È uscito il primo numero di “La Ginestra”, rivista di critica ecofemminista

il Rovescio - Thursday, July 30, 2026

Riceviamo e diffondiamo:

È uscito il primo numero di La Ginestra, rivista di critica ecofemminista, stampata in proprio nell’estate 2026.

Per inviare contributi o ricevere copie scrivere a: laginestra@canaglie.org – 47 pagine, offerta libera

Qui la copertina: Copertina

Qui indice e prefazione: Indice+prefazione

“I motivi per cui abbiamo deciso di iniziare questo progetto sono diversi. Alcuni forse si comprenderanno leggendo i vari testi che abbiamo scritto e raccolto. In primo luogo c’era l’esigenza di studiare, in un mondo in cui le notizie arrivano continuamente ci carichiamo di una serie di informazioni che non sempre riusciamo a cogliere con senso critico. La continua lotta di “intellettuali” e “politicanti” contro il significato, e il lavoro di annientamento che svolgono contro il pensiero critico, ci fa sentire moralmente obbligate a lavorare contro
la rinuncia al sensibile. Non avevamo idea di cosa sarebbe diventata la Ginestra, l’abbiamo capito solo durante, e grazie, la lettura e il confronto che hanno caratterizzato questi mesi. La Ginestra non vuole essere una raccolta di approfondita analisi teorica, non perché
questo non sia importante, ma perché semplicemente non è il nostro obiettivo, e probabilmente richiederebbe uno studio ancora più approfondito. Piuttosto la consideriamo un viaggio tra i nostri pensieri e le nostre tensioni, tensioni e pensieri che di certo vanno anche al di là di questo piccolo progetto. Ci sono stati libri e pensatrici che ci hanno accompagnate. Da Leopardi, ai surrealisti francesi; dalla letteratura greca alle letture ecofemministe; dalla poesia ai racconti palestinesi. Dobbiamo molto a ciascuna di queste pagine, quelle in cui ci siamo
ritrovate, ma soprattutto quelle in cui non ci ritroviamo. Importante per noi è raggiungere orizzonti nei quali troppe poche volte ci siamo immaginate, aggiungere una nota poetica non è stato casuale. L’eccesso di realtà ha bisogno della poesia. Come non è stato casuale interrogarci sulle questioni relazionali.
Partendo da esperienze molto diverse ci siamo ritrovate incastrate nello stesso nodo, e senza tentare di scioglierlo ci sembrava impossibile immaginarci in una prospettiva rivoluzionaria e di sussistenza. Il nodo della questione relazionale ci ha accompagnato in tutto il nostro piccolo viaggio. La conclusione, o meglio il punto di partenza, a cui siamo giunte è che ci mancano delle esperienze di sorellanza. Che non è, almeno per 5 noi, l’esperienza di unione interclassista di donne unite contro il patriarcato. Il nostro sentimento di sorellanza non può andare oltre la classe, così come non può andare oltre i sentimenti di affinità e reciprocità. E la ricerca di questo sentimento non può prescindere dalla lotta contro la macchina tecno-bellica e gli Stati che la proteggono e allevano, sperimentando sui nostri stessi corpi.”