Riprendiamo
da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/02/11/attacco-incendiario-contro-i-macchinari-del-cantiere-del-campus-di-intelligenza-artificiale-presso-il-data-center-equinix-meudon-francia-23-novembre-2025/
Qui
l’originale: https://nantes.indymedia.org/posts/158585/incendie-dengins-de-chantier-du-datacenter-de-meudon-2/
ATTACCO INCENDIARIO CONTRO I MACCHINARI DEL CANTIERE DEL CAMPUS DI INTELLIGENZA
ARTIFICIALE, PRESSO IL DATA CENTER EQUINIX (MEUDON, FRANCIA, 23 NOVEMBRE 2025)
Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 novembre, alcuni ordigni incendiari sono
stati collocati nei macchinari del cantiere del campus di intelligenza
artificiale, adiacente al data center Equinix già presente. Il cantiere si trova
nella zona industriale di Vélizy-Meudon, di fronte al cantiere del nuovo
complesso Thales. Tra i clienti di Equinix figurano Thales, Dassault, Bouygues,
Amazon e molte altre aziende presenti in questo quartiere.
Queste aziende fanno tutte parte del complesso militare-industriale che fornisce
armi a Israele e che è responsabile del genocidio dei palestinesi. Tutte
traggono profitto dal genocidio coloniale, dalla sorveglianza di massa e dal
controllo delle frontiere. Le tecnologie da loro sviluppate vengono testate
sulla popolazione palestinese e poi vendute a paesi di tutto il mondo in
occasione di fiere commerciali come la Milipol, che si è tenuta in Francia dal
18 al 21 novembre. L’intelligenza artificiale è un elemento chiave di queste
tecnologie che Israele utilizza per sorvegliare e compiere il genocidio delle
popolazioni di Gaza e della Cisgiordania. Oltre a partecipare a massacri
coloniali a livello internazionale, la Francia sta militarizzando i propri
confini e rafforzando la sorveglianza e la repressione nei territori colonizzati
e nei quartieri. Per cercare di porre fine a tutto questo, abbiamo scelto la via
del fuoco e del sabotaggio.
Attacchiamo in solidarietà con i prigionieri palestinesi, il cui destino lo
Stato di Israele cerca di aggravare legalizzando le esecuzioni, che sono già la
norma nelle sue prigioni.
Attacchiamo in solidarietà con i “Prisoners for Palestine”, attualmente in
sciopero della fame nelle prigioni britanniche per aver attaccato gli
stabilimenti dell’azienda israeliana produttrice di armi Elbit.
Attacchiamo in omaggio all’anarchico Kyriakos Xymitiris e in solidarietà con le
anarchiche imprigionate Marianna e Dimitra, nonché con gli altri prigionieri del
caso Ampelokipoi. La fiamma della lotta non si spegnerà mai.
Attacchiamo in solidarietà con chi attraversa le frontiere e in omaggio a chi vi
ha perso la vita.
Attacchiamo in omaggio a tutte le persone che sono morte in prigione e per la
libertà di tutti i prigionieri.
Tag - Azioni
Riprendiamo
da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/02/10/rompere-il-ghiaccio-rivendicazione-del-sabotaggio-incendiario-della-linea-ferroviaria-contro-i-giochi-olimpici-pesaro-7-febbraio-2026/
(dove sono riportate anche alcune immagini dai media).
ROMPERE IL GHIACCIO
All’alba del 7 febbraio è stata sabotata la linea ferroviaria nei pressi della
stazione di Pesaro (PU, Marche).
Quest’azione mira a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo
“spettacolo” delle Olimpiadi, in questo caso quelle invernali Milano Cortina 26.
Tra i vari partner ufficiali di questi giochi ci sono aziende come Leonardo,
Eni, Gruppo FS, che collaborano e speculano su guerre e devastazione della terra
in nome del feroce progresso capitalista.
Solidarietà combattiva con tutt* * lavorat* che si ribellano allo sfruttamento
dei padroni, con i popoli in lotta per la liberazione della loro terra e con chi
insorge contro questa società.
Libertà per tutt* * ribelli in gabbia!
