Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Ricci, Flaica
Cub Terni, sullo sciopero proclamato da* lavorat* della Dussmann dell’azienda
ospedaliera ternana previsto per il 3/04/2026.
Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo:
elencato le prospettive di lotta
focalizzato le condizioni di lavoro nel territorio
analizzato le motivazioni che hanno portato allo sciopero con un focus
sul CCNL multiservizi
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Rita Di Fazio,
operaia Stellantis e componente della segreteria FMLU CUB di Frosinone, in
merito alla manifestazione che si è fatta il 20 marzo a Cassino per rilanciare
il territorio.
La nostra ospite ci ha spiegato che “abbiamo proclamato sciopero per la giornata
ma non abbiamo partecipato alla manifestazione perché non aveva nessuna
piattaforma /obbiettivo” in un campo così largo che comprendeva anche le
organizzazioni padronali [confindustria], politiche e sindacali che hanno
contribuito alla
De industialozzazione del territorio non c’era spazio per la lotta di classe.
Abbiamo anche fatto il punto della situazione sul declino della Fiat e sulle
mosse azzardate del governo che sta trascinando continuando a fare accordi di
delocalizzazione nonostante la proprietà francese.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della puntata è stato quello del continuo attacco al diritto
di sciopero, nello specifico parliamo dell’ ambito della logistica. Infatti con
Carlo del SiCobas Piacenza, abbiamo analizzato il provvedimento messo in campo
dalla Commissione di Garanzia del diritto di Sciopero che vuole includere i
lavoratori impegnati nel trasporto e smistamento merci, all’ interno delle
categorie considerate “essenziali”. Questo porta ad una serie di riflessioni
obbligatorie su quanto i lavoratori di questo ambito siano stati centrali nelle
lotte per la conquista di condizioni migliori e quanto la politica faccia in
modo negli ultimi anni a difendere chi invece li sfrutta e vorrebbe continuare a
risparmiare sul loro costo. A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto
che proprio qualche giorno prima il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, aveva
ritenuto eccessive le misure della legge 146/1990 che regola proprio il diritto
di sciopero delle categorie di lavoratori essenziali. Il nostro intervistato ci
ricorda comunque che questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi repressivi
nei confronti dei lavoratori della logistica, che già in passato non si sono
fatti intimorire da provvedimenti che gli erano stati cuciti addosso e che
sicuramente neanche adesso sopprimeranno il loro spirito combattivo.
Buon ascolto
Source - Radio Blackout 105.25FM
Since 1992 One Station Against The Nation
Msc (Mediterranean Shipping Company) è una compagnia leader del trasporto
marittimo globale e per il territorio di Napoli e dintorni è significativa su
diversi livelli: per le implicazioni rispetto alla turistificazione di massa,
per l’ampliamento della darsena a Napoli Est e dunque per gli stravolgimenti
territoriali a causa dell’aumento del traffico di container, per il suo ruolo
nella logistica di guerra.
Diverse realtà del territorio hanno quindi lanciato un’assemblea pubblica che si
terrà oggi giovedì 26 marzo per intessere legami tra quello che accade sul
territorio e i flussi bellici su scala globale. La direzione di creare hub
logistici ed energetici per la guerra a partire dai porti della penisola
italiana è piuttosto esplicita, quindi occorre organizzarsi dal basso per
contrapporvisi.
Ne abbiamo parlato con una compagna che fa parte del percorso
Qui l’opuscolo CHI TENE ‘O MARE – L’IMPERO MSC E GLI IMPATTI SU NAPOLI
Qui la MAPPATURA DELL’AREA COSTIERA DI NAPOLI FATTA DA MARE LIBERO, PULITO E
GRATUITO
Mixtapes dedicato alla musica etiope e del corno d’Africa
RIOT ON SUNSET STRIP – PUNTATA DEL 24 03 2026
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
RIOT ON SUNSET STRIP – PUNTATA DEL 17 03 2026
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
La macchina del tempo e dello spazio blackoutiana, a zonzo per gli anni ’60, in
particolare il periodo 66-68; ma con uno sguardo anche al revival psichedelico
degli anni ’80 e nuove proposte in tema, in viaggio con Paul Magoo, Maurizio e
DJ Arpon
Il governo per applicare la riforma europea del diritto di asilo vuole rendere
“zona di frontiera” praticamente tutta la costa della penisola e della Sicilia.
Questo si tradurrà in centri hotspot e privazione di libertà per i richiedenti
asilo in tutto il paese, a cominciare dalle città dove sono arrivate negli
ultimi anni le navi delle Ong che svolgono attività di ricerca e soccorso nel
Mediterraneo, nel quadro della politica dei porti lontani condotta dal governo.
Il nuovo Patto Europeo sulla migrazione e l’asilo prevede il “trattenimento” in
frontiera, già in parte previsto dal decreto Salvini del 2018, implementando una
nuova e ulteriore forma di detenzione per chi è in attesa di risposta per la
propria domanda di asilo.
Ne abbiamo parlato con Raffaele Viezzi, attivista No Cpr di Trieste
Ascolta la diretta:
23-29 marzo settimana contro la logistica di guerra ferroviaria
A Torino
Sabato 28 marzo ore 16
presidio antimilitarista
a Porta Susa
Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Anche nelle ferrovie, un
fiume di soldi pubblici vengono destinati alla guerra, sottraendoli alla
sicurezza dei trasporti ed ai servizi per studenti e lavorator pendolari.
