Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della
polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26
gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano. La ricostruzione di quanto accaduto
disegna una dinamica strutturale di abusi e violenza in territori laddove si
alimenta un’esclusione sistemica.
Territori non privi di contraddizioni che vengono narrati in maniera fuorviante
dalla copertura mediatica privando di fatto della possibilità di prendere
parola, ostacolando anche forme di ricomposizione dal basso.
Ci sono delle esperienze e dei vissuti che raccontano di un orizzonte diverso,
di legami che si creano, di autorganizzazione e possibilità che si aprono, di
conflitti che emergono in varie forme. Esiste un riconoscimento sociale e
politico e le ipotesi di percorsi collettivi passano attraverso la lotta per
l’accesso ai bisogni e dal radicamento per la costruzione autonoma di un punto
di vista e di una comunicazione propri.
Alcune riflessioni insieme a un compagno del collettivo Immigrital su questi e
altri temi a partire dagli omicidi di Milano, di Zack e di Ramy.
La foto in copertina è presa da Immigrital1 ed è di @vengaence_ riguarda
un’iniziativa di socialità in quartiere Corvetto.