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Dalle foreste di Atlanta fino alla Val di Susa: ri-creare le reti dell’abbondanza
Dalla fine di agosto a metà settembre l’attivista trans apache Abundia Alvarado sarà in Italia per condividere progetti e riflessioni elaborate negli ultimi anni all’interno dei movimenti per la giustizia sociale ed ambientale nel Sud degli Stati Uniti. Abundia è attivista ambientale, per la causa lgbtq+, per la restituzione della terra alle comunità native, per i diritti di lavoratorx. Insieme ad Abundia viaggeranno anche altri attivisti che come lei hanno partecipato tra il 2021 e il 2024 alla difesa della foresta di Atlanta. In queste settimane segnate dal riscaldamento globale e dall’accanirsi della repressione sulle fasce più vulnerabili della popolazione , il tour, dalla Sicilia fino alla Val di Susa, offre un’occasione per ragionare su come sia possibile contrastare in modo comunitario questa crisi. Ad Atlanta hanno cercato di impedire la costruzione di una delle più grandi basi di addestramento della polizia nel mondo. Soprannominata “Cop City”, la base ha comportato l’abbattimento della foresta che sorgeva come immenso parco pubblico ai margini della città, ed è stata realizzata per decreto dell’amministrazione Biden. Dopo le proteste anti-razziste del movimento Black Lives Matter, invece di sottrarre fondi alle Forze dell’Ordine per meglio investire nei servizi sociali, il governo americano decise infatti di costruire queste enormi basi in tutto il Paese, per addestrare la polizia ad una repressione più dura dei manifestanti. Ai nostri microfoni interviene chi li accompagna in questo tour, per raccontarci meglio il perché di questo viaggio e i temi al centro degli incontri tra cui il concetto di abbondanza come resistenza e quello di spazi di cura e aggregazione che nascono nella lotta come i Consigli Autonomi di Cucina (Autonomous Kitchen Council https://akccollective.noblogs.org/): Per contribuire alle spese di viaggio, è in corso una raccolta fondi su Produzioni dal Basso:  https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-il-tour-italiano-di-abundia-per-diffondere-abbondanza-e-solidarieta-tramite-la-cucina Di seguito le date del tour e la locandina con tutte le info per la tappa in Val di Susa: – Catania il 28 e il 29 agosto al Parco Falcone – assemblea e aperitivo dalle 18 sabato 28, cena e proiezione dalle 19.30 il 29 https://www.instagram.com/p/DcYkakiCHTy/ – Palermo, il 31 agosto presso Eglise e Scuola di Restanza – proiezione dalle 18, cena e assemblea dalle 20.30 https://www.instagram.com/p/DcMJjCDCMe2/?img_index=1 – Verona, il 2 settembre presso l’associazione culturale Sobilla, con Non Una di Meno – aperitivo, assemblea e proiezione dalle 18.30 https://www.instagram.com/p/Dcgl55YAO_V/?img_index=1  – Milano, il 4 settembre ospiti del festival “Abba Vive” di Cantiere – assemblea e proiezione dalle 18.30 https://www.instagram.com/p/DcVksr6jlwQ/  – Val di Susa, il 5 settembre a VisRabbia di Avigliana (laboratorio di cucina dalle 17) e il 6 settembre all’associazione La Credenza di Bussoleno (assemblea, cena e proiezione dalle dalle 18) – https://gancio.cisti.org/event/tessere-la-rete-dellabbondanza  – Pisa, l’8 settembre a Exploit, ospiti di L3 Reiett3 e Spazio Sociale Apuano; – Napoli, il 10 settembre presso la Mensa Occupata dell’Università Federico II; – Roma, l’11 e 12 settembre, al CSOA exSNIA in collaborazione con il collettivo Blocco Decoloniale e vivèro luogo di quartiere – proiezione dalle 21 l’11, assemblea, pranzo e laboratorio di cucina dalle 10.30 il 12
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Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione. Da 14 anni l’area è occupata da un comitato di lavoratorx, cittadinx e residenti del quartiere che la presidiano notte e giorno per evitare che tutti gli alberi vengano abbattuti per far posto al cemento. Qui si è dato vita a iniziative sociali, incontri, momenti di dibattito. Il 30 luglio di quest’anno l’area è stata venduta all’asta per un milione e duecento mila euro ad un imprenditore. Entro 120 giorni il Tribunale deve consegnare il terreno “libero da persone e cose” quindi nelle prossime settimane è previsto lo sgombero.  In questi giorni si sono svolte assemblee molto partecipate e per il 5 settembre è previsto un grande corteo che partirà dalle ore 16 dal Polmone verde di Via Goito fino a Piazza del Municipio. La manifestazione sarà affiancata da 3 giorni di campeggio libero, dal 3 al 6 settembre. Nel mentre sono partiti 4 presidi permanenti, dislocati nei 4 ingressi del terreno, per prepararsi a resistere allo sgombero. Arianna, del comitato degli orti urbani di Via Goito, ci spiega meglio la situazione, evidenziando come la manifestazione nazionale sarà importante non solo per prendere parola contro la speculazione edilizia a Livorno, ma in modo più ampio, difendere un modello di giustizia sociale e ambientale. Un modello dove spazi verdi come gli orti oltre ad essere polmoni verdi per le nostre città diventano luogo di auto-organizzazione. Per rimanere aggiornatx: https://www.instagram.com/ortiurbani.livorno/
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No all’estradizione di Gino! Free all antifas!
