Il paper “Automated Profile Inference with Language Model Agents”
(arXiv:2505.12402) studia una nuova minaccia per la privacy online resa
possibile dai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Questa minaccia,
chiamata inferenza automatizzata del profilo, consiste nell’uso di agenti AI per
raccogliere e analizzare automaticamente le attività pubbliche degli utenti su
piattaforme pseudonime (come forum o social media) al fine di estrarre
informazioni personali sensibili, con il rischio di re-identificare le persone.
WHY I DON’T THINK AI IS A BUBBLE
https://honnibal.dev/blog/ai-bubble
L’autore, sostiene che, al di là delle valutazioni finanziarie, i progressi
tecnici dell’IA non mostrano segni di imminente plateau. Contesta l’argomento
comune secondo cui i miglioramenti derivino solo dallo “scaling” (modelli sempre
più grandi e costosi) e siano quindi destinati a esaurirsi. Honnibal spiega che
questa visione, forse valida per i primi modelli come GPT-1 e GPT-2 (definibili
“fancy autocomplete”), è oggi superata. Il vero salto di qualità è arrivato
dall’integrazione con il reinforcement learning, che ha permesso di creare i
cosiddetti “reasoning models”.
Source - Radio Blackout 105.25FM
Since 1992 One Station Against The Nation
Nel quartiere Pilastro, nella periferia nord-est di Bologna, cresce la
mobilitazione degli abitanti contro il progetto MuBA, una nuova struttura
museale dedicata all’infanzia che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare
all’interno di un’area verde del quartiere. I comitati locali, riuniti nella
campagna “MuBasta”, contestano la scelta di costruire il museo all’interno del
parco del Pilastro, il che significherebbe la devastazione e la cementificazione
di uno spazio molto frequentato dagli abitanti e attraversato principalmente
proprio dai bambini e bambine delle scuole.
Secondo i residenti, il progetto rischia di ridurre uno dei principali spazi
verdi del quartiere e di trasformare un luogo di incontro e socialità in un
intervento urbanistico deciso dall’alto, quando il Pilastro avrebbe bisogno
soprattutto di servizi di prossimità, manutenzione degli spazi pubblici e
investimenti sociali, più che di nuove infrastrutture culturali pensate
principalmente per attrarre visitatori dall’esterno. Alla mobilitazione che
chiede di fermare il progetto e aprire un confronto reale con gli abitanti,
rivendicando il diritto delle comunità a decidere sulle trasformazioni
urbanistiche che riguardano il proprio territorio, il Partito Democratico ha
risposto con una repressione violentissima, schierando la celere nel parco che
nei giorni scorsi ha caricato duramente gli abitanti, arrestato tre attivisti/e
e gasato indiscriminatamente un intero quartiere. Ma il Pilastro non si fa
intimidire e convoca per domani, sabato 7 marzo, una manifestazione cittadina
gioiosa ma determinata.
Ne abbiamo parlato con Sergio, ex-insegnante e abitante del quartiere Pilastro:
A Bagnoli, nella periferia occidentale di Napoli, continua la mobilitazione dei
comitati di abitanti che da anni denunciano la situazione ambientale e sanitaria
dell’area. Il quartiere porta ancora i segni dell’industrializzazione del
Novecento e della lunga storia dell’ex stabilimento siderurgico Ilva, la cui
chiusura negli anni Novanta avrebbe dovuto aprire una stagione di bonifiche e
riconversione mai realmente completata.
Negli ultimi mesi la protesta si è riaccesa attorno ai progetti legati
all’America’s Cup, che dovrebbero trasformare il lungomare e l’area dell’ex zona
industriale in vista dell’evento. I comitati denunciano il rischio che la
manifestazione diventi il pretesto per accelerare interventi urbanistici e
operazioni di valorizzazione immobiliare senza risolvere i problemi strutturali
di inquinamento del suolo e delle acque. La richiesta degli abitanti è che prima
di ogni grande evento o investimento turistico venga garantita una bonifica
reale del territorio e un percorso decisionale che coinvolga la popolazione
locale. Martedì 3 marzo, i comitati popolari di Bagnoli hanno cercato di
accedere al consiglio comunale straordinario – convocato con oltre due anni di
ritardo rispetto alla richiesta degli abitanti – trovandolo blindato dalla
polizia: un chiaro segno della volontà di dialogo del sindaco Manfredi e delle
cordate politiche ed imprenditoriali che vogliono mettere le mani su Bagnoli.
Ne abbiamo parlato con Eddi, dei comitati popolari di Bagnoli:
L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo
l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e
uno dei fronti più esposti è il Libano. Nel sud del paese e nelle periferie
meridionali di Beirut migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le
proprie case a causa delle minacce dei bombardamenti a tappeto israeliani e
delle operazioni militari terresti legate allo scontro tra Israele e Hezbollah.
Interi villaggi sono stati obbligati dai sionisti a sfollare e molte famiglie si
sono spostate verso nord o verso la capitale, mentre infrastrutture civili e
servizi essenziali vengono colpiti o interrotti.
In questo quadro il Libano si trova ancora una volta a pagare il prezzo di un
conflitto più ampio, che vede contrapporsi Israele e il sistema di alleanze
costruito dall’Iran nella regione. Teheran continua infatti a rappresentare un
attore militare significativo grazie al proprio arsenale di missili balistici,
droni e capacità di guerra asimmetrica, oltre al sostegno a diversi gruppi
armati regionali – nonostante Donald Trump dichiari da giorni che la guerra stia
andando verso una rapida vittoria americana. Questa combinazione di capacità
militari dirette e solidarietà di gruppi armati sciiti alla resistenza iraniana
rende lo scenario estremamente instabile e nonostante le dichiarazioni, né gli
Stati Uniti né Israele sembrano avere una exit strategy dal conflitto. Ma mentre
per gli USA l’assenza di prospettive concrete rischia di trascinare Trump nel
baratro di un conflitto infinito, il governo di estrema destra israeliano ha
legato la propria sopravvivenza politica a doppio filo allo scenario di “guerra
infinita” che ha saputo costruire negli ultimi anni nella regione.
Da Damasco, un contributo di Marco Magnano, giornalista freelance a lungo
corrispondente da Beirut, sulla situazione in Libano ed in Siria:
Un contributo di Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri, sull’attuale
situazione militare in Medio Oriente, sulle possibilità di un’azione militare
curda sostenuta dagli Stati Uniti in chiave anti-iraniana e sui progetti
politici dell’establishment americano ed israeliano:
L’insieme di provvedimenti che il governo Meloni ha inanellato sin dai primi
mesi del proprio mandato disegna un paradigma repressivo, che, pur in una
cornice formalmente universalista, mira a settori della società, definiti
intrisecamente pericolosi, al di là delle condotte per cui potrebbero essere
perseguiti. Nel mirino immigrati e profughi, oppositori politici e sociali, e
giovani delle periferie.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Eugenio Losco, che venerdì sarà a Torino per
parlare dell’ultimo pacchetto sicurezza.
L’appuntamento
Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza
Venerdì 6 marzo ore 21
corso Palermo 46
Ascolta la diretta:
L’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran sta innescando un’escalation
bellica che sta incendiando i paesi tra il Mediterraneo e il golfo persico.
Il rischio per chi si oppone al regime teocratico iraniano in una prospettiva
internazionalista e di classe è che il regime, indebolito dopo l’insurrezione
repressa nel sangue a gennaio, si rinforzi di fronte agli attacchi.
A Stati Uniti ed Israele non importa nulla delle aspirazioni di libertà di chi è
insorto tra dicembre e gennaio in Iran, una lotta costata ventimila morti e
diecimila prigionieri politici. La posta in gioco è il controllo delle risorse,
l’isolamento della Russia, la fine del commercio di idrocarburi con la Cina.
Ne abbiamo parlato con Behrooz di Together for Iran
Ascolta la diretta:
Il 2 marzo la polizia ha sgomberato violentemente il presidio permanente nato
per impedire abbattimenti di alberi nel parco Mitilini Moneta Stefanini, al
centro di un nuovo progetto di “riqualificazione” voluto dal Comune felsineo.
