Nella puntata di oggi di Harraga raccontiamo dello sgombero della tendopoli di
San Ferdinando, avvenuto un mese fa, il 30 luglio. Si tratta del quarto sgombero
in quattordici anni di un insediamento dove negli anni hanno abitato migliaia di
persone, perlopiù lavoratori braccianti impiegati in agricoltura. La prima
tendopoli era stata istituita nel 2012, due anni dopo la rivolta di Rosarno.
Questa volta, lo sgombero è avvenuto nel silenzio dell’estate, fuori dalla
stagione agrumicola e mentre in molti stanno lavorando altrove. L’operazione
“Alto Impatto” coordinata dalla questura di Reggio Calabria, ha portato alla
distruzione di centinaia di tende e di case, al sequestro degli effetti
personali di chi ci viveva e all’espulsione di 12 persone senza permesso di
soggiorno, 4 delle quali sono state detenute in CPR. I media mainstream hanno
snocciolato i numeri di perquisizioni e controlli come un successo, quasi senza
menzionare che le tende ora distrutte erano state volute dallo stesso Ministero
dell’Interno dopo il precedente sgombero, nel 2019, della baraccopoli che
sorgeva a pochi metri di distanza. L’allora ministro dell’interno Salvini lo
aveva sbandierato per farne propaganda, portato a termine con un numero
spropositato di forze e di mezzi e con l’operato complice di parte delle
associazioni del terzo settore e dei sindacati, soprattutto di CGIL e di USB.
Questa volta invece, a solo circa 100 abitanti della tendopoli è stato proposto
un alloggio in alcune palazzine situate a Rosarno, costruite quasi un decennio
fa con fondi europei destinati ai lavoratori agricoli e tenute vuote finora. Chi
non aveva i documenti o la residenza sul territorio è stato forzato ad andare
altrove.
Abbiamo ripercorso la storia e le vicende della tendopoli in collegamento con un
compagno e una compagna della rete Campagne in Lotta; nata proprio dalle
relazioni di solidarietà createsi in seguito alla rivolta di Rosarno del 2010, e
che da allora ha supportato le lotte autorganizzate nelle campagne. Negli anni,
sono state le mobilitazioni dei diretti e delle dirette interessate a rimettere
al centro del discorso le rivendicazioni di contratti regolari, case vere e
documenti per tutti, mentre la narrazione mainstream sullo sfruttamento nelle
campagne continua a concentrarsi su di un discorso criminalizzante e vittimista
che raramente va oltre allo spettro del caporalato.
Parlare dello sgombero della tendopoli, avvenuto a due mesi dalla strage di
Amendolara, nel pieno di una nuova stagione di morti nelle campagne, e negli
stessi giorni in cui iniziava la “crisi” migratoria di Ceuta, ci serve per
mettere insieme i pezzi di quel puzzle che è la macchina del razzismo
istituzionale e padronale, che decide delle vite delle persone immigrate e
razzializzate in base alla logica del profitto economico e politico. E per
riaffermare legami di solidarietà reale che vadano al di là dei proclami vuoti e
delle passerelle di sindacati e organizzazioni umanitarie, che nella piana di
Gioia Tauro come altrove, hanno spesso facilitato la repressione più delle
lotte.
per approfondire: San Ferdinando: dietro i proclami, la normale crudeltà.
Razzismo, ghetti e business alimentati da ogni parte.
Source - Radio Blackout 105.25FM
Since 1992 One Station Against The Nation
Dalla fine di agosto a metà settembre l’attivista trans apache Abundia Alvarado
sarà in Italia per condividere progetti e riflessioni elaborate negli ultimi
anni all’interno dei movimenti per la giustizia sociale ed ambientale nel Sud
degli Stati Uniti. Abundia è attivista ambientale, per la causa lgbtq+, per la
restituzione della terra alle comunità native, per i diritti di
lavoratorx. Insieme ad Abundia viaggeranno anche altri attivisti che come lei
hanno partecipato tra il 2021 e il 2024 alla difesa della foresta di Atlanta.
In queste settimane segnate dal riscaldamento globale e dall’accanirsi della
repressione sulle fasce più vulnerabili della popolazione , il tour, dalla
Sicilia fino alla Val di Susa, offre un’occasione per ragionare su come sia
possibile contrastare in modo comunitario questa crisi.