Mercoledì 19 la Corte d’appello di Parigi si è pronunciata a favore dell’estradizione in Germania entro 10 giorni di Gino, compagno antifascista inquisito dall’Ungheria in merito ai fatti del Giorno dell’onore, il raduno internazionale che ogni anno richiama nella capitale ungherese neonazistx provenienti da diversi paesi europei. Gino, dopo un primo arresto in Finlandia, era stato fermato Parigi per via del mandato d’arresto europeo spiccato dall’Ungheria di Orbàn, e aveva trascorso quattro mesi nel carcere di Fresnes. In Francia la sua condizione, grazie alla mobilitazione dellx antifascistx e dei comitati, ha sollevato un dibattito pubblico, e molte le persone, gruppi, collettivi che hanno manifestato contrarietà alla sua estradizione in Ungheria, dove rischia fino a 24 anni di carcere. Successivamente, la Corte d’appello di Parigi aveva respinto la richiesta di estradizione avanzata da Budapest per il rischio di trattamenti inumani o degradanti, per le condizioni della detenzione e per la mancanza di garanzie relative all’indipendenza e all’imparzialità della giustizia ungherese Appena diciannove giorni dopo quella decisione, a Gino è stato notificato un nuovo mandato d’arresto europeo, per gli stessi fatti. A cambiare era il paese richiedente: non più l’Ungheria di Viktor Orbán, ma la Germania. A questo punto, la Corte francese, chissà tra quali pressioni, ha ribaltato la sua precedente decisioneha accettato la richiesta della repubblica tedesca, nonostante non ci siano garanzie che, una volta estradato in Germania, Gino non venga successivamente estradato in Ungheria, come è successo con Maja, attualmente sottoposta a condizioni detentive degradanti e sottoposta quotidianamente alla violenza delle guardie. Ascolta il racconto e le riflessioni di Gino dopo la decisione della Corte d’appello francese di accettare la sua estradizione: Il ricorso in Cassazione della difesa sospende l’estradizione: è il momento di moltiplicare la solidarietà. Gino non deve essere estradato, è più che mai necessario mobilitarsi e dimostrare il proprio sostegno in ogni modo possibile (comunicati di sostegno, striscioni, manifesti, presidi davanti alle ambasciate francesi e tedesche, cortei) per evitare a Gino un’imminente estradizione. Il 5 settembre 2026, alle ore 11:00 nell’ambito di Renoize – Festival Antifa al LOA Acrobax, ci sarà l’assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – ITALY: resistere ai fascismi, organizzare la solidarietà, costruire nuovi immaginari. Per adesioni e info su logistica ecc scrivi alla mail: freeallantifasitaly@inventati.org o alla pagina IG: https://www.instagram.com/freeallantifasitaly, e continua ad aggiornarti su https://freeallantifas.noblogs.org/
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CPR di Palazzo San Gervasio: Lassoued Dhoui ucciso dalla detenzione amministrativa@0
Il 10 agosto 2026, Lassoued Dhoui di origini tunisine e recluso da due settimane nel CPR di Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza è stato dichiarato morto dalle autorità del posto. Forti le proteste delle persone recluse a seguito di quello che è stato catalogato come suicidio o gesto estremo: chi con lui ha condiviso la detenzione sa bene chi ha la responsabilità di quest’ennesima vita spezzata. Lassoued era in possesso di documentazione medica che attestava la sua inidoneità al trattenimento. Il Giudice di pace di Melfi, invece, aveva convalidato la detenzione per 90 giorni la stessa mattina del 10 Agosto. Le proteste, che già prima dell’accaduto erano in corso contro le condizioni detentive, sono state represse attraverso l’intervento di numerosi reparti di celere. I segni dell’intervento della polizia sono stati immediatamente visibili sui corpi dei reclusi arrestati con l’accusa di rivolta in un centro detentivo prevista dal recente decreto sicurezza