Riceviamo e diffondiamo:
In vista dello sciopero del 28 Novembre – Blocchiamo Tutto! Abbiamo deciso di
compiere un’azione di solidarietà contro guerra e genocidio.
Grandi sono le disgrazie che incombono su di noi, ma ci stanno particolarmente
sul culo i SUV.
Ne abbiamo disarmati 30, nella geografia chiamata milano, nella zona da argonne,
lambrate e ortica.
Essi sono la somma di tutto quanto è sbagliato nella nostra società: grandi,
grossi, pesanti, inquinanti, pericolosi e inutili.
Le vostre due tonnellate di catorcio di latta non sono nulla rispetto alla
potenza di una graziella scassata.
Vaffanculo. Miao.
Le sgonfiagomme birichine.
P.S. Un vaffanculo particolare alle Tesla: quelle beccate in giro sono state
smerdate con della colla. #Swastikar
Riceviamo da email anonima e diffondiamo:
ENI colonialista, ENI genocida
Eni, colosso dell’energia sotto il controllo del ministero dell’Economia, compie
rapine coloniali in mezzo mondo. L’Ente nazionale idrocarburi, che addrestra
reparti di Carabinieri per scopi di spionaggio, detta la politica estera dello
Stato italiano, che difende gli insediamenti Eni con missioni militari, chiamate
di pace.
Il 29 ottobre 2023, a tre settimane dall’inizio del primo genocidio in diretta
streaming, a Gaza, il Ministero dell’Energia dello Stato di Israele ha concesso
ad Eni una licenza per saccheggiare i giacimenti di gas naturale al largo della
Striscia.
Mentre i droni massacrano la popolazione prigioniera, poco più in là le trivelle
scavano protette dall’esercito per rubare il nuovo oro.
Nell’ottobre 2024, Eni sigla un accordo con l’inglese Ithaca Energy, di cui
azionista di maggioranza è l’israeliana Delek, colosso dell’energia sionista.
Delek sostiene attivamente la colonizzazione e il saccheggio della Cisgiordania
e fornisce benzina e gasolio all’esercito israeliano.
Oggi Eni si prepara a spartirsi miliardi con la ricostruzione delle macerie di
Gaza. L’Italia è pronta a fare la sua parte, dice il governo, che insieme ad Eni
mandera’ anche i Carabinieri per costruire la pace eterna. E’ un requiem quello
che stanno componendo.
Questa notte a Torino, al riparo dagli occhi indiscreti delle telecamere,
abbiamo colpito alcune macchine Fiat 500 di Enjoy, il car sharing di Eni.
La loro pace e’ la nostra morte.
Ma siamo ancora vivi e se non ci sono i tunnel, troviamo gli angoli bui.
21 novembre 2025
Riceviamo da mail anonima e diffondiamo:
Nella notte tra il 9 e il 10 novembre, mentre come durante ogni notte i
bombardamenti su Gaza e sulla Cisgiordania continuano senza sosta, abbiamo
distrutto diverse vetrate del Disi (Dipartimento di Ingegneria e Scienze
dell’Informazione) dell’Università di Trento, lasciando la scritta “DISI + IBM =
GENOCIDIO”. Abbiamo voluto ricordare all’Università le sue responsabilità. Le
collaborazioni dell’Università di Trento con aziende della guerra sono molte e
datate. L’ultima di queste, con l’azienda sionista IBM Israel, serve oggi a
portare avanti il genocidio attraverso il controllo e l’identificazione dei
palestinesi. Oggi la guerra è anche e soprattutto questo.
Al fianco della resistenza palestinese.
Con Stecco in sciopero della fame.
Con i Prisoners for Palestine, in sciopero della fame nelle carceri inglesi
contro il colonialismo sionista e britannico e per la chiusura di Elbit Systems.
Attacchiamo i collaboratori dello Stato sionista. Il nemico è qui.
