Operazione repressiva del 16 giugno: Pietro trasferito nel carcere di Terni

il Rovescio - Saturday, June 27, 2026

Riceviamo e diffondiamo:

Aggiornamento su Pietro, arrestato nell’ambito dell’operazione antianarchica del 16 giugno scorso

Pietro è stato trasferito martedì 23 dal carcere di Forlì nella sezione As2 di Terni, dove è recluso anche Juan che vi sta scontando una pena di 14 anni e 7 mesi per un’azione contro la sede della Lega Nord a Treviso più un cumulo di altri 8 anni per diverse lotte (nel circuito dell’Alta Sorveglianza di Terni si trova anche Mohammad Hannoun, arrestato a dicembre 2025 con altri sei attivisti palestinesi con l’accusa di presunti finanziamenti ad Hamas).
Gli avvocati di Pietro hanno ripresentato istanza per i colloqui e la prossima settimana andranno a fargli visita. Da quando è là non l’hanno sentito, perché la sua richiesta di colloquio telefonico con gli avvocati non è ancora arrivata. Hanno saputo però con certezza da un suo compagno di sezione che sta bene.
Famiglia e compagnx continuano ad inviare telegrammi e venerdì 26 anche quel pacco di emergenza con cose essenziali che non era stato accettato lunedì a Forlì.

Per chi volesse scrivergli o mandargli un telegramma il nuovo indirizzo è:
Pietro Rosetti presso Casa Circondariale di Terni, Strada delle Campore n. 32, 05100, Terni (TR).

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Due parole sul carcere di Terni.

Fatta eccezione per le sezioni As, le sezioni comuni del carcere di Terni (Media Sorveglianza) sono largamente sovraffollate: il carcere “ospita” quasi 600 detenuti (con circa 150 detenuti psichiatrici) per una capienza regolamentare di 423 posti.
Il 22 febbraio, pare proprio per il sovraffollamento eccessivo, c’è stata una rivolta nella sezione comuni ma le proteste per il sovraffollamento e le inadeguatezze del servizio medico sembrano abbastanza frequenti. Manca personale sanitario adeguato.
Recente é il caso di un detenuto che si è cucito la bocca dopo aver perso tutti i denti per un’infezione e non aver ricevuto adeguata assistenza e cibo liquido conforme alla sua situazione.
Negligenze denunciate anche dal resistente palestinese Anan Yaeesh, lì rinchiuso prima di essere trasferito a Melfi, che nell’estate 2025 ha dovuto ricorrere ad un dentista esterno dopo gli intoppi burocratici e le inefficienze dei servizi interni (ricordiamo che Anan è stato condannato per la sua partecipazione alla resistenza palestinese a 5 anni e 6 mesi dalla Corte d’Assise dell’Aquila, ed é in attesa del processo di Appello).
Inoltre pare sia uno tra i carceri italiani con il maggior numero di suicidi.