e processati nei giorni seguenti per direttissima. Tre degli arrestati hanno deciso di dichiarare durante il processo che Lassoued era in stato di grave sofferenza da giorni e che aveva chiesto ripetutamente cure mai ricevute. A due anni dalla morte nello stesso centro di Oussama Darkaou i CPR si palesano e riconfermano ancora una volta come luoghi di tortura. Insieme a due attiviste dell’Assemblea Lucano No CPR ricostruiamo quanto accaduto e forniamo aggiornamenti sulla repressione delle proteste attraverso i microfoni di Radio Blackout. Francesca, attivista e avvocata: Yasmine, attivista:
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A Pozzuoli: tra bradisismo, mancanze istituzionali e mobilitazioni popolari@0
A seguito dell’ultimo episodio bradisistico, avvenuto venerdì 31 luglio, i Campi Flegrei e Pozzuoli in particolare stanno vivendo una rinnovata ondata di emergenze. Dopo il terremoto, sono tante le famiglie in situazione di emergenza abitativa, gli esercizi commerciali chiusi e diventa ancora più pesante l’assenza (strutturale) di adeguamenti per garantire risposte anche solo ai bisogni primari degli abitanti. Si parla di più di 1000 persone sfollate, zone senza acqua e aumenta ogni giorno il numero di edifici dichiarati inagibili. Prima della visita di Piantedosi di mercoledì 5 agosto, il silenzio istituzionale è stato assordante. Allo stesso modo, retorica mediatica e il tenore del dibattito pubblico nazionale è stato per lo più infimo e viziato da stereotipi. Di fronte a tutto ciò, la resistenza popolare non è mancata e si è fatta sentire più forte che in altre occasioni: contestazioni, blocco del porto al grido di “blocchiamo tutto” e assemblee per tentare di giungere a uno stato di mobilitazione permanente. L’assemblea cittadina di mercoledì 5 agosto, ad esempio, ha visto la partecipazione di oltre mille persone e lo svilupparsi di una posizione unitaria di fronte alle parole di Piantedosi. Si parla infatti di una probabile terzo decreto Campi Flegrei che non prevede novità rispetto ai decreti precedenti: i 100 milioni, considerati insufficienti, generano un moto di indignazione se paragonati alle grandi opere inutili che concentrano finanziamenti ingenti, come il progetto dell’America’s Cup. Cittadine e cittadini e le realtà organizzate sul territorio continueranno a monitorare da vicino la situazione e chiedere a gran voce case, messa in sicurezza e sostegno economico a lavoratrici e lavoratori. Una rassegna della cronaca nazionale e dei comunicati dell’ultima settimana: Ci parla in modo approfondito di questi giorni Dario Bellaveglia, abitante e parte dell’assemblea di Potere al Popolo di Pozzuoli. In una seconda intervista, abbiamo raccolto la testimonianza di un’abitante del centro di Pozzuoli. Un racconto diretto di questi giorni di paura ma anche una prospettiva storica, aiutandoci a ricostruire, come è necessario fare, le diverse fasi di crisi e riassestamento di una comunità rimasta spesso disgregata dalle conseguenze della cattiva amministrazione.
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Voci da Spin Time Labs
Collegamenti e interviste da Spin Time Labs, in via di Santa Croce a Roma. Dal 29 luglio, le 400 persone che abitano all’interno dell’occupazione si trovano in strada in presidio permanente, dove nonostante il supporto della cittadinanza solidale e di associazioni e collettivi, la situazione rimane emergenziale. Solo nella sera del 3 agosto si è sbloccato il tavolo di trattativa tra il Comune di Roma e la proprietà, per valutare l’acquisizione pubblica dell’immobile e la regolarizzazione del progetto – ma le tempistiche per il rientro rimangono incerte. Ne abbiamo parlato in diretta con la responsabile della comunicazione e con alcune volontarie dello spazio di supporto logistico, dell’assistenza medica e dell’area bimbu.