—–
Qui un articolo a riguardo:
https://www.ildolomiti.it/cronaca/2025/raid-contro-luniversita-di-trento-sfondate-nella-notte-decine-di-vetrate-in-corso-i-rilievi-per-capire-la-matrice-del-gesto
Riprendiamo e diffondiamo la traduzione in italiano pubblicata in
https://lanemesi.noblogs.org/post/2025/11/05/attacco-incendiario-contro-la-stazione-di-alimentazione-elettrica-dellagenzia-di-formazione-per-le-professioni-di-sicurezza-rosny-sous-bois-francia-9-settembre-2025/
[Pubblicato in francese
in https://lille.indymedia.org/spip.php?article37537&lang=fr]
Con l’obiettivo di regalarci un assaggio della giornata del 10 settembre [ndt.
giornata di mobilitazione nazionale “blocchiamo tutto”], che speriamo superi le
nostre aspettative, ci siamo rimboccati le maniche. La mobilitazione non è
ancora iniziata, ma il rifiuto di partecipare al loro sforzo bellico, di cui il
piano di bilancio di Bayrou costituisce uno degli elementi, è già tangibile nei
discorsi e nelle proposte. Siamo consapevoli che il clima di sicurezza impostoci
da anni ha gettato le basi per la militarizzazione in atto oggi. “Siamo
orgogliosi di fornire corsi di formazione di qualità riconosciuti dalle autorità
competenti”, afferma l’Agence de Formation aux Métiers de la Sécurité [l’Agenzia
di Formazione per le Professioni di Sicurezza] nella sua propaganda online.
Quello che si vede sul posto è un edificio situato tra un McDonald’s, un’agenzia
France Travail, un campo da golf, una centrale geotermica… insomma, la
civilizzazione. Spesso ci si chiede: è possibile farla finita con tutto questo?
Come? Da dove cominciare? Questa notte abbiamo posto la domanda a una piccola
stazione di trasformazione collegata in alta tensione ai locali dell’AFMS, con i
seguenti argomenti: un litro di prodotto infiammabile e uno pneumatico. Si
vocifera che da domani si bloccherà tutto: queste domande troveranno spazio
nelle strade? Inizieremo a dare delle risposte?
Riceviamo e diffondiamo:
Lo spazio ultraterrestre è fondamentale nella guerra tra le forze che si
contendono il controllo del mondo. Lo spazio ha un ruolo centrale nella
carneficina in corso in Ucraina, nello sterminio a Gaza e in Cisgiordania, nella
guerra contro le persone migranti, nella sorveglianza delle città.
ARGOTEC partecipa a questa guerra.
ARGOTEC è una piccola azienda “eccellenza” torinese fondata nel 2008 dall’ex
parà della folgore David Avino, un’eccellenza che guadagna grazie alla morte,
come tutte le aziende che sulla guerra si arricchiscono.
ARGOTEC produce microsatelliti e sistemi d’Intelligenza Artificiale per
programmi Nasa ed europei, per esempio la costellazione di satelliti “IRIDE”
dello stato italiano finanziata con i fondi del PNNR, voluta prima dal governo
Draghi e poi da quello Meloni. “IRIDE” serve ad avere dati sempre più precisi
per la sorveglianza della terra e si avvale proprio dei microsatelliti ARGOTEC.
ARGOTEC vende i suoi prodotti ai padroni delle fabbriche, ai grossi industriali
nelle campagne, alle polizie che deportano le persone migranti, alla protezione
civile per il governo delle “emergenze”, agli eserciti.
ARGOTEC ha contratti di collaborazione con il Ministero della Difesa, per
esempio con il progetto “SeQBO” del 2018 per sviluppare un “computer sicuro
basato sulla comunicazione quantistica” in supporto a missioni militari.
ARGOTEC ha sede in Barriera di Milano, ma nell’ottobre 2024 ha inaugurato grazie
a fondi pubblici la sua sede produttiva nelle ex Cartiere Burgo, in via burgo 8,
a San Mauro Torinese, nell’area industriale Pescarito. Questo posto si chiama
“SpacePark”, un gigantesco snodo per “l’innovazione” aerospaziale dove vengono
ospitate anche diverse startup, occupa migliaia di mq ed è alimentato da 400 km
di cavi.
