Non si tratta esattamente di una “ultima” (l’articolo è dell’11 febbraio
scorso), ma è cosa da sapere:
https://www.iltempo.it/attualita/2026/02/11/news/terrorismo-viminale-allarme-sabotaggio-ferrovie-attacchi-2025-dati-news-46296061/
Source - il Rovescio
cronache dallo stato di emergenza
https://www.gnewsonline.it/polizia-penitenziaria-conclusa-loperazione-argus/
Riceviamo e ben volentieri diffondiamo:
fcg9
Riceviamo e diffondiamo:
Aggiornamento su Pietro, arrestato nell’ambito dell’operazione antianarchica del
16 giugno scorso
Pietro è stato trasferito martedì 23 dal carcere di Forlì nella sezione As2 di
Terni, dove è recluso anche Juan che vi sta scontando una pena di 14 anni e 7
mesi per un’azione contro la sede della Lega Nord a Treviso più un cumulo di
altri 8 anni per diverse lotte (nel circuito dell’Alta Sorveglianza di Terni si
trova anche Mohammad Hannoun, arrestato a dicembre 2025 con altri sei attivisti
palestinesi con l’accusa di presunti finanziamenti ad Hamas).
Gli avvocati di Pietro hanno ripresentato istanza per i colloqui e la prossima
settimana andranno a fargli visita. Da quando è là non l’hanno sentito, perché
la sua richiesta di colloquio telefonico con gli avvocati non è ancora arrivata.
Hanno saputo però con certezza da un suo compagno di sezione che sta bene.
Famiglia e compagnx continuano ad inviare telegrammi e venerdì 26 anche quel
pacco di emergenza con cose essenziali che non era stato accettato lunedì a
Forlì.
Per chi volesse scrivergli o mandargli un telegramma il nuovo indirizzo è:
Pietro Rosetti presso Casa Circondariale di Terni, Strada delle Campore n. 32,
05100, Terni (TR).
***
Due parole sul carcere di Terni.
Fatta eccezione per le sezioni As, le sezioni comuni del carcere di Terni (Media
Sorveglianza) sono largamente sovraffollate: il carcere “ospita” quasi 600
detenuti (con circa 150 detenuti psichiatrici) per una capienza regolamentare di
423 posti.
Il 22 febbraio, pare proprio per il sovraffollamento eccessivo, c’è stata una
rivolta nella sezione comuni ma le proteste per il sovraffollamento e le
inadeguatezze del servizio medico sembrano abbastanza frequenti. Manca personale
sanitario adeguato.
Recente é il caso di un detenuto che si è cucito la bocca dopo aver perso tutti
i denti per un’infezione e non aver ricevuto adeguata assistenza e cibo liquido
conforme alla sua situazione.
Negligenze denunciate anche dal resistente palestinese Anan Yaeesh, lì rinchiuso
prima di essere trasferito a Melfi, che nell’estate 2025 ha dovuto ricorrere ad
un dentista esterno dopo gli intoppi burocratici e le inefficienze dei servizi
interni (ricordiamo che Anan è stato condannato per la sua partecipazione alla
resistenza palestinese a 5 anni e 6 mesi dalla Corte d’Assise dell’Aquila, ed é
in attesa del processo di Appello).
Inoltre pare sia uno tra i carceri italiani con il maggior numero di suicidi.
Riceviamo e diffondiamo:
Proiezione 3 luglio
Le curatrici del programma Harraga, che va in onda su Radio Blackout, hanno
intervistato in due puntate del mese di aprile la compagna italo-palestinese
Mjriam Abu Samra, ricercatrice e fondatrice del Palestinian Youth Movement.
Dal concetto di “orientalismo” alla depoliticizzazione umanitaria della causa
palestinese, dagli accordi di Oslo al ruolo delle ONG, dal palestinese-vittima
al palestinese-terrorista, dalla violenza coloniale in Palestina
all’israelizzazione delle società occidentali, questi approfondimenti sono
solidi come i sassi, e come tali andrebbero scagliati contro l’ordine coloniale
del mondo.
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma
vittima/terrorista – parte1
Parte 2: decostruire il paradigma vittima/terrorista
Riceviamo e diffondiamo
Riceviamo e diffondiamo. Durante la cena ci sarà un piatto unico benefit per gli
arrestati e inquisiti del 16 giugno
Da oggi, 24 giugno, raccogliamo in questa pagina i vari contributi e
aggiornamenti che ci stanno pervenendo in solidarietà alle compagne e ai
compagni arrestati il 16 giugno 2026.
[24.06.2026]
SULL’INDAGINE E RELATIVI ARRESTI DEL 16 GIUGNO.
