi eclatanti, come quelli di Jonathan Pollard nel 1987 e di Lawrence Franklin nel 2004, o la recente clemenza di un procuratore israelo-americano (Sigel Chattah) rispetto a casi di adescamento di minori e di potenziale bioterrorismo che coinvolgevano cittadini israeliani, per arrivare all’ultimo fenomeno emerso: un modulo FARA (Foreign Agents Registration Act) dal quale si evince l’interesse da parti di attori sionisti nel manipolare le opinioni delle comunità cristiane americane. / / / Vedi anche il ruolo di Black Cube (agenzia di intelligence privata israeliana) nelle elezioni 2026 in Slovenia IL POTERE DI PALANTIR E L’ASCESA DI MISTRAL Nella puntata precedente avevamo descritto la cornice all’interno della quale si sta producendo lo svincolamento dell’intelligence francese da Palantir, oggi torniamo sul tema cercando di osservare il livello di pervasione di questa struttura di potere tecnologico all’interno della “cosa pubblica”. Partiamo dall’elenco delle strutture governative statunitensi colonizzate da Palantir per descrivere il livello di implementazione della Technological Republic teorizzata dal suo CEO Alex Karp, ci soffermiamo sulle sue recenti espansioni in ambito militare, per arrivare ai tentativi di concorrenza da parte della francese Mistral AI:
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DAL NUCLEARE AL TAV: ITALIA E FRANCIA RAFFORZANO L’ASSE, MA SALVINI RESTA FUORI DALLA FOTO DI FAMIGLIA
Il vertice intergovernativo tra Italia e Francia, riunito ad Antibes a quasi cinque anni dalla firma del Trattato del Quirinale, segna un nuovo passo nel rafforzamento della cooperazione tra i […] The post DAL NUCLEARE AL TAV: ITALIA E FRANCIA RAFFORZANO L’ASSE, MA SALVINI RESTA FUORI DALLA FOTO DI FAMIGLIA first appeared on notav.info.
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città in guerra
presentazione del libro “città in guerra – appunti di geopolitica urbana” con l’autore Francesco Chiodelli. La guerra combattuta sui confini e la resistenza nella giungla o nel deserto sono scenari ormai lontani da quel che è il teatro dei conflitti odierni. Le città sono lo spazio dove eserciti regolari, milizie e altri attori si scontrano, dove si avanza metro per metro, isolato per isolato. Uno spazio, quello della città, che ha modificato la dinamica dello scontro da orizzontale a verticale, in uno scenario fatto di palazzi, cunicoli, tunnel e feritoie tra i muri. A questi nuovi scenari gli eserciti si adattano con un portato di tecnologia elevatissimo, armi e strumenti che vengono poi riadattati alla vita civile, sottoforma di prodotti di consumo o strumenti di controllo. Perchè nel conflitto perpetuo e globale che stiamo vivendo la guerra si gioca anche in casa: la militarizzazione delle città e della società è un processo decennale che usa i grimaldelli della sicurezza e del decoro per apporre nuovi paradigmi di controllo.
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Intesa Usa-Iran: i punti critici
Trump è vinto. Questa è il dato che viene fuori dal piano di intesa con l’Iran e sta facendo il giro del mondo. Il piano in 14 punti proposto dagli Usa viene letto come il sintomo di una resa a fronte di un avversario, l’Iran, che nonostante sia stato aggredito ha mostrato una tenuta piuttosto decisiva. I punti dell’accordo che si firmerà venerdì riportano alcune questioni cruciali: il controllo di Hormuz, il programma nucleare iraniano, le sanzioni e, soprattutto, la fine dell’attacco da parte di Israele al Libano e Gaza. Un punto cruciale che rappresenta anche il terreno sul quale si potranno esacerbare nuove dinamiche belliche e che potrà portare all’inasprimento dei rapporti tra i due alleati. Un commento a caldo con Antonello Sacchetti, giornalista indipendente e curatore dell’omonimo canale YouTube
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La riforma delle riforme@0
In un recente articolo dell’Economist si afferma che “la Cina affronterebbe meno guerre commerciali con il resto del mondo se i suoi cittadini fossero meno parsimoniosi”. I cinesi sono notoriamente un popolo di risparmiatori e il tasso di risparmio cinese è uno dei più alti al mondo. Secondo la Banca Mondiale, i consumi delle famiglie cinesi rappresentano appena il 39% del PIL nazionale, rispetto a una media globale del 63-67%. Il 22 maggio scorso, il Consiglio di stato (il governo) ha annunciato che, in base alla nuova politica, i lavoratori potranno iscriversi ai programmi di assicurazione sociale nelle città in cui lavorano, indipendentemente dal loro hùkŏu. La “Riforma delle riforme”, così l’ha definita Michelangelo Cocco. Per capire la portata di questa svolta partiamo da un numero: 357 milioni. Tanti sono, secondo l’ultimo censimento, i migranti: un quarto della popolazione complessiva (1,4 miliardi), trasferitisi in una metropoli da una città o un villaggio, spesso lontani migliaia di chilometri, in cerca di una vita migliore. Per decenni queste persone sono rimaste cittadini di serie B, condizione della quale hanno approfittato gli imprenditori che hanno riservato loro salari e condizioni di lavoro penalizzanti. Cambiamenti demografici, nel modo di produzione e perfino geopolitici sono alla base di quest’inversione di rotta, pensata per assecondare la nuova fase di sviluppo di una Cina che – in un contesto internazionale turbolento – dovrà rafforzarsi soprattutto all’interno, per resistere alle pressioni esterne. Partendo proprio dai suoi lavoratori. Ad oggi, i grandi centri come Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, mantengono barriere molto alte per ottenere la residenza completa, indispensabile per usufruire dei benefici più importanti. Nei nuclei urbani più accessibili (con probabilità di insediamento superiori al 50%) ma con meno opportunità professionali solo in pochi ci vogliono andare. Spesso chi sulla carta potrebbe fare domanda desiste sapendo di non possedere i requisiti richiesti, come la capacità di dimostrare di aver versato contributi previdenziali per diversi anni. Un cruccio ricorrente per lx impiegatx nella gig-economy, che solo recentemente è stata regolamentata con l’introduzione di tutele minime. Per qualcun altrx cambiare hukou semplicemente non conviene, perché implicherebbe la rinuncia ai diritti fondiari nel villaggio di nascita. Nell’ultima parte, leggiamo insieme un articolo su una nuova forma di micro economia informale dell’affetto, che in Cina ha l’etichetta delle hippies dell’Estremo Oriente. Citati nella puntata: L’hukou e il controllo sociale in Cina – China files La riforma delle riforme – Rassegna Cina China’s Hukou System: Attempts to Control Urbanization by Strictly Separating Urban and Rural – Urban border “Per coloro che soddisfano le condizioni”, Una nuova pagina della mai realizzata abolizione dell’hukou – Infoaut Le “sbarbine” digitali nella Cina urbana – Il Partito
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CONTRO IL 41bis – OPEN.AI: ROSALIND BIODEFENS E LA MINACCIA DELLA BIOLOGIA DI SINTESI – TARGETING PUBBLICITARIO LETALE@0
Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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