Il 17 gennaio Yoweri Museveni ha vinto ufficialmente le elezioni in Uganda con
il 71% dei voti ottenendo il suo settimo mandato consecutivo alla tenera età di
81 anni .Le elezioni si sono tenute in un clima di terrore e brogli ,si
susseguono le segnalazioni di intimidazioni, arresti e rapimenti di
rappresentanti dell’opposizione, candidati, sostenitori,organi di stampa e
attori della società civile. Prima delle elezioni, le autorità avevano bloccato
internet, sostenendo che l’interruzione fosse intesa a impedire la diffusione di
“disinformazione”,almeno 400 sostenitori del leader dell’opposizione Bobi Wine
sono stati arrestati . Le squadre delle milizie al servizio del regime
sequestrano ed uccidono oppositori mentre la residenza delcandidato
dell’opposizione è circondata dall’esercito.
Nonostante questo regime d’oppressione sia l’Unione Africana che le cancellerie
occidentali tacciono acquiescenti con il presidente padrone Museveni che
garantisce stabilità in una regione estremamente rilevante dal punto di vista
strategico e protegge anche i lucrosi affari ed investimenti delle compagnie
occidentali e cinesi.
Si registra inoltre un coordinamento nella repressione del dissenso fra il Kenya
,la Tanzania e l’Uganda con la condivisione di intelligence formale e informale
per tracciare gli avversari politici oltre i confini , consegne extragiudiziali
transfrontaliere che fanno “scomparire” i critici in un solo paese per
riapparire nelle prigioni della nazione d’origine, accuse di tradimento
dispiegate come armi legali nei procedimenti giudiziari progettati per eliminare
l’opposizione, un clima di paura che trascende i confini nazionali, rendendo
l’esilio un rifugio fragile.
Un sistema che ricorda il “plan condor” delle dittature sudamericane negli anni
70/80 ,d’altra parte i sistemi repressivi non sono tanto dissimili : in Tanzania
dopo le elezioni farsa si parla di migliaia di vittime della repressione delle
proteste di piazza ,in Kenya la repressione contro gli studenti e i giovani che
protestavano contro il presidenteb Ruto è stata feroce ,e in Uganda il regno di
Museveni entra nel quarantesimo anno.
Ne parliamo con un giornalista italiano di cui non possiamo fare il nome per
ragioni di sicurezza che si trova in Uganda.