
Signor censore
Osservatorio Repressione - Thursday, March 13, 2025La censura è un fenomeno in crescita, molti dei libri messi al bando hanno in comune il fatto di occuparsi, anche solo indirettamente, di razzismo, questioni di genere o storia
di Marco Sommariva*
Nell’agosto del 2022, diversi giornali ripresero la notizia pubblicata dal quotidiano britannico The Times riguardo la cosiddetta “cancel culture”, la cultura della cancellazione, che pareva coinvolgere oltre centoquaranta università inglesi.
Circa la volontà di oscurare o nascondere opere del passato ritenute incompatibili con la contemporaneità, due atenei – l’Essex e il Sussex – accettarono di parlarne col quotidiano inglese, confermando agli intervistatori d’aver eliminato alcuni titoli dall’elenco dei testi disponibili per gli studenti.
Fra i libri banditi c’erano, per esempio, La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, Oliver Twist di Charles Dickens (perché contiene “abusi sui minori”), oltre a testi di Jane Austen, Charlotte Brontë, Agatha Christie e molti altri.
Due anni dopo, nel settembre del 2024, grazie a una denuncia di PEN America – organizzazione non-profit dedicata alla libertà di espressione – venivamo a sapere che il numero di libri messi al bando nelle scuole pubbliche americane s’era triplicato in un anno passando dai 3.362 titoli del 2023 agli oltre 10.000 del 2024; tra quelli vietati, c’era anche “Radici” di Alex Haley, un romanzo che ripercorre la storia di un ramo della famiglia dell’autore che, dal Gambia, fu deportato in America e fatto schiavo.
Nei giorni scorsi, invece, Giovanni De Mauro scriveva sul settimanale Internazionale che tra le decisioni più recenti della nuova amministrazione di Donald Trump c’è l’annuncio della messa al bando di Freckleface strawberry, un romanzo per bambini e bambine, la storia di una ragazza che non ama le sue lentiggini ma impara a conviverci: il libro è stato vietato nelle scuole gestite dal ministero della difesa frequentate da ventimila alunni in tutto il paese, perché è “collegato all’ideologia di genere”.
Non solo, nello stesso pezzo ci viene spiegato che negli Stati Uniti la censura può avvenire a tre livelli: locale, in un distretto scolastico che fa circolare una lista di libri a cui i genitori si sono opposti; statale, quando un governatore decide di vietare alcuni libri; oppure a livello federale, come nel caso di Freckleface strawberry.
De Mauro scrive che il fenomeno è in crescita e che molti dei libri messi al bando hanno in comune il fatto di occuparsi, anche solo indirettamente, di razzismo, questioni di genere o storia; non solo, riprende la denuncia di PEN America citando alcuni titoli dei 10.046 vietati: L’occhio più azzurro di Toni Morrison, Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Il mondo nuovo di Aldous Huxley, Maus di Art Spiegelman, Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood e la saga di Twilight di Stephenie Meyer.
Detto che – come ricorda Esther Cyna , docente universitaria di storia – negli Stati Uniti “la censura c’è sempre stata, in particolare quando al potere ci sono i repubblicani, ma questa volta è senza precedenti in termini di quantità di libri censurati e di velocità con cui tutto succede”, visto che dei sei titoli citati sul pezzo di Internazionale ne ho letti la metà, ho provato a riprenderli in mano cercando di capire cosa può aver “spaventato” chi sta al potere.
Il buio oltre la siepe di Harper Lee, edito nel 1960, è ambientato in una tranquilla cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti, dove l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di Tom, un bracciante negro – sì, è proprio riportato così nella sinossi della quarta di copertina di un’edizione Feltrinelli del 2011, “negro” – ingiustamente accusato di violenza carnale; la vicenda è raccontata dalla piccola Scout (sei anni), figlia dell’avvocato, mentre rivive il suo mondo, quello dell’infanzia. Finch riuscirà a dimostrare l’assenza di prove a carico dell’imputato e, in modo incontrovertibile, che la violenza subita dalla donna è opera del crudele e ignorante padre – malgrado questo, la giuria condannerà ugualmente Tom che verrà incarcerato.
