Parliamo della normativa in merito al reato di violenza sessuale. E con il DDL
Bongiorno il governo punta a cancellare dal testo di legge il concetto di
consenso sostituendolo con quello di “dissenso”. Questo rappresenta un
gravissimo passo indietro che vedrebbe giudicare la persona che ha subito
violenza, attribuendogli l’onere di provare di aver saputo esprimere in maniera
sufficientemente chiara il proprio dissenso. Come non è difficile immaginare, e
come ribadiscono in un primo comunicato le reti di centri antiviolenza e
movimenti transfemministi, questa riformulazione spalancherebbe “le porte dei
Tribunali a ogni sorta di vittimizzazione secondaria – stato di ebbrezza,
assunzione di droga, abbigliamento, tempi della denuncia – all’interno dei
processi, perché, in fondo con questo testo la destra di governo afferma
chiaramente che chi viene stupratə o abusatə “se l’è andatə a cercare!””. La
chiamata a rispondere a questo ennesimo attacco del governo Meloni è urgente ed
è iniziata una mobilitazione permanente con prossime assemblee nazionali.
Facciamo il quadro della situazione con Carla Quinto, della rete e cooperativa
sociale Be Free attiva nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di
genere.