Tag - USA

Nello Spazio: armamenti e corsa alla luna tra geopolitica e investimenti privati
Lunedì 14 settembre con una breve dichiarazione evasiva, la US Space Force ha dichiarato la presenza di armamenti statunitensi nello spazio suscitando la reazione di Cina e Russia. Questo è l’ultimo episodio che sottolinea la sempre maggiore rilevanza nel fronte spaziale. I progetti di allunaggio di Usa e Cina, la chimera dello sfruttamento di ulteriori risorse sul satellite, la competizione tra Stati e privati per il controllo delle infrastrutture sempre più fondamentali per il comparto militare e civile sono alcuni degli esempi più rilevanti. Di questo e del ruolo del comparto aereospaziale italiano abbiamo parlato con Andrea Capocci, giornalista de il Manifesto.
L'informazione di Blackout
USA
#armamenti
aereospazio
luna
I tech bros sono tutti d’accordo – l’IA ci ucciderà tutt*
Scrive Walter Benjamin, mentre scappa dai nazisti: «Il concetto di progresso va fondato nell’idea della catastrofe. Che ‘tutto continui così’ è la catastrofe. Essa non è ciò che di volta in volta incombe, ma ciò che di volta in volta è dato. […] l’inferno non è qualcosa che ci attenda, bensì questa vita qui». Citati nella puntata We Must Pace the Frontier – Dario Amodei C’è da fidarsi dell’appello sulla sicurezza delle AI? – Il Post Data Workers‘ Inquiry – sito web
USA
ai
tecnologia
Elon Musk
Cuba senza petrolio nè alleati: l’internazionalismo di destra in America Latina
Il 5 gennaio, con un’azione militare lampo, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno catturato e sottoposto ad arresto Nicolás Maduro, allora presidente del Venezuela, e principale alleato di Cuba nel continente americano, nonché fornitore di beni essenziali come il petrolio. Da allora in poi, nemmeno una goccia. Gli Stati Uniti hanno chiuso la strada a qualsiasi forma di approvvigionamento, spingendo l’isola caraibica verso una crisi mai così profonda, a un passo dal collasso. Il 29 gennaio il presidente americano ha anche firmato un ordine esecutivo che, adducendo unilateralmente ragioni di “sicurezza nazionale”, impone sanzioni a chiunque venda petrolio al regime cubano. Anche il Messico, nel timore di essere colpito da un inasprimento dei dazi statunitensi, ha deciso di sospendere le forniture di petrolio in attesa di trovare una soluzione diplomatica. Il 7 marzo 2026, durante un vertice in Florida, Donald Trump e i leader di 12 nazioni latinoamericane hanno formalizzato lo Shield of the Americas, una coalizione multinazionale militare e politica finalizzata ufficialmente a contrastare lo smercio di droga in latino America, e a riaffermare l’influenza statunitense nella regione secondo una rinnovata Dottrina Monroe. Durante questo incontro, Trump ha apertamente dichiarato che il regime cubano si trova nei suoi “ultimi momenti di vita”, forte anche del totale isolamento diplomatico ed economico in cui l’isola è precipitata dall’inizio dell’anno. Tornando al Venezuela, familiari di detenuti politici, ex prigionieri e rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani hanno manifestato pacificamente davanti all’Ufficio del Difensore civico, a Caracas, chiedendo la liberazione delle persone incarcerate per motivi di opinione. I manifestanti hanno consegnato un documento in cui chiedono condizioni dignitose di reclusione, la fine dei trasferimenti senza preavviso e la liberazione dei detenuti perseguitati per ragioni politiche. Dalla rimozione, forzata, del presidente Maduro a gennaio, i diritti in Venezuela non sono migliorati: la possibilità di elezioni politiche è stata scartata dallo stesso Trump, le liberazioni promesse non sono avvenute e diverse organizzazioni denunciano addirittura un aumento della censura. L’unica cosa portata a termine è stato l’accordo sul petrolio, che concede agli Stati Uniti la gestione di un quinto delle riserve di petrolio del Venezuela, con al centro delle negoziazioni il controverso imprenditore venezuelano, già indagato per riciclaggio di denaro, Alejandro Betancourt López. Ne parliamo con Andrea Cegna, giornalista free lance, profondo conoscitore dell’America Latina.