Il 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto
sulla mobilità militare dell’Unione, poi approvato dal Parlamento europeo a
larga maggioranza il 17 dicembre successivo.
Un passo ulteriore verso una “Schengen militare”.
Questa misura, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione
dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e
nella Defence Readiness Roadmap 2030.
Il pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro
il 2027; per questo prevede 17,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del
prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500
progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura
lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare, potenziare e
proteggere le infrastrutture strategiche.
Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre
il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility
nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia
di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono
concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il
finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo
scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 € erogati
all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La
Spezia Marittima.
È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo
terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari,
vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).La
linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo
nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev.
Dal 23 al 29 marzo l’assemblea Antimilitarista ha lanciato una settimana di
informazione e lotta contro la logistica militare ferroviaria.
Ne abbiamo parlato con Tiziano Antonelli del Coordinamento antimilitarista
livornese, che lo scorso 12 marzo ha partecipato alle iniziative che hanno
rallentato di diverse ore un treno di munizioni diretto a Palmanova
Ascolta la diretta:
Una puntata di Ponte Radio completamente dedicata alla figura della studiosa
italo-statunitense, con molte voci a contribuire per restituire una
sfaccettatura complessa della sua produzione teorica e delle sue sfide al
femminismo in senso critico, sia quelle più conosciute in Italia che quelle
ancora rimaste non tradotte (purtroppo).
Attraverso l’uso del cinema come specchio e ri(n)flessione della società e delle
strutture di potere che la attraversano e che psichicamente attraversano gli
individui, Teresa De Lauretis ci permette di raccontarla alla radio usando parte
della filmografia da lei analizzata.
Intervengono nel podcast:
Cristina Voto, Cristian Lo Iacono, Goffredo Polizzi, Irene Villa.
Qui trovate il podcast integrale della puntata:
“Il 28 marzo alle ore 15 scendiamo in piazza a Niscemi, la città del MUOS, per
una manifestazione contro la guerra e contro l’uso delle basi militari degli
Stati Uniti in Italia.
Nel cuore della sughereta di Niscemi si trovano la NRTF (Naval Radio Transmitter
Facility) e il MUOS (Mobile User Objective System): due installazioni militari
della US Navy, operative ogni giorno dell’anno e destinate esclusivamente alle
comunicazioni militari statunitensi.
Da qui passano ogni giorno i segnali che coordinano operazioni militari,
missioni e guerre in diversi teatri del mondo. Non sono strutture simboliche o
passive e nemmeno strumenti di difesa: sono nodi operativi della macchina
bellica statunitense.
Questo significa una cosa molto semplice: gli Stati Uniti fanno comodamente la
guerra da casa nostra.”
Ne abbiamo parlato con Antonio Rampolla, movimento No Muos
Ascolta la diretta:
La Commissione di Garanzia sugli scioperi l’11 marzo ha deciso di estendere alla
logistica le limitazioni previste dalla Legge 146/1990, equiparandola di fatto
ai servizi pubblici essenziali. Una decisione che introduce obblighi di
preavviso, procedure di raffreddamento e prestazioni indispensabili lungo
l’intera filiera logistica, ribaltando un orientamento consolidato in 30 anni di
applicazione. Una pronuncia tutt’altro che tecnica, una scelta politica precisa,
quella di attaccare ulteriormente le lotte di lavorator*, che in questi anni
hanno ottenuto miglioramenti importanti sia sul piano salariale che delle
condizioni di lavoro.
Ne abbiamo parlato con Antonio Amoroso della Cub Trasporti
Ascolta la diretta:
Iran. Terra bruciata
A più di tresettimane dall’inizio dell’attacco israelo-statunitense all’Iran, il
presidente statunitense Donald Trump ha giocato con scarso sccesso la carta di
scaricare sugli alleati NATO e sull’UE la riapertura dello stretto di Hormuz.
Una guerra iniziata con attacchi contro obiettivi militari e di sicurezza ha
fatto il salto di qualità: con la distruzione sistematica delle infrastrutture
civili da cui dipendono 90 milioni di persone. Elettricità. Acqua. Ospedali. Le
condizioni fondamentali della vita stessa.
In Iran e nell’isola di Khārk continuano i bombardamenti.
Sullo sfondo i negoziati mediati da Pakistan, Emirati ed Egitto. Realtà o farsa?
Ne abbiamo parlato con Ahmad Rafat, giornalista iraniano
Ascolta la diretta:
“Steamboy”
Scaletta:
-“Raid by the Airship”- Steve Jablonsky (“Steamboy Orig…”; 2004);
-“Intro”- Gorillaz (“Demon Days”; 2005);
-“Opportunity”- The Charlatans (“Some Friendly”; 1990);
-“dlp 1.1.7”- William Basinski (“The Disintegration Loops”; 2002);
-“Sphere”- Federico Albanese (“The Houseboat and the …”; 2014);
-“Chase”- Giorgio Moroder (7″; 1978);
-“Your Time Is Gonna Come”- Led Zeppelin (“Led Zeppelin”; 1969);
-“Science Fair”- Black Country, New Road (“For the First…”; 2021);
-“I Wanna Be Your Lover”- La Bionda (“I Wanna Be Your L…”; 1980);
-“Guerra”- Litfiba (“Desaparecido”; 1985);
-“La torre di Babele”- Edoardo Bennato (“La torre di Babele; 1976);
-“The Freeze”- Spandau Ballet (“Journeys To Glory”; 1981);
-“Babylero”- Coil (“Horse Rotorvator”; 1986)