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RBO al Festival Alta Felicità 2026: la costruzione della frattura sociale con cui il governo Meloni tenta di indebolire il movimento
Con Rita Rapisardi, giornalista freelance e collaboratrice del Manifesto, affrontiamo il tema della repressione. Dal DDL “anti – maranza”, approvato dal governo Meloni in data venerdì 24 Luglio, al crimine di antisemitismo fino al reato di blocco stradale, si conferma il ribaltamento dell’esercizi penale dell’individuare un nemico e poi ritagliarci un reato sopra, costruito ad hoc. L’obbiettivo è chiaro: tagliare le gambe al movimento sociale e frammentare ulteriormente le fasce su base di classe e razziale. In questo senso il DDL “ anti-maranza” indica la volontà di alimentare paura e insicurezza tramite la guerra ai giovani e alle persone con background migratorio. Il tentativo non è nuovo e si rifà ai principi del dividi et impera con cui la repressione si è abbattuta sul movimento in solidarietà alla palestina. Tramite il caso simbolo della Torino capitale della repressione tracciamo col il governo si avvale della costruzione del nemico pubblico di segmenti specifici della società dai maranza, agli ecovandali, dalle persone senza documenti fino anche agli ultrà per applicare un sempre più impunito stato di polizia, lo stesso che in queste settimane ha ucciso Abderrahim Fakir e che ha applicato lo scudo penale per i poliziotti colpevoli dell’omicidio. Nel direzionamento sempre più esplicito della stampa sull’opinione pubblica, come lavorare da giornalista a non alimentare la frattura sociale alimentata dal governo?
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RBO al Festival Alta Felicità 2026:nel dolore di Gaza, una testimonianza
Con una compagna appena tornata da una carovana in Cisgiordania della realtà Fa3za. Nonostante il silenzio dei media mainstream, nell’Asia occidentale continua la distruzione perpetrata su più fronti dall’entità sionista, in particolare si intensificano le azioni dei coloni ai danni della popolazione palestinese in Cisgiordania. La solidarietà internazionale è necessario che si faccia presenza nel territorio, per essere argine ai crimini coloniali e continuare a testimoniare, come anche richiesto dalle persone palestinesi. Ad ottobre partirà una nuova raccoltà delle Olive, momento di festa per il popolo palestinese, ma anche opportunità di escalation da parte dei coloni, in più avvicinandosi le elezioni in Israele, le azioni nella Cisgiordania occupata saranno al centro della campagna elettorale e un campo di battaglia importante, ancora una volta sulla pelle delle palestinesi. Grazie alla testimonianza e all’esperienza delle precedenti carovane, possiamo capire come questa situazione si cali nel quotidiano e quale sia lo stato dell’arte. Si rilanciano carovane future in partenza dall’Italia con Fa3za, per ribadire la nostra solidarietà e presenza affianco alla resistenza palestinese.
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RBO al Festival della Felicità 2026: storie di mondi artificiali che diventano reali
Con Lorenzo Tecleme, autore del libro “Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio”, nato dal podcast “Unchained” per Valori.it, partiamo dalla crisi del 2008 per descrivere il percorso che ha portato l’economia all’oligarchia tecnocratica che viviamo oggi. Cosa significa oggi tecnofeudalesimo? Come si configura il capitalismo della Silicon Valley con le destre globali? E poi che cosa ci raccontano questi mutamenti sul futuro del lavoro umano? La nuova frontiera dell’accumulazione è infatti l’intelligenza artificiale, di cui non si deve dimenticare la materialità del lavoro che la sorregge e le condizioni di lavoro e il suo mantenimento che attualmente questo modello richiede. Siamo disposti ad accettare l’enorme danno ambientale di una tecnologia così asservita al bellico da essere definita da Alex Carp come il futuro della deterrenza, paragonabile alla bomba atomica. Siamo di fronte in ultimo ad una rinnovata società del controllo, rappresentata fisicamente dai nuovi progetti di Data Center che costellano il territorio italiano, previsti solo a Torino nel quartiere di Lucento, alle spalle della ThyssenKrupp, dover per la sua costruzione si è rinunciato alla costruzione di uno studentato, o il progetto per circa 4 miliardi di euro che approderà a Vercelli, per fare un’altro esempio, mentre altri sono in arrivo targati Avio, Bbbell, Enel e, soprattutto, Hines, che prepara un maxi progetto con la costruzione di sei edifici alti 30 metri a due passi dall’aeroporto.
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RBO al Festival Alta Felicità 2026: Abderrahim Fakir, Pilastro si rivolta mentre il governo applica lo scudo penale. 12 Settembre Manifestazione Nazionale@1
È ormai passata quasi una settimana dal brutale omicidio di Abderrahim Fakir, un uomo di origine marocchine ucciso durante un fermo delle forze dell’ordine, sotto gli occhi inermi e complici del personale sanitario della Croce Rossa. Da subito gli abitanti del quartiere Pilastro e i collettivi di Bologna sono scesi in piazza per pretendere giustizia per Abderrahim e per opporsi a quel razzismo sistemico che minaccia costantemente il diritto alla vita delle persone razzializzate. Qui l’approfondimento con la compagna Maria Elena di PLAT Bologna: Con l’avvocato Eugenio Losco tratteggiamo il funzionamento dello scudo penale e il ruolo politico che sta svolgendo nel proteggere i due agenti colpevoli dell’omicidio di Abderrahim:
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