Nonostante mi sia impossibile calarmi nei panni di qualsiasi censore, ho cercato le mie note e sottolineature di quando avevo letto il romanzo della Lee e ho provato a immaginare cos’altro, oltre all’evidente ingiustizia narrata, poteva aver “spaventato” il potere, e così ho raccolto questi passaggi:
“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”
“[…] a volte fa più male la Bibbia in mano a un uomo qualunque che una bottiglia di whisky in mano a… a tuo padre, per esempio. […] Ci sono degli uomini… che si preoccupano tanto dell’altro mondo da non imparare mai a vivere in questo”.
“Non è una buona ragione non cercare di vincere per il semplice fatto che si è battuti in partenza”.
“[…] non è mai una vergogna sentirsi buttare addosso una parolaccia. Dimostra soltanto quanto sia meschina la persona che te la dice: a te non può fare alcun male”.
“Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda”.
“C’è qualcosa nel nostro mondo che fa perdere la testa alla gente: non riescono a essere giusti neanche quando lo vogliono”.
Il mondo nuovo di Aldous Huxley, edito nel 1932, è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico, dove tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società, concepiti e prodotti industrialmente in provetta, durante l’infanzia vengono condizionati con la tecnologia e con le droghe. Premesso che il libro è un documento inquietante che costringe a riflettere sul prezzo che quotidianamente siamo chiamati a pagare per costruire il futuro e che questo avvertimento ai lettori non può di certo lasciar tranquilli chi ha in mano il potere, anche in questo caso ho provato a raccogliere dal testo sei frasi capaci di disturbare il sonno di tutti i Trump e i Musk del mondo:
“Le primule e i paesaggi […] hanno un grave difetto: sono gratuiti. L’amore per la natura non fa lavorare le fabbriche”.
“Coloro che si sentono disprezzati fanno bene ad assumere un’aria sprezzante”.
“Ognuno, uomo, donna e fanciullo, fu costretto a consumare tanto per anno. Nell’interesse dell’industria. […] È meglio buttare che aggiustare. Più sono i rammendi e minore è il benessere”.
“Preferisco essere me stesso. Me stesso e antipatico. Non qualcun altro, per quanto allegro”.
“Si credono le cose perché si è stati condizionati a crederle. […] La gente crede in Dio perché è stata condizionata a credere in Dio”.
“[…] è il vostro sistema: sbarazzarsi di tutto ciò che non è gradito, invece di imparare a sopportarlo”.
Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, edito nel 1985, è ambientato in un mondo devastato dalle radiazioni atomiche dove gli Stati Uniti sono diventati uno stato totalitario e teocratico basato sul controllo del corpo femminile, che priva le donne di qualsiasi potere; questo regime è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare.
Eccovi i sei estratti “spaventevoli” che ho scelto:
“Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà”.
“Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradatamente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene”.
“C’è sempre qualcosa per tenere occupata la mente desiderosa di conoscenza”.
“[…] per istituire un sistema totalitario efficace o invero un qualsiasi sistema, è necessario offrire qualche beneficio e qualche libertà, almeno a pochi privilegiati, in cambio di ciò che viene loro tolto”.
“Quando il potere è scarso, averne anche solo un poco costituisce una tentazione”.
“[…] il passato è un grande spazio buio, colmo di echi. Le voci che raggiungono di lì sono intrise dell’oscurità della matrice da cui provengono e, per quanto ci si provi, non sempre possiamo decifrarle con esattezza alla luce più chiara del nostro tempo”.
Alla fine di questi miei ripassi, mi è più chiaro il perché il potere vieta questi titoli.
Sono contento che il libro spaventi ancora così tanto anche perché, nonostante i mille divieti e incendi a cui è stato sottoposto nella sua storia, è forse l’unico oggetto capace, anche a distanza di secoli, di contrastare il potere.
A tutti i Trump e i Musk dell’universo, dedico un brano che ho iniziato ad ascoltare quando non avevo ancora compiuto tredici anni; è Signor censore di Edoardo Bennato che, fra le varie cose, dice anche: “Signor Censore, tu stai facendo un bel lavoro/la tua teoria è che il silenzio è d’oro/prima fai un ghetto poi lo nascondi con un muro/e così mentre la gente continua a emigrare/tu sfogli i libri e passi il tempo a cancellare/le frasi sconce e qualche nudo un po’ volgare”.
Mi sa che, oltre ai libri, il potere dovrà sbrigarsi a censurare anche le canzoni. E poi il teatro, e poi… non so, credo ci sia un lavoro enorme ad attenderli: chiedessero ai talebani.
*scrittore sul sito www.marcosommariva.com tutte le sue pubblicazioni
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