Riprendiamo da https://ispiraazione.noblogs.org/?p=336
Fuoco alle Olimpiadi! Oggi non si viaggia!
La notte del 13 Febbraio in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato
e danneggiato i cavi lungo i binari provocando di fatto il blocco di diverse
linee dell’alta velocità.
Queste azioni sono il nostro contributo al caloroso benvenuto e augurio a questa
edizione dei Giochi Olimpici Invernali.
Abbiamo partecipato ai blocchi massivi delle strade e i porti durante i mesi di
mobilitazione per la Palestina, abbiamo invaso le stazioni e attaccato la
polizia quando è stato possibile. Ma oggi abbiamo scelto di agire protetti dalla
luce della luna, in un piccolo gruppo riunito dall’affinità e dalla voglia di
essere conseguenti agli slogan urlati nei mesi scorsi: blocchiamo tutto!
Perché pensiamo che oltre a partecipare alle grandi mobilitazioni e al conflitto
che esse possono generare sia necessario diffondere l’azione autonoma, per non
lasciare che vengano disinnescate, recuperate e dirette dai professionisti della
politica “militante”.
Il potere si prepara alla guerra e anche noi, anarchici, rivoluzionari,
individui coscienti vorremmo fare lo stesso. L’infrastruttura ferroviaria è un
nodo principale della mobilità di forze e materiali bellici e l’accordo tra RFI
e Leonardo, volto a implementare la logistica militare nella penisola, ne è il
più chiaro esempio. Attaccare RFI quindi è un atto concreto di antimilitarismo e
un gesto di solidarietà a tutti coloro che subiscono oggi l’atrocità della
guerra e del colonialismo.
Le olimpiadi invernali di Milano-Cortina non fanno eccezione: fiumi di denaro
che alimentano una speculazione edilizia ben lieta di armare fiumi di cemento
per costruire impianti usa e getta e cambiare “destinazione d’uso” sociale di
interi quartieri popolari. Un grande affare che dietro l’immagine patinata e
prestigiosa del grande evento sportivo nasconde ettari di boschi di larici rasi
al suolo per fare spazio a piste da sci e montagne deturpate in modo
irreversibile dai relativi impianti di risalita.
Quest’azione infine esprime la nostra rabbia per la presenza ai Giochi di agenti
dell’Ice, le squadracce anti-immigrati ormai tristemente note per omicidi,
rastrellamenti, abusi e violenze perpetrate contro gli indesiderabili e gli
oppositori interni negli Stati Uniti, il che ci ricorda che ogni polizia e ogni
raggruppamento fascista è lì per essere utilizzato contro la propria popolazione
quando la “ragion di stato” lo richieda.
Servono soltanto pochi ingredienti per agire contro il mondo dello sfruttamento,
dell’oppressione e della devastazione: un po’ di studio, precauzione e
determinazione in uguale misura, qualche complice, qualche litro di
combustibile… e tutto è possibile! Buona fortuna!
Solidarietà ai prigionieri anarchici di tutto il mondo
Solidarietà a Juan, Stecco, Anna, Alfredo, Tonio, Ghespe, Dayvid ai compagni
repressi nell’operazione Ipogeo, ai prigionieri palestinesi
Per l’Anarchia
Tag - Azioni
Riceviamo da email anonima e diffondiamo:
AXA = GENOCIDIO
Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 febbraio, col favore delle tenebre,
abbiamo danneggiato la sede di AXA assicurazioni a Trento.
AXA trae enormi profitti dal genocidio in corso nei territori occupati di
palestina, dato che investe direttamente più di 170 milioni di euro ogni anno in
aziende che producono armi, di cui una buona fetta tratta anche armi al fosforo
bianco e all’uranio impoverito. Sostanzialmente contribuisce a fornire armi di
distruzione di massa ad un esercito di assassini sionisti fanatici guidati da
un’elite colonialista senza scrupoli. Cosa potrebbe andare storto?
Un mese fa apprendevamo la notizia della condanna del nostro compagno Juan a 5
anni di carcere per attentato con finalità terroriste (280bis) contro la scuola
di polizia POLGAI a Brescia, scuola nella quale sono passate anche le milizie
sioniste che oggi applicano sui palestinesi ciò che in Italia hanno appreso.
Appena un giorno dopo Anan Yaesh, partigiano palestinese detenuto in Italia su
mandato israeliano, veniva condannato a 5 anni e 6 mesi sempre per terrorismo,
con l’accusa di aver organizzato le brigate di autodifesa di Tulkarem, gruppo
della resistenza palestinese nato nel medesimo campo profughi.
In una spirale di guerra interna che lo stato porta avanti ai danni dei
proletari, ancor di più se essi lottano per la libertà, il nostro compito resta
sempre quello di individuare il nemico in casa nostra e agire di conseguenza.
Ancor di più se in “casa nostra” fa capolino la milizia razzista e assassina
dell’ICE, accolta a braccia tese da tutti quegli inetti che si nascondono dietro
al tema della remigrazione.
Riportiamo anche la vittoria del gruppo inglese Palestine Action che, nonostante
conti una trentina di membri in galera con le solite accuse di terrorismo, è
riuscito con più di 50 giorni di sciopero della fame collettivo a far rescindere
un accordo da più di un miliardo di euro tra il colosso militare israeliano
Elbit e il governo britannico. Al loro sciopero della fame si sono uniti vari
prigionieri in solidarietà, tra cui il nostro compagno Stecco, prigioniero dello
stato nel carcere di Sanremo.
Libertà per Anan, Juan, Stecco e Palestine action.
Libertà per la Palestina e per tutti gli oppressi del mondo.
Alla prossima, chissà…
Riprendiamo
da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/02/11/attacco-incendiario-contro-i-macchinari-del-cantiere-del-campus-di-intelligenza-artificiale-presso-il-data-center-equinix-meudon-francia-23-novembre-2025/
Qui
l’originale: https://nantes.indymedia.org/posts/158585/incendie-dengins-de-chantier-du-datacenter-de-meudon-2/
ATTACCO INCENDIARIO CONTRO I MACCHINARI DEL CANTIERE DEL CAMPUS DI INTELLIGENZA
ARTIFICIALE, PRESSO IL DATA CENTER EQUINIX (MEUDON, FRANCIA, 23 NOVEMBRE 2025)
Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 novembre, alcuni ordigni incendiari sono
stati collocati nei macchinari del cantiere del campus di intelligenza
artificiale, adiacente al data center Equinix già presente. Il cantiere si trova
nella zona industriale di Vélizy-Meudon, di fronte al cantiere del nuovo
complesso Thales. Tra i clienti di Equinix figurano Thales, Dassault, Bouygues,
Amazon e molte altre aziende presenti in questo quartiere.
Queste aziende fanno tutte parte del complesso militare-industriale che fornisce
armi a Israele e che è responsabile del genocidio dei palestinesi. Tutte
traggono profitto dal genocidio coloniale, dalla sorveglianza di massa e dal
controllo delle frontiere. Le tecnologie da loro sviluppate vengono testate
sulla popolazione palestinese e poi vendute a paesi di tutto il mondo in
occasione di fiere commerciali come la Milipol, che si è tenuta in Francia dal
18 al 21 novembre. L’intelligenza artificiale è un elemento chiave di queste
tecnologie che Israele utilizza per sorvegliare e compiere il genocidio delle
popolazioni di Gaza e della Cisgiordania. Oltre a partecipare a massacri
coloniali a livello internazionale, la Francia sta militarizzando i propri
confini e rafforzando la sorveglianza e la repressione nei territori colonizzati
e nei quartieri. Per cercare di porre fine a tutto questo, abbiamo scelto la via
del fuoco e del sabotaggio.
Attacchiamo in solidarietà con i prigionieri palestinesi, il cui destino lo
Stato di Israele cerca di aggravare legalizzando le esecuzioni, che sono già la
norma nelle sue prigioni.
Attacchiamo in solidarietà con i “Prisoners for Palestine”, attualmente in
sciopero della fame nelle prigioni britanniche per aver attaccato gli
stabilimenti dell’azienda israeliana produttrice di armi Elbit.
Attacchiamo in omaggio all’anarchico Kyriakos Xymitiris e in solidarietà con le
anarchiche imprigionate Marianna e Dimitra, nonché con gli altri prigionieri del
caso Ampelokipoi. La fiamma della lotta non si spegnerà mai.