L'informazione di Blackout
USA
altavisibilita
America Latina
Trump
L’avanzata atlantica del neofascismo@1
In vista delle elezioni midterm, facciamo una cronologia ragionata e non esaustiva del trumpismo e dei legami che si saldano tra Stati, capitale e movimenti neonazisti. Maccartismo 2.0, criminalizzazione delle lotte sociali, dell’antifascismo, della solidarietà alla Palestina, attacchi alle infrastrutture di comunicazione libere e fuori dalle logiche di mercato, pesanti ingerenze nella politica estera, sanzioni, dazi e altre forme di violenza economica… tutto questo e molto altro nel primo anno e mezzo del secondo mandato di Trump! (e in Europa non va meglio) Con un compagno del comitato antirep di Milano facciamo il punto dei vari filoni del processo per i “fatti di Budapest”, lanciamo gli appuntamenti delle prossime settimane in solidarietà a tuttx lx antifa e per la difesa delle lotte sociali. Per Maja, contro l’estradizione di Gino e Zaid, free all antifas! Assemblea nazionale 5 settembre h. 11 @ Acrobax Chiudiamo con alcune notizie sulla repressione del fronte interno statunitense.
antifascismo
repressione
USA
guerra
Trump
LISTE NERE U.S.A, AUTISTICI/INVENTATI, CENSURA GLOBALE [con Avv. G. Vitale] – Minaccia di A/I o di AI? – Ucraina e diplomazia tecnomilitare… come Israele?@2
Estratti dalla puntata del 31 agosto 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LISTE NERE, TERRORISMO ANTIFA E CENSURA GLOBALE Il 26 agosto 2026 il collettivo Autistici/Inventati (A/I) è stato inserito in una lista nera del Dipartimento del Tesoro statunitense che include anche l’organizzazione della diaspora palestinese Masar Badil (Palestinian Alternative Revolutionary Path Movement), e il movimento britannico Palestine Action. Il collettivo non è accusato di aver compiuto azioni criminali, ma di aver consentito l’anonimato online e strumenti di comunicazione protetta grazie alle sue strutture autogestite. In compagnia dell’avvocato Gianluca Vitale, che si sta occupando della tutela legale di Autistici/Inventati, affrontiamo diversi aspetti politici, geopolitici e geotecnologici della vicenda: dall’attacco alla libera comunicazione del pensiero, alla censura facilitata anche da normative come il Digital Service Act europeo, all’utilizzo delle liste nere come esercizio di egemonia repressiva su scala globale, alla possibile influenza sulle autorità italiane e a ripercussioni legali, fino al conflitto intrinseco tra il modello di interazioni digitali difeso da A/I e quello dei colossi del web statunitensi. / / / intervista a un compagno di Hacklab Torino A margine riprendiamo alcune cornici all’interno delle quali leggere l’attacco del Dipartimento del Tesoro statunitense contro A/I: – il fronte interno degli USA trumpiani e la necessità di rappresentare Antifa come network terroristico internazionale – il tentativo di testare la possibilità di consolidare un’internazionale reazionaria della repressione – la multipolare guerra all’anonimato online e alla crittografia delle comunicazioni digitali CHATBOT E CYBERMAFIE L’indicazione da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense delle strutture di Autistici/Inventati come facilitanti attività illegali e terroristiche diventa quasi ridicola se si osserva il ruolo dei chatbot statunitensi nella costruzione di industrie della truffa e nel supporto a eserciti non-statali come Boko Haram: DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE UCRAINA L’Ucraina sta seguendo le orme di Israele nella strutturazione di una rete di diplomazia tecno-militare? Gli accordi Ucraina-Honduras per l’uso di droni sul fronte interno, l’accesso dell’apparato militare industriale britannico ai dati degli Avengers AI Labs ucraini, l’ex ministro della difesa Fedorov (architetto delle guerra automatizzata) arruolato da Crosetto, Leonardo che apre la sua filiale a Kiev, ma soprattutto la dimensione laboratoriale del confitto… ci suggerirebbero di sì. Sulle reti di diplomazia industriale sionista vedi anche: RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Ucraina
repressione
USA
antifa
intelligenza artificiale
Autistici sotto attacco!