Protagonisti della lotta acuni abitanti del quartiere Pilastro, che sin da fine
dicembre, si sono dati il cambio per cercare di impedire lo scempio, subendo più
volte attacchi della polizia.
Quello del 2 marzo è stato il più violento: “Una decina di camionette ha invaso
il parco e altrettante hanno militarizzato tutte le vie d’accesso. Al presidio
c’erano una quarantina di persone, che sono state tirate fuori dalle tende. Lo
stesso per le persone che dormivano sopra gli alberi”.
Sei persone sono state portate in Questura – di cui 1 ammanettata – e un’altra
persona ferita, tre in carcere. In giornata la protesta si è spostata al carcere
e di fronte alla sede delcomune blindata. In serata circa 200 persone hanno
partecipato ad un’assemblea ed una protesta al parco cui la polizia ha reagito
con lacrimogeni. L’area è stata chiusa con jersy ed un presidio di polizia
permanente.
Ne abbiamo parlato con Laura del Comitato Mu.Basta
Ascolta la diretta:
Nonostante il governo italiano continui a dichiarare che l’Italia “non sia in
guerra” e che non sia stata concessa alcuna autorizzazione per un uso operativo
delle basi statunitensi sul territorio nazionale, le notizie che emergono in
questi giorni sollevano più di una domanda.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito pubblicamente che l’Italia
non partecipa ad azioni militari contro l’Iran e che ogni utilizzo delle basi
USA in Italia avverrebbe nel rispetto degli accordi bilaterali. Sulla stessa
linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha escluso un coinvolgimento
diretto del nostro Paese in operazioni belliche.
Eppure, come riporta Africa Express nell’articolo “Anche un drone americano
partito da Sigonella all’assalto dell’Iran” dell’attivista no war Antonio Mazzeo
un drone statunitense è decollato dalla base di Naval Air Station Sigonella con
direzione Iran, inserendosi nel dispositivo militare dell’attacco. Un fatto che
indicherebbe un coinvolgimento logistico e operativo dell’Italia ben oltre la
semplice “ospitalità” delle strutture.
E non c’è solo il tema delle basi. C’è anche la presenza di personale militare
italiano nelle installazioni del Golfo, comprese quelle in Kuwait recentemente
finite nel mirino delle tensioni regionali.
Dunque: l’Italia è davvero fuori dalla guerra?
Ne parliamo in questa puntata con Antonio Mazzeo, per capire cosa sta accadendo,
quali responsabilità politiche emergono e quale sia il reale margine di
controllo del governo italiano sulle basi militari presenti nel Paese:
In questa puntata i “Saperi Maledetti” hanno continuato a ragionare sulla
gentrificazione e sulla speculazione urbana, i cui effetti hanno trasformato
radicalmente la nostra cultura urbana.
Se il Sud viene ridisegnato a prova di turismo, nel Nord, bacino della
produttività, gli investimenti sono incentrati sui grandi eventi.
La dimensione urbana di Torino sta affrontando enormi mutamenti ben direzionati.
Se si è vista passare la città da una fase espansiva (termine privo di una
connotazione positiva), in termini di crescita e di investimenti, popolazione e
sviluppo urbano con aumento della progettualità, ora Torino si scopre in una
fase regressiva e costretta a reinventarsi tra festival, olimpiadi, saloni del
libro e ATP finals.
Con Eliana Luceri, sociologa, laureata con tesi su Matera, capitale della
cultura, abbiamo tracciato delle analogie sull’impatto che questa formula
economica ha sui territori. Con Alberto Valz Gris, docente del Politecnico di
Torino, abbiamo invece delineato le prospettive di modifica del contesto urbano
di Torino, in cui negli ultimi anni si sono succeduti uno sgombero dietro
l’altro, verso un sempre maggiore restringimento dell’agibilità sociale in
direzione di un modello di città imprenditoriale.
Nella puntata di lunedì 16/02 abbiamo parlato del ruolo che il patrimonio
culturale e le identità hanno nella trasformazione del territorio, di come il
loro intreccio porti a creare condizioni affinché prendano piede dei “progetti
di territorio” in modo da renderlo paradiso turistico e quindi luogo perfetto
per i turisti piuttosto che per gli abitanti.