Attacchiamo in solidarietà con chi attraversa le frontiere e in omaggio a chi vi
ha perso la vita.
Attacchiamo in omaggio a tutte le persone che sono morte in prigione e per la
libertà di tutti i prigionieri.
Riprendiamo
da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/02/10/rompere-il-ghiaccio-rivendicazione-del-sabotaggio-incendiario-della-linea-ferroviaria-contro-i-giochi-olimpici-pesaro-7-febbraio-2026/
(dove sono riportate anche alcune immagini dai media).
ROMPERE IL GHIACCIO
All’alba del 7 febbraio è stata sabotata la linea ferroviaria nei pressi della
stazione di Pesaro (PU, Marche).
Quest’azione mira a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo
“spettacolo” delle Olimpiadi, in questo caso quelle invernali Milano Cortina 26.
Tra i vari partner ufficiali di questi giochi ci sono aziende come Leonardo,
Eni, Gruppo FS, che collaborano e speculano su guerre e devastazione della terra
in nome del feroce progresso capitalista.
Solidarietà combattiva con tutt* * lavorat* che si ribellano allo sfruttamento
dei padroni, con i popoli in lotta per la liberazione della loro terra e con chi
insorge contro questa società.
Libertà per tutt* * ribelli in gabbia!
Riceviamo e diffondiamo:
In vista dello sciopero del 28 Novembre – Blocchiamo Tutto! Abbiamo deciso di
compiere un’azione di solidarietà contro guerra e genocidio.
Grandi sono le disgrazie che incombono su di noi, ma ci stanno particolarmente
sul culo i SUV.
Ne abbiamo disarmati 30, nella geografia chiamata milano, nella zona da argonne,
lambrate e ortica.
Essi sono la somma di tutto quanto è sbagliato nella nostra società: grandi,
grossi, pesanti, inquinanti, pericolosi e inutili.
Le vostre due tonnellate di catorcio di latta non sono nulla rispetto alla
potenza di una graziella scassata.
Vaffanculo. Miao.
Le sgonfiagomme birichine.
P.S. Un vaffanculo particolare alle Tesla: quelle beccate in giro sono state
smerdate con della colla. #Swastikar
Riceviamo da email anonima e diffondiamo:
ENI colonialista, ENI genocida
Eni, colosso dell’energia sotto il controllo del ministero dell’Economia, compie
rapine coloniali in mezzo mondo. L’Ente nazionale idrocarburi, che addrestra
reparti di Carabinieri per scopi di spionaggio, detta la politica estera dello
Stato italiano, che difende gli insediamenti Eni con missioni militari, chiamate
di pace.
Il 29 ottobre 2023, a tre settimane dall’inizio del primo genocidio in diretta
streaming, a Gaza, il Ministero dell’Energia dello Stato di Israele ha concesso
ad Eni una licenza per saccheggiare i giacimenti di gas naturale al largo della
Striscia.
Mentre i droni massacrano la popolazione prigioniera, poco più in là le trivelle
scavano protette dall’esercito per rubare il nuovo oro.
Nell’ottobre 2024, Eni sigla un accordo con l’inglese Ithaca Energy, di cui
azionista di maggioranza è l’israeliana Delek, colosso dell’energia sionista.
Delek sostiene attivamente la colonizzazione e il saccheggio della Cisgiordania
e fornisce benzina e gasolio all’esercito israeliano.
Oggi Eni si prepara a spartirsi miliardi con la ricostruzione delle macerie di
Gaza. L’Italia è pronta a fare la sua parte, dice il governo, che insieme ad Eni
mandera’ anche i Carabinieri per costruire la pace eterna. E’ un requiem quello
che stanno componendo.
Questa notte a Torino, al riparo dagli occhi indiscreti delle telecamere,
abbiamo colpito alcune macchine Fiat 500 di Enjoy, il car sharing di Eni.
La loro pace e’ la nostra morte.
Ma siamo ancora vivi e se non ci sono i tunnel, troviamo gli angoli bui.
21 novembre 2025
Riceviamo da mail anonima e diffondiamo:
Nella notte tra il 9 e il 10 novembre, mentre come durante ogni notte i
bombardamenti su Gaza e sulla Cisgiordania continuano senza sosta, abbiamo
distrutto diverse vetrate del Disi (Dipartimento di Ingegneria e Scienze
dell’Informazione) dell’Università di Trento, lasciando la scritta “DISI + IBM =
GENOCIDIO”. Abbiamo voluto ricordare all’Università le sue responsabilità. Le
collaborazioni dell’Università di Trento con aziende della guerra sono molte e
datate. L’ultima di queste, con l’azienda sionista IBM Israel, serve oggi a
portare avanti il genocidio attraverso il controllo e l’identificazione dei
palestinesi. Oggi la guerra è anche e soprattutto questo.
Al fianco della resistenza palestinese.
Con Stecco in sciopero della fame.
Con i Prisoners for Palestine, in sciopero della fame nelle carceri inglesi
contro il colonialismo sionista e britannico e per la chiusura di Elbit Systems.
Attacchiamo i collaboratori dello Stato sionista. Il nemico è qui.
—–
Qui un articolo a riguardo:
https://www.ildolomiti.it/cronaca/2025/raid-contro-luniversita-di-trento-sfondate-nella-notte-decine-di-vetrate-in-corso-i-rilievi-per-capire-la-matrice-del-gesto
Riprendiamo e diffondiamo la traduzione in italiano pubblicata in
https://lanemesi.noblogs.org/post/2025/11/05/attacco-incendiario-contro-la-stazione-di-alimentazione-elettrica-dellagenzia-di-formazione-per-le-professioni-di-sicurezza-rosny-sous-bois-francia-9-settembre-2025/
[Pubblicato in francese
in https://lille.indymedia.org/spip.php?article37537&lang=fr]
Con l’obiettivo di regalarci un assaggio della giornata del 10 settembre [ndt.
giornata di mobilitazione nazionale “blocchiamo tutto”], che speriamo superi le
nostre aspettative, ci siamo rimboccati le maniche. La mobilitazione non è
ancora iniziata, ma il rifiuto di partecipare al loro sforzo bellico, di cui il
piano di bilancio di Bayrou costituisce uno degli elementi, è già tangibile nei
discorsi e nelle proposte. Siamo consapevoli che il clima di sicurezza impostoci
da anni ha gettato le basi per la militarizzazione in atto oggi. “Siamo
orgogliosi di fornire corsi di formazione di qualità riconosciuti dalle autorità
competenti”, afferma l’Agence de Formation aux Métiers de la Sécurité [l’Agenzia
di Formazione per le Professioni di Sicurezza] nella sua propaganda online.
Quello che si vede sul posto è un edificio situato tra un McDonald’s, un’agenzia
France Travail, un campo da golf, una centrale geotermica… insomma, la
civilizzazione. Spesso ci si chiede: è possibile farla finita con tutto questo?
Come? Da dove cominciare? Questa notte abbiamo posto la domanda a una piccola
stazione di trasformazione collegata in alta tensione ai locali dell’AFMS, con i
seguenti argomenti: un litro di prodotto infiammabile e uno pneumatico. Si
vocifera che da domani si bloccherà tutto: queste domande troveranno spazio
nelle strade? Inizieremo a dare delle risposte?
Riceviamo e diffondiamo:
Lo spazio ultraterrestre è fondamentale nella guerra tra le forze che si
contendono il controllo del mondo. Lo spazio ha un ruolo centrale nella
carneficina in corso in Ucraina, nello sterminio a Gaza e in Cisgiordania, nella
guerra contro le persone migranti, nella sorveglianza delle città.
ARGOTEC partecipa a questa guerra.
ARGOTEC è una piccola azienda “eccellenza” torinese fondata nel 2008 dall’ex
parà della folgore David Avino, un’eccellenza che guadagna grazie alla morte,
come tutte le aziende che sulla guerra si arricchiscono.
ARGOTEC produce microsatelliti e sistemi d’Intelligenza Artificiale per
programmi Nasa ed europei, per esempio la costellazione di satelliti “IRIDE”
dello stato italiano finanziata con i fondi del PNNR, voluta prima dal governo
Draghi e poi da quello Meloni. “IRIDE” serve ad avere dati sempre più precisi
per la sorveglianza della terra e si avvale proprio dei microsatelliti ARGOTEC.