Ad Atlanta hanno cercato di impedire la costruzione di una delle più grandi basi
di addestramento della polizia nel mondo. Soprannominata “Cop City”, la base ha
comportato l’abbattimento della foresta che sorgeva come immenso parco pubblico
ai margini della città, ed è stata realizzata per decreto dell’amministrazione
Biden. Dopo le proteste anti-razziste del movimento Black Lives Matter, invece
di sottrarre fondi alle Forze dell’Ordine per meglio investire nei servizi
sociali, il governo americano decise infatti di costruire queste enormi basi in
tutto il Paese, per addestrare la polizia ad una repressione più dura dei
manifestanti.
Ai nostri microfoni interviene chi li accompagna in questo tour, per raccontarci
meglio il perché di questo viaggio e i temi al centro degli incontri tra cui il
concetto di abbondanza come resistenza e quello di spazi di cura e aggregazione
che nascono nella lotta come i Consigli Autonomi di Cucina (Autonomous Kitchen
Council https://akccollective.noblogs.org/):
Per contribuire alle spese di viaggio, è in corso una raccolta fondi su
Produzioni dal Basso:
https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-il-tour-italiano-di-abundia-per-diffondere-abbondanza-e-solidarieta-tramite-la-cucina
Di seguito le date del tour e la locandina con tutte le info per la tappa in Val
di Susa:
– Catania il 28 e il 29 agosto al Parco Falcone – assemblea e aperitivo dalle 18
sabato 28, cena e proiezione dalle 19.30 il 29
https://www.instagram.com/p/DcYkakiCHTy/
– Palermo, il 31 agosto presso Eglise e Scuola di Restanza – proiezione dalle
18, cena e assemblea dalle 20.30
https://www.instagram.com/p/DcMJjCDCMe2/?img_index=1
– Verona, il 2 settembre presso l’associazione culturale Sobilla, con Non Una di
Meno – aperitivo, assemblea e proiezione dalle 18.30
https://www.instagram.com/p/Dcgl55YAO_V/?img_index=1
– Milano, il 4 settembre ospiti del festival “Abba Vive” di Cantiere – assemblea
e proiezione dalle 18.30 https://www.instagram.com/p/DcVksr6jlwQ/
– Val di Susa, il 5 settembre a VisRabbia di Avigliana (laboratorio di cucina
dalle 17) e il 6 settembre all’associazione La Credenza di Bussoleno (assemblea,
cena e proiezione dalle dalle 18) –
https://gancio.cisti.org/event/tessere-la-rete-dellabbondanza
– Pisa, l’8 settembre a Exploit, ospiti di L3 Reiett3 e Spazio Sociale Apuano;
– Napoli, il 10 settembre presso la Mensa Occupata dell’Università Federico II;
– Roma, l’11 e 12 settembre, al CSOA exSNIA in collaborazione con il collettivo
Blocco Decoloniale e vivèro luogo di quartiere – proiezione dalle 21 l’11,
assemblea, pranzo e laboratorio di cucina dalle 10.30 il 12
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo
rifugio climatico è minacciato dalla speculazione. Da 14 anni l’area è occupata
da un comitato di lavoratorx, cittadinx e residenti del quartiere che la
presidiano notte e giorno per evitare che tutti gli alberi vengano abbattuti per
far posto al cemento. Qui si è dato vita a iniziative sociali, incontri, momenti
di dibattito.
Il 30 luglio di quest’anno l’area è stata venduta all’asta per un milione e
duecento mila euro ad un imprenditore. Entro 120 giorni il Tribunale deve
consegnare il terreno “libero da persone e cose” quindi nelle prossime settimane
è previsto lo sgombero.
In questi giorni si sono svolte assemblee molto partecipate e per il 5 settembre
è previsto un grande corteo che partirà dalle ore 16 dal Polmone verde di Via
Goito fino a Piazza del Municipio. La manifestazione sarà affiancata da 3 giorni
di campeggio libero, dal 3 al 6 settembre. Nel mentre sono partiti 4 presidi
permanenti, dislocati nei 4 ingressi del terreno, per prepararsi a resistere
allo sgombero.
Arianna, del comitato degli orti urbani di Via Goito, ci spiega meglio la
situazione, evidenziando come la manifestazione nazionale sarà importante non
solo per prendere parola contro la speculazione edilizia a Livorno, ma in modo
più ampio, difendere un modello di giustizia sociale e ambientale. Un modello
dove spazi verdi come gli orti oltre ad essere polmoni verdi per le nostre città
diventano luogo di auto-organizzazione.
Per rimanere aggiornatx: https://www.instagram.com/ortiurbani.livorno/
Ancora un esperimento di raccolta di registrazioni da radio indipendenti e
comunitarie nel mondo.
