In queste ultime settimane il Confederalismo democratico, l’esperienza curda di
autogoverno del Rojava,è sotto attacco. Gli scontri tra le Forze siriane
democratiche – l’esercito rivoluzionario del Rojava – e le truppe del governo di
transizione siriano di Al-Jolani/Al-Sharaa sono durissimi: si tratta di una
guerra che nasce in un clima politico a livello globale che si nutre di violenza
imperialista e coloniale. Le bande di Al Jolani stanno facendo il lavoro sporco
per Erdogan spingendo le SDF oltre il fiume Eufrate e assediando Kobane città
martire che resistette all’assedio dell’Isis nel 2014/2015.
Nonostante svariati cessate il fuoco non rispettati le forze di Damasco hanno
preso la strategica diga di al-Tabqa, Raqqa che si trova vicino ai pozzi
petroliferi ed hanno espulso dai quartieri di Sheikh Maqsoud e al-Ashrafiyah di
Aleppo i cittadini curdi.
Le voci di accordi che prevedono la resa delle SDF che dovrebbero confluire
nell’esercito siriano sono state smentite ,in Rojava c’è la mobilitazione
generale per l’autodifesa ,centinaia di giovani si sono mossi dalla Turchia e
dall’Iraq per sostenere la resistenza curda .Le milizie ex Al nusra ora al
governo a Damasco hanno liberato centinaia di prigionieri dell’Isis dalla
prigionr di Al Aqtan.
La popolazione pur consapevole della delicata situazione è determinata a
resistere e garantire il diritto all’esistenza dell’esperimento del
confederalismo democratico curdo ,non è la prima volta che i curdi si trovano
sotto attacco ,dalla resistenza curda arriva un invito alla mobilitazione e al
sostegno militante al Rojava .
Ne parliamo con una compagna dalla Comune internazionalista in Rojava
all’interno dell’amministrazione autonoma della Siria del nord est