ARGOTEC negli ultimi due anni ha raddoppiato i profitti con la benedizione del
“centrodestra”, il presidente della regione Cirio e del “centrosinistra”, i
sindaci di Torino e San Mauro torinese Lousso e Guazzora, tutti presenti a
tagliare il nastro dello Space Park.
nessuna pace per questa fabbrica di morte che si espande nella nostra città
per questo abbiamo deciso di scrivere sui muri “ARGOTEC – MERDA NEI TUOI
INGRANAGGI“
buttando un bel po’ di merda, la stessa che si produce lì dentro
incatenando i cancelli della sede dirigenziale dell’azienda, in via Cervino 52,
a Torino
che tutti sappiano dove trovarvi
con Gaza con i disertori con le persone migranti nel cuore
siamo e saremo sabbia nei vostri ingranaggi di morte
azione diretta contro la guerra.
Riprendiamo e diffondiamo la traduzione in italiano pubblicata in
https://lanemesi.noblogs.org/post/2025/10/09/sabotare-il-bellicismo-e-il-riarmo-costi-quel-che-costi-rivendicazione-dellattacco-contro-la-linea-ferroviaria-per-il-trasporto-merci-dirette-al-porto-amburgo-germania-8-agosto-2025/
[Pubblicato in tedesco in https://de.indymedia.org/node/530478]
Sabotare il bellicismo e il riarmo! Costi quel che costi
Nella notte tra il 7 e l’8 agosto 2025 abbiamo sabotato una linea ferroviaria
per il trasporto merci nel porto di Amburgo, a sud di Wilhelmsburg. Abbiamo
scelto questo tratto consapevolmente, perché non volevamo colpire i pendolari,
già abbastanza provati, ma l’industria degli armamenti e i guerrafondai.
Il porto di Amburgo è un importante centro di smistamento per le armi. Ogni
giorno, da qui vengono trasferite tonnellate di armi, munizioni, attrezzature
belliche e relativi componenti.
Molte di queste armi vengono prodotte proprio ad Amburgo. Diverse aziende locali
producono autonomamente prodotti destinati alla guerra o forniscono
esplicitamente singoli componenti ottici, elettronici o meccanici. Coloro che
traggono profitto dalle guerre riforniscono sia l’esercito tedesco che le forze
armate di altri Stati.
Nonostante gli impegni presi dalla Repubblica Federale Tedesca di abbandonare
l’energia nucleare, attraverso il porto di Amburgo transitano regolarmente anche
trasporti di materiale nucleare. In particolare, le navi delle compagnie di
navigazione MACS, OOCL e Hapag-Lloyd sono coinvolte in queste operazioni. Nel
2024 sono stati registrati 154 trasporti.
Attualmente, stiamo assistendo a un riarmo a livello europeo e a un’espansione
dell’industria degli armamenti. Anche la Repubblica Federale Tedesca si sta
preparando alla guerra su tutti i fronti. La mania bellica è dilagante.
A ciò si aggiunge l’esercitazione prevista per settembre ad Amburgo
dell’esercito tedesco. Già nel 2024, nel porto di Amburgo, si è svolta una
manovra denominata “Red Storm Alpha”, incentrata principalmente sulla sicurezza
delle strutture portuali. Oltre a 100 soldati, hanno partecipato anche
l’Autorità Portuale di Amburgo (HPA) e la HHLA.
Quest’anno, sullo sfondo di una fantomatica guerra di aggressione russa,
l’esercitazione verterà sul trasferimento di truppe e materiali dal porto
attraverso la città verso il confine della NATO, nei Paesi Baltici. Dal 25 al 29
settembre, nell’ambito della “Red Storm Bravo”, circa 500 soldati si
eserciteranno insieme alla polizia, ai vigili del fuoco, al THW, all’HPA,
all’HHLA, alle autorità, come l’Agenzia per il lavoro, e a imprese quali Airbus
e Blohm & Voss. Giorno e notte, in tutta la città.
Le esercitazioni riguarderanno anche le cure mediche di emergenza, l’evacuazione
dei feriti e la gestione dell’ordine pubblico.
Manovre di questo tipo servono anche a consolidare l’immagine dell’esercito in
città. La popolazione deve familiarizzare con questo aspetto, così come con il
coinvolgimento di molte aziende “civili”. Infatti, secondo il Comando Regionale,
la difesa e la resilienza sono responsabilità di tutta la società.
“Dobbiamo essere pronti alla guerra. Dobbiamo essere in grado di difenderci”.
Dobbiamo preparare l’esercito e la società a questo scopo”, ha affermato il
ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in un discorso tenuto il 29
ottobre 2023. Entro il 2029 intende trasformare l’esercito tedesco in un
esercito “pronto alla guerra”. Questo sulla base della tesi che dal 2029 ci sarà
una minaccia di attacco da parte della Russia.
Nonostante gli esperti e lo stesso Pistorius confermino che non vi sono
indicazioni di un attacco russo a un partner della NATO, il continuo
martellamento mediatico su un attacco imminente alimenta i timori della
popolazione. Poiché “i russi sono alle porte” (Jens Spahn), l’attuale clima
bellicista può essere presentato come una misura difensiva necessaria e imporre
il silenzio alle voci critiche. La popolazione viene preparata.
Con il manuale “Grünbuch 4.0”, il gruppo di esperti “Zukunftsforum Öffentliche
Sicherheit e.V.” [Forum sul futuro della sicurezza pubblica] lancia un vero e
proprio appello alla guerra e sostiene apertamente l’introduzione di restrizioni
legali e misure manipolative nei confronti della popolazione civile.
Il disegno di legge necessario per attuare nel modo più rapido possibile la
preparazione alla guerra ed eliminare gli ostacoli esistenti è già pronto.
Questi includono sistemi di appalto semplificati, l’allentamento delle norme
ambientali e l’abolizione delle gare d’appalto per importi inferiori a 440.000
euro, nonché la rinuncia alla sicurezza sul lavoro e agli standard minimi
tariffari nel settore degli armamenti.
Sono previste anche misure di carattere civile, come l’istituzione della
Giornata dei Veterani, l’introduzione dell’educazione al servizio militare
obbligatorio nelle scuole e l’abolizione delle clausole civili.
Già nel 2022, l’allora cancelliere Olaf Scholz aveva chiesto una “preparazione
alla guerra” per il sistema sanitario. Il sistema sanitario tedesco, già colpito
da tagli e privatizzazioni, dovrebbe ora concentrarsi sul sostegno prioritario
alle forze armate. Secondo Pistorius, “con le prestazioni sociali e l’istruzione
non si può difendere questo Paese”.
Il 5% del prodotto interno lordo destinato alle spese militari, agli armamenti e
alla difesa (obiettivo da raggiungere entro il 2035 secondo la decisione della
NATO) non potrà essere coperto a lungo dal “patrimonio speciale” messo a
disposizione. Di conseguenza, saranno effettuati tagli in altri settori.
La pressione sul sistema sociale si è intensificata già da tempo. Sempre più
persone ne risentono. Organizzazioni come Human Rights Watch parlano già oggi di
un aumento significativo della povertà in Germania.
È giunto il momento di (ri)attivare un movimento antimilitarista.
La guerra inizia qui. Tagliamo la strada ai produttori di armi.
Sabotiamo il bellicismo e il riarmo! “Costi quel che costi”.
Mai pronti alla guerra! Né oggi, né nel 2029, mai più!
Traduciamo e diffondiamo questo bel testo di rivendicazione dell’importante
attacco al complesso militare-industriale a Berlino.
