Una spudorata iniziativa anti-anarchica! Sull’operazione repressiva del 16 giugno

il Rovescio - Thursday, July 9, 2026

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Una spudorata iniziativa anti-anarchica! Sull’operazione repressiva del 16 giugno

Il 16 giugno scorso è stata lanciata l’ennesima operazione repressiva contro il movimento anarchico. Dopo le solite perquisizioni in varie città (Roma, Bologna, Forlì, Napoli, Torino e Milano), sono state applicate nove misure cautelari: sette in carcere, con trasferimenti nei circuiti di Alta Sicurezza (AS2) e due ai domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicazioni. L’operazione è servita oltretutto da pretesto per sgomberare uno dei luoghi perquisiti, il Bencivenga Occupato, attivo a Roma da ben 25 anni.

Tra i capi di accusa alcuni sabotaggi alla rete ferroviaria dell’Alta velocità in occasione della devastazione portata dalle Olimpiadi di guerra Milano-Cortina (alla cui sicurezza, per intenderci, hanno partecipato anche agenti dell’ICE, la milizia assassina di Trump) a cui i repressori, per rendere più credibile il reato di associazione con finalità di terrorismo – il famigerato 270 bis – hanno collegato una serie di lotte che si sono sviluppate negli ultimi anni, dalle mobilitazioni a sostegno di Alfredo Cospito a quelle contro il 41 bis, fino alle recenti mobilitazioni per la Palestina.

Ma a rendere palese che ad essere perseguite non sono solo determinate azioni quanto il pensiero che le anima, è il fatto che due degli arresti sono avvenuti per degli opuscoli rinvenuti durante le perquisizioni domiciliari contestando il cosiddetto “Terrorismo della parola” (270 quinques terzo, “detenzione di materiale con finalità di terrorismo”), reato introdotto dal D.L. 11 aprile 2025 n. 48 ovvero il penultimo pacchetto sicurezza del governo Meloni. Si tratta di un reato predittivo, altrimenti detto di “pericolo presunto”, che punisce – con la reclusione da due a sei anni – non il compimento di un atto ma il suo ipotetico verificarsi, attraverso la semplice detenzione di scritti cartacei o virtuali.

Come hanno ben scritto altrx compagnx “il 270 quinques terzo, a detta dex legali, è estremamente ostico da smontare in sede processuale perché non vi è la necessità da parte del PM di dimostrare alcuna intenzionalità nel “passare all’azione”: il semplice fatto di possedere uno scritto incriminato può condurci in galera. Questa legge sembra fatta apposta per un movimento, come quello anarchico, dove gli scritti hanno sempre avuto grande e numeroso risalto sia nella crescita individuale, sia nella propaganda”. Che poi lo scritto incriminato lo si sia effettivamente letto o meno, sembra essere ininfluente per le finalità repressive.

Non é nemmeno un caso se questa nuova operazione anti-anarchica avviene nel momento in cui il Tribunale di Sorveglianza di Roma era chiamato a esprimersi sul rinnovo o meno del regime di 41bis per Alfredo Cospito, l’unico anarchico nella storia a cui – dal 2022 – é stato applicato questo regime afflittivo specifico, poi effettivamente rinnovato per altri due anni, respingendo il ricorso del suo avvocato.

Di fronte a questa nuova operazione repressiva, sintomo di una crescente stretta contro l’opposizione interna e nuovo capitolo del secolare quanto vano tentativo dello Stato di annientare l’anarchismo, non servono troppe parole, ma serve continuare – ed, anzi, intensificare! – le lotte contro la guerra e i nazionalismi, contro il militarismo e il riarmo dell’economia e della società, contro quella macchina infernale che è il carcere e le sue appendici mostruose come il 41 bis, contro l’esistenza e la militarizzazione delle frontiere e quei campi di concentramento per immigrati che sono i Cpr (ora “esternalizzati” in Paesi terzi, sull’esempio dell’Italia in Albania e con la benedizione del Patto su migrazione e asilo dell’UE), contro la devastazione dei territori da parte di progetti calati dall’alto utili solo alla speculazione del cemento e della finanza.
Per una società autorganizzata e libera da autorità e capitalismo. Per l’anarchia!

Piccoli Fuochi Vagabondi