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Dalle farmacie statunitensi, agli Appalachi, ai laboratori messicani di fentanyl (pt 2)
Facciamo un viaggio nella storia della diffusione degli oppioidi sintetici negli Stati Uniti. Parliamo delle lacerazioni fisiche e non che la deindustrializzazione lascia nei territori e nei corpi della provincia depressa degli Stati Uniti, della rivoluzione medica degli Anni Novanta, che attribuisce valore al dolore dellx pazienti, e del lancio, da parte della Purdue Pharma, dell’OxyContin. Sul finire della puntata andiamo in Messico, luogo delle cocinas di oppiodi sintetici che hanno sostituito la coltivazione di oppio. Akron, Ohio Youngstown, Ohio Emilio Espejel / Where God Is Blind. Mexico.
USA
droghe
messico
fentanyl
deindustrializzazione
Il muro, Tijuana (fentanyl pt 3)
Nella terza puntata dedicata al fentanyl, lo vediamo tornare in Messico, dagli USA, come abitudine di consumo delle persone espulse dagli States. La città di Tijuana è uno dei cinque comuni dello Stato della Baja California. Data la sua vicinanza agli Stati Uniti, rappresenta uno dei valichi di frontiera più frequentati al mondo, il che ha portato a un’elevata concentrazione di migranti deportati. Secondo l’Unità per le Politiche Migratorie del Segretariato degli Interni (SEGOB) — sulla base dei dati registrati presso i punti di rimpatrio ufficiali dell’Istituto Nazionale per la Migrazione (INM) — Tijuana risulta il comune con il maggior numero di persone rimpatriate in tutto il Messico. Molte di loro vogliono tornare negli USA, e rimangono in città, nonostante le retate della polizia o le privazioni a cui possono andare incontro. L’elevato numero di persone rimpatriate che giungono in città, unito a politiche pubbliche scriteriate, ha dato origine a una situazione difficile nei quartieri Nord della città, in cui si concentrano la maggior parte delle persone respinte, senza documenti e senza dimora. Nella “Zona Norte” della città — spesso definita “zona di tolleranza” — la violenza della polizia è all’ordine del giorno, e nelle stesse strade, a ridosso del muro, si concentra la maggior parte della compravendita e del consumo di sostanze stupefacenti e del lavoro sessuale della città. Una associazione, Prevencasa, fornisce visite ginecologiche e osteopatiche, supporto psicologico,cura di ferite e ascessi, preservativi, materiale sterilizzato per il consumo di sostanze, materiale infomativo e altri servizi, in un’ottica di riduzione del danno non proibizionista nè giudicante. Dalle parole di Zaya, parliamo del muro e dell’intreccio di forze che interagiscono con le abitudini di consumo di sostanze di chi frequenta Prevencasa, e prendiamo spunto per analoghi approcchi per affrontare sin juicio i problemi e i rischi per la salute delle noste comunità.
USA
droghe
messico
migrazione
fentanyl
Woozy Special w/ BUBBLE WRAP
Di tanto in tanto farò qualche puntata di approfondimento delle mie fav label curate da donne, persone non binary, trans e queer. Si parte così con Woozy, etichetta di Dublino che amo molto e che è stata una delle più assidue presenze nelle tracklist di questi primi due anni di IMBALLAT3 a conduzione BUBBLE WRAP. TRACKLIST * Kellen303 – Pinehearse [Woozy001, 2020] * Sputnik One – Country Living [Woozy001, 2020] * Coe – Say (KL Tribute) [Radial, 2021] * Ambit – Act of Goodness [WZY2.5, 2022] * Jasmín – Grumpy Cat [WZY2.5, 2022] * Sha Ru – Temporary Iteration [WZY003 Match My Sway, 2023] * Dåser – Doabey [WZY3.5, 2023] * Octoptic – Neblina [WZY3.5, 2023] * Laenz – Echoes Until [WZY004 After Sunset, 2024] * Chewlie – Blaze Of Sobriety [WZY4.5, 2024] * No Sir – Dilate [WZY4.5, 2024] * Carré – Crawler [Meltdown, 2025] * Bambi – Lotus Glow [WZY5.5 willow_pitch, 2026] * Old Man Crane – Kelo Dub [WZY5.5 willow_pitch, 2026]
Bass
dubstep
dub
Pure chaos w/Monica Witty
Questa… sincera… non so bene come descriverla. Diciamo che un venerdì sera di inizio ottobre ho invitato Monica Witty negli scintillanti studi di Radio Blackout. Lei porta con sé 2 chiavette, 5+3+2 ame e la capacità di trasformare lo studio nel chaos della sua cameretta. Il resto sono 3 ore di ottima weird music (che dovevano essere 1 e mezza), un discreto quantitativo di parole e orari detti completamente a sproposito (da me, bubble wrap) e momenti di altissimo profilo con inaspettate impro ai microfoni di Ciolle. Tracklist in mutua.