Qui il testo originale: https://de.indymedia.org/node/537364
Qui un articolo da un giornale indipendente che aiuta a contestualizzare la
vicenda: https://www.lindipendente.online/2025/09/10/a-berlino-il-sabotaggio-del-complesso-militare-ha-causato-un-grande-blackout/
[Berlino] Attacco al complesso militare-industriale – Blackout nel più grande
parco tecnologico d’Europa
9 settembre, mattina presto: migliaia di città si risvegliano, milioni di
persone vengono strappate dal sonno dal suono stridulo della sveglia, che
annuncia l’inizio di un’altra giornata di monotonia e apatia – 15 minuti per
bere un caffè e poi correre al lavoro. Un’ora sui mezzi pubblici, pochi sguardi
che si incrociano, nessuno parla, tutti fissano i propri schermi. Moltitudini di
auto attraversano le strade, il rumore delle sirene spaventa i pochi uccelli che
volteggiano sopra la città. I quartieri diventano ogni giorno un po’ più
desolati. La solitudine si diffonde tra la gente, tra edifici di cemento,
recinzioni e telecamere. Circondati dalla presenza della polizia, che minaccia
sempre più di soffocarci. Schermi pubblicitari che invitano a consumare o ad
arruolarsi nell’esercito. Sì, ci risiamo: “Il mondo può guarire grazie allo
spirito tedesco”. La “svolta epocale” richiede di stare saldi per la patria e di
essere pronti alla guerra, affinché il “corpo del popolo” si stringa e porti
sacrifici. La militarizzazione avanza e dietro la promessa neoliberista di
prosperità si mostra sempre più apertamente il volto fascista. La rassegnazione
e il pessimismo guadagnano seguaci, si respira tristezza.
I notiziari riportano continuamente notizie di catastrofi. Guerre e genocidi non
cessano. Al contrario: a Gaza, in Congo, in Sudan, in Ucraina si continua a
uccidere e i governanti si fregano le mani. Gli affari vanno bene. Si stringono
continuamente nuovi accordi per sfruttare le risorse di altri paesi e privare le
persone dei loro mezzi di sussistenza. I neofascisti sono saldamente al potere
in un numero sempre maggiore di Stati e il capitale è al loro servizio. L’ondata
reazionaria di antifemminismo e omofobia è alimentata dai tech bro, mentre
l’intelligenza artificiale continua la sua rapida ascesa, rendendo il mondo
sempre più artificiale. La loro promessa distopica di progresso: una tecnocrazia
fascistoide con aspirazioni extraplanetarie come risposta al collasso del
pianeta. Tutto sembra indicare che questo mondo sia ormai perduto da tempo, che
non ci sia alcuna possibilità di agire, che le nostre azioni non servano a
nulla, come se i tempi di rivolta fossero ormai lontani nel passato.
Oggi, però, non tutto funziona così bene. Nel più grande parco tecnologico
d’Europa, nella parte orientale di Berlino, dove di solito c’è un’intensa
attività, questa normalità sembra essere svanita nelle prime ore del mattino
dopo pochi minuti. L’oscurità è stata sostituita da un barlume di speranza,
perché l’apatia e la frustrazione non sono le uniche reazioni a questa realtà
opprimente.
No, oggi non è una giornata normale. Centinaia di amministratori delegati di
diverse aziende e istituti di ricerca nei settori dell’IT, della robotica, delle
biotecnologie e delle nanotecnologie, dell’industria spaziale, dell’intelligenza
artificiale, della sicurezza e degli armamenti hanno ricevuto la triste notizia
che il loro parco tecnologico di Adlershof ha smesso di funzionare. Almeno per
un breve periodo, ma questo è sufficiente per compromettere gravemente le loro
sensibili supermacchine e i loro processi operativi. Due tralicci dell’alta
tensione da 110 kV nella Königsheide a Johannisthal sono stati danneggiati da un
incendio doloso, causando un blackout nel parco tecnologico. Chiediamo scusa ai
residenti che ne sono stati colpiti nelle loro abitazioni private, non era
affatto nostra intenzione. Ciononostante, riteniamo che questo danno collaterale
sia accettabile, al contrario della distruzione effettiva della natura e della
sottomissione spesso mortale delle persone, di cui molte delle aziende qui
residenti sono responsabili giorno dopo giorno. Il loro attaccamento alla
ricerca del progresso tecnologico e la continua espansione dello sfruttamento
industriale di fronte alle catastrofi attuali hanno conseguenze molto più gravi.
