Source - il Rovescio

cronache dallo stato di emergenza

Operazione repressiva del 16 giugno: Pietro trasferito nel carcere di Terni
Riceviamo e diffondiamo: Aggiornamento su Pietro, arrestato nell’ambito dell’operazione antianarchica del 16 giugno scorso Pietro è stato trasferito martedì 23 dal carcere di Forlì nella sezione As2 di Terni, dove è recluso anche Juan che vi sta scontando una pena di 14 anni e 7 mesi per un’azione contro la sede della Lega Nord a Treviso più un cumulo di altri 8 anni per diverse lotte (nel circuito dell’Alta Sorveglianza di Terni si trova anche Mohammad Hannoun, arrestato a dicembre 2025 con altri sei attivisti palestinesi con l’accusa di presunti finanziamenti ad Hamas). Gli avvocati di Pietro hanno ripresentato istanza per i colloqui e la prossima settimana andranno a fargli visita. Da quando è là non l’hanno sentito, perché la sua richiesta di colloquio telefonico con gli avvocati non è ancora arrivata. Hanno saputo però con certezza da un suo compagno di sezione che sta bene. Famiglia e compagnx continuano ad inviare telegrammi e venerdì 26 anche quel pacco di emergenza con cose essenziali che non era stato accettato lunedì a Forlì. Per chi volesse scrivergli o mandargli un telegramma il nuovo indirizzo è: Pietro Rosetti presso Casa Circondariale di Terni, Strada delle Campore n. 32, 05100, Terni (TR). *** Due parole sul carcere di Terni. Fatta eccezione per le sezioni As, le sezioni comuni del carcere di Terni (Media Sorveglianza) sono largamente sovraffollate: il carcere “ospita” quasi 600 detenuti (con circa 150 detenuti psichiatrici) per una capienza regolamentare di 423 posti. Il 22 febbraio, pare proprio per il sovraffollamento eccessivo, c’è stata una rivolta nella sezione comuni ma le proteste per il sovraffollamento e le inadeguatezze del servizio medico sembrano abbastanza frequenti. Manca personale sanitario adeguato. Recente é il caso di un detenuto che si è cucito la bocca dopo aver perso tutti i denti per un’infezione e non aver ricevuto adeguata assistenza e cibo liquido conforme alla sua situazione. Negligenze denunciate anche dal resistente palestinese Anan Yaeesh, lì rinchiuso prima di essere trasferito a Melfi, che nell’estate 2025 ha dovuto ricorrere ad un dentista esterno dopo gli intoppi burocratici e le inefficienze dei servizi interni (ricordiamo che Anan è stato condannato per la sua partecipazione alla resistenza palestinese a 5 anni e 6 mesi dalla Corte d’Assise dell’Aquila, ed é in attesa del processo di Appello). Inoltre pare sia uno tra i carceri italiani con il maggior numero di suicidi.
Carcere
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina
Le curatrici del programma Harraga, che va in onda su Radio Blackout, hanno intervistato in due puntate del mese di aprile la compagna italo-palestinese Mjriam Abu Samra, ricercatrice e fondatrice del Palestinian Youth Movement. Dal concetto di “orientalismo” alla depoliticizzazione umanitaria della causa palestinese, dagli accordi di Oslo al ruolo delle ONG, dal palestinese-vittima al palestinese-terrorista, dalla violenza coloniale in Palestina all’israelizzazione delle società occidentali, questi approfondimenti sono solidi come i sassi, e come tali andrebbero scagliati contro l’ordine coloniale del mondo. Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte1 Parte 2: decostruire il paradigma vittima/terrorista  
Approfondimenti
Materiali
Per gli arrestati del 16 giugno. Messaggi, iniziative solidali e conto corrente a sostegno di compagni e compagne [in aggiornamento]
Da oggi, 24 giugno, raccogliamo in questa pagina i vari contributi e aggiornamenti che ci stanno pervenendo in solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati il 16 giugno 2026.   [24.06.2026] SULL’INDAGINE E RELATIVI ARRESTI DEL 16 GIUGNO. Solidarietà dalla Romagna …e sono tante, troppe, le mattine così, per tanti, troppi, individui che vengono gettati nel tritacarne del macabro e viscido teatro che lor signori chiamano Giustizia. Un’ennesima mattina di sveglia con le guardie alla porta, con le loro pettorine da fiction TV, con le pistole alla cintola, i guantini, il puzzo di dopobarba e le facce di chi sta facendo bene il proprio sordido mestiere: applicare la legge. Non sempre finisce con gli arresti, stavolta sì, e con uno spazio storico sgomberato, spazio che per tantx di noi era casa, per altrx punto di riferimento, scoglio anomalo nel mare di cemento e aperitivi della capitale: il Benci odia ancora! I fatti, per ora, per quello che ci è dato sapere (visto che le indagini sono tutt’ora in corso) sono più o meno già ampiamente circolati sia in ambienti di movimento, sia nel web-mondo, perciò ci siamo chiestx cosa potevamo dire che ne valesse davvero la pena, in un momento del genere, un momento in cui nove sorelle e fratelli sono tra le grinfie dello stato, al caldo di queste sbarre infami?! (e se ci siamo attardatx tanto per esprimerci pubblicamente, sappiamo che capirete: sono state ore febbrili, di mille cose da pensare e da fare!) Se le parole hanno un senso in momenti come questo – secondo noi – è di cercare di accostarsi alla pancia e al cuore, cercare di tradurre il magma di sensazioni che proviamo e che tutte non possono esprimersi a gesti: rabbia, rabbia, rabbia, fatica, stanchezza, amaro, impotenza, incredulità, ancora rabbia. Ma, dall’altro lato della barricata interiore dei nostri spiriti inquieti, anche contentezza nel vedere la forza che riusciamo ad esprimere nella solidarietà e la tenacia e la voglia di resistere un secondo in più degli oppressori che mirano a rubarci/intristirici la vita e l’orgoglio di avere compagnx così fortx e dolci allo stesso tempo, così splendidamente imperfettx e incamminatx, a testa alta, verso il nostro sogno comune: la libertà. Questa è la parte migliore di noi e quando riusciamo a farla emergere, già tocchiamo con mano un po’ del mondo che vorremmo, e la repressione – ragion di Stato assassina e vigliacca – ha se non altro questo merito, che ci spinge a tirarla fuori. Dopo la convalida degli arresti di Toni e Pietro, dopo che anche a Giulia e Luna sono state applicate le misure cautelari (domiciliari con braccialetto elettronico) mentre aspettiamo di sapere dove spediranno tuttx lx nostrx compagnx, che dalle carceri attuali saranno trasferitx nelle sezioni di Alta Sicurezza, come compagnx della Cassa Antirepressione Capitano ACAB vogliamo mandare i nostri abbracci di cuore a tuttx lx arrestatx, perquisitx, inquisitx per questa ennesima operazione del 16 giugno e ci impegniamo a seguire tuttx lx compagnx prigionierx a partire dal nostro compagno, amico, fratello, Pietro, arrestato (come Toni) in ossequio alla logica che vuole che dopo che ste carogne promulgano una nuova legge, qualcunx debba cadervi preda (parliamo qui del 270quinques terzo) per far sorridere di soddisfazione gli aguzzini in giacca e cravatta. Ci pare interessante e importante far cirocolare il nome degli opuscoli che sono valsi la galera per Pietro, visto che hanno giustificato il suo arresto, si chiamano “Taglio e Cucito”, “L’informatore anarchico” e “Stop that train”. In queste ore roventi (in tutti i sensi!!) ci stiamo dicendo di procedere per passaggi: al momento, in attesa del Riesame che ci auguriamo dissolva o per lo meno ridimensioni il fumoso/fuffoso impianto accusatorio, è seguire lx compagnx nei trasferimenti; è stare vicino agli affetti dellx arrestatx e inquisitx; raccimolare soldi per le molte spese che verranno; farci forza l’un l’altrx, coltivando un sano odio sempre col sorriso, che non ci consumi dentro ma che sappia esondare in faccia ai nostri nemici. Come sempre diciamo e scriviamo, la miglior solidarietà è proseguir nelle lotte dex compagnx colpitx dalla repressione, e questo vogliamo tenerlo a mente. Non si tratta di mitizzazione, di martirio per l’ideale, di eroismo o cose del genere, ma di una precisa scelta di campo che lx nostrx compagnx, e noi con loro, abbiamo fatto, da tempo: scegliere il lato scomodo del mondo, per trovare un punto d’appoggio dove far leva, e mandare questo putrido sistema sociale ed economico gambe all’aria. Scegliere il sogno, l’amore, il conflitto, la solidarietà, l’immischiarsi, il fare la propria parte. Scegliere, ogni giorno, di non voler essere complici dell’abominio capitalista-statale-patriarcale, ma sabotatorx della normalità, con il fiato sempre corto e il cuore che va a