chaos
Francia verso l’acte III
Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad arrestarsi. Nonostante un importante impegno da parte delle forze dell’ordine per tentare di disarticolare la forza di questa fase di mobilitazione contro il governo, l’appuntamento è per sabato 31 ottobre per il terzo atto. Queste settimane hanno posto alcune questioni importanti da analizzare, dalla possibile ricomposizione di diversi settori sociali alla radicalità delle rivendicazioni. E’ interessante anche vedere come il governo Macron non accenni ad arretrare. Quali bisogni del movimento e quali prospettive? Ne abbiamo parlato con Mathieu Rigouste, compagno e ricercatore in scienze sociali in Francia
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Processo sovrano: chiesti 47 anni di carcere
Si è svolta lunedi 26 ottobre al Tribunale di Torino una nuova udienza del processo d’appello per il processo Sovrano che vede sul banco degli imputati il centro sociale Askatasuna, il Movimento No Tav e lo Spazio Popolare Neruda. La sentenza di primo grado aveva escluso l’esistenza dell’associazione a delinquere contestata agli imputati. Oggi, in appello, l’accusa torna a chiedere che quella lettura venga ribaltata, “proiettando sul conflitto sociale lo spettro di una presunta organizzazione criminale” sostengono le realta’ di movimento torinesi. Prossima udienza il 30 novembre. Ne parliamo con Dana del Movimento No Tav
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Sabato 24 ottobre, un racconto da Bologna
La manifestazione di sabato 24 ottobre a Bologna è stata segnata da ripetute cariche della polizia, con manganelli, lacrimogeni e idranti, e dal grave episodio del ragazzo picchiato e immobilizzato a terra, a cui sono stati negati i soccorsi. Quando finalmente, dopo una lunga attesa, è arrivata l’ambulanza la polizia ha azionato gli idranti anche contro il mezzo di soccorso. Una manifestazione spontanea e molto partecipata contro carovita, guerra e repressione. Ci sono stati numerosi fermi preventivi per impedire alle persone di raggiungere il corteo, diverse denunce e tre persone sono state arrestate a seguito della piazza; domenica si è svolto un presidio solidale sotto la Questura per chiederne il rilascio e portare solidarietà alle persone fermate. Bologna, negli ultimi anni, è diventata uno dei luoghi in cui il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico e sul rapporto tra forze dell’ordine e diritto di manifestare si è acceso con maggiore evidenza. Non per la violenza e brutalità del singolo celerino o reparto, ma uno spaccato evidente delle decisioni operative e, soprattutto, politiche che stanno dietro alla gestione delle manifestazioni. Una dinamica che vediamo chiaramente nelle ultime settimane in Italia, ma che a Bologna è evidente già dai cortei per la Palestina dello scorso anno. Proprio da episodi di violenza poliziesca è nata la campagna Lince – Occhi sugli abusi. Abbiamo chiesto ad una compagna di Lince un racconto dalla piazza di sabato.
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30 OTTOBRE: LO SCIOPERO GENERALE PARTE DAI PORTI
Dal comunicato stampa GSF si legge Il 30 ottobre 2026 i porti si fermeranno per lo sciopero generale in vista della seconda giornata internazionale di lotta dei lavoratori portuali , sulla base della Dichiarazione di Istanbul approvata al Terzo Incontro Internazionale dei sindacati dei portuali e dei lavoratori dei porti del Mediterraneo e dell’Europa del maggio 2026. La coalizione Ports in Action – CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia), Water Transport Workers Federation of India – coinvolgerà oltre 100 siti portuali nel mondo. In Italia lo sciopero generale è stato indetto dall’Unione Sindacale di Base e rilanciato, a livello nazionale, dall’intero sindacalismo di base: Usi – Cit, Confederazione Cobas, Si Cobas, Unicobas, Sial Cobas, Adl Cobas, Clap, Ssb, oltre a numerose categorie della Cub.  In avvicinamento allo sciopero è stata bloccata in data 22 ottobre dal gruppo dei portuali autonomi di Livorno la nave SUNAID X diretta alla base militare statunitese di Sigonella. Ne parliamo con Simone dei GAP Livorno:
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Sciopero 30 ottobre
ELEZIONI IN ISRAELE E VIOLENZE AI SEGGI
Con una partecipazione eccezionale al voto, ovvero del 77,7% degli aventi diritto che si sono recati alle urne,  il Likud di Netanyahu e i suoi alleati hanno ottenuto 53 seggi. Il risultato arriva contro i 48 seggi del principale blocco di opposizione guidato dal centrista Gadi Eisenkot, come molti dei partiti contro cui gareggia il Likud, ideologicamente affine al partito avversario. Nessuno dei due schieramenti ha raggiunto i 61 seggi necessari per ottenere la maggioranza in Parlamento. Le elezioni sono avvenute in un clima di violenza: attacchi alle urne, agli elettori arabi – interessata una partecipazione al voto mai vista con cui hanno ottenuto 19 seggi. Ne parliamo con MIchele Giorgio, corrispondente ufficiale del manifesto a Gerusalemme e direttore di Pagine Esteri:  
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