Overjoy 266 – Martedì 3 Marzo 2026 – il programma di oggi è condotto da Robi
Kumina Beat Overjoy 267 – Martedì 10 Marzo 2026 – Nella prima parte di oggi
ascoltiamo un mix di brani di Bob Marley ìmixati miraflowers nel 2005 con
qualche scratch, e nella seconda parte una selezione esclusiva delle tracce che
Jah Observer ha suoinato in una delle sue chiamate a Torino. Dubplate warning!!!
Source - Radio Blackout 105.25FM
Since 1992 One Station Against The Nation
PUNTATA con Manu DubSide & Massimo DJ Isaro’
Continua la saga di Rolling nella grande musica a cavallo tra i due secoli,
quando la scena hiphop si apre e contamina la musica nel suo complesso,
rivoluzionando il modo di comporla e ascoltarla.
Negli ultimi mesi abbiamo ascoltato l’olimpo del neo-soul di quegli anni, oggi
apriamo il capitolo su chi ha prodotto quel sound inconfondibile, gettando le
basi per tutto quello che è venuto dopo, nel rap, nel soul, nell’ RnB, nel jazz
e perfino nel pop.
Producers e compositori, figure ormai praticamente fuse e che, a partire dagli
anni ’90, sono diventati uno degli “ingredienti x” di qualsiasi progetto
musicale che abbia segnato il passo. L’informatica si diffonde a macchia d’olio,
le distanze geografiche vengono ridotte grazie a internet e una nuova
generazione inizia a fare musica. Insomma, i prodomi di quello che viviamo oggi.
C’è una figura che ha vissuto a cavallo di questo cambiamento, che abbiamo già
citato e soprattutto ascoltato nelle ultime puntate, soprattutto con la Badu, di
chi sto parlando? Ovviamente di J Dilla, al secolo James Dewitt Yancey, anche
conosciuto come come Jay Dee. Il maestro del nuovo sound, il genio musicale dei
Soulquorians di cui è stato uno dei fondatori.
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati con la prima parte, stiamo ascoltando
Mama’s Gun, il secondo album di Erykah Badu, e stiamo parlando delle sue musiche
e contenuti.
La scorsa puntata ci siamo concentrati sulle collaborazioni e su chi ha
contribuito a comporlo e registrarlo, in particolare i Soulquorians.
In questa puntata approfondiremo il movimento Afrofuturista, i cui immaginari si
ritrovano nell’album e più in generale nella musica ed estetica della Badu, che
è una delle sue rappresentanti più note.
L’attacco Usa-Israele (ma soprattutto Usa) ha come obiettivo il condizionamento
delle traiettorie di export delle materie prime, in primis il petrolio, nei
confronti della Cina. Non è un caso che gli interventi militari targati Trump
abbiano colpito Venezuela e Iran, tra i principali esportatori di petrolio verso
la Cina.
Nel caso del Venezuela, ampiamente ricattabile se non ha più il controllo sulle
riserve petrolifere, la nuova amministrazione Rodríguez ha dovuto sottomettersi
al ricatto del grande capitale statunitense. Difficilmente ciò potrà avvenire
con l’Iran, la cui teocrazia detiene saldamente il controllo statale delle
riserve petrolifere. Anzi, il posizionamento geo-strategico dell’Iran potrebbe
portare conseguenze negative per le stesse economie occidentali.
E i segnali ci sono già tutti: il prezzo del petrolio è schizzato a 100 dollari
al barile.
Ogni giorno attraverso lo stretto di Hormuz transitano circa 20 milioni di
barili tra greggio e prodotti petroliferi. Oltre il 20% del consumo mondiale.
Circa il 70% delle riserve produttive Opec+ si trova nei Paesi del Golf che sono
a loro volta bloccati. Arabia Saudita, Iraq, Kuwait ed Emirati non riescono a
esportare normalmente.
Ne abbiamo parlato con l’economista Andrea Fumagalli, autore di un articolo
uscito su Effimera che potete leggere qui
Ascolta la diretta:
Le stragi di migranti di gennaio sono stragi di Stato, derivanti dalla chiusura
sempre più forte delle frontiere decisa dal governo Meloni.
Lo stato italiano sostiene i governi di alcuni stati del Nordafrica nelle loro
politiche razziste e violente, volte a terrorizzare chi, soprattutto provenendo
da paesi subsahariani, vive sulle coste e nelle città in attesa di imbarcarsi
per l’Europa. Queste violenze, spesso condotte da forze di polizia addestrate e
finanziate dalla stessa UE, mettono a rischio la vita e la sicurezza di migliaia
di persone costringendole a partire anche nelle condizioni più disperate.
L’approvazione da parte del governo italiano lo scorso 11 febbraio di un nuovo
disegno di legge in materia di immigrazione, mentre ancora si contano i dispersi
di questa ennesima strage, suona come una rivendicazione da parte del governo di
questa politica assassina di frontiera.
E all’orizzonte si delinea la possibilità di trattenimenti alla frontiera di chi
viene sbarcato dalle navi delle ONG nei porti del nord, dove sono obbligate ad
attraccare.
