«BOB’S YOUR UNCLE»
È una di quelle battute ricorrenti in tutti gli episodi, quelle inserite da
Jarmusch soprattutto per divertirsi e aggiungere un dettaglio per accompagnare
lo spettatore nella fruizione con il giusto ritmo. Nella puntata di
“Delicatessen” dedicata a Father Mother Sister Brother non l’abbiamo citata,
eppure il suo significato (tipo “Ecco qua”) sancisce il senso del film, come
anche i brindisi improbabili e le altre situazioni ricorrenti che incardinano i
tre “episodi” con cui Jarmusch rimane coerente con il suo corpus filmico (una
struttura che già era di Mistery Train o Coffe&Cigarettes).
Altro elemento che aiuta ad amalgamare le tre situazioni è la ricorrenza dei
rolex (e non è peregrino chiedersi se sono autentici, perché anche il “tempo”
scandito può essere reale, o più facilmente taroccato); quelli li sentirete
citati nel podcast, insieme ai ricorrenti siparietti di skater che danzano al
ralenti davanti all’immancabile automobile colma di musica che è la cifra del
cinema No Wave di Jarmush da Pemanent Vacation e Stranger than Paradise in
avanti.
Ci troverete l’incomunicabilità intergenerazionale, con i figli che non riescono
a ricostruire relazioni o addirittura a dare forma alle figure genitoriali prive
di empatia, estranei; accompagnamenti di personaggi senza che si narri alcuna
trama, solo situazioni e ritratti a tutto tondo, simili nelle dinamiche –
seppure collocati nella desolazione degli Usa, a Dublino e a Parigi e con tre
coppie di figli diversi tra loro, ma con tratti comuni. E questi sono gli
elementi che permettono ai tre racconti di interagire, finendo con il costituire
un’opera coesa e unitaria.