Per tutti e in modo permanente. La volontà incondizionata di imporre questo
obiettivo con la forza militare, se necessario, mostra ciò che realmente conta:
il profitto e il potere. Questo fatto non può essere nascosto nemmeno da
divertenti spettacoli di droni nel cielo notturno o da robot dotati di
intelligenza artificiale che giocano a calcio, come quelli che di tanto in tanto
vengono presentati al pubblico appassionato di tecnologia ad Adlershof. I loro
slogan pubblicitari altisonanti su innovazione, sostenibilità e progresso non
sono altro che una manovra fuorviante sul campo di battaglia della definizione
del discorso, per distogliere l’attenzione dal fatto che in realtà costruiscono
strumenti che portano morte e distruzione. Ogni modello di business immaginabile
nei settori dell’industria high-tech citati, con sede nel parco tecnologico di
Adlershof, ha in un modo o nell’altro una funzione di stabilizzazione del
sistema ed è, tra l’altro, un prodotto di interessi militari.
Le loro macchinazioni garantiscono la sopravvivenza della macchina capitalista
della morte. Sono loro il vero obiettivo della nostra azione.
Tuttavia, sarebbe impossibile esaminare singolarmente ciascuna delle oltre mille
aziende e smascherare tutte le loro malefatte. L’elenco sarebbe infinito.
Pertanto, limiteremo questa impresa a pochi esempi che illustrano in modo
esemplare l’indicibile intreccio tra ricerca, scienza e tecnologia con la
guerra, la distruzione dell’ambiente e il controllo sociale.
ATOS – Uno dei giganti del cyber, che sviluppa, tra l’altro, prodotti IT e
applicazioni basate sull’intelligenza artificiale per l’esercito e la polizia.
Per l’esercito tedesco, il gruppo gestisce il progetto HaFIS (Armonizzazione dei
sistemi informativi di comando) e costruisce container funzionali a prova di
proiettile con infrastruttura IT. Per il bellicista Israele, Atos gestisce un
centro dati ad alta sicurezza per le sue autorità di difesa e sicurezza ed è
quindi corresponsabile della guerra e del genocidio.
ASTRIAL – Un’azienda che, oltre alle infrastrutture di sicurezza per le smart
city, si distingue soprattutto per il suo impegno nella guerra globale delle
autorità di frontiera contro i migranti. I suoi sistemi di comando e controllo
elaborano enormi quantità di dati provenienti da sensori terrestri, marittimi,
sottomarini, sotterranei, aerei e spaziali per ottimizzare la caccia all’uomo
alle frontiere esterne del Nord globale.
CENTRO TEDESCO PER L’AERONAUTICA E L’AEROSPAZIALE (DLR) – Nell’era della
policrisi, lo spazio è un ambito altamente conteso e il DLR trae enormi vantaggi
dal fondo speciale militare del governo federale tedesco. La ricerca nel campo
della tecnologia militare è parte integrante del programma del DLR. Il DLR
sostiene, ad esempio, i voli di addestramento dell’aeronautica militare o
gestisce a Colonia, in collaborazione con la Bundeswehr, un centro di competenza
per la medicina aerospaziale.
EDAG – Partner di lunga data dell’industria della sicurezza e degli armamenti.
L’azienda sviluppa veicoli militari su ruote e cingolati, soluzioni per la
sicurezza marittima o velivoli militari con e senza equipaggio. In breve: tutte
le macchine immaginabili progettate per uccidere.
EUROVIA/VINCI – Una delle più grandi aziende di costruzioni e infrastrutture al
mondo, coinvolta, tra l’altro, nella controversa costruzione del deposito
francese di scorie nucleari. Vinci costruisce anche carceri (di espulsione),
aeroporti o autostrade. Con le sue innumerevoli filiali, l’azienda è attiva
anche nel settore energetico e sta entrando sempre più nel mercato degli
armamenti. Recentemente, la filiale di Vinci Actemium ha annunciato
l’acquisizione della Wärtsilä SAM Electronics GmbH, che opera per la marina
tedesca e i cantieri navali di Amburgo, Wilhelmshaven, Elmenhorst, Bremerhaven e
Kiel.
JENOPTIK – L’azienda tecnologica di Jena opera all’interfaccia tra sicurezza
interna e difesa militare con prodotti quali telemetri laser, termocamere, LED,
ottiche a infrarossi e polimeriche, utilizzati ad esempio per la ricognizione
militare o la protezione delle infrastrutture. Di particolare rilevanza è
attualmente il suo software “TraffiData”, utilizzato tra l’altro nella zona di
confine con il Messico e ampliato su richiesta delle autorità di frontiera
statunitensi con “TraffiCatch” per rendere più efficiente la caccia alle persone
indesiderate.