Martedì 25 Agosto 2026 – Overjoy 290
Le selezioni di oggi includono, nel preludio, Lee Perry, Chaka Khan con Snoop
Dogg, Macka B & Paul Lupa e Jah Maso, che viene ripreso anche dopo la sigla,
Burning Spear e Garnett Silk, insieme a Junior Kelly, per arrivare all’Heavy
Rock Riddim con Earl 16, Ruebem Mystic, Culture Rebel, Ras Freaser Jr e King
Lorenzo. Va da se il legame, ascoltare per credere, con Dennis Bovell e
Dubblestandart.
Si prosegue poi con le novità di Freddie Mc Gregor, Jah Version e il segmento
feminine power con ila summer hit di Koffee e i nuovi album di Queen Ifrica e
Patra.
Digital time now con Hopeton Lindo e poi si vola alto con i Najavibes e Who Dem
Sound, per poi sentirci un super dubplate di Afrikan Simba e la Blood Shanti
band, e gli anthem finali di Disciples con Daweh Congo, Vivian Jones, Bunny Lie
Lie e Ras Mac Bean. Per finire Fred Locks prodotto da King Alpha.
Si Parte E Si Torna Insieme / Siamo Tutte Black Block / NO TAV
Matinée XXL: slancio onirico e stallo iperrealista.. solo due ore di calma prima
che ricominci irrefrenabile il quotidiano flusso di transazioni, confini,
controlli, paranoie ed egoismi. La musica è stanca, torniamo a dormire..
Tracklist:
Pharoah Sanders – Upper Egypt & Lower Egypt
Max Roach & Abbey Lincoln – Lonesome lover
Sun ra & his arkestra – Enlightenment
Max Roach – Driva’man
Eric Dolphy – Like someone in love
Maria Monti – I fili della luce / Armatura
Nuova Idea – Fumo di una sigaretta
Le stelle di Mario Schifano – Susan song
Catherine Ribeiro + Alpes – 15 aout 1970
Brigitte Fontaine & Areski – Le 6 septembre
Joyce – Opiniao / Chora doutor
Gonzo & Luar Domatrix – Ja nem gritam no calvar
calhau! – Penunibal
Peter Forest – A Maria Cavaca
Radikal Satan – gri-gri
nzumbe – Serpentine lines
A large sheet of muscle – our illustrious police
Norman Church – History of a country Town / shopping quarter
The new Bristol shakers – Blending of the spheres
Big Hands – a jupiner tree whose roots are made of fire / Tu Estòmago (XVI)
ASCOLTA SOPRA!
Un viaggio attraverso le onde emesse da radio comunitarie in giro per il mondo.
Mercoledì 19 la Corte d’appello di Parigi si è pronunciata a favore
dell’estradizione in Germania entro 10 giorni di Gino, compagno antifascista
inquisito dall’Ungheria in merito ai fatti del Giorno dell’onore, il raduno
internazionale che ogni anno richiama nella capitale ungherese neonazistx
provenienti da diversi paesi europei.
Gino, dopo un primo arresto in Finlandia, era stato fermato Parigi per via del
mandato d’arresto europeo spiccato dall’Ungheria di Orbàn, e aveva trascorso
quattro mesi nel carcere di Fresnes. In Francia la sua condizione, grazie alla
mobilitazione dellx antifascistx e dei comitati, ha sollevato un dibattito
pubblico, e molte le persone, gruppi, collettivi che hanno manifestato
contrarietà alla sua estradizione in Ungheria, dove rischia fino a 24 anni di
carcere.
Successivamente, la Corte d’appello di Parigi aveva respinto la richiesta di
estradizione avanzata da Budapest per il rischio di trattamenti inumani o
degradanti, per le condizioni della detenzione e per la mancanza di garanzie
relative all’indipendenza e all’imparzialità della giustizia ungherese
Appena diciannove giorni dopo quella decisione, a Gino è stato notificato un
nuovo mandato d’arresto europeo, per gli stessi fatti. A cambiare era il paese
richiedente: non più l’Ungheria di Viktor Orbán, ma la Germania.
A questo punto, la Corte francese, chissà tra quali pressioni, ha ribaltato la
sua precedente decisioneha accettato la richiesta della repubblica tedesca,
nonostante non ci siano garanzie che, una volta estradato in Germania, Gino non
venga successivamente estradato in Ungheria, come è successo con Maja,
attualmente sottoposta a condizioni detentive degradanti e sottoposta
quotidianamente alla violenza delle guardie.
Ascolta il racconto e le riflessioni di Gino dopo la decisione della Corte
d’appello francese di accettare la sua estradizione:
Il ricorso in Cassazione della difesa sospende l’estradizione: è il momento di
moltiplicare la solidarietà. Gino non deve essere estradato, è più che mai
necessario mobilitarsi e dimostrare il proprio sostegno in ogni modo possibile
(comunicati di sostegno, striscioni, manifesti, presidi davanti alle ambasciate
francesi e tedesche, cortei) per evitare a Gino un’imminente estradizione.