mille. Scegliere di essere vivx, per l’anarchia. Micol, Ste, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giu, Arnau, Bibbi liberx! Tuttx Liberx! Con Sara e Sandro nel cuore. Cassa Antirepressione Capitano ACAB. 22 giugno 2026 capitanoacab@insiberia.net Attiviamo questo conto (poste pay evolution; si può ricaricare o fare bonifici, specificare sempre la causale “antirepressione”) per racimolare due spicci per le spese dei compa all’interno di questo procedimento, seguiranno aggiornamenti. Poste Pay Evolution Persano Alice numero carta: 5333171221824549 iban: IT55Y3608105138234335834342 -------------------------------------------------------------------------------- [24.06.2026] Messaggio e manifesto dalla Germania: In seguito all’ennesima operazione repressiva in Italia, abbiamo fatto questo manifesto in solidarietà a coloro che sono stat* colpit* dalla repressione. Il testo riprende una famosa canzone (“Macht kaputt, was euch kaputt macht!” “Distruggete ciò che vi distrugge!”) dei Ton Steine Scherben, gruppo rock tedesco degli anni ’70, ’80, perché crediamo che questo slogan continui a rappresentare un’indicazione preziosa. Anarchic* dal Nord Traduzione: Il 16 giugno 2026 le autorità italiane hanno effettuato perquisizioni e arresti contro anarchic* in diverse località. A Roma è stato inoltre sgomberato il centro anarchico occupato Bencivenga. Sette rivoluzionar* sono in carcere, mentre ad altr* sono state imposte misure restrittive. Il potere li accusa di azioni di sabotaggio anticapitaliste e antimilitariste, tra cui quelle contro i Giochi Olimpici Invernali all’inizio di quest’anno. Al fianco dei combattenti che non aspettano nulla! Libertà e solidarietà per Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro, Tony, Martina e Marifra. Sandro, Sara e Kyriakos nei nostri cuori! I treni sfrecciano, i dollari scorrono, le macchine funzionano le persone creano, le fabbriche costruiscono, costruiscono macchine, costruiscono motori, costruiscono cannoni. Per chi? Le bombe volano, i carri armati avanzano, i poliziotti picchiano, i soldati cadono, proteggono i capi, proteggono le azioni, proteggono la legge, proteggono lo Stato. Da noi! Distruggete ciò che vi distrugge Traduzione del fumetto: In questo mondo alienato, sia per i ricchi che per i dannati le pareti dei loro vagoni rappresentano l’unico orizzonte. -------------------------------------------------------------------------------- [24.06.2026] Qui contributi e iniziative già pubblicati: https://ilrovescio.info/2026/06/16/in-tempi-di-guerra-sulla-retata-anti-anarchica-del-16-giugno/ https://ilrovescio.info/2026/06/20/da-genova-fuori-dai-binari-sul-carretto-solidale-in-citta-e-altre-iniziative-in-solidarieta-agli-arrestati-del-16-giugno/
Stato di emergenza
Babele
È uscito il libro “LI CHIAMAVANO TEDDY BOYS. Il 30 giugno 1960 fra antifascismo e lotta di classe”
Riceviamo e diffondiamo: Diamo notizia agli interessati dell’uscita di un libro per le edizioni Colibrì sui fatti del luglio del ’60. In allegato copertina e di seguito sinossi e indice. LI CHIAMAVANO TEDDY BOYS. Il 30 giugno 1960 fra antifascismo e lotta di classe a cura della Libreria occupata Adespotos 2026, Colibrì edizioni, 288 pagine, 15 euro – per ordinare il libro: irregolari@inventati.org   Il presente volume nasce e ruota attorno a un dialogo con Emilio Quadrelli, avvenuto ormai quattro anni fa, qui trascritto e pubblicato per la prima volta. Un tentativo di mettere in luce aspetti importanti e originali, sebbene contraddittori, dell’ambiente politico genovese che Emilio prova a leggere attraverso la lente d’ingrandimento dell’antifascismo e del rapporto che il movimento ha con esso. Una lettura che lascia intuire come i moti del luglio 1960, che iniziano a Genova il 30 giugno, non siano ascrivibili solo all’antifascismo ma contengano alcuni degli elementi – la composizione sociale emergente, i giovani con le magliette a strisce, i teddy boys, la rottura con la sinistra ufficiale – che caratterizzeranno gli anni a venire. La prefazione di Sandro Moiso, i testi di Cesare Bermani, di Danilo Montaldi e del Movimento 30 Giugno, oltre che una scelta di articoli della stampa del tempo, contribuiscono alla ricostruzione storica delle giornate del giugno-luglio 1960 e del fermento dell’epoca. Questo volume è dedicato a Emilio e alla sua capacità di avere uno sguardo mai scontato, teso sempre a intravvedere nel presente le possibilità di rovesciamento dell’esistente. It’s Only Rock’n’Roll ovvero dell’insorgenza di classe (come sempre inaspettata) di Sandro Moiso Introduzione  L’antifascismo del luglio sessanta di Cesare Bermani Genova operaia, ribelle, antifascista e… conservatrice? Un dialogo con Emilio Quadrelli L’altra Autonomia operaia – scheda Il 30 Giugno a Genova  Il significato dei fatti di luglio di Danilo Montaldi Periodici e riviste sul movimento del luglio ’60 Rinnovamento Sindacale, Umanità Nova, Seme anarchico, Volontà, Azione Comunista, L’Agitazione del Sud, Tempo Presente, Democrazia Diretta_ Appendice documentaria ufficiale  Canzoniere
Materiali
È uscito il quinto numero di “disfare – per la lotta contro il mondo-guerra”
Riceviamo e diffondiamo Anche in https://campiselvaggi.noblogs.org/post/2026/06/10/disfare-5-blackout/ È uscito il quinto numero di “disfare – per la lotta contro il mondo guerra”, della primavera-estate 2026. Per richiedere copie / To request copies / pour demander des exemplaires: disfare@autistici.org * 72 pagine, 4 euro a copia, 3 euro per i distributori (dalle 3 copie in su) * 72 pages, 4 euros per copy, 3 euros for distributors (from 3 copies upwards) * 72 pages, 4 euros par exemplaire, 3 euros pour les distributeurs (à partir de 3 exemplaires) Dall’editoriale. Cavalli imbizzarriti. Durante le prove della parata del 2 giugno ai Fori Imperiali, decine di cavalli destinati a sfilare nei reparti a cavallo delle forze armate e dell’ordine sfuggono al controllo. Quegli animali assolvono una funzione precisa all’interno del rituale statale: convertire la forza in immagine, rendere visibile la capacità di un comando di coordinare una pluralità di corpi e movimenti. Non è un caso che, accanto a forme cerimoniali ereditate da un passato remoto, trovino oggi posto droni, sistemi antiaerei, cani-robot. L’accostamento mette in scena la capacità di integrare esseri umani, non-umani e macchine entro una catena operativa ordinata, governabile. Ma questa rappresentazione si incrina, i cavalli spaventati si sottraggono alla coreografia, l’addomesticamento militare si scopre inerme. Uno stampede, una fuga collettiva improvvisa e disordinata, che può terminare nel violento abbattimento, ma che con la sua stessa esistenza incrina per un istante il mito dell’ineluttabilità. In un’epoca che sogna l’amministrazione algoritmica del mondo, l’automazione della guerra e la governabilità integrale delle società, questo episodio destinato a dissolversi nel flusso delle notizie ricorda una verità fondamentale: la forza del comando può addestrare, disciplinare e costringere. Ma il vivente non coincide mai completamente con le forme che cercano di organizzarlo. Qui l’editoriale completo: disfare_5_editoriale
Materiali
Da Genova: “Fuori dai binari”. Sul “carretto solidale” in città e altre iniziative in solidarietà agli arrestati del 16 giugno
Riceviamo e diffondiamo. Sotto un manifesto solidale, nell’immagine uno striscione appeso alla cattedrale di San Lorenzo. GENOVA: CARRETTO SOLIDALE PER GL* ARRESTAT* DEL 16 GIUGNO Nella serata di venerdì 19 giugno un carretto ha attraversato i vicoli del centro storico di Genova per portare solidarietà ai compagni e le compagne arrestat*, indagat* e perquisit* nell’operazione messa in atto dalla procura di Roma ad inizio settimana. Un po’ di musica, interventi, cori e striscioni tra i caruggi intasati dalla caotica movida del fine settimana; questo momento è stata anche occasione per scambiare qualche parola con ragazze e ragazzi che si fermavano, incuriositi, a leggere i volantini distribuiti, e allo stesso tempo momento per ribadire tutto il nostro odio (spesso tra questi giovani decisamente condiviso!) per le guardie e le galere. Non ci fermeremo qui. Tutta la nostra complicità e solidarietà va ai nostri compagni e compagne che si trovano in carcere e agli arresti domiciliari. Anarchiche e anarchici a Genova Qui uno dei manifesti affissi nella giornata: fuori dai binari
Stato di emergenza