Ne abbiamo parlato con Dario Antonelli, giornalista free lance
Ascolta la diretta:
Negli ultimi cinque anni l’Europa è diventata il principale importatore di armi
a livello globale.
Secondo i dati dell’ultimo rapporto pubblicato ieri dallo Stockholm
International Peace Research Institute (Sipri), le importazioni del vecchio
continente sono più che triplicate rispetto al quinquennio precedente.
L’Europa è ora la regione più importante per le importazioni di armi, mentre tra
il 2016 e il 2020 le principali regioni importatrici erano Asia e Oceania (42%
di tutte le importazioni) e Medio Oriente (32%). L’Europa si trovava al terzo
posto, ma molto più indietro (12%). Ora invece si posiziona al primo posto al
mondo con il 33% della quota. Seguono da vicino Asia e Oceania (31%) e Medio
Oriente (26%). “Il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha
spinto i trasferimenti globali di armi a un aumento di quasi il 10%”, osserva
Mathew George, uno degli autori del nuovo studio Sipri.
La crescita è determinata soprattutto dalla guerra in Ucraina e dal
rafforzamento delle capacità militari degli stati europei. Allo stesso tempo, le
esportazioni totali degli Stati Uniti, il principale fornitore di armi al mondo,
sono aumentate del 27%. Questo include un aumento del 217% delle esportazioni di
armi statunitensi verso l’Europa, specifica il Sipri.
Ne abbiamo parlato con Carlo Tombola di Weapon Watch
Ascolta la diretta:
Nuovo viaggio del vostro dirigibile elettronico nell’etere torinese. In questa
puntata Yashin ha selezionato le tracce di Dearly Departure David Pasajero
KafkaCtrl Dark Vektor Otherend SVK (LT) PULSE Viggo Dyst Interstellar Funk
Kerrie Oshana SameSame Deetron presents Soulmate. Label scelte JUNGLE GYM Noise
To Meet You Eudemonia PZ Neptune Discs Shall Not Fade Dolly Tresor Records
Altered CircuitsRead Neptune Discs Ilian Tape
IN QUESTA PUNTATA:
► 08:32: “I rimedi della nonna: quando le credenze popolari incontrano la
scienza e si sentono giudicate” con la Biologa Tecla e il Chimico Elio. È vero
che non bisogna bere acqua durante i pasti? Ed è vero che il limone “cuoce” gli
alimenti?
► 20:48: intervista a Nacho Vegas, cantautore asturiano, che ha scritto “Seis
pardales”, canzone sul caso de “Las 6 de la Suiza”, lavoratrici condannate per
sindacalismo insieme alla CNT. Ad aiutarci a ricostruire il caso anche la
giornalista Laura L. Ruiz
► 40:37: “Curiosità a caso” con Radiospalla Sol sul perché le donne impegnate in
politica vengono spesso soprannominate “pasionaria”. La storia della Pasionaria
originale, Dolores Ibárruri, figura fondamentale dell’antifascismo spagnolo
► 50:17: “Putagè c’era” con la nostra intervista a Randa Jarrar, scrittrice
palestinese queer, che abbiamo incontrato a Torino in occasione della
presentazione di “Io, lui e Muhammad Ali”
► 1:02:02:“I nomi delle vie, spiegati così così” sulla tragica situazione della
toponomastica torinese dedicata alle donne, con qualche rara eccezione come le
vittime di femminicidio Tina Motoc e Silvana Allasia e la giornalista
antifascista Felicita Ferrero
► 1:07:25: aggiornamenti da Non Una Di Meno con Maria, che ci ricorda le
iniziative del lungo fine settimana dell’8 marzo
► 1:17:07:“Poesie al telefono” con Carlotta da Bruxelles, che ci legge “Ti
ricostruirò, o terra” di Simin Behbahani e ci racconta com’è andato l’8 marzo
nella capitale belga
E POI QUESTE CANZONI:
– Les Amazones d’Afrique “Queen Kuruma”
– The Selecter “Out on the Streets”
– Nacho Vegas feat. Rodrigo Cuevas & L-R “Seis pardales”
– Marwa Loud “Bad Boy”
– Aldous Harding “Fever”
– Little Simz feat. Michael Kiwanuka & Yuseef Dayes “Lotus”
– Wet Leg “Mangetout”
Più info su: www.putage.net
Sabato 14 marzo h14.30 piazza XVIII Dicembre (Torino)
Corteo regionale “Criminale è chi sostiene il genocidio, non chi lotta contro
esso” : Contro il Board of Peace e DDL Antisemitismo.
Il 4 marzo è stato approvato al Senato il disegno di legge Romeo (S.1004),
intitolato “Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di
antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo”. Si tratta di
un DDL che, attraverso l’adozione formale della definizione operativa di
antisemitismo promossa dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA),
mira a sovrapporre in modo deliberato e strumentale l’antisemitismo — cioè
l’odio e la discriminazione verso le persone di religione o origine ebraica —
con l’antisionismo e la critica allo Stato di Israele e alle sue politiche
coloniali e genocidiarie.
Il disegno di legge, che ha assorbito al suo interno precedenti tentativi
legislativi come quelli promossi da Delrio e Gasparri, pur presentandosi in una
forma più attenuata e meno esplicita rispetto alle versioni precedenti, va nella
direzione di limitare la libertà di espressione, la ricerca accademica e la
legittima critica politica. Questo avviene proprio a causa dell’equivalenza che
la definizione adottata tende a stabilire tra antisemitismo e critica alle
politiche dello Stato di Israele e antisionismo, cioè il dissenso verso uno
specifico progetto politico.
Pacchetto sicurezza dopo pacchetto sicurezza, anche questo DDL si inserisce in
un quadro più ampio di repressione del movimento pro-Palestina degli ultimi
mesi. La sua approvazione dimostra come le volontà del governo (così come di
buona parte dell’opposizione) abbiano poco a che fare con la reale tutela dalle
forme di odio razziale e mirino piuttosto a restringere gli spazi di agibilità
politica e a reprimere un movimento vastissimo che non solo si oppone alle
politiche genocidiarie e coloniali dello Stato di Israele, ma denuncia anche il
collaborazionismo e le complicità materiali di cui lo Stato italiano si è reso
responsabile.
Per fare il punto sul DDL Romeo — su cosa prevede, quando potrebbe entrare in
vigore e sulla definizione dell’IHRA — ne abbiamo parlato con Alessandra
Algostino, giurista e docente di diritto costituzionale all’Università di
Torino.
Qui c’è l’audio di tutta la trasmissione:
Nella trasmissione di oggi abbiamo fatto partre il consueto lungo viaggio di
bizarre dall’Etiopia per attraversare diverse volte l’Oceano Atlantico ed
approdare poi in Malawi da dove proviene la Maladitso Band di cui abbiamo
scoperto l’avventurosa storia attraverso il film The Banjo Boys diretto da Johan
Nayar.
Quil’audio dedicato a Banjo Boys:
Nella seconda parte della trasmissione poi, abbiamo continuato a parlare di
cinema con un bel seiparietto dedicato a The butthole Sufres: the hole truth and
nothing butt. diretto da Tom Stern.
Qui l’audio dedicato a the hole truth and nothing butt:
Dopo una settimana fittissima di appuntamenti a cura di Non una di meno, è stato
un lungo weekend di iniziative transfemministe, a Torino come in tutta Italia e
nel mondo. Sabato 7 un grande corteo ha attraversato il centro città, domenica 8
ci sono state iniziative transfemministe nei quartieri di San Salvario, Cenisia,
Barriera di Milano, Vanchiglia e in provincia, a Susa, Avigliana e Grugliasco.
Oggi, nel giornata di sciopero generale l’Assemblea precaria universitaria ha
organizzato un flash mob per denunciare la condizione di precarietà nel settore
accademico. L’iniziativa è stata presentata con lo slogan “Il precariato è una
corsa a ostacoli” e ha coinvolto il percorso di accesso all’aula in cui era
prevista la seduta del Senato accademico. Lungo la balconata del rettorato, il
collettivo ha disposto fili, scatole e barriere simboliche, costringendo i
componenti del Senato a superare fisicamente alcuni ostacoli prima di entrare in
aula. Sul percorso sono stati inoltre collocati fogli e cartelli con riferimenti
a situazioni descritte come frequenti nella vita dei lavoratori precari
dell’università, tra cui mancati rinnovi contrattuali dopo anni di attività,
flessibilità obbligata e mobilità geografica.
Alle 10 è iniziato il partecipato presidio al tribunale di Torino contro il Ddl
Bongiorno, che si è trasformato in corteo dopo qualche ora. Le conseguenze
dell’approvazione del DdL Bongiorno, di modifica della attuale legge sulla
violenza sessuale, sarebbero molto gravi, soprattutto nei contesti familiari e
coniugali, e per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno
registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti
lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è
già esposta a vittimizzazione secondaria.
Inoltre, la bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di
Opzione Donna e i dati sul gender pay gap, smascherano un governo che fa
propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene. Le
donne, le persone giovani e giovanissime, trans, razzializzate, disabili vengono
espulse dal mondo del lavoro e pagano la guerra e il riarmo con l’aumento del
lavoro povero e precario, il part time imposto, l’aumento dei prezzi e la
distruzione del welfare.
Questo 8 marzo si è svolto con un nuovo fronte di guerra aperto, quello contro
l’Iran e, scenario in cui ancora una volta è la popolazione civile a pagare un
prezzo altissimo per la
repressione da parte del Regime e per l’attacco israelo-americano, e lx
transfemministx in piazza hanno ribadito il sanguinoso nesso tra patriarcato e
guerra.
Abbiamo contattato Daniela, di NUDM, in diretta dal presidio al tribunale, che
ci ha parlato della giornata di sciopero transfemminista di oggi, del flash mob
in Rettorato, della necessità di opporsi al Ddl Bongiorno. La giornata di
sciopero e lotta transfemminista prosegue: alle 16, assemblea in Università.