La crisi umanitaria di Ceuta sembra tenere ancora sotto scacco il governo
spagnolo. A poco più di un mese da quando decine di migliaia di persone
provenienti dal Marocco e dall’Africa Subsahariana hanno varcato le frontiere
spagnole e sono entrate nell’exclave spagnola in Nord Africa, l’equilibrio
politico a Madrid non si è ancora ristabilito .
Centinaia di persone fra cui tanti minori sono senza protezione umanitaria e non
hanno un posto dove stare ,subiscono continue aggressioni da parte delle ronde
fasciste e della polizia .
Il Centro di Permanenza Temporanea per Migranti (CETI) di Ceuta fin da subito è
stato insufficiente a coprire il numero di persone che necessitava accoglienza e
ha rapidamente superato il limite di sovraffollamento. Dopo vari giorni dai
primi arrivi, il governo spagnolo ha aperto altri due spazi per offrire
trattamenti d’accoglienza e provare a liberare gli spazi della spiaggia del
Trampolín, che per giorni ha ospitato migliaia di persone in attesa di una
minima risposta istituzionale. Tutto questo evidentemente non basta. Le
organizzazioni attive sul territorio denunciano gravi ritardi nei processi di
identificazione delle persone minori non accompagnate da parte degli enti
governativi predisposti. Elemento che non solo complica una situazione già
drammatica, ma mette migliaia di minori di fronte al rischio di deportazione
verso il Marocco.
Le iniziative di solidarietà si moltiplicano nonostante il clima da caccia al
migrante alimentato da elementi neo franchisti arrivati dalla Spagna; assistenza
legale ,raccolte di beni di prima necessità ,ospitalità e protezioni per i
minori sono le risposte che le organizzazioni solidali cercano di dare alla
crisi che ormai sembra alimentata ad arte per innescare speculazioni politiche .
Ne parliamo con un compagno che si trova a Ceuta.
apoyomutuoceuta@riseup.net