Solidarietà dalla Romagna
…e sono tante, troppe, le mattine così, per tanti, troppi, individui che vengono
gettati nel tritacarne del macabro e viscido teatro che lor signori chiamano
Giustizia.
Un’ennesima mattina di sveglia con le guardie alla porta, con le loro pettorine
da fiction TV, con le pistole alla cintola, i guantini, il puzzo di dopobarba e
le facce di chi sta facendo bene il proprio sordido mestiere: applicare la
legge.
Non sempre finisce con gli arresti, stavolta sì, e con uno spazio storico
sgomberato, spazio che per tantx di noi era casa, per altrx punto di
riferimento, scoglio anomalo nel mare di cemento e aperitivi della capitale: il
Benci odia ancora!
I fatti, per ora, per quello che ci è dato sapere (visto che le indagini sono
tutt’ora in corso) sono più o meno già ampiamente circolati sia in ambienti di
movimento, sia nel web-mondo, perciò ci siamo chiestx cosa potevamo dire che ne
valesse davvero la pena, in un momento del genere, un momento in cui nove
sorelle e fratelli sono tra le grinfie dello stato, al caldo di queste sbarre
infami?! (e se ci siamo attardatx tanto per esprimerci pubblicamente, sappiamo
che capirete: sono state ore febbrili, di mille cose da pensare e da fare!)
Se le parole hanno un senso in momenti come questo – secondo noi – è di cercare
di accostarsi alla pancia e al cuore, cercare di tradurre il magma di sensazioni
che proviamo e che tutte non possono esprimersi a gesti: rabbia, rabbia, rabbia,
fatica, stanchezza, amaro, impotenza, incredulità, ancora rabbia.
Ma, dall’altro lato della barricata interiore dei nostri spiriti inquieti, anche
contentezza nel vedere la forza che riusciamo ad esprimere nella solidarietà e
la tenacia e la voglia di resistere un secondo in più degli oppressori che
mirano a rubarci/intristirici la vita e l’orgoglio di avere compagnx così fortx
e dolci allo stesso tempo, così splendidamente imperfettx e incamminatx, a testa
alta, verso il nostro sogno comune: la libertà.
Questa è la parte migliore di noi e quando riusciamo a farla emergere, già
tocchiamo con mano un po’ del mondo che vorremmo, e la repressione – ragion di
Stato assassina e vigliacca – ha se non altro questo merito, che ci spinge a
tirarla fuori.
Dopo la convalida degli arresti di Toni e Pietro, dopo che anche a Giulia e Luna
sono state applicate le misure cautelari (domiciliari con braccialetto
elettronico) mentre aspettiamo di sapere dove spediranno tuttx lx nostrx
compagnx, che dalle carceri attuali saranno trasferitx nelle sezioni di Alta
Sicurezza, come compagnx della Cassa Antirepressione Capitano ACAB vogliamo
mandare i nostri abbracci di cuore a tuttx lx arrestatx, perquisitx, inquisitx
per questa ennesima operazione del 16 giugno e ci impegniamo a seguire tuttx lx
compagnx prigionierx a partire dal nostro compagno, amico, fratello, Pietro,
arrestato (come Toni) in ossequio alla logica che vuole che dopo che ste carogne
promulgano una nuova legge, qualcunx debba cadervi preda (parliamo qui del
270quinques terzo) per far sorridere di soddisfazione gli aguzzini in giacca e
cravatta. Ci pare interessante e importante far cirocolare il nome degli
opuscoli che sono valsi la galera per Pietro, visto che hanno giustificato il
suo arresto, si chiamano “Taglio e Cucito”, “L’informatore anarchico” e “Stop
that train”.
In queste ore roventi (in tutti i sensi!!) ci stiamo dicendo di procedere per
passaggi: al momento, in attesa del Riesame che ci auguriamo dissolva o per lo
meno ridimensioni il fumoso/fuffoso impianto accusatorio, è seguire lx compagnx
nei trasferimenti; è stare vicino agli affetti dellx arrestatx e inquisitx;
raccimolare soldi per le molte spese che verranno; farci forza l’un l’altrx,
coltivando un sano odio sempre col sorriso, che non ci consumi dentro ma che
sappia esondare in faccia ai nostri nemici.
Come sempre diciamo e scriviamo, la miglior solidarietà è proseguir nelle lotte
dex compagnx colpitx dalla repressione, e questo vogliamo tenerlo a mente.
Non si tratta di mitizzazione, di martirio per l’ideale, di eroismo o cose del
genere, ma di una precisa scelta di campo che lx nostrx compagnx, e noi con
loro, abbiamo fatto, da tempo: scegliere il lato scomodo del mondo, per trovare
un punto d’appoggio dove far leva, e mandare questo putrido sistema sociale ed
economico gambe all’aria.
