Un po’ di rassegna stampa da questo triste mondo malato, poi, dolcemente
accompagnatx dalla sudaticcia mano della latin core, entriamo in argomento: come
la “manosfera” e l’alt right misogina si diffondono nel mondo del gaming online.
Nel 2014 ci fu il Gamer Gate. Iniziò come una campagna di molestie contro una
sviluppatrice di videogiochi, Zoe Quinn, accusata dal suo ex fidanzato di aver
avuto rapporti intimi con giornalisti in cambio di recensioni positive sui suoi
giochi. Quinn aveva realizzato un gioco chiamato “Depression Quest”. Il gioco
era gratuito e ha avuto un buon riscontro, ma è diventato un bersaglio per gli
utenti di 4chan e migliaia di persone della comunità online del gaming.
Il fatto che la sviluppatrice fosse una donna (in seguito Quinn si definì non
binaria), che la protagonista del videogioco fosse una donna e che l’argomento
fosse la depressione risultò una combinazione particolarmente irritante per i
maschi geek e gli incel. Le molestie ai danni di Zoe Quinn furono una campagna
semi-coordinata che risultò in livelli di odio mai visti prima, soprattutto
nella più ristretta comunità videoludica dell’epoca. Già aveva visto pubblicato
dall’ex fidanzato materiale intimo che le apparteneva risalente a quando lx due
stavano insieme, ma in più veniva costantemente doxata e minacciata di violenza,
anche da perfetti sconociuti e veniva stalkerata da un gruppo online che cercava
di convincerla a suicidarsi. Anche altre figure femminili associate al mondo del
gaming furono prese di mira. Un’altra sviluppatrice di videogiochi, Brianna Wu,
fu doxata dopo aver fatto una battuta sul Gamergate. L’attrice Felicia Day fu
doxata e minacciata dopo aver scritto del suo senso di estraneità dalla comunità
videoludica a causa del Gamergate.
Con Matteo Lupetti, fumettista indipendente, membro del collettivo Warpo, che si
occupa di critica di arte e scrive di arte digitale e videogiochi su Il
Manifesto e alcune testate estere e ha da poco pubblicato il suo primo libro è
“UDO. Guida ai videogiochi nell’Antropocene”, parliamo di Gamer Gate e
dell’intersezione tra la comunità online del gaming, l’estrema destra e la
manosfera.
Citati nella puntata:
Articolo di Franco Bifo Berardi sull’AI – Il Disertore
Articolo sull’alt right e Nick Fuentes – Il Manifesto
Woke e anti-woke: un’analisi su gaming e intrattenimento – Spacenerd
Tag - manosfera
Alla fine dell’estate 2025, il dibattito pubblico italiano è stato animato dal
caso del gruppo Facebook Mia moglie, a cui ha fatto seguito quello del
sito-blog Phica.net, due vicende molto simili tra loro, al netto di alcune
differenze. Si trattava (usiamo il plurale perché, a oggi, entrambi sono stati
chiusi) di spazi digitali che, dietro l’apparente facciata della socialità (nel
caso di «Mia moglie») o della pornografia amatoriale («Phica.net»), consentivano
– in maniera neanche troppo celata – la condivisione di immagini non consensuali
di donne, commentate in maniera degradante e violenta da migliaia di utenti
uomini.
Il gruppo «Mia moglie», con quasi 32mila iscritti, è stato chiuso da Meta dopo
le molte segnalazioni seguite alla denuncia social da parte della scrittrice
Carolina Capria, che ne aveva messo in luce la vera natura: non un luogo ironico
di coppia, come si presentava, bensì un archivio di foto intime di mogli,
fidanzate e sconosciute, diffuse senza consenso e sottoposte a scherno e a
giudizi sessisti, talvolta anche molto violenti.
L’attenzione mediatica su questo gruppo Facebook ha, nello stesso arco di
giorni, acceso i riflettori su «Phica.net», un sito nato nel 2005 come spazio di
pornografia amatoriale, che però nel tempo si è trasformato in un archivio di
foto rubate e non consensuali, screenshot di immagini rinvenute sui social
network e immagini manipolate (soprattutto, foto di donne “denudate” con
appositi sistemi IA), condivise senza consenso e accompagnate da commenti
ipersessualizzanti, osceni e misogini. Nonostante esistessero già denunce e
petizioni (come quella di Mary Galati, lanciata nel 2023 e ripresa nel 2025,
che aveva superate le 167mila firme), solo nel 2025, alla luce del polverone
mediatico sollevato, «Phica.net» è stato chiuso. (da ReWriters)
Il gruppo “Mia moglie” e simili ci spinge a esplorare la manosfera, e le le
forme di mascolinità che circolano online, in dialogo con una dottoranda che sta
svolgendo il suo progetto di ricerca proprio sulla manosfera, e leggendo il
libro di Manolo Farci, Quel che resta degli uomini – Sulla mascolinità.