
Gli iraniani resistono nonostante il regime,le bombe e le sanzioni
Radio Blackout 105.25FM - Friday, September 18, 2026
All’interno dell’Iran la guerra sta generando una crisi economica fortissima con ampie fasce della popolazione che ormai vivono al di sotto della soglia di povertà ma al contempo si assiste ad una inevitabile crescita di un sentimento nazionalista, che non necessariamente coincide con un consenso verso il regime. Cresce un sentimento di solidarietà civile reciproca che si esprime anche nei raduni notturni chiamati dal regime in piazza , in queste circostanze si manifesta anche in forma di veri e propri “happening” l’insofferenza verso la repressione , la stanchezza per la guerra e la crisi economica . Le notizie dal paese sono scarse e difficili da reperire con regolarità ,il movimento di opposizione che si è manifestato verso dicembre/gennaio e che ha subito una feroce repressione ha trasformato, a causa della situazione di guerra ,la propria natura in una rete di cura. Si sono costruite nei quartieri mense popolari ,casse di sostegno , ci si sostiene a vicenda ,ma si protesta anche contro l’aumento delle condanne a morte degli oppositori .Uno sciopero della fame è in corso in più di 60 carceri iraniani proprio per denunciare le esecuzioni ,si articolano proteste nelle università contro leggi che impediscono la collaborazione con enti universitari stranieri . L’effetto dell’ultima ondata di sanzioni ha avuto un impatto sproporzionato sulla popolazione civile del paese e sul settore dell’istruzione in particolare. Le precedenti sanzioni hanno contribuito a rendere gli iraniani più poveri innescando un collasso valutario, portando a un aumento dei prezzi di cibo e medicine. Hanno isolato finanziariamente gli iraniani attraverso trasferimenti bancari bloccati e l’esclusione digitale attraverso software, servizi cloud e piattaforme limitate . l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro degli Stati Uniti ha anche sospeso a tempo indeterminato le licenze generali relative all’istruzione che hanno consentito una cooperazione limitata con l’Iran da parte di università o persone americane, inclusi ma non limitati a programmi di scambio accademico e alcuni servizi di istruzione senza scopo di lucro. Duolingo, la società di tecnologia educativa americana che offre app di apprendimento e certificazioni linguistiche, ha deciso di vietare i test di lingua inglese per tutti gli utenti in possesso solo di un documento d’identità iraniano. A seguito del perverso meccanismo delle sanzioni secondarie gli studenti iraniani che cercano di perseguire titoli accademici al di fuori dell’Iran hanno osservato che diverse università in Australia, Norvegia e Regno Unito mettono in pausa le domande di dottorato, sponsorizzazioni o iscrizioni per gli iraniani negli ultimi mesi. La guerra ha rafforzato l’oligarchia affaristico militare dei Pasdaran che controllano l’economia delle sanzioni ,mentre la classe media che sosteneva il regime sta evaporando sotto i colpi della crisi economica e della guerra che impone una spesa pari al 25% del budget statale.
Ne parliamo con Paola Rivetti docente di Relazioni internazionali e studiosa della storia dell’Iran.