Il 26 agosto il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato di aver deciso di applicare sanzioni antiterrorismo nei confronti del collettivo Autistici/Inventati, che hasede in Italia. La legge federale americana conferisce al Dipartimento del Tesoro ampia discrezionalità nell’attribuire l’etichetta di “organizzazione terroristica” a gruppi stranieri. Nel medesimo pacchetto di misure restrittive, applicate nell’ambito di una strategia più ampia contro il dissenso radicale, oltre ad A/I rientrano sigle internazionali come Palestine Action e Masar Badil. La base legale è l’Executive Order 13224, firmato dopo l’11 settembre 2001, che consente di colpire chiunque abbia “materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico” a un atto di terrorismo. La formula “supporto tecnologico” è il perno di tutta la vicenda, perché è quella che permette di trattare un provider di servizi come un fiancheggiatore. La pratica di designare una piattaforma Internet e un fornitore di servizi come gruppo terroristico ha implicazioni “enormi” per il futuro della libertà di espressione su Internet, ed è per questo che è importante supportare il collettivo A/I. Il dipartimento di stato Usa ha dato un mese di tempo a privati e imprese statunitensi per rompere i rapporti con il collettivo Autistici/Inventati accusato di terrorismo. Ma, a sole ventiquattr’ore dal provvedimento, le caselle mail ospitate da A/I e i blog noblogs non erano raggiungibili. Tutta colpa del Public Interest Registry (Pir), l’ente che da Washington governa l’accessibilità ai domini «.org» utilizzati abitualmente da gruppi e associazioni no profit. Il Pir ha voluto obbedire per primo all’ordine di Trump e Rubio rendendo irraggiungibile il server. In una mezza giornata, lx tecnicx del collettivo hanno rimediato al problema. I dati sono stati trasferiti a un altro indirizzo web, lx utenti di autistici.org hanno recuperato le loro email e i blog sono tornati visibili su .noblogs.org. Di seguito, pubblichiamo quanto condiviso direttamente da A/I rispetto all’uso delle caselle mail: 1. Se hai un indirizzo @autistici.org stiamo lavorando per trasferire la tua casella su un nuovo dominio (su questo seguiranno presto aggiornamenti!). Nel frattempo non potrai inviare o ricevere nuove mail, ma potrai comunque accedere al tuo account. Una volta dentro, troverai tutto il tuo archivio di posta. 2. Se hai un indirizzo di posta sui nostri server con qualsiasi altro dominio, puoi nuovamente accedere alla tua casella e spedire e ricevere mail usando la webmail o il tuo solito client di posta. 3. Per accedere alla webmail, apri la nostra home all’indirizzo https://www.inventati.org e clicca Login in alto a sinistra. Poi inserisci il tuo nome utente e la tua password per accedere al tuo account. 4. Se preferisci usare un client di posta (per esempio Thunderbird), non devi fare altro che cambiare l’indirizzo del server da mail.autistici.org a mail.inventati.org (per la posta in entrata) e da smtp.autistici.org a smtp.inventati.org (per la posta in uscita). A quel punto potrai usare il tuo account email come al solito. Stiamo cercando di fare del nostro meglio per sopravvivere a questa apocalisse. Tieni duro e abbi fiducia! Continueremo a pubblicare aggiornamenti via via che ne abbiamo. Per rimanere aggiornatx, e approfondire, consigliamo di controllare le seguenti pagine. Website: https://inventati.org (dove trovate una trovate una spiegazione completa della vicenda, e i comunicati e la solidarietà espressa) Blog: https://cavallette.noblogs.org Social: https://mastodon.bida.im/@cavallette Ne abbiamo parlato con un compagno dell’Hacklab torinese. Ascolta l’approfondimento. Di seguito del materiale da diffondere, il link per scaricare “+KAOS”, il libro sui 10 anni di mediattivismo e hacking di A/I, e l’articolo di Sabot Media citato nella puntata.
