E’scaduto il 5 febbraio il trattato per il contenimento degli armamenti
strategici New START, ultimo accordo siglato tra Washington e Mosca sulla
proliferazione di armi nucleari. Il trattato impone limiti vincolanti al numero
di testate nucleari dispiegate dalle due superpotenze. Sul tavolo resta ancora
la proposta russa di estendere il trattato di un ulteriore anno, ma gli USA
continuano a proporre la stesura di un nuovo accordo .
C’è un terzo incomodo ,la Cina ,divenuta una potenza nucleare in ascesa che gli
Stati Uniti vorrebbero coinvolgere, secondo le dichiarazioni di Rubio ,in una
nuova versione allargata del trattato. Il “new start” siglato dai presidenti
Barack Obama e Dmitry Medvedev, stabiliva per entrambe le parti un massimo di
700 missili balistici per parte, 1550 testate nucleari e 800 lanciatori,
schierati e non, per questi vettori. Inoltre prevedeva ispezioni e scambio di
notifiche sui movimenti delle forze atomiche. Era l’ultimo di una serie di
accordi START (Strategic Arms Reduction Treaty), il primo dei quali fu siglato
il 31 luglio 1991 a Mosca da W. Bush e Mikhail Gorbachev, a pochi mesi dalla
dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Stati Uniti e Russia possiedono oltre l’80 per cento delle testate nucleari
mondiali. La scadenza dell’accordo implica la fine dello scambio di informazioni
riguardo ai rispettivi arsenali e mette fine alle ispezioni reciproche e segna
anche la fine del sistema M.A.D. mutual assured destruction per cui ogni
utilizzo di ordigni nucleari da parte di uno dei due opposti schieramenti
finirebbe per determinare la distruzione sia dell’attaccato che dell’attaccante.
La conclusione di New START potrebbe condizionare anche la revisione, prevista
nei prossimi mesi alle Nazioni Unite, del più generale Trattato di non
proliferazione nucleare, in vigore dal 1970 e ridiscusso ogni cinque anni. Il
principio alla base del trattato è che gli stati non dotati di armi nucleari si
impegnano a non acquisirle, a condizione che gli Stati dotati di armi nucleari
compiano sforzi in buona fede per il disarmo.
Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio esperto di questioni strategico militari