Abbiamo dialogato con il sociologo Marco Patruno, esperto degli effetti che la
patrimonializzazione ha nel costruire un’intreccio tra identità e patrimonio
tale per cui essi concorrono a creare condizioni affichè prendano piede dei
“progetti di territorio” che lo rendono paradiso turistico. Il risultato? Città
belle in cui non vivrei!
Tramite il caso esemplare di Borgo Egnazia, in provincia di Brindisi, e
dell’evoluzione che ha interessato l’evento della Notte della Taranta nel corso
degli anni Marco ci racconta come nel sud la costruzione del territorio come
idillio turistico e secondo estrattivismo sta rendendo i luoghi inabitabili se
non per i turisti.
✿ Una luuuunga puntata di cui vi condivido gli appunti preziosi così come li ho
utilizzati per trasmettere; sono mezzi scritti in inglese, mezzi in italiano
senza fonti e non completi ma potete trovarvi tanti link ed info per esplorare
ancora, buon ascolto ✿
1. Jane Binta Breeze – Mad Woman, dall album ENEA ME CORNER (2009)
Jean was a Jamaican dub poet and storyteller, acknowledged as the first woman to
write and perform dub poetry. She worked also as a theatre director,
choreographer, actor, and teacher.
In the 1970s and 80s, Breeze became a pioneering poetic voice in the radical
black community of London, a traditionally male-dominated dub poetry scene.
‘dub poetry‘ was an emerging movement that fused reggae rhythms with spoken
word, and addressed political subjects. In Britain, it became popular among
black activists and communities. It also gained a following among the
overwhelmingly white ‘ranting poetry’ movement. It was a similar crossover in
spoken word to the link-up in music between punk and reggae.
Her poems speak in the voices of women characters in different situations and
contexts. ‘Wife of Bath Speaking in Brixton Market’ spoke in the voice of
Chaucer’s woman who has lost five husbands, and in another poem, an old woman
reflects on her appreciation of life’s ‘Simple Tings’, as she ‘rocked the
rhythms in her chair // brushed a hand across her hair // miles of travel in her
stare.’
Breeze experienced persistent and serious mental ill-health. She had a diagnosis
of schizophrenia, and heard voices. Jean wrote and spoke openly about her
‘madness’, but resisted simplistic views of it as solely either a creative
inspiration or a debilitating curse.
2. Jean Binta Breeze – Aid Travels With a Bomb
3. PYNE ft GAVSBORG – Pum Pum Poetry
PYNE is a multidimensional music artist and producer based in Toronto, Canada
and Kingston, Jamaica.
Prodotta da Gavsborg, her first single ever published is Karma Police (Femmehall
Version)>femmehall sound, a more feminine approach to dancehall production and
performance.
4. PYNE – Karma Police (Femmehall Version)
5. Shanique Marie – Grow dall’album Gigi’s House (2021)
Shanique Marie drops her debut long-player featuring collaborations and
production from Gavsborg, Alanna Stuart, Michael Vincent Waller, Raging Fyah,
Swing Ting & Exile Di Brave.
The first woman of Jamaica’s favourite forward-thinking Equiknoxx crew, Queen of
the Eternal Children, Shanique previously combined her Reggae, Jazz, R&B & Hip
Hop roots on her critically acclaimed Uno EP which included the breakout hit
Coconut Jelly Man. A talented and versatile collaborator.
6. Shanique Marie – Quality Time Sound System Freestyle
7. Kiki Hitomi – Yellow Story dall’album Karma No Kusari (2016)
Kiki Hitomi è una cantautrice giapponese già membro del gruppo bass che ha
pubblicato sull’etichetta londinese Ninja Tune “King Midas Sound”.
Questo disco è uscito per Jahtari, netlabel di Lepzig, Germania, attiva già dal
2004, che, come mixa il nome, JAH + ATARI (8BIT)…non a caso il logo è un mix con
l’iconico logo Atari, sul sito si trova sctritto:
“We are a small record label based in Leipzig/Germany and we produce a kind of
music here which we call – for the lack of a better term – DIGITAL LAPTOP REGGAE
(DLR).This means nothing else but that we produce first and above all REGGAE
music (or DUB) in its classical sense, which in itself is nothing new, but since
we’re having a background of mostly electronic music we’re doing this with the
only tool that is obvious to use for that purpose – a COMPUTER, and a computer
only.”
