Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land
Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di
solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi
sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar.
La missione aveva l’obiettivo di rompere l’assedio a Gaza, portando aiuti
umanitari e rimettere al centro del dibattito pubblico le responsabilità dei
governi come quello italiano nella complicità al genocidio.
Oggi Dina è tornata in Italia e con lei gli altri attivisti arrestati sono stati
liberati ma rimane fondamentale tenere alta l’attenzione sulla situazione in
Palestina, in una fase in cui la guerra di Usa e Israele ha ripreso in intensità
nella regione con gli attacchi verso l’Iran. Gli occhi vanno puntati su Gaza,
sui prigionieri palestinesi come il medico di Gaza Hussam Abu Safiya detenuto in
maniera completamente arbitraria le cui condizioni di salute sono molto
peggiorate.
La flottilla intanto si sta riorganizzando, recupera le imbarcazioni alla deriva
per nuove possibili missioni e iniziative.
Ai nostri microfoni Dina racconta l’esperienza del Global Sumud Land Convoy