Contro il modello di scuola caserma, contro il razzismo del tetto del 30% per
studenti stranieri nelle scuole e contro la guerra, sono stati occupati da
lunedi il liceo Giulio e Regina Margherita e da martedì il Lagrange.
L’occupazione mira a portare l’attenzione sul diritto allo studio, perchè i
soldi vengano spesi, non in misure razziste o per il riarmo, ma per risolvere i
veri problemi. Gli studenti raccontano di infrastrutture pericolanti con tetti
che crollano, porte bucate, termosifoni non funzionanti e scuole che si
trasformano in veri e propri cantieri con la pioggia che si infiltra nelle
palestre e nei corridoi.
L’autorganizzazione ha visto il rinsaldamento con tra studenti e docenti: quando
la scuola è sotto attacco lo è sia per chi ci studia, che per chi lavora. (link
regina)
Iniziano le occupazioni nel resto d’Italia, in particolare il liceo Cavour, il
Primo Levi e il Civita a Roma. L’ispirazione viene anche dalle mobilitazioni
delle scuole superiori francesi che hanno portato nel pomeriggio di ieri 100.000
studenti in piazza a Parigi e almeno mezzo milione in tutto il paese.
Ne parliamo con Zeno del Collettivo del liceo Regina Margherita:
Di seguito l’intervento ai nostri microfoni dal liceo Giulio occupato:
Foto di copertina di Julian Nelaj