ROHDE & SCHWARZ – L’azienda tecnologica e di armamenti produce tecnologia radio
per impianti radio militari e sistemi di sorveglianza, che vengono venduti a
grandi aziende tecnologiche, governi e servizi segreti in tutto il mondo. I
prodotti R&S trovano applicazione, ad esempio, nella sicurezza delle frontiere
(ad esempio in Arabia Saudita), nei veicoli militari, negli aerei, nelle navi,
nonché nel controllo di missili e simili. Ma anche nelle apparecchiature di
intercettazione della polizia e dei servizi segreti.
SIEMENS – Non c’è quasi nessun settore dell’industria militare e pesante in cui
non siano presenti prodotti Siemens. Sistemi d’arma, sottomarini nucleari,
portaerei, carri armati, reattori nucleari, dighe, impianti eolici, carceri,
aeroporti e molto altro ancora. Molti di questi megaprogetti sono molto
controversi, come ad esempio TrenMaya in Messico, i progetti di dighe di Erdogan
in Kurdistan o, più recentemente, la costruzione del cavo elettrico sottomarino
EuroAsia Interconnector, che collega Israele con Cipro e la Grecia. Anche altri
progetti infrastrutturali israeliani nella Gerusalemme Est occupata e nelle
colonie israeliane in Cisgiordania sono sostenuti dal gruppo.
TRUMPF – Un’azienda in prima linea nella guerra internazionale dei chip per la
supremazia nel mondo digitale. Che si tratti di smartphone con trasmissione dati
turbo e riconoscimento facciale, occhiali intelligenti, intelligenza
artificiale, auto a guida autonoma o sistemi missilistici, droni e sistemi
d’arma. I semiconduttori sono presenti ovunque e l’azienda tedesca Trumpf, in
collaborazione con Zeiss e ASML, svolge un ruolo chiave nella loro produzione
grazie ai suoi sistemi di litografia EUV. Senza i suoi componenti, il mondo
altamente tecnologico si fermerebbe.
Questo sabotaggio non vuole solo identificare e disturbare i nemici della
libertà, ma è anche un appello ad ampliare l’azione offensiva in generale, e in
particolare questa forma di azione, che porta a un’efficace interruzione del
sistema. È un appello a lasciarsi definitivamente alle spalle la frustrazione e
la disperazione. Un grido per proclamare che le nostre idee anarchiche e la
nostra voglia di agire prosperano e che le azioni irresponsabili dei governanti
avranno sempre delle conseguenze. Ciò vale soprattutto per i complici
dell’industria degli armamenti, perché non resteremo a guardare mentre le
persone vengono massacrate nelle loro guerre o condannate a morire di fame.
Attaccare le infrastrutture critiche significa attaccare una delle arterie
principali della sottomissione dell’uomo sull’uomo e sulla natura. La rete
elettrica rappresenta di per sé la storia del progresso ed è il presupposto
fondamentale per lo sviluppo spietato verso una società altamente tecnologica
come quella che conosciamo oggi. Questa società, sotto il giogo della tecnologia
e del capitale, sembra essere per ora il prodotto finale terreno delle conquiste
della civiltà e sta causando una distruzione del pianeta quasi irreparabile, la
cui portata è senza precedenti nella storia della Terra. Per non parlare delle
sanguinose guerre per il potere e le risorse che i governanti impongono ai loro
servitori. L’insaziabile desiderio di crescita li porta, nel vero senso della
parola, a puntare sempre più spesso alle stelle. L’elettricità è la principale
fonte di energia che alimenta ogni macchina e il “progresso” necessari per
riprodurre l’attuale sistema. È possibile spegnerlo ed è anche possibile
sostituirlo con una vita in libertà senza dominio e sfruttamento!
Sabotiamo l’attacco tecnologico – togliamo il potere al complesso
militare-industriale!
Sempre aggressivi – mai bellicosi!
Alcuni/e anarchici/e
Riceviamo e diffondiamo