Scegliere il sogno, l’amore, il conflitto, la solidarietà, l’immischiarsi, il
fare la propria parte.
Scegliere, ogni giorno, di non voler essere complici dell’abominio
capitalista-statale-patriarcale, ma sabotatorx della normalità, con il fiato
sempre corto e il cuore che va a mille. Scegliere di essere vivx, per
l’anarchia.
Micol, Ste, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giu, Arnau, Bibbi liberx!
Tuttx Liberx!
Con Sara e Sandro nel cuore.
Cassa Antirepressione Capitano ACAB. 22 giugno 2026
capitanoacab@insiberia.net
Attiviamo questo conto (poste pay evolution; si può ricaricare o fare bonifici,
specificare sempre la causale “antirepressione”) per racimolare due spicci per
le spese dei compa all’interno di questo procedimento, seguiranno aggiornamenti.
Poste Pay Evolution
Persano Alice
numero carta: 5333171221824549
iban: IT55Y3608105138234335834342
--------------------------------------------------------------------------------
[24.06.2026]
Messaggio e manifesto dalla Germania:
In seguito all’ennesima operazione repressiva in Italia, abbiamo fatto questo
manifesto in solidarietà a coloro che sono stat* colpit* dalla repressione. Il
testo riprende una famosa canzone (“Macht kaputt, was euch kaputt macht!”
“Distruggete ciò che vi distrugge!”) dei Ton Steine Scherben, gruppo rock
tedesco degli anni ’70, ’80, perché crediamo che questo slogan continui a
rappresentare un’indicazione preziosa.
Anarchic* dal Nord
Traduzione:
Il 16 giugno 2026 le autorità italiane hanno effettuato perquisizioni e arresti
contro anarchic* in diverse località. A Roma è stato inoltre sgomberato il
centro anarchico occupato Bencivenga. Sette rivoluzionar* sono in carcere,
mentre ad altr* sono state imposte misure restrittive. Il potere li accusa di
azioni di sabotaggio anticapitaliste e antimilitariste, tra cui quelle contro i
Giochi Olimpici Invernali all’inizio di quest’anno.
Al fianco dei combattenti che non aspettano nulla!
Libertà e solidarietà per Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna,
Pietro, Tony, Martina e Marifra.
Sandro, Sara e Kyriakos nei nostri cuori!
I treni sfrecciano, i dollari scorrono, le macchine funzionano
le persone creano, le fabbriche costruiscono,
costruiscono macchine, costruiscono motori, costruiscono cannoni.
Per chi?
Le bombe volano, i carri armati avanzano,
i poliziotti picchiano, i soldati cadono,
proteggono i capi, proteggono le azioni,
proteggono la legge, proteggono lo Stato.
Da noi!
Distruggete ciò che vi distrugge
Traduzione del fumetto:
In questo mondo alienato, sia per i ricchi che per i dannati le pareti dei loro
vagoni rappresentano l’unico orizzonte.
--------------------------------------------------------------------------------
[24.06.2026]
Qui contributi e iniziative già pubblicati:
https://ilrovescio.info/2026/06/16/in-tempi-di-guerra-sulla-retata-anti-anarchica-del-16-giugno/
https://ilrovescio.info/2026/06/20/da-genova-fuori-dai-binari-sul-carretto-solidale-in-citta-e-altre-iniziative-in-solidarieta-agli-arrestati-del-16-giugno/
Riceviamo e diffondiamo:
Diamo notizia agli interessati dell’uscita di un libro per le edizioni Colibrì
sui fatti del luglio del ’60. In allegato copertina e di seguito sinossi e
indice.
LI CHIAMAVANO TEDDY BOYS.
Il 30 giugno 1960 fra antifascismo e lotta di classe
a cura della Libreria occupata Adespotos
2026, Colibrì edizioni, 288 pagine, 15 euro –
per ordinare il libro: irregolari@inventati.org
Il presente volume nasce e ruota attorno a un dialogo con Emilio Quadrelli,
avvenuto ormai quattro anni fa, qui trascritto e pubblicato per la prima volta.