ARGOTEC vende i suoi prodotti ai padroni delle fabbriche, ai grossi industriali
nelle campagne, alle polizie che deportano le persone migranti, alla protezione
civile per il governo delle “emergenze”, agli eserciti.
ARGOTEC ha contratti di collaborazione con il Ministero della Difesa, per
esempio con il progetto “SeQBO” del 2018 per sviluppare un “computer sicuro
basato sulla comunicazione quantistica” in supporto a missioni militari.
ARGOTEC ha sede in Barriera di Milano, ma nell’ottobre 2024 ha inaugurato grazie
a fondi pubblici la sua sede produttiva nelle ex Cartiere Burgo, in via burgo 8,
a San Mauro Torinese, nell’area industriale Pescarito. Questo posto si chiama
“SpacePark”, un gigantesco snodo per “l’innovazione” aerospaziale dove vengono
ospitate anche diverse startup, occupa migliaia di mq ed è alimentato da 400 km
di cavi.
ARGOTEC negli ultimi due anni ha raddoppiato i profitti con la benedizione del
“centrodestra”, il presidente della regione Cirio e del “centrosinistra”, i
sindaci di Torino e San Mauro torinese Lousso e Guazzora, tutti presenti a
tagliare il nastro dello Space Park.
nessuna pace per questa fabbrica di morte che si espande nella nostra città
per questo abbiamo deciso di scrivere sui muri “ARGOTEC – MERDA NEI TUOI
INGRANAGGI“
buttando un bel po’ di merda, la stessa che si produce lì dentro
incatenando i cancelli della sede dirigenziale dell’azienda, in via Cervino 52,
a Torino
che tutti sappiano dove trovarvi
con Gaza con i disertori con le persone migranti nel cuore
siamo e saremo sabbia nei vostri ingranaggi di morte
azione diretta contro la guerra.
Riprendiamo e diffondiamo la traduzione in italiano pubblicata in
https://lanemesi.noblogs.org/post/2025/10/09/sabotare-il-bellicismo-e-il-riarmo-costi-quel-che-costi-rivendicazione-dellattacco-contro-la-linea-ferroviaria-per-il-trasporto-merci-dirette-al-porto-amburgo-germania-8-agosto-2025/
[Pubblicato in tedesco in https://de.indymedia.org/node/530478]
Sabotare il bellicismo e il riarmo! Costi quel che costi
Nella notte tra il 7 e l’8 agosto 2025 abbiamo sabotato una linea ferroviaria
per il trasporto merci nel porto di Amburgo, a sud di Wilhelmsburg. Abbiamo
scelto questo tratto consapevolmente, perché non volevamo colpire i pendolari,
già abbastanza provati, ma l’industria degli armamenti e i guerrafondai.
Il porto di Amburgo è un importante centro di smistamento per le armi. Ogni
giorno, da qui vengono trasferite tonnellate di armi, munizioni, attrezzature
belliche e relativi componenti.
Molte di queste armi vengono prodotte proprio ad Amburgo. Diverse aziende locali
producono autonomamente prodotti destinati alla guerra o forniscono
esplicitamente singoli componenti ottici, elettronici o meccanici. Coloro che
traggono profitto dalle guerre riforniscono sia l’esercito tedesco che le forze
armate di altri Stati.
Nonostante gli impegni presi dalla Repubblica Federale Tedesca di abbandonare
l’energia nucleare, attraverso il porto di Amburgo transitano regolarmente anche
trasporti di materiale nucleare. In particolare, le navi delle compagnie di
navigazione MACS, OOCL e Hapag-Lloyd sono coinvolte in queste operazioni. Nel
2024 sono stati registrati 154 trasporti.
Attualmente, stiamo assistendo a un riarmo a livello europeo e a un’espansione
dell’industria degli armamenti. Anche la Repubblica Federale Tedesca si sta
preparando alla guerra su tutti i fronti. La mania bellica è dilagante.
A ciò si aggiunge l’esercitazione prevista per settembre ad Amburgo
dell’esercito tedesco. Già nel 2024, nel porto di Amburgo, si è svolta una
manovra denominata “Red Storm Alpha”, incentrata principalmente sulla sicurezza
delle strutture portuali. Oltre a 100 soldati, hanno partecipato anche
l’Autorità Portuale di Amburgo (HPA) e la HHLA.
Quest’anno, sullo sfondo di una fantomatica guerra di aggressione russa,
l’esercitazione verterà sul trasferimento di truppe e materiali dal porto
attraverso la città verso il confine della NATO, nei Paesi Baltici. Dal 25 al 29
settembre, nell’ambito della “Red Storm Bravo”, circa 500 soldati si
eserciteranno insieme alla polizia, ai vigili del fuoco, al THW, all’HPA,
all’HHLA, alle autorità, come l’Agenzia per il lavoro, e a imprese quali Airbus
e Blohm & Voss. Giorno e notte, in tutta la città.
Le esercitazioni riguarderanno anche le cure mediche di emergenza, l’evacuazione
dei feriti e la gestione dell’ordine pubblico.
Manovre di questo tipo servono anche a consolidare l’immagine dell’esercito in
città. La popolazione deve familiarizzare con questo aspetto, così come con il
coinvolgimento di molte aziende “civili”. Infatti, secondo il Comando Regionale,
la difesa e la resilienza sono responsabilità di tutta la società.
“Dobbiamo essere pronti alla guerra. Dobbiamo essere in grado di difenderci”.
Dobbiamo preparare l’esercito e la società a questo scopo”, ha affermato il
ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in un discorso tenuto il 29
ottobre 2023. Entro il 2029 intende trasformare l’esercito tedesco in un
esercito “pronto alla guerra”. Questo sulla base della tesi che dal 2029 ci sarà
una minaccia di attacco da parte della Russia.
Nonostante gli esperti e lo stesso Pistorius confermino che non vi sono
indicazioni di un attacco russo a un partner della NATO, il continuo
martellamento mediatico su un attacco imminente alimenta i timori della
popolazione. Poiché “i russi sono alle porte” (Jens Spahn), l’attuale clima
bellicista può essere presentato come una misura difensiva necessaria e imporre
il silenzio alle voci critiche. La popolazione viene preparata.
Con il manuale “Grünbuch 4.0”, il gruppo di esperti “Zukunftsforum Öffentliche
Sicherheit e.V.” [Forum sul futuro della sicurezza pubblica] lancia un vero e
proprio appello alla guerra e sostiene apertamente l’introduzione di restrizioni
legali e misure manipolative nei confronti della popolazione civile.
Il disegno di legge necessario per attuare nel modo più rapido possibile la
preparazione alla guerra ed eliminare gli ostacoli esistenti è già pronto.
Questi includono sistemi di appalto semplificati, l’allentamento delle norme
ambientali e l’abolizione delle gare d’appalto per importi inferiori a 440.000
euro, nonché la rinuncia alla sicurezza sul lavoro e agli standard minimi
tariffari nel settore degli armamenti.
Sono previste anche misure di carattere civile, come l’istituzione della
Giornata dei Veterani, l’introduzione dell’educazione al servizio militare
obbligatorio nelle scuole e l’abolizione delle clausole civili.
Già nel 2022, l’allora cancelliere Olaf Scholz aveva chiesto una “preparazione
alla guerra” per il sistema sanitario. Il sistema sanitario tedesco, già colpito
da tagli e privatizzazioni, dovrebbe ora concentrarsi sul sostegno prioritario
alle forze armate. Secondo Pistorius, “con le prestazioni sociali e l’istruzione
non si può difendere questo Paese”.
Il 5% del prodotto interno lordo destinato alle spese militari, agli armamenti e
alla difesa (obiettivo da raggiungere entro il 2035 secondo la decisione della
NATO) non potrà essere coperto a lungo dal “patrimonio speciale” messo a
disposizione. Di conseguenza, saranno effettuati tagli in altri settori.
La pressione sul sistema sociale si è intensificata già da tempo. Sempre più
persone ne risentono. Organizzazioni come Human Rights Watch parlano già oggi di
un aumento significativo della povertà in Germania.
È giunto il momento di (ri)attivare un movimento antimilitarista.
La guerra inizia qui. Tagliamo la strada ai produttori di armi.
Sabotiamo il bellicismo e il riarmo! “Costi quel che costi”.
Mai pronti alla guerra! Né oggi, né nel 2029, mai più!