Dietro le quinte scintillanti delle Olimpiadi c’è un una folla di lavoratrici e
lavoratori precari
Milano si sta trasformando sempre di più in una città esclusiva ed escludente,
con i suoi hotel di lusso e i ristoranti stellati. Una città dove si abbattono
gli alloggi popolari per far spazio ai grattacieli delle banche e delle
corporation. Dietro le vetrine e le insegne scintillanti operano però decine di
migliaia di lavoratori e lavoratrici costretti ai gironi infernali del
precariato, degli appalti selvaggi e dei salari poveri.
Le Olimpiadi, seguendo la via tracciata da Expo 2015, non hanno fatto altro che
accelerare ulteriormente queste dinamiche, riproponendo massicce colate di
cemento e speculazioni edilizie, massimizzazione dello sfruttamento sul lavoro
tramite l’immensa torta degli appalti, l’accentuarsi della repressione con le
zone rosse e le limitazioni al diritto di sciopero imposte per decreto o
approvate con patti sindacali di “tregua sociale”.
In questo approfondimento abbiamo provato a raccontarvi la condizione di chi fa
le pulizie negli hotel di lusso, tra cottimo, straordinari non riconosciuti,
paghe da fame.
Ne abbiamo parlato con Mattia Scolari della Cub Milano
Ascolta la diretta: