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Since 1992 One Station Against The Nation

Overjoy 266 & 267@1
Overjoy 266 – Martedì 3 Marzo 2026 – il programma di oggi è condotto da Robi Kumina Beat Overjoy 267 – Martedì 10 Marzo 2026 – Nella prima parte di oggi ascoltiamo un mix di brani di Bob Marley ìmixati miraflowers nel 2005 con qualche scratch, e nella seconda parte una selezione esclusiva delle tracce che Jah Observer ha suoinato in una delle sue chiamate a Torino. Dubplate warning!!!
dub
OverJoy
reggae
roots
44. The Donut of the Heart: il battito di J-Dilla pt.1
Continua la saga di Rolling nella grande musica a cavallo tra i due secoli, quando la scena hiphop si apre e contamina la musica nel suo complesso, rivoluzionando il modo di comporla e ascoltarla. Negli ultimi mesi abbiamo ascoltato l’olimpo del neo-soul di quegli anni, oggi apriamo il capitolo su chi ha prodotto quel sound inconfondibile, gettando le basi per tutto quello che è venuto dopo, nel rap, nel soul, nell’ RnB, nel jazz e perfino nel pop. Producers e compositori, figure ormai praticamente fuse e che, a partire dagli anni ’90, sono diventati uno degli “ingredienti x” di qualsiasi progetto musicale che abbia segnato il passo. L’informatica si diffonde a macchia d’olio, le distanze geografiche vengono ridotte grazie a internet e una nuova generazione inizia a fare musica. Insomma, i prodomi di quello che viviamo oggi. C’è una figura che ha vissuto a cavallo di questo cambiamento, che abbiamo già citato e soprattutto ascoltato nelle ultime puntate, soprattutto con la Badu, di chi sto parlando? Ovviamente di J Dilla, al secolo James Dewitt Yancey, anche conosciuto come come Jay Dee. Il maestro del nuovo sound, il genio musicale dei Soulquorians di cui è stato uno dei fondatori.
elettronica
soul
sampling
jazz
electronic
43. Bag Lady: soul cosmico, tra passato e futuro pt.2
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati con la prima parte, stiamo ascoltando Mama’s Gun, il secondo album di Erykah Badu, e stiamo parlando delle sue musiche e contenuti. La scorsa puntata ci siamo concentrati sulle collaborazioni e su chi ha contribuito a comporlo e registrarlo, in particolare i Soulquorians. In questa puntata approfondiremo il movimento Afrofuturista, i cui immaginari si ritrovano nell’album e più in generale nella musica ed estetica della Badu, che è una delle sue rappresentanti più note.
soul
jazz
hip hop
neo soul
RnB
Iran. Ragioni ed effetti economici della guerra
L’attacco Usa-Israele (ma soprattutto Usa) ha come obiettivo il condizionamento delle traiettorie di export delle materie prime, in primis il petrolio, nei confronti della Cina. Non è un caso che gli interventi militari targati Trump abbiano colpito Venezuela e Iran, tra i principali esportatori di petrolio verso la Cina. Nel caso del Venezuela, ampiamente ricattabile se non ha più il controllo sulle riserve petrolifere, la nuova amministrazione Rodríguez ha dovuto sottomettersi al ricatto del grande capitale statunitense. Difficilmente ciò potrà avvenire con l’Iran, la cui teocrazia detiene saldamente il controllo statale delle riserve petrolifere. Anzi, il posizionamento geo-strategico dell’Iran potrebbe portare conseguenze negative per le stesse economie occidentali. E i segnali ci sono già tutti: il prezzo del petrolio è schizzato a 100 dollari al barile. Ogni giorno attraverso lo stretto di Hormuz transitano circa 20 milioni di barili tra greggio e prodotti petroliferi. Oltre il 20% del consumo mondiale. Circa il 70% delle riserve produttive Opec+ si trova nei Paesi del Golf che sono a loro volta bloccati. Arabia Saudita, Iraq, Kuwait ed Emirati non riescono a esportare normalmente. Ne abbiamo parlato con l’economista Andrea Fumagalli, autore di un articolo uscito su Effimera che potete leggere qui Ascolta la diretta:
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Immigrazione. I confini sempre più blindati dell’Europa, la normalità delle stragi, nuovo patto per l’asilo e trattenimento in frontiera
Le stragi di migranti di gennaio sono stragi di Stato, derivanti dalla chiusura sempre più forte delle frontiere decisa dal governo Meloni. Lo stato italiano sostiene i governi di alcuni stati del Nordafrica nelle loro politiche razziste e violente, volte a terrorizzare chi, soprattutto provenendo da paesi subsahariani, vive sulle coste e nelle città in attesa di imbarcarsi per l’Europa. Queste violenze, spesso condotte da forze di polizia addestrate e finanziate dalla stessa UE, mettono a rischio la vita e la sicurezza di migliaia di persone costringendole a partire anche nelle condizioni più disperate. L’approvazione da parte del governo italiano lo scorso 11 febbraio di un nuovo disegno di legge in materia di immigrazione, mentre ancora si contano i dispersi di questa ennesima strage, suona come una rivendicazione da parte del governo di questa politica assassina di frontiera. E all’orizzonte si delinea la possibilità di trattenimenti alla frontiera di chi viene sbarcato dalle navi delle ONG nei porti del nord, dove sono obbligate ad attraccare. Ne abbiamo parlato con Dario Antonelli, giornalista free lance Ascolta la diretta:
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stragi in mare
trattenimento alla frontiera
Rapporto Sipri. Il boom nel commercio d’armi
Negli ultimi cinque anni l’Europa è diventata il principale importatore di armi a livello globale. Secondo i dati dell’ultimo rapporto pubblicato ieri dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), le importazioni del vecchio continente sono più che triplicate rispetto al quinquennio precedente. L’Europa è ora la regione più importante per le importazioni di armi, mentre tra il 2016 e il 2020 le principali regioni importatrici erano Asia e Oceania (42% di tutte le importazioni) e Medio Oriente (32%). L’Europa si trovava al terzo posto, ma molto più indietro (12%). Ora invece si posiziona al primo posto al mondo con il 33% della quota. Seguono da vicino Asia e Oceania (31%) e Medio Oriente (26%). “Il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha spinto i trasferimenti globali di armi a un aumento di quasi il 10%”, osserva Mathew George, uno degli autori del nuovo studio Sipri. La crescita è determinata soprattutto dalla guerra in Ucraina e dal rafforzamento delle capacità militari degli stati europei. Allo stesso tempo, le esportazioni totali degli Stati Uniti, il principale fornitore di armi al mondo, sono aumentate del 27%. Questo include un aumento del 217% delle esportazioni di armi statunitensi verso l’Europa, specifica il Sipri. Ne abbiamo parlato con Carlo Tombola di Weapon Watch Ascolta la diretta:
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ResetClub Podcast 6 Marzo 2026
Nuovo viaggio del vostro dirigibile elettronico nell’etere torinese. In questa puntata Yashin ha selezionato le tracce di Dearly Departure David Pasajero KafkaCtrl Dark Vektor Otherend SVK (LT) PULSE Viggo Dyst Interstellar Funk Kerrie Oshana SameSame Deetron presents Soulmate. Label scelte JUNGLE GYM Noise To Meet You Eudemonia PZ Neptune Discs Shall Not Fade Dolly Tresor Records Altered CircuitsRead Neptune Discs Ilian Tape
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#5 2025/26 (Nacho Vegas e il caso de “Las 6 de la Suiza”; Randa Jarrar, scrittrice palestinese queer)
IN QUESTA PUNTATA: ► 08:32: “I rimedi della nonna: quando le credenze popolari incontrano la scienza e si sentono giudicate” con la Biologa Tecla e il Chimico Elio. È vero che non bisogna bere acqua durante i pasti? Ed è vero che il limone “cuoce” gli alimenti? ► 20:48: intervista a Nacho Vegas, cantautore asturiano, che ha scritto “Seis pardales”, canzone sul caso de “Las 6 de la Suiza”, lavoratrici condannate per sindacalismo insieme alla CNT. Ad aiutarci a ricostruire il caso anche la giornalista Laura L. Ruiz ► 40:37: “Curiosità a caso” con Radiospalla Sol sul perché le donne impegnate in politica vengono spesso soprannominate “pasionaria”. La storia della Pasionaria originale, Dolores Ibárruri, figura fondamentale dell’antifascismo spagnolo ► 50:17: “Putagè c’era” con la nostra intervista a Randa Jarrar, scrittrice palestinese queer, che abbiamo incontrato a Torino in occasione della presentazione di “Io, lui e Muhammad Ali” ► 1:02:02:“I nomi delle vie, spiegati così così” sulla tragica situazione della toponomastica torinese dedicata alle donne, con qualche rara eccezione come le vittime di femminicidio Tina Motoc e Silvana Allasia e la giornalista antifascista Felicita Ferrero ► 1:07:25: aggiornamenti da Non Una Di Meno con Maria, che ci ricorda le iniziative del lungo fine settimana dell’8 marzo ► 1:17:07:“Poesie al telefono” con Carlotta da Bruxelles, che ci legge “Ti ricostruirò, o terra” di Simin Behbahani e ci racconta com’è andato l’8 marzo nella capitale belga E POI QUESTE CANZONI: – Les Amazones d’Afrique “Queen Kuruma” – The Selecter “Out on the Streets” – Nacho Vegas feat. Rodrigo Cuevas & L-R “Seis pardales” – Marwa Loud “Bad Boy” – Aldous Harding “Fever” – Little Simz feat. Michael Kiwanuka & Yuseef Dayes “Lotus” – Wet Leg “Mangetout” Più info su: www.putage.net
8marzo
Las6DeLaSuiza
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DDL Romeo: non contro l’antisemitismo, ma contro il dissenso
Sabato 14 marzo h14.30 piazza XVIII Dicembre (Torino) Corteo regionale “Criminale è chi sostiene il genocidio, non chi lotta contro esso” : Contro il Board of Peace e DDL Antisemitismo. Il 4 marzo è stato approvato al Senato il disegno di legge Romeo (S.1004), intitolato “Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo”. Si tratta di un DDL che, attraverso l’adozione formale della definizione operativa di antisemitismo promossa dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), mira a sovrapporre in modo deliberato e strumentale l’antisemitismo — cioè l’odio e la discriminazione verso le persone di religione o origine ebraica — con l’antisionismo e la critica allo Stato di Israele e alle sue politiche coloniali e genocidiarie. Il disegno di legge, che ha assorbito al suo interno precedenti tentativi legislativi come quelli promossi da Delrio e Gasparri, pur presentandosi in una forma più attenuata e meno esplicita rispetto alle versioni precedenti, va nella direzione di limitare la libertà di espressione, la ricerca accademica e la legittima critica politica. Questo avviene proprio a causa dell’equivalenza che la definizione adottata tende a stabilire tra antisemitismo e critica alle politiche dello Stato di Israele e antisionismo, cioè il dissenso verso uno specifico progetto politico. Pacchetto sicurezza dopo pacchetto sicurezza, anche questo DDL si inserisce in un quadro più ampio di repressione del movimento pro-Palestina degli ultimi mesi. La sua approvazione dimostra come le volontà del governo (così come di buona parte dell’opposizione) abbiano poco a che fare con la reale tutela dalle forme di odio razziale e mirino piuttosto a restringere gli spazi di agibilità politica e a reprimere un movimento vastissimo che non solo si oppone alle politiche genocidiarie e coloniali dello Stato di Israele, ma denuncia anche il collaborazionismo e le complicità materiali di cui lo Stato italiano si è reso responsabile. Per fare il punto sul DDL Romeo — su cosa prevede, quando potrebbe entrare in vigore e sulla definizione dell’IHRA — ne abbiamo parlato con Alessandra Algostino, giurista e docente di diritto costituzionale all’Università di Torino.
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torino
corteo
repressione
Blackout Inside
radio bizarre 7marzo2026@2
Qui c’è l’audio di tutta la trasmissione: Nella trasmissione di oggi abbiamo fatto partre il consueto lungo viaggio di bizarre dall’Etiopia per attraversare diverse volte l’Oceano Atlantico ed approdare poi in Malawi da dove proviene la Maladitso Band di cui abbiamo scoperto l’avventurosa storia attraverso il film The Banjo Boys diretto da Johan Nayar. Quil’audio dedicato a Banjo Boys: Nella seconda parte della trasmissione poi, abbiamo continuato a parlare di cinema con un bel seiparietto dedicato a The butthole Sufres: the hole truth and nothing butt. diretto da Tom Stern. Qui l’audio dedicato a the hole truth and nothing butt:
cinema
babatone
Bnajo boys
butthole surfers
johan nayar
Lotto, boicotto e sciopero
Dopo una settimana fittissima di appuntamenti a cura di Non una di meno, è stato un lungo weekend di iniziative transfemministe, a Torino come in tutta Italia e nel mondo. Sabato 7 un grande corteo ha attraversato il centro città, domenica 8 ci sono state iniziative transfemministe nei quartieri di San Salvario, Cenisia, Barriera di Milano, Vanchiglia e in provincia, a Susa, Avigliana e Grugliasco. Oggi, nel giornata di sciopero generale l’Assemblea precaria universitaria ha organizzato un flash mob per denunciare la condizione di precarietà nel settore accademico. L’iniziativa è stata presentata con lo slogan “Il precariato è una corsa a ostacoli” e ha coinvolto il percorso di accesso all’aula in cui era prevista la seduta del Senato accademico. Lungo la balconata del rettorato, il collettivo ha disposto fili, scatole e barriere simboliche, costringendo i componenti del Senato a superare fisicamente alcuni ostacoli prima di entrare in aula. Sul percorso sono stati inoltre collocati fogli e cartelli con riferimenti a situazioni descritte come frequenti nella vita dei lavoratori precari dell’università, tra cui mancati rinnovi contrattuali dopo anni di attività, flessibilità obbligata e mobilità geografica. Alle 10 è iniziato il partecipato presidio al tribunale di Torino contro il Ddl Bongiorno, che si è trasformato in corteo dopo qualche ora. Le conseguenze dell’approvazione del DdL Bongiorno, di modifica della attuale legge sulla violenza sessuale, sarebbero molto gravi, soprattutto nei contesti familiari e coniugali, e per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria. Inoltre, la bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna e i dati sul gender pay gap, smascherano un governo che fa propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene. Le donne, le persone giovani e giovanissime, trans, razzializzate, disabili vengono espulse dal mondo del lavoro e pagano la guerra e il riarmo con l’aumento del lavoro povero e precario, il part time imposto, l’aumento dei prezzi e la distruzione del welfare. Questo 8 marzo si è svolto con un nuovo fronte di guerra aperto, quello contro l’Iran e, scenario in cui ancora una volta è la popolazione civile a pagare un prezzo altissimo per la repressione da parte del Regime e per l’attacco israelo-americano, e lx transfemministx in piazza hanno ribadito il sanguinoso nesso tra patriarcato e guerra. Abbiamo contattato Daniela, di NUDM, in diretta dal presidio al tribunale, che ci ha parlato della giornata di sciopero transfemminista di oggi, del flash mob in Rettorato, della necessità di opporsi al Ddl Bongiorno. La giornata di sciopero e lotta transfemminista prosegue: alle 16, assemblea in Università.
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