Dall’8 gennaio 2026, dodicesimo giorno delle proteste in Iran, le autorità
iraniane hanno imposto una chiusura quasi totale di Internet, uno scenario
sempre più frequente nel mondo. Domenica un attacco hacker ha interrotto le
trasmissioni della televisione di stato iraniana per mandare in onda un filmato
in sostegno di Reza Pahlavi, il figlio dell’ex scià di Persia che ora vive in
esilio negli Stati Uniti, in cui Pahlavi invita i militari a ribellarsi al
regime iraniano.
Insieme a Ginox, parliamo di Iran, delle proteste delle ultime settimane, del
blocco di internet nel Paese, di cyberwarfare, e della prestigiosa Unità 8200,
corpo di élite dell’esercito israeliano a cui sono demandate le azioni di
controllo dello spazio cibernetico ed elettromagnetico a guardia dei confini
invisibili dello stato ebraico.
Citati nella puntata:
Le cyber-operazioni israeliane e la “guerra ombra” contro l’Iran:
dall’operazione Stuxnet al conflitto del giugno 2025 – articolo di Ict Security
Magazine
Le proteste in Iran sotto l’assedio di nemici interni ed esterni – Un report di
Roja sulla recente insurrezione di massa
Uprising is “genuine self-organisation by ordinary people” – Interview with
members of Anarchist Front
Source - Radio Blackout 105.25FM
Since 1992 One Station Against The Nation
In queste ultime settimane il Confederalismo democratico, l’esperienza curda di
autogoverno del Rojava,è sotto attacco. Gli scontri tra le Forze siriane
democratiche – l’esercito rivoluzionario del Rojava – e le truppe del governo di
transizione siriano di Al-Jolani/Al-Sharaa sono durissimi: si tratta di una
guerra che nasce in un clima politico a livello globale che si nutre di violenza
imperialista e coloniale. Le bande di Al Jolani stanno facendo il lavoro sporco
per Erdogan spingendo le SDF oltre il fiume Eufrate e assediando Kobane città
martire che resistette all’assedio dell’Isis nel 2014/2015.
Nonostante svariati cessate il fuoco non rispettati le forze di Damasco hanno
preso la strategica diga di al-Tabqa, Raqqa che si trova vicino ai pozzi
petroliferi ed hanno espulso dai quartieri di Sheikh Maqsoud e al-Ashrafiyah di
Aleppo i cittadini curdi.
Le voci di accordi che prevedono la resa delle SDF che dovrebbero confluire
nell’esercito siriano sono state smentite ,in Rojava c’è la mobilitazione
generale per l’autodifesa ,centinaia di giovani si sono mossi dalla Turchia e
dall’Iraq per sostenere la resistenza curda .Le milizie ex Al nusra ora al
governo a Damasco hanno liberato centinaia di prigionieri dell’Isis dalla
prigionr di Al Aqtan.
La popolazione pur consapevole della delicata situazione è determinata a
resistere e garantire il diritto all’esistenza dell’esperimento del
confederalismo democratico curdo ,non è la prima volta che i curdi si trovano
sotto attacco ,dalla resistenza curda arriva un invito alla mobilitazione e al
sostegno militante al Rojava .
Ne parliamo con una compagna dalla Comune internazionalista in Rojava
all’interno dell’amministrazione autonoma della Siria del nord est
La repressione della resistenza palestinese si intensifica ovunque.
Ci siamo concentrat* sulla persecuzione che sta subendo in inghilterra Palestine
Action. Il governo inglese non ha infatti perso occasione di tacciare i
milantanti propal di essere “terroristi” e che come tali vanno dunque trattati.
E’ notizia del 16 gennaio che il governo del Regno Unito ha applicato le norme
antiterrorismo post-11 settembre ai membri di Palestine Action, per aver
compiuto sanzionamenti nei confronti di produttori di armi che rifornivano
l’esercito israeliano.
Abbiamo voluto iniziare dalla storia di Palestine Action in Inghilterra
attraverso la lettura di un articolo tratto da Le Monde e poi attraverso il blog
di Alessandro Ferretti. (Grazie Alex).
Siamo poi riusciti a farci inviare un vocale da una compagna di Palestine Action
per gli ultimi aggiornamenti.
Infine siamo tornati in Italia per un aggiornamento e un’analisi della condanna
di Anan Yaeesh avvenuta il 16 gennaio.
Qui di seguito potete ascoltare l’intera puntata.
Questo invece l’audio sulla soria di Palestine Action ripercorsa attraverso la
lettura dell’articolo di Le Monde e del blog di Alessandro Ferretti.
Qui potete ascoltare il contributo sugli ultimi aggiornamenti dall’Inghilterra.
Questo infine l’audio della telefonata con una compagna di Complici e Solidali
per l’aggiornamento dopo la condanna di Anan Yaeesh.
