La fine del “new start” avvicina il rischio nucleare

Radio Blackout 105.25FM - Monday, February 9, 2026

E’scaduto il 5 febbraio il trattato per il contenimento degli armamenti strategici New START, ultimo accordo siglato tra Washington e Mosca sulla proliferazione di armi nucleari. Il trattato impone limiti vincolanti al numero di testate nucleari dispiegate dalle due superpotenze. Sul tavolo resta ancora la proposta russa di estendere il trattato di un ulteriore anno, ma gli USA continuano a proporre la stesura di un nuovo accordo .

C’è un terzo incomodo ,la Cina ,divenuta una potenza nucleare in ascesa che gli Stati Uniti vorrebbero coinvolgere, secondo le dichiarazioni di Rubio ,in una nuova versione allargata del trattato. Il “new start” siglato dai presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev, stabiliva per entrambe le parti un massimo di 700 missili balistici per parte, 1550 testate nucleari e 800 lanciatori, schierati e non, per questi vettori. Inoltre prevedeva ispezioni e scambio di notifiche sui movimenti delle forze atomiche. Era l’ultimo di una serie di accordi START (Strategic Arms Reduction Treaty), il primo dei quali fu siglato il 31 luglio 1991 a Mosca da W. Bush e Mikhail Gorbachev, a pochi mesi dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Stati Uniti e Russia possiedono oltre l’80 per cento delle testate nucleari mondiali. La scadenza dell’accordo implica la fine dello scambio di informazioni riguardo ai rispettivi arsenali e mette fine alle ispezioni reciproche e segna anche la fine del sistema M.A.D. mutual assured destruction per cui ogni utilizzo di ordigni nucleari da parte di uno dei due opposti schieramenti finirebbe per determinare la distruzione sia dell’attaccato che dell’attaccante.

La conclusione di New START potrebbe condizionare anche la revisione, prevista nei prossimi mesi alle Nazioni Unite, del più generale Trattato di non proliferazione nucleare, in vigore dal 1970 e ridiscusso ogni cinque anni. Il principio alla base del trattato è che gli stati non dotati di armi nucleari si impegnano a non acquisirle, a condizione che gli Stati dotati di armi nucleari compiano sforzi in buona fede per il disarmo.

Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio esperto di questioni strategico militari