8. Daisy Ray – Onche in a while (2025, DEARDOGS, France )
Artista e live performer incredibile collocata a Bruxelles: dub, post punk e
weird things con una grande energia
9. Daisy Ray – Buddies 4 Life (dall’omonimo album uscito nel 2024 per Heat
Crimes, etichetta di Atene)
Artista e live performer incredibile collocata a Bruxelles
10. Saeko Killi- NEXT TIME dall’ Album Dream in Dream (2024)
11. Maria Violenza – La ballade de l’indifférence (Scirocco, 2022, Sacred Hood)
Originaria di Palermo (roccaforte dell’Inquisizione siciliana), Maria Violenza
incarna la vendetta degli eretici. Traduce la sofferenza in melodie punk e
synth, un viaggio in metropolitana nella direzione opposta da Medina alla Mecca.
Ti inchioda al muro, intensifica le tue nevrosi e l’accelerazione fatale dei
beat ti trascina negli inferi. Maria Violenza è un esorcismo moderno, che usa
una drum machine, un sintetizzatore, un looper e riff folk arabi come strumenti.
12. Jo Squillo – Paranoia (Girl Senza Paura, 1981)
Con questo disco conferma il suo talento ribelle e rivela un forte spirito
anarchico, in linea con le avanguardie del periodo. L’artista ottiene un buon
riscontro a livello commerciale sia in Italia che all’estero, soprattutto in
Germania. In questo album confluiscono alcune incisioni precedenti, come il suo
primo successo Skizzo skizzo, nel cui videoclip finge di rapire il cantante
popolare Christian, a simboleggiare il rinnovamento radicale e violento che la
sua musica propone. Fra i brani inclusi nell’album figurano Violentami e Orrore
canzoni che in quel periodo suscitarono scalpore.
13. Jo Squillo – Tuo Cesare (Girl Senza Paura, 1981)
14. DJ HARAM Fishnets ft. BBymutha, SHA RAY & August Fanon (2025)
DJ e produttrice nata e cresciuta in america di discendenza Siriana e Caucasica.
Fa parte del duo 700 bliss con un’altra icona Moor Mother.
Questa traccia viene dal suo album d’esordio da solista Beside Myself,rilasciato
nel 2025, ha precedentemente pubblicato altri 5 EP, di cui 2 con
hyperdub,Hyperdub è etichetta discografica indipendente britannica con sede a
Londra, considerata una delle più importanti della musica elettronica.
Benché lo stile degli artisti della Hyperdub venga spesso classificato come
dubstep, essi attingono anche ad altre espressioni sonore, che possono spaziare
dall’hip hop, al chillout, alla dark garage, al grime, alla jungle, al dub e al
breakbeat.
15. CARRE’- Hibiscus feat. Bbyafricka:
CARRE’ producer, DJ and co-founder of Fast At Work
16. CARRE’ – Girl
bootleg autoprodotto della traccia:
17. The Internet – Girl
CARRE’producer, DJ and co-founder of Fast At Work
18. Beatrice M – Eurotrash dall’omonimo EP uscito nel 2025
19. Tarta Relena – Si Veriash a La Rana (dall’album Es Pregunta, 2025)
20. Tarta Relena – Mille Risposte
Il duo, attivo dal 2016, è uno di quegli ibridi contemporanei frutto di una
cultura musicale vastissima che mixa passato e presente, pop e folk, elettronica
futuristica e suoni tradizionali. Le due cantanti esplorano la polifonia vocale,
reinterpretando canti tradizionali del Mediterraneo e composizioni proprie,
attraversando secoli e culture. L’armonizzazione delle loro voci (col vocoder)
produce un suono vitreo, sempre sul punto di rompersi. Usano mille strumenti
percussivi che amplificano la potenza dell’ensemble: drum machine, tamburi,
tammorre
21. WOW – Le Montagne e Noi (dall’album Rosa di Luce, Maple Death Records, 2026)