#TRACKLIST#
Lord Spikeheart – ANVNNAKI
SUMAC – World of Light (Moor Mother remix)
Rx Cowboy & Normal Writing – GENGHIS KHAN
Shinra Knives and Tenshi – Safe House
Gloomstone – P l a s t i c
WYDMA – squashed
Frazer Lambert – How Long Jah
Stonecirclesampler – The Drawing SCS Remix
maral – big hands
T.NO – D.B.F.
maral feat. yatta – retrofit
Saint Abdullah – Dom Pezeshk
Low End Activist X Tia Talks – Fake Idols
Damna – Mass
Herbalistek – pseudospiritual
The Idealist – Hallucination Dub
Mantua – I look for you
AshTreJinkins – asleep
.. prima messinscena dell’anno con rally_k.. resti di una domenica in bocciofila
..
grz aaaaa
Maken Melodie – Sam Gendel, Nate Mercerau
Slink d’Ivy – Hiele
Ton odeur – Scarlatine
Jan Dau Melhau & Bernat Combi – L’eschantit
Orange Tone – Soft Strata
The Orb – The 10 Sultans of Rudyard (MooMoo Mix)
Daiana – Sorbetto verde
Daiana – Bialera
Nusrat Fateh Ali Khan, Michael Brook
Pow R toc H – Pink Floyd
Trecca – Everest Magma
Colour in the numbers – Broadcast
Symphonie fantastique – Hector Berlioz
Chuncho – Yma Sumac
Anatamohayaku, Saa – Aquadab & MC A
Slap – Seth Graham
Lunar mansions – F.ampism
Body – Gia Margaret
PAIRI DAEZA – SOLEKIN FACE A
Ces Affiches de toi – Balladur
Forest, Tales, Cities, Forests: VII – Giorgi Koberidze
The Spider & The Fly – Bobby Christian With The Allen Sisters
Superlove – Next Week Revolution
Rotes Lied – Felix Kubin
Spiders – Ursula Sereghy
L’insignificante – Renato Grieco
L’ultimo articolo di Sandro Moiso Il nuovo disordina mondiale / 32 – L’ultima
Thule tra Nato, petrolio, terre rare e…guano traccia gli elementi storici che
spiegano la “crisi” della NATO nella sua attualità, sino ad arrivare alla
strategia USA per rafforzare il suo dominio a livello globale.
Il caso della Groenlandia è un esempio, ma anche il Venezuela, l’Iran e la Siria
rientrano in questa strategia di caos e guerra psicologica in cui le
dichiarazioni di Trump, come quelle espresse a Davos al World Economic Forum,
sono fumose, senza garanzie né certezze. E sull’andamento ondivago delle sue
esternazioni i mercati e la finanza fluttuano seguendone la musica.
Con il piano RearmEu l’Unione Europea ha definito la rotta: investimenti e voci
di spesa vanno dirottati nelle aziende belliche e per le armi, la difesa è ormai
un mantra nel linguaggio europeo, utilizzato anche per giustificare l’uso di
fondi originariamente destinati alla transizione ecologica per l’industria delle
armi.
L’inchiesta coordinata da Voxeurop, risultato della collaborazione con El
País, IrpiMedia e Mediapart, riporta dati importanti rispetto ai meccanismi
relativi agli investimenti della finanza sostenibile, un settore dal quale
l’industria bellica non ha intenzione di rimanere esclusa.
Ne parliamo con Carlotta Indiano, giornalista indipendente di IrpiMedia che ha
collaborato all’inchiesta
Playlist:
ROB-FUNKY ROB WAY
GERALDO PINO-LET THEM TALK
JONI HAASTRUP-WAKE YOUR MIND
TALA A.M.-BLACK GOLD
BLO-RHYTHM OF LOVE
JO BISSO-GIVE IT UP
MATATA-WHAT’S THE STUFF
PASTEUR LAPPE-NA REAL SEKELE FO YA
WILLIE SONGUE ET LES SHOWMAN-MONI NGAN
THE APOSTLES-NEVER TOO LATE
ORLANDO JULIUS-AFRO BLUES
La feroce repressione alle recenti proteste anti-governative in Iran è stata
accompagnata da uno spegnimento totale della rete internet.
Questo ha limitato fortemente le notizie sulle proteste, e ha riaperto il
dibattito sulla censura di Internet e dei metodi per aggirarla.
Per capirci qualcosa, ne parliamo con Arturo Filastò, fondatore di OONI (Open
Observatory Network Interface), una comunità che misura la censura online.
Nel finale parliamo del rapporto conflittuale del governo biellorusso con la
comunità terribile dei radioamatori.
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di
Murat Cinar, giornalista, sull’evento dal titolo:
“Il Rojava è sotto attacco”:
EVENTO INFORMATIVO a TORINO, giovedì 22
gennaio 2026 alle ore 18 al Campus Einaudi.
“COSA STA SUCCEDENDO IN SIRIA?