Il 5 settembre 2026, alle ore 11:00 nell’ambito di Renoize – Festival Antifa al
LOA Acrobax, ci sarà l’assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – ITALY: resistere
ai fascismi, organizzare la solidarietà, costruire nuovi immaginari.
Per adesioni e info su logistica ecc scrivi alla mail:
freeallantifasitaly@inventati.org o alla pagina IG:
https://www.instagram.com/freeallantifasitaly, e continua ad aggiornarti su
https://freeallantifas.noblogs.org/
Nelle scorse settimane la Commissione per la Resistenza contro i Muri
(dell’apartheid) e gli insediamenti dei coloni ha reso noti i dati del primo
semestre dell’anno relativi alle violazioni commesse dall’esercito israeliano e
dai coloni dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 in Cisgiordania.
I numeri sono impressionanti e attestano, come ci si trovi di fronte a una vera
e propria escalation di violenza (lanciata a partire dal 7 ottobre) orchestrata
dallo stato Israeliano, dal suo esercito e dai suoi coloni.
Nell’ultimo mese (luglio 26), inoltre, si sono registrati oltre 1400 attacchi,
alcuni dei quali fortunatamente non sono rimasti nel silenzio dei media
mainstream. Il caso di Qusra o di Tell ne sono un esempio.
Nonostante la gravità della situazione, il popolo palestinese resiste in varie
forme.
Ne abbiamo parlato con un compagno del CSOA Gabrio che è stato nei territori
palestinesi con la campagna Faz3a, organizzata dal PSCC.
NELLO SPECIFICO ABBIAMO PARLATO DI:
Cosa è la campagna Faz3a e il Popular Struggle Coordination Commitee (PSCC)?
Come avvengono le annessioni da parte dei coloni?
La legge israeliana come giustifica o addirittura copre gli attacchi dei coloni
e il furto di proprietà come i terreni?
Cosa è successo a Tell tra luglio e agosto 26 ?
Il PSCC ha riassunto quanto accaduto a Qusra fino al 12 agosto, cosa è successo
dopo?
La famiglia Toubasi
Un audio di Aisha, una delle persone che vive ormai sotto assedio da 14 giorni e
da almeno cinque mesi vive una quotidianità fatta di attacchi, intimidazioni e
danneggiamenti da parte dei coloni che vorrebbero mandare via lei è la sua
famiglia per espandere il loro avamposto coloniale
QUI SOTTO ALCUNI ARTICOLI PER APPROFONDIRE:
https://english.wafa.ps/
https://cwrc.ps/index-en.html
https://gabrioxpalestina.noblogs.org/
PLAYLIST
– Checkpoint 303 – Street O Ramallah
– Arabian Knightz – Not Your Prisoner (feat. Shadia Mansour & Fredwreck)
– Lowkey – Long live Palestine (feat. Shadia Mansour, DAM & the Narcicyst)
– Shadia Mansour – Asalamo Alaikom
– The Narcicyst – Hamdulilah Gaza remix (feat. Shadia Mansour)
– Shabjeed & Al Nather; شب جديد ;الناظر – SULTAN سلطان
– DAM – Badi Salam (feat. Shadia Mansour)
– Jowan Safadi – Tayran ababil. 09 – KHAKI MUSTAFA – Changes (featuring
INTELLECT)
– Shadia Mansour – Kollon 3endon Dababaat (feat. dam)
– Shabjdeed – ARAB STYLE – عرب ستايل
– Checkpoint 303 – My homeland
– Haykal – Ashba
– Ammar 808 – Douri Douri
– Checkpoint 303 – Teoda
– Haykal – Galab
– Shabjdeed – WEN WARD
– ShabjdeedMTAKTAK
HIGH DENSITY RECAP
LIVE PRESSO GLOMERE BERG
> chune in for 90′ of thick sounds with the full live show:
Dali De Saintpaul & Arsider evil trio, a blastipherous three-head creature
forcing improvised music to the point of psychic collapse
Ane Gain @mildredpierce &@franklengling, no input lofi analog spoken technoise
Rat Fumes can Kill @francofranco3019 @not399093, gringo ghetto footwork joint
ventured with the live poetry of the maestro from Tuscany
Uncut & raw versions of the shows
Glomere raw audio backup
Arsider Parallel Compression on the top
GODI POPOLO
Martedì 18 Agosto 2026 – Overjoy 289 summer galore