In queste settimane il governo francese sta rispondendo al problema del virus
bovino della dermatite nodulare contagiosa (LSD, lumpy skin disease) con
l’ordine di abbattimento sistematico di tutti gli animali presenti nelle mandrie
di un animale infetto. Diversi allevatori, a partire dal sud ovest della
Francia, hanno iniziato ad organizzarsi con dei presidi nelle aziende agricole
per impedire l’intervento di veterinari e forze dell’ordine. In seguito, le
proteste hanno preso forme più ampie: attraverso la costruzione di reti
territoriali, gli allevatori hanno ripreso a bloccare strade provinciali ed
autostrade, una ferrovia nel dipartimento della Alta Garonna, ma anche
organizzato sit in (con lancio di letame, paglia e finto sangue animale) davanti
a prefetture e sotto prefetture.
Ne parliamo con un agricoltore, che fa parte del sindacato Confédération
Paysanne e del movimento Soulèvements de la Terre. Oltre ad offrirci una
panoramica del problema e delle mobilitazioni, ci racconta delle difficoltà che
derivano dall’incontro tra agricoltori e allevatori con visioni politiche molto
diverse. Prendere parte alle mobilitazioni significa anche confrontarsi con il
consenso crescente che raccoglie il sindacato di estrema destra Coordination
Rurale.