Un tentativo di mettere in luce aspetti importanti e originali, sebbene
contraddittori, dell’ambiente politico genovese che Emilio prova a leggere
attraverso la lente d’ingrandimento dell’antifascismo e del rapporto che il
movimento ha con esso. Una lettura che lascia intuire come i moti del luglio
1960, che iniziano a Genova il 30 giugno, non siano ascrivibili solo
all’antifascismo ma contengano alcuni degli elementi – la composizione sociale
emergente, i giovani con le magliette a strisce, i teddy boys, la rottura con la
sinistra ufficiale – che caratterizzeranno gli anni a venire. La prefazione di
Sandro Moiso, i testi di Cesare Bermani, di Danilo Montaldi e del Movimento 30
Giugno, oltre che una scelta di articoli della stampa del tempo, contribuiscono
alla ricostruzione storica delle giornate del giugno-luglio 1960 e del fermento
dell’epoca. Questo volume è dedicato a Emilio e alla sua capacità di avere uno
sguardo mai scontato, teso sempre a intravvedere nel presente le possibilità di
rovesciamento dell’esistente.
It’s Only Rock’n’Roll ovvero dell’insorgenza di classe (come sempre inaspettata)
di Sandro Moiso
Introduzione
L’antifascismo del luglio sessanta di Cesare Bermani
Genova operaia, ribelle, antifascista e… conservatrice? Un dialogo con Emilio
Quadrelli
L’altra Autonomia operaia – scheda
Il 30 Giugno a Genova
Il significato dei fatti di luglio di Danilo Montaldi
Periodici e riviste sul movimento del luglio ’60
Rinnovamento Sindacale, Umanità Nova, Seme anarchico, Volontà, Azione Comunista,
L’Agitazione del Sud, Tempo Presente, Democrazia Diretta_
Appendice documentaria ufficiale
Canzoniere
Riceviamo e diffondiamo
Anche in https://campiselvaggi.noblogs.org/post/2026/06/10/disfare-5-blackout/
È uscito il quinto numero di “disfare – per la lotta contro il mondo guerra”,
della primavera-estate 2026.
Per richiedere copie / To request copies / pour demander des
exemplaires: disfare@autistici.org
* 72 pagine, 4 euro a copia, 3 euro per i distributori (dalle 3 copie in su)
* 72 pages, 4 euros per copy, 3 euros for distributors (from 3 copies upwards)
* 72 pages, 4 euros par exemplaire, 3 euros pour les distributeurs (à partir de
3 exemplaires)
Dall’editoriale.
Cavalli imbizzarriti.
Durante le prove della parata del 2 giugno ai Fori Imperiali, decine di cavalli
destinati a sfilare nei reparti a cavallo delle forze armate e dell’ordine
sfuggono al controllo. Quegli animali assolvono una funzione precisa all’interno
del rituale statale: convertire la forza in immagine, rendere visibile la
capacità di un comando di coordinare una pluralità di corpi e movimenti. Non è
un caso che, accanto a forme cerimoniali ereditate da un passato remoto, trovino
oggi posto droni, sistemi antiaerei, cani-robot. L’accostamento mette in scena
la capacità di integrare esseri umani, non-umani e macchine entro una catena
operativa ordinata, governabile. Ma questa rappresentazione si incrina, i
cavalli spaventati si sottraggono alla coreografia, l’addomesticamento militare
si scopre inerme. Uno stampede, una fuga collettiva improvvisa e disordinata,
che può terminare nel violento abbattimento, ma che con la sua stessa esistenza
incrina per un istante il mito dell’ineluttabilità. In un’epoca che sogna
l’amministrazione algoritmica del mondo, l’automazione della guerra e la
governabilità integrale delle società, questo episodio destinato a dissolversi
nel flusso delle notizie ricorda una verità fondamentale: la forza del comando
può addestrare, disciplinare e costringere. Ma il vivente non coincide mai
completamente con le forme che cercano di organizzarlo.
Qui l’editoriale completo: disfare_5_editoriale
Riceviamo e diffondiamo. Sotto un manifesto solidale, nell’immagine uno
striscione appeso alla cattedrale di San Lorenzo.
GENOVA: CARRETTO SOLIDALE PER GL* ARRESTAT* DEL 16 GIUGNO
Nella serata di venerdì 19 giugno un carretto ha attraversato i vicoli del
centro storico di Genova per portare solidarietà ai compagni e le compagne
arrestat*, indagat* e perquisit* nell’operazione messa in atto dalla procura di
Roma ad inizio settimana.
Un po’ di musica, interventi, cori e striscioni tra i caruggi intasati dalla
caotica movida del fine settimana; questo momento è stata anche occasione per
scambiare qualche parola con ragazze e ragazzi che si fermavano, incuriositi, a
leggere i volantini distribuiti, e allo stesso tempo momento per ribadire tutto
il nostro odio (spesso tra questi giovani decisamente condiviso!) per le guardie
e le galere.
Non ci fermeremo qui.
Tutta la nostra complicità e solidarietà va ai nostri compagni e compagne che si
trovano in carcere e agli arresti domiciliari.
Anarchiche e anarchici a Genova
Qui uno dei manifesti affissi nella giornata: fuori dai binari