Dal 6 gennaio il governo ad interim siriano di al-Jolani (che ha guidato prima
al Nusra e poi affiliato ad al Qaeda, ora a capo delle HTS) sta attaccando
brutalmente la popolazione civile, prima nei quartieri curdi di Sheikh Maqsud e
Ashrafiya ad Aleppo, poi nelle città di Tabqa e Raqqa, e da poche ore anche la
città di Kobane. L’intento è eliminare la popolazione curda (dopo drusi e
alawiti) e l’esperienza rivoluzionaria dell’Amministrazione Autonoma Democratica
della Siria del Nord Est(DAANES), nei territori del Rojava (il Kurdistan
siriano).
La DAANES è una regione in cui diversi popoli – curdi, arabi, siriaci,
turcomanni e altri – convivono pacificamente in un sistema di auto-governo
basato sui pilastri del confederalismo democratico: democrazia radicale,
ecologia sociale e liberazione della donna. Le Forza Democratiche Siriane (SDF)
che ora difendono la DAANES sono le stesse forze che con YPG e YPJ combattevano
l’ISIS dieci anni fa.
Nonostante i diversi accordi per un cessate il fuoco tra HTS e SDF (Forze
Democratiche Siriane), non si interrompono gli attacchi ai civili, agli
ospedali, alle infrastrutture fondamentali della società della DAANES.
La resistenza del Rojava e la proposta della DAANES sono un esempio nella storia
dei popoli oppressi di una vita costruita su valori e principi di democrazia,
giustizia e uguaglianza: per questo è necessario difendere la rivoluzione in
Rojava!
Parleremo meglio della situazione attuale, degli attori in campo e della
vita nella DAANES questo giovedì.”
Buon ascolto
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Il secondo argomento della serata è stato quello delle lotte nel mondo della
logistica piemontese, in particolare andiamo a trattare le vicende avvenute
negli stabilimenti della Team Works di Biella, azienda in appalto al colosso
BRT.
Intervistando Max, coordinatore logistica USB del Piemonte, ci siamo addentrati
nei dettagli della vicenda, ma abbiamo anche tracciato un quadro delle
problematiche quotidiane dei drivers, costretti a stare alle regole date da
contrattazioni stipulate tra aziende e sindacati confederali; dai comunicati di
USB sul web:
“Assemblea negata nei locali aziendali si trasforma in picchetto di protesta,
che ha interrotto il transito delle spedizioni dalle 8 fino alle 11.30.
USB chiedeva all’azienda Team Work srl, in appalto Bartolini, oltre il diritto
di assemblea, la disponibilità a discutere l’orario di lavoro di 39 ore
settimanali in luogo delle 42 stabilite dagli accordi e dal CCNL capestro a
firma CGIL CISL UIL, ritmi di lavoro meno usuranti e nel rispetto della
sicurezza, la cessazione delle ritorsioni agli iscritti USB operate attraverso
sfilza di provvedimenti disciplinari.
La lotta di USB contro lo sfruttamento negli appalti della logistica prosegue!”
Buon ascolto
“1 ora di selezione musicale liquida, basso come trasformazione e ritmi per
riconnettere il corpo allo spazio circostante.
1+1 != 2
Primo giorno di scuola, primo giorno di club.
Riempiendo le crepe d’infanzia con frequenze calde ed estatiche.”
AQT cura una trasmissione sulla radio on air indipendente toscana FANGO RADIO,
qui per ascoltare le puntate:
https://www.fangoradio.com/shows/418
@densga_ze_aqt
RESISTENZA POPOLARE ALL’OCCUPAZIONE DI MINNEAPOLIS
Prosegue l’occupazione militare di Minneapolis da parte dell’ICE. Prima e dopo
l’uccisione di Renee Good, un vasto movimento popolare si è organizzato per
rispondere alla violenza delle milizie federali. L’ICE ha represso la
solidarietà e la rabbia della popolazione con crescete violenza e con più di 170
arresti di persone con documenti americani, in quella che ormai è una prova di
forza che trascende il controllo delle frontiere. L’ICE, è un esercito costruito
negli anni da amministrazioni repubblicane e democratiche che Trum sta
utilizzando per testare la sua capacità di reprimere il dissenso. In questo
approfondimento analizziamo l’uso di tecnologie sorveglianti da parte di ICE, la
torsione repressiva e propagandistica delle politiche di frontiera coi suoi
impatti macroeconomici negli USA, le preocupanti similitudini con la riforma
delle agenzie europee Europol e Frontex. Parleremo, grazie al contributo diretto
di chi si organizza a Minneapolis, dei Network di Rapid Response, delle
possibilità di ribaltare le geometrie ottiche della sorveglianza e delle
tensioni interne ai movimenti di autodifesa vicinale negli Stati Uniti.
Ulteriore materiale di approfondimento sui Rapid Response Networks e sulle
tecnologie sorveglianti in dotazione ad ICE
INGERENZE SIONISTE NELLA GIUSTIZIA OCCIDENTALE
Dopo un rapido aggiornamento sulla lotta dei Prisoners for Palestine in sciopero
della fame parliamo delle ingerenze dello stato sionista nei sistemi di
giustizia internazionali e nazionali degli alleati occidentali.