L'informazione di Blackout
repressione
USA
altavisibilita
Trump
Solidarietà ad Autistici/Inventati, contro la repressione USA
Dato che come trasmissione radio di occupiamo di diritti digitali, accesso all’informazione e lotta contro la repressione e gli abusi nell’ambito del digitale, anche noi abbiamo un’email e una mailing list su Autistici/Inventati. Abbiamo scelto questa organizzazione come affidabile – dalla nostra prima puntata 10 anni fa – in quanto non commerciale, antisessista e antimilitarista e con una infrastruttura documentata fatta solo di software FOSS, free e opensource. Noi accusiamo di TENTATA CENSURA il governo USA, rispetto agli spazi di libertà digitale e di libera espressione nel web e in internet. *Queste sanzioni economiche devono venire ritirate!* È un attacco a tutte le organizzazioni che lottano per i diritti umani in ogni parte del mondo e che usufruiscono della rete mondiale digitale per comunicare e organizzarsi. L’internet non è l’orticello del business, del controllo e della repressione, ma uno spazio progettato e costruito per la libera diffusione e acquisizione della conoscenza. Internet è una federazione di reti. A/I è solo una di queste che permette a un numero molto ampio di persone di avere una loro presenza nel web, pubblicare i loro pensieri e scriversi o parlarsi confidenzialmente, con un modello di fornitura del servizio volontario ed una “retribuzione a donazione”, ovvero senza discriminazione di reddito e senza pressione per il “rendimento” dei tuoi contenuti. A/I è una barca solidale che naviga sulle acque tecniche dell’internet, e può ospitare anche te! C’è l’essenziale e quello che puoi portarci tu! Non troverai fascisti, sessisti e capitalisti… Segnaliamo i riferimenti del collettivo A/I: attivist* per i diritti digitali, che fornisce egregiamente da 25 anni email, videocall, messaggistica, siti web e strumenti di autodifesa online per gruppi, associazioni e singole che non vogliono essere monetizzati dal mercato “tech”, né vivere e comunicare sotto controllo: www.autistici.org – www.inventati.org Noi li abbiamo già scelti 10 anni fa, tu ci stai ancora pensando?!  Pubblicare e comunicare su piattaforme online che non ti spiano, che non ti profilano per la pubblicità e che non trasformano le tue relazioni e letture in aste al migliore offerente per lo spaccio dei contenuti di moda, è la strada del nostro sistema nervoso internazionale, detto internet, che ci porta a un mondo ogni giorno un po’ migliore. Il resto dipende da te! Noi ci auspichiamo molti più server autogestiti anticapitalisti, noi ci auspichiamo più incentivi per il lavoro volontario volto alla libera circolazione dei saperi, alla redistribuzione della ricchezza, all’utilizzo ecquo delle risorse, alla salvaguardia dei diritti umani e alla mediazione pacifica dei conflitti! Che gli USA ritirino subito le sanzioni su A/I! Qui trovate il primo comunicato, nei prossimi giorni arriverà la cartella stampa e la campagna contro le sanzioni: – https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076 – https://mastodon.bida.im/@cavallette Segnaliamo alcune riflessioni politiche altrui ma che condividiamo: https://www.osservatoriorepressione.info/gli-stati-uniti-dichiarano-terrorista-autistici-inventati-ora-nel-mirino-ce-linfrastruttura-del-dissenso/
antifascismo
repressione
USA
censura
approfondimento
Detenzione amministrativa negli Stati Uniti? Tra chi ci lucra e come si resiste
Nella puntata di oggi di Harraga (in onda ogni venerdì dalle 15 alle 16 su Radio Blackout) parliamo della detenzione amministrativa negli Stati Uniti, un tema centrale per capire come la macchina del razzismo istituzionalizzato dell’amministrazione Trump – dalle retate ICE nelle strade alla detenzione – si muova nel cuore del capitalismo. Dopo aver raccontato retate e mobilitazioni di piazza, oggi facciamo un passo avanti nella catena: la detenzione amministrativa delle persone migranti, gli Administrative Detention Centers, il corrispettivo statunitense dei nostri CPR, viene gestita in gran parte da colossi privati che lucrano miliardi sulla pelle delle persone recluse, con investimenti pubblici esplosi dalla seconda amministrazione Trump. Ripercorriamo due momenti di lotta che hanno scosso quei centri dalle fondamenta negli ultimi anni: lo sciopero della fame collettivo dell’aprile 2020 all’Otay Mesa Detention Center di San Diego, e di come una forma di protesta di solito individuale sia diventata lotta collettiva, “contagiandosi” tra vari centri di reclusione negli USA – un parallelo che ci risuona con le rivolte nelle carceri italiane della stessa primavera 2020 e con la repressione durissima che le ha seguite. Poi le proteste e lo sciopero della fame e del lavoro del maggio 2026 a Delaney Hall, New Jersey, dove la lotta interna si è saldata con la solidarietà e i blocchi fuori dal centro, incontrando anch’essa una risposta repressiva molto violenta. Ne abbiamo parlato con Ettore, che si è occupato e ha fatto ricerca sul campo proprio sulla detenzione amministrativa negli USA.
razzismo
USA
cpr
detenzione amministrativa
ice
Fentanyl (parte 1)
La crisi del fentanyl negli Stati Uniti ha proporzioni epidemiche. Per comprendere la scala del fenomeno, il numero dellx statunitensi uccisi dagli oppioidi sintetici in un solo anno supera ampiamente il totale dei soldati statunitensi morti durante l’intera guerra del Vietnam (circa 58.000 vittime in oltre un decennio). Negli Stati Uniti si muore significativamente di più per overdose da fentanyl rispetto agli incidenti stradali. Nel 2022, al culmine della mortalità causata da questa droga, il capo della Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, Anne Milgram, ha affermato che “il fentanyl è la droga più letale che la nostra nazione abbia mai affrontato”. Lo scorso 3 luglio, all’ospedale Israelitico di Roma sono sparite 80 fiale del potente farmaco antidolorifico che è anche una delle droghe sintetiche più pericolose, il fentanyl appunto. Si è stimato che questa quantità di fentanyl è idonea a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito.
USA
droga
fentanyl
Independence day
El Ninho non ha risparmiato neanche il 250esimo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, come d’altronde non ha risparmiato l’Europa. A Washington la tradizionale parata del Giorno dell’Indipendenza è stata cancellata dopo che il National Weather Service ha diramato un’allerta per caldo estremo, con temperature percepite comprese tra 43 e 46 gradi. Decine di migliaia di persone che avevano sfidato il caldo più intenso mai registrato nella capitale per il 4 luglio sono state costrette a lasciare il National Mall diverse ore prima del discorso a causa dell’arrivo di temporali, altre “È urgente intervenire per salvaguardare le condizioni in cui i mercati, e la civiltà stessa, possono funzionare”, ha detto un alto dirigente di Allianz, il colosso delle assicurazioni. Da queste dichiarazioni, abbiamo provato a esplorare alcuni scenari economico-finanziari innescati dalla crisi climatica, con l’aiuto di alcuni articoli di giornale e l’intervento del Prof. Andrea Fumagalli